le polpette in carrozza di nonna Lydia

lunedì 11 maggio 2009

Pubblicato da Lydia



Da bambine vi capitava mai di arrampicarvi sulla sedia del tavolo della cucina e guardare affascinate pasticciare i grandi?
Io ho chiara nella mia mente l’immagine di me abbarbicata sul tavolo a guardare mia nonna cucinare.
In occasione del concorso di Sandra, mi è venuto in mente una cosa che preparava spesso la nonna Lydia. Io ne andavo pazza.
Erano dei crostoni di pane e carne fatti sulla falsa riga della mozzarella in carrozza.
Mia nonna è morta da 20 anni, io non li mangio da 25 anni, quindi sono andata a sentimento, non mi ricordo neanche che nome mia nonna desse a questo piatto, io l’ho ribattezzato polpette in carrozza.

POLPETTE IN CARROZZA DELLA NONNA LYDIA
4 fette di pane cafone raffermo
50 gr di carne macinata di vitello
1 uovo
Pane ammollato in acqua
Sale
1 uovo
Farina
Olio per friggere

Impastare la carne macinata con il pane ammollato, l’uovo, un po’ di latte, un pizzico di sale ed un cucchiaio di parmigiano.
Nel frattempo inumidite le fette di pane in un po’ di latte. Mettere uno strato sottile di carne, passare nell’uovo, in un po’ di farina e friggere


Questa ricetta partecipa al concorso organizzato da Sandra in collaborazione con la Guido Tommasi editore nella sezione la cucina di casa mia

27 commenti:

Gambetto ha detto...

Le ricette del cuore, quelle della propria famiglia sono sempre speciali. Anche a me piace fare così. Complimenti come sempre per la preparazione. Ricetta segnata :)

robertopotito ha detto...

già é proprio una ricetta del cuore, dei ricordi e della propria infanzia...immagino Lydia da bambina: una delizia di creaturina!!!

Mirtilla ha detto...

davvero una ricetta deliziosa,e tu l'hai presentata alla grande ;)

sandra ha detto...

Grazie cara Lydia, è un bel ricordo quello che hai della nonna.. Anche la mia non c'è più da quasi 4 anni, ma ero talmente legata a lei che sembra che manchi da più tempo.
In bocca al lupetto con le tue polpette!
un abbraccio

Genny ha detto...

sono d'accordo:la sola cosa che si può fare con le ricette di una volta è cambaire la presentazione, mai il sapore!!!bellissime queste polpette..ma hai notato che queste di una volta son quasi tutte polpette?anche io voglio presentare una ricetta a sandra e saran polpette:DDmah!!

Diletta ha detto...

Lydia, io ho fatto colazione all'alba e una di queste me la mangerei anche subito! Io ho il dente "salato&rustico"!A proposito di mozzarella in carrozza il mio papà la fa super squisita..mi sa che al prossimo giro in italy me la faccio fare!
Buon lunedì a todos,
D.

Lydia ha detto...

@ Ciao Gambetto, è vero le ricette di famiglia sono sempre speciali, ed è bene conservarle, ricordarle ed anche tramandarle

@ Roberto, Lydia da creaturina era una nota rompiscatole...

@ Mirtilla, grazie mille, sei sempre molto cara

@ Sandra, io ero legatissima ai miei nonni, e ho sempre pensato sia un gran privilegio crescere con dei nonni al fianco.
Un abbraccio e buon lavoro, vedo che ti sta arrivando un bel numero di ricette!!!!

@ Genny, sai che non avevo notato che ci fossero molte polpette?
Sapevo di quelle di Virginia.
Si vede che le polpette, come le cotolette, sono il cibo preferito dei bambini!!

@ Dile, ora mi hai fatto venire voglia di mozzarella in carrozza!!!

Stefania ha detto...

Ciao Lydia, grazie di essere passata a trovarmi. Se hai vogli di inserire uno dei tuoi esperimenti nella raccolta del gelato, ne sarò contenta.
Bellissime le polpette, semplici, ma presentate così sono d'effetto.
ciao

Lady Cocca ha detto...

Certo che ricordo anche io quando guardavo estasiata la mia nonnina preparare i suoi manicaretti dolci e salati...sono i piu' bei ricordi e i sapori piu' buoni...dettati dal cuore!!!!
Ciao Lidia

Anonimo ha detto...

Lydia,anche mia mamma le faceva! L'unica variante era che lei,anzichè nel latte, passava le fette di pane nell'olio,che,nel forno,diventavano croccanti alla periferia,mentre restavano morbide nel punto a contatto con la carne. E usava dei ferri da maglia come spiedini... Mariella

dede ha detto...

Lydia, ho letto che non è escluso che tu passi dalle nostre parti, nel caso, chi lo sa, magari, se credi, se puoi, se vuoi, fatti sentire

Lydia ha detto...

@ Stefania, per ora sto solo sperimentando, appena sarò soddisfatta ti faccio sapere

@ Ciao Lidia, avevi anche tu una nonna Lidia?

@ Mari, da provare la versione di tua madre, io non amo friggere

@ Dede, se riesco ti faccio sapere certamente.
Un abbraccio

Juls ha detto...

mi piace leggere i perché e i percome delle ricette di famiglia...
bel ricordo davvero!
baci

Mammazan ha detto...

Tu ricordi questa ricetta,ottima,io invece ricordo che mia nonna per "coccolarmi" mi preparava le bistecchine di agnellone alla brace con le patate fritte..me le ricordo ancora!!

L'Antro dell'Alchimista ha detto...

Lydia che ricetta splendida!!!! Buona serata Laura

Dada ha detto...

Immagino bene le circostanze, le racconti benissimo! Queste polpette condite di ricordi devono essere mooolto gustose... A presto

Daniela di SenzaPanna ha detto...

La classe non è acqua! ;-))))
Tu che sei una poetessa della cucina hai scritto: "vado a sentimento".


Io avrei scritto molto banalmente: "vado a occhio".
(ho molto da imparare cara socia)
:-)))))))

Ciboulette ha detto...

si, si, vabbe', vuoi farmi mangiare la carne, ho capito.....cosi' la mangerei pure io, tanto non sto facendo neanche finta di stare a dieta! :D

PS: il ferro che scorre dentro di me.....non si e' quasi scomposto, e' tale e quale a prima! Ah ah!

Lydia ha detto...

@ Juls, i perchè e i per come sono la parte che preferisco!!!

@ Mammazan, le patate fritte, quelle vere, non le mangio da una vita...

@ Laura, un abbraccio a te

@ Dada, polpette e ricordi un binomio perfetto

@ Dani, hai da imparare a scrivere cavolate!!???

@ Cibou, ho deciso che visto che il mio ferro vuol fare come vuole, io glielo lascerò fare ;-))
Mica posso perdere latesta dietro a lui

Anna Righeblu ha detto...

Una poesia questo post... cara Lydia, certi sapori non si dimenticano!
Sono passata per un saluto veloce... (putroppo, in questo periodo è così...)
Baci

Cuoche dell'altro mondo ha detto...

Quante volto cerco di ricordare le ricette di mia nonna, quante volte vorrei poterla chiamare e chiedere "ma tu ci mettevi l'uovo o no?" "e come facevi a farle così leggere le melanzane?"
Difficile riprodurre esattamente le loro ricette, ma non dimentichiamoci che il ricordo è un ingrediente speciale e sono certa che queste polpette sono sublimi.
Baci
Alex

papavero di campo ha detto...

pane cafone! sì così veniva chiamato il pane scuro, con farina di semola di grano duro e aggiunta di cruschello insomma quello di tipo integrale che oggi osanniamo e celebriamo come vero pane! quello bianco invece era osannato allora perché lo mangiavano i notabili e non il popolino..corsi e ricorsi delle vicende umane!
ma la ricetta di memoria ha un ingrediente irreperibile insostituibile e pregiatissimo: l'unicità di un sapore affettivo!

un gentile saluto!

marguerited ha detto...

che meravigliosi ricordi guardare da una seggiola affascinati gli adulti che cucinano, iniziarsi a questo mondo di profumi e di riti.......
che brava Lydia e che belle parole "andare a sentimento" irresistibile questa ricetta di copiare e conservare
marg

Lydia ha detto...

Ma lo sapete che i commenti a questo post sono tutti molto belli??!!
Grazie, davvero

Lady Cocca ha detto...

No mia nonna non si chiamava Lydia come me ,ma adoravo guardarla mentre impastava qualsiasi cosa...il nome è stato ereditato dalla mia madrina di battesimo....ciaoooooo

Adriano ha detto...

Questa non la conoscevo, al primo sgarro con la dieta, le provo.

Patuf ha detto...

Anche mia nonna le faceva! Infatti mi sono tornate in mente e cercando la ricetta sono incappata in questo blog!
Mia nonna, Ada, li chiamava "salpicchi"!
Paola