un libro per i bambini di Rocchetta

giovedì 23 febbraio 2012

Pubblicato da Lydia 8 commenti

Ve la ricordate l'alluvione che aveva colpito la Liguria ed in particolare la Cooperativa Sociale Gulliver ed i bambini di Rocchetta Vara?
Ve lo ricordate il mercatino sui Navigli di Milano in cui avevamo raccolto fondi vendendo biscotti travestiti da decorazioni natalizie? E poi quello a Roma alla Chiesa Valdese?
Ebbene ancora una volta chiedo il vostro aiuto.
Patrizia Bosso ha raccolto in un libro molto grazioso più di 250 ricette regalate da altrettanti blogger.
C'è anche una mia ricetta.
Il libro è in vendita solo presso il sito dell'editore: "libero di scrivere" e costa 18,50 .
Compratelo, è per una buona causa: i proventi andranno alla Cooperativa Sociale Gulliver.

grissini all'olio di nocciole per "Open"

venerdì 17 febbraio 2012

Pubblicato da Lydia 15 commenti

Mi avevate lasciato 4 giorni fa alle prese con l'olio di nocciole di Mattia Pariani ed una ricetta da realizzare per Open, la manifestazione che si sta svolgendo in questi giorni alla Triennale di Milano, di cui, per inciso, sono entusiasta e a cui, se mi consentite un consiglio da amica, vi suggerisco di non mancare. Qui il programma.
Vi avevo chiamato a raccolta ed eravate corsi in mio aiuto numerosi, e di questo vi ringrazio nuovamente, tante idee e tanti spunti interessanti.
Ho dovuto scartare, ahimè, tutte le paste, i risotti e tutto ciò richiedesse qualunque tipo di cottura, in Triennale non avevo cucina a disposizione, ho dovuto scartare anche la tartare, che tanto mi avrebbe fatto comodo, perchè temevo che portata da casa già condita e preparata avrebbe un po' patito ed allora ho riflettuto su un paio di suggerimenti.
Lisa mi aveva consigliato dei carciofi grigliati, serviti con un pezzettino di blu di bufala e qualche nocciola tostata e Francesca aveva proposto di sostituire l'olio di nocciola all'olio extra vergine d'oliva in un lievitato che lo contenesse.
Visto che la mia idea era di fare assaggiare l'olio di nocciole sia a crudo che in un prodotto infornato, ho pensato ad un piccolo bocconcino con zucca grigliata, pecorino stagionato ed olio di nocciole (ispirandomi ai carciofi di Lisa) e a dei grissini stirati all'olio di nocciole, tanto per rimanere in Piemonte (seguendo il suggerimento di Francesca).
Visto che il bocconcino di zucca non necessita di alcuna ricetta, ecco i grissini all'olio di nocciole, ricetta modificata delle sorelle Simili.


GRISSINI STIRATI ALL'OLIO DI NOCCIOLE

500 g di farina 00
260 g di acqua circa
10 g di lievito di birra
1 cucchiaino di sale
50 g di olio di nocciole di Mattia Pariani
2 cucchiaiate abbondanti di granella di nocciole
semola di grano duro
olio di nocciole per pennellare

Fare la fontana ed amalgamare tutti gli ingredienti. Impastare battendo per 10 min.
Io ho usato l'impastatrice con la frusta a gancio ed ho aggiunto in ultimo la granella di nocciole.
Fare un filone e stenderlo formando un rettangolo circa 30 per 10, appoggiarlo su uno strato di semola, pennellare con olio di nocciola e cospargere con semola.
Coprire a campana e lasciar lievitare 50/60 minuti.
Con un coltello largo o con una spatola tagliare dal lato corto dei bastoncini alti circa 1 dito, afferrarli al centro con le dita e assottigliarli tirandoli delicatamente e spostando contemporaneamente le dita verso l'esterno.
Disporli su una teglia e infornare a 200 gradi per 20 min circa.

consigli e suggerimenti per un evento open

lunedì 13 febbraio 2012

Pubblicato da Lydia 33 commenti

Non sono stata travolta dall'ondata di maltempo, nessuna nevicata mi ha impedito di raggiungere un pc, il gatto non ha mangiato la tastiera e gli alieni non mi hanno rapita, sono solo stata assente ingiustificata per quasi 2 mesi e non ho scuse, ma se può interessarvi sono qui, ancora viva e vegeta.



Neanche il tempo di rientrare che vi chiedo subito una mano per un progetto, molto bello, in cui sono stata coinvolta da un caro amico: Gianluca Biscalchin, illustratore e giornalista, che se malauguratamente ancora non doveste conoscere vi consiglio di andare a farlo immediatamente.
Dal 15 febbraio avrà inizio un progetto alla Triennale di Milano che si chiama Open, è un progetto che coinvolge diverse aree tematiche (cibo, design, sport, famiglia, arte e musica) e la loro evoluzione nell'era della tecnologia. E' un progetto aperto a tutti e l'area di discussione che interessa me è guarda caso il cibo...
Openfood attraverso una serie di eventi, che dureranno un paio di settimane, vuol raccontare il cibo nell'epoca dei tablet, vuol capire come sia cambiata la nascita di un alimento o di un piatto con l'avvento del web e delle nuove tecnologie.
E allora è stato chiesto a me e ad altri blogger di fare da padrini ad un prodotto d'eccellenza, di raccontarlo e di coinvolgere i lettori nella scelta di una ricetta che possa valorizzarlo. A me l'onore di raccontare l'olio di nocciole di Pariani.
Ed a voi chiedo: come utilizzereste un ottimo olio di nocciole piemonte IGP? Quale secondo voi l'abbinamento più adatto? Non servono ricette particolarmente complesse, solo un consiglio in un commento a questo post.
Il suggerimento che mi convincerà più di tutti mi accompagnerà giovedì 16 febbraio alle 12 nella sala lettura della Triennale di Milano.

Se siete a Milano siete invitati tutti perchè Open è aperto a tutti e culminerà mercoledì 29 febbraio con "la cena della rete" in cui chefs veneti, lombardi e piemontesi (Lorenzo Cogo, Manuel e Christian Costardi, Cesare Battisti, Alessandro Negrini e Fabio Pisani e Gianluca Fusto) porteranno un prodotto d'eccellenza di queste terre e lo cucineranno presentati da 5 bloggers della rete.
Qui tutte le informazioni per partecipare

sono deficiente

lunedì 19 dicembre 2011

Pubblicato da Lydia 46 commenti

La mia cucina è chiusa da tempo immemore, i fornelli non sono mai stati così limpidi, mai arrivate bollette dell'elettricità così basse, segno che il forno è lì che giace abbandonato, nessun profumo di biscotti nè puzza di cipolle ad impregnare casa e vestiti, i vicini stanno vivendo un periodo di pax kenwoodiana, è un po' che non sono svegliati ad orari improbabili da rumori di apparecchi molesti.
So bene di essere deficiente... manchevole nei confronti di chiunque capiti da queste parti.
Passerà e tornerò a cucinare e a scrivere.
Oggi una torta dei miei amici calycanthi di mele e mandorle, tratta dal loro libro sulle torte di mele edito da Guido Tommasi, delizioso, un'ottima idea per Natale.



TORTA DI MELE E MANDORLE
Per uno stampo da 22 cm

150 g Zucchero
4 Uova
100 g Farina 00
100 g Mandorle
1/2 Bustina di lievito
3 Mele (120g circa l'una)
Succo di un limone
Zucchero al velo per guarnire

Tritare le mandorle finemente, sbucciare e tagliare a fettine le mele e bagnatele con il succo del limone. Montare i tuorli con lo zucchero fino a quando il composto diventa bianco e spumoso. Aggiungere la farina insieme al lievito mescolando delicatamente, poi le mandorle. Infine unire le mele sbucciate. In ultimo gli albumi a neve. Versare l'impasto in uno stampo imburrato e infarinato e cuocere a 180°C per circa 1 ora (prova stecchino). Sfornare, aspettare qualche minuto e sformare. Quando la torta è fradda cospargere con zucchero al velo, cosa che io non faccio perchè odio lo zucchero al velo

sono un uomo fortunato...

lunedì 12 dicembre 2011

Pubblicato da robertopotito 23 commenti


Sì ebbene sì...sono un uomo molto, ma molto fortunato.
A quanti di voi è capitato di trovarsi in un periodo di lavoro intenso e massacrante e nello stesso tempo di dovere organizzare un'iniziativa importante che vi vede alle prese con la preparazione casalinga di 60/70 panettoni, di temere di non potercela fare e di avere un paio di amiche intrepide che accorrono in vostro aiuto??
Non ho chiesto aiuto direttamente, ma i miei due angeli lo hanno capito e non hanno esitato.
Sono piombate con leggiadra eleganza a casa mia e per ben due giorni hanno impastato, steso sfoglie, fuso cioccolato, tostato mandorle e quant'altro producendo chili e chili di dolcetti, biscotti e madeleines salate: tutto squisito e tutto perfetto.
Al sottoscritto è stato amichevolmente ed amorevolmente consigliato di farsi da parte, di rilassarsi; al massimo di fumarsi una sigaretta.
E poi come se non bastasse, le mie due amiche hanno pensato bene di diffondere la notizia del mercatino di Natale presso la Chiesa valdese di Roma in piazza Cavour in tutto il web, ed hanno pensato ancora meglio quando hanno deciso che una parte potesse essere devoluta ai bambini di Rocchetta Vara.
Numerosi bloggers e non hanno aderito all' appello, inviando pacchi di autentiche meraviglie che troneggiavano sul mio banchetto di vendita.
Allora, sono o non sono un uomo fortunato??
Avrei voluto pubblicare un paio di foto che ritraevano i miei dolci angeli all'opera, ma non hanno voluto.
Se non l'aveste ancora capito si tratta di Lydia (dal fascino inquietante) e di Giovanna (dall'inquietante fascino).
Che dire? Grazie a tutti coloro che hanno generosamente pubblicizzato l'evento, che hanno partecipato direttamente ed indirettamente al mercatino di Natale alla Chiesa Valdese.
L'incasso del nostro banco è stato di circa 1200 euro ed una parte (600 euro) è stata devoluta alla comunità alloggio di Rocchetta Vara, il resto ad opere che seguo personalmente, in particolare case di riposo e opere per l'infanzia

Un ringraziamento particolare va a Jajo, a Cindystar, a Patrizia, a Maite e Marie, ad Artemisia, a Caris, a Cristina



PANDOLCE GENOVESE

600 G di farina forte (W superiore a 320)
12 g di lievito di birra
150 g di zucchero semolato
140 g di burro morbido
50 g di uvetta
25 g di arancia candita
60 g di pinoli leggermente tostati in forno
1 cucchiaino di semi di finocchio
1 cucchiaino raso di sale fino
acqua a temperatura ambiente q.b.
qualche mandorla per decorare

ESECUZIONE

Il giorno precedente, preparate una piccola biga poolish con 100 grammi di farina, 100 grammi di acqua a temperatura ambiente ed il lievito di birra sbriciolato.
Lavorate il tutto non troppo a lungo. Coprite la ciotola con della pellicola e fate fermentare.
Il giorno successivo, riprendete la poolish alla quale aggiungerete la rimanente farina assieme allo zucchero ed iniziate ad aggiungere poca acqua fino a quando non avrete intriso la farina, la biga e lo zucchero.
Lasciate riposare l'impasto molto, ma molto granuloso per circa un quarto d'ora.
Riprendetelo ed unite l'acqua necessaria ad ottenere un impasto alquanto sodo.
A questo punto, incorporate il burro in almeno un paio di riprese: non aggiungetene altro se il precedente non sarà stato ben assorbito dal vostro impasto.
Alla fine della lavorazione, otterrete un impasto morbido ed elastico.
Ungetelo con del burro, copritelo con della pellicola e fatelo riposare per circa un paio di ore (dovrà raddoppiare il proprio volume).
Riprendete l'impasto ed incorporatevi con delicatezza l'uvetta, l'arancia candita, i pinoli e per ultimo i semi di finocchio.
Arrotondate bene l'impasto e fatelo riposare in una teglia un pò alta fino a completo sviluppo.
Ungete di tanto in tanto la superficie con del burro molto morbido per evitare la disidratazione.
Al momento della cottura, praticate un taglio a croce ed infornate a 190° per circa 1 ora e trenta.
Personalmente non ho utilizzato alcuna teglia ed ho lasciato il pandolce che si sviluppasse liberamente.

stavolta tocca ai romani

mercoledì 30 novembre 2011

Pubblicato da Lydia 28 commenti

Oramai lo sanno anche le pietre: domenica siamo state a Milano sui Navigli, abbiamo venduto le nostre decorazioni natalizie commestibili, le borse di Stella, i bijoux di Francesca, i semini di basilico.
E' andata benissimo, le pietre sono a conoscenza anche di questo: abbiamo raccolto quasi € 1600 che sono stati già inviati ai bimbi di Rocchetta Vara.


Sabato 3 dicembre, forse questo le pietre non lo sanno ancora, tocca ai romani.
Come ogni anno si terrà il mercatino di beneficenza gestito da Roberto alla Chiesa Valdese in piazza Cavour.
Roberto sta già preparando i soliti panettoni, che vi consiglio di prenotare perchè vanno a ruba, mentre Maite, Ciboulette, Artemisia, Caris, Giovanna, Cinzia, Patrizia, Jacopo sono già tutte all'opera per preparare biscotti, zelten, taralli, pesto e dolcetti vari.
Una percentuale del ricavato andrà ai bambini di Rocchetta, il resto verrà utilizzato come al solito da Roberto per iniziative benefiche da lui stesso seguite.

Vi aspettiamo numerosi sabato 3 dicembre dalle 10,30, e per tutta la mattinata, alla Chiesa Valdese di piazza Cavour, con ingresso da via Marianna Dionigi.
Se vorrete potrete fermarvi anche a pranzo, verrà allestita una sorta di tavola calda home made.

P.S.
Vi preghiamo di diffondere la notizia, stavolta non saremo per strada ed avremo bisogno del vostro passaparola

Milanesi a rapporto

venerdì 25 novembre 2011

Pubblicato da Lydia 34 commenti

La rete ha un cuore grande, molto grande.
Può capitare che una foto su facebook o un post su un blog possano generare catene di solidarietà del tutto inaspettate.
E' capitato l'anno scorso con le 99 colombe, qualche settimana fa con L'Officina di cucina di Chiara e di Claudia, che per la cronaca martedì ha riaperto con grande emozione di tutti, ed è quello che sta accadendo in questi giorni per i bambini di Rocchetta Vara.


Tutto ha inizio con un post in cui Patrizia, una cara amica blogger genovese, racconta di due case famiglia distrutte dalla recente alluvione in Liguria, di 20 bambini rimasti senza casa, senza vestiti, senza libri, senza giochi, senza nulla di nulla, di una cooperativa, che di questi bambini si occupa, senza più neanche una sede. Tutto spazzato via dalla forza devastante dell'acqua e del fango, il 25 ottobre.
Nasce l'idea di raccogliere ricette e di farne un libro i cui proventi andranno alla Cooperativa sociale Gulliver per i bambini di Rocchetta Vara, così i foodblogger della rete si attivano e si mettono ai fornelli.
Ma non basta, servono fondi: i bambini hanno perso tutto. E' un susseguirsi di idee e di iniziative, così da un brainstorming su facebook nasce l'idea di un banco al mercatino sui Navigli a Milano, domenica 27 novembre.
Le foodblogger venderanno decorazioni natalizie commestibili, non hanno i permessi necessari per vendere alimenti preparati da loro, per cui si adattano e scatenano la loro fantasia: i biscotti saranno palline natalizie o decorazioni da attaccare all'albero, saranno alberelli o campanelli da mettere sulle tavole.
Ma credetemi è tutto roba assolutamente commestibile ed anche molto buona, con o senza permessi.
Andate a trovarle domenica sui navigli, le riconoscerete dal naso freddo e dal sorriso caldo, sul loro banchetto ci sarà scritto a caratteri cubitali "Un filo per...i bambini di Rocchetta", che è il filo della solidarietà che ha unito tutte loro, il filo sottile e resistente della speranza che i bambini di Rocchetta possano tornare quanto prima alla normalità.
E se non doveste trovarle sul ponte del naviglio grande (Ripa di Porta Ticinese, fronte Darsena) dalle 9,30 fino ad esaurimento scorte, andate direttamente a San Vittore probabilmente saranno state portate lì dai vigili con la forza.
Chi vi scrive è una di queste foodblogger e vi ringrazia sin d'ora per l'aiuto che potrete dar loro.

Tra le altre cose troverete:
gli alberelli di pane di Cindystar


Le campanelle di Reb


I biscottini di panpepato di Diletta


gli alberelli glassati di Sarah



lebkuchen, paste di meliga, frolle al cioccolato di Daniela, di Patrizia, di Benedetta, di Alice, di Simona

P.S.
Oltre alle decorazioni commestibili, potrete trovare anche portatorte e borse di Stella


i bijoux di Francesca



le splendide corone di Virginia



P.S.2
il 3 dicembre toccherà ai romani, saremo al mercatino alla Chiesa Valdese in piazza Cavour, una parte del ricavato andrà ai bambini di Rocchetta.
Lì troverete anche i panettoni di Roberto