Ci volevano nientepopodimenochè Aimo Moroni in persona, o per meglio dire una sua ricetta, il Comune di Milano con Pisapia in prima fila, e tutto il gruppo di Identità Golose a farmi rispolverare questo povero blog reietto ed abbandonato, a scrollarmi di dosso, anche se per poco, la noia ed il torpore di questi ultimi mesi e a farmi staccare le padelle dal chiodo.
Da ieri, giovedì 19 aprile, fino a domani, sabato 21, i mercati coperti di Milano sono più animati del solito, oltre alle solite "sciure" carrellomunite (somma invidia per quei deliziosi carrellini in tela) tra i vari banchi si aggirano loschi figuri (come la sottoscritta) muniti di una lista della spesa "speciale" redatta cioè da chef blasonati per relizzare un menu d'eccezione, il tutto con un intento anche solidale.
Certa di essere stata pressocchè criptica, invito chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni sull'iniziativa che si chiama "Aggiungi un pasto a tavola" a dare uno sguardo su Gastronomia Mediterranea, dove nei giorni scorsi ne ho parlato più dettagliatamente.
Vi basti sapere che uno stupendo risotto di Aimo Moroni mi ha finalmente smosso e mi ha fatto riaccendere i fornelli.
RISOTTO CON CAPPERI DI PANTELLERIA, STRACCIATELLA, POMODORI E PISELLI FRESCHI
280 g riso carnaroli
1 cipollotto
100 g di stracciatella
2 pomodori tipo ramato maturi
500 g di piselli freschi
20 g di capperi di Pantelleria dissalati
1,5 lt di brodo vegetale (realizzato con i baccelli di piselli, le bucce dei pomodori, una carota, una cipolla e poco sedano)
4 foglie di basilico spezzettate
4 cucchiai olio extra vergine d'oliva
sale
Lavare i piselli e sgusciarli avendo cura di separare i piselli più grandi da quelli più piccoli.
Utilizzare circa 100 g di baccelli vuoti insieme alle altre verdure per la preparazione del brodo vegetale.
Sbollentare i pomodori in acqua bollente per 1 minuto, pelarli e tagliarli a cubetti piccoli.
Affettare sottilmente la parte bianca del cipollotto, in una casseruola con 1 cucchiaio di olio ed 1 di acqua, farlo appassire per 3/4 minuti.
Aggiungere il riso, lasciarlo tostare per 1 minuto a fuoco vivace, aggiungere poco brodo alla volta, ben caldo, continuando la cottura a fuoco moderato per 12 minuti, unire la stracciatella e i piselli più grandi e cuocere per altri 2 minuti fino a fine cottura.
Togliere dal fuoco, unire i capperi e il basilico e mantecare con 1 cucchiaio di olio.
Condire i piselli piccoli e i pomodori con sale e 1/2 cucchiaio di olio.
Disporre il risotto nei piatti guarnendo con pomodoro e piselli
un risotto dopo mesi
venerdì 20 aprile 2012
Pubblicato da Lydia 68 commentialle 06:07 68 commenti | Posta un commento
senza cappello
martedì 22 novembre 2011
Pubblicato da Lydia 32 commentiChi mi conosce e chi segue tzatziki sa che non amo pubblicare ricette nude e crude, senza un racconto seppur stupido o banale ad introdurle, senza una storiella o qualche riga che dica anche un po' di me.
Oggi ho il vuoto, il blocco dello "scrittore" ha avuto il sopravvento.
La ricetta però è davvero buona, fidatevi, anche senza un cappello di presentazione o 4 parole stupide.
CALLE SU CREMA DI CIPOLLA CON TONNO SCOTTATO, OLIVE, PINOLI E CAPPERI
per 500 g di pasta (io ho usato le calle del pastificio dei campi, ma questo condimento si sposa bene anche con un mezzo pacchero o un pacchero)
3 cipolle bianche di media grandezza
300 g di filetto di tonno
una ventina di olive nere di gaeta
una manciata di capperi piccoli sotto sale
50 g di pinoli tostati
olio extra vergine d'oliva
1 bicchiere di vino bianco
Tagliare le cipolle a fette sottili, metterle in un tegame con un filo d'olio, scottarle a fuoco vivo, aggiungere un bicchiere d'acqua e lasciare che si consumino a fuoco lento per un paio d'ore. Aggiungere un po' d'acqua quando necessario.
Per questa operazione io ho usato la pentola a pressione per abbreviare i tempi (20 minuti a partire dal fischio).
Sfumare con 1 bicchiere di vino bianco secco.
Quando il vino sarà evaporato salare e frullare con 1 frullatore ad immersione.
Mentre la pasta cuoce in abbondante acqua bollente e salata, tagliare a cubetti il filetto di tonno e scottarlo su una padella antiaderente ben calda (mi raccomando a far scaldare bene la padella prima di mettere il tonno, che non dovrà essere eccessivamente cotto).
Scolare la pasta al dente, condirla con la crema di cipolle, i capperi dissalati, le olive denocciolate e i pinoli tostati e completare con i cubetti di tonno.
alle 06:06 32 commenti | Posta un commento
3 anni di gestazione
giovedì 10 novembre 2011
Pubblicato da Lydia 29 commentiHo impiegato ben 3 anni a scrivere questo post, da quando cioè questo blog è nato, 3 anni fa tra qualche giorno per l'appunto.
L'ho cominciato e messo da parte non so quante volte, l'ho scritto nella mia mente, poi l'ho buttato via, poi ci sono ritornata.
Non per la complessità della ricetta, decisamente no, ma perchè la zuppa di fagioli e castagne era uno dei piatti preferiti di mio nonno.
Non volevo scrivere un post melenso e sciancacore con lacrime, abbracci e fazzoletti alla Raffaella Carrà, ma neanche mi piaceva l'idea di sorvolare sull'argomento.
Allora lasciatemi ricordare di quando in un piovoso pomeriggio d'inverno di almeno 25 anni fa a bordo della sua 126 bianca targata NA 897019 girammo tutta la città alla ricerca disperata delle castagne secche e lasciatemi anche sorridere ricordando i suoi improperi quando volevano a tutti i costi rifilargli le castagne del prete, più umide e poco adatte alla zuppa di fagioli.
Allora castagne secche e castagne del prete mi sembravano assolutamente identiche e non riuscivo proprio a spiegarmi la sua ostinazione, mi ci sono voluti più di 25 anni per capire.
ZUPPA DI CASTAGNE E FAGIOLI
per 4 persone
300 g di fagioli secchi tipo borlotti
100 g di castagne secche
olio
sale
2 foglie di alloro
1 spicchio d'aglio
1 pezzetto di pancetta
Mettere i fagioli e le castagne ammollo in 2 recipienti separati per almeno 1 notte.
In 2 tegami separati lessare ben al dente le castagne ed i fagioli ciascuno con una foglia di alloro.
In un tegame abbastanza capiente mettere un filo d'olio un po' di pancetta a pezzetti piccoli e far rosolare insieme ad 1 spicchio d'aglio, eliminare l'aglio ed aggiungere le castagne ed i fagioli con i loro liquidi di cottura. Portare a cottura.
Se vi piace potete passare qualche fagiolo per ottenere una zuppa più cremosa.
Completare con un filo d'olio
alle 06:05 29 commenti | Posta un commento
ancora sulla sindrome dell'emigrante
lunedì 24 ottobre 2011
Pubblicato da Lydia 23 commenti
A volte penso che dovrei scattare qualche foto alle mie valigie, quelle che fanno con me il viaggio da Napoli a Milano, quelle che poi trascino per 2 piani senza ascensore e che prima o poi mi costeranno la schiena, quelle il cui interno un giorno esploderà e distruggerà tutti i miei vestiti.
Si, poi dovrei proprio mostrarvele quelle foto, anche se a dire il vero, pensandoci bene, forse farei meglio a nasconderle, perchè non farebbero altro che alimentare lo stereotipo ancora in voga del napoletano emigrante, quello con i polli nella valigia di malafemmenana memoria.
Ma è così, è bene me ne faccia una ragione, la sindrome dell'emigrante, di cui avevo già avuto modo di parlare in occasione del viaggio in treno di un baccalà, aumenta vertiginosamente con l'età.
E siccome non c'è mai limite al peggio stavolta le valigie hanno fatto una tappa intermedia tra Napoli e Milano: Londra, dove ero stata invitata a colazione per l'inaugurazione del nuovo "Centre of Excellence" di Scholtès.
Stavolta nel viaggio Napoli-Londra-Milano mi hanno accompagnato:
- n.1 barattolo da 500 g di ottimo tonno sott'olio di Cetara
- n.1 confezione di latta di caffè kimbo gold medal che a Milano non si trova, fa nulla che io non bevo caffè: è un regalo
- 1 kg di taralli appena sfornati
- 2 kg di semola di grano duro dei molini de vita
E così non ho resistito ed ancora una volta, chiedendo umilmente venia ai toscani e cospargendomi il capo di cenere, ho fatto scempio della pappa al pomodoro, come già avevo fatto l'estate scorsa aggiungendoci i peperoni, e ne ho fatta una ancora più eretica ai pomodori e patate.

PAPPA AL POMODORO E PATATE
Ingredienti per 4 persone
1 barattolo da 1/2 kg di pomodorini di ottima qualità, se non li avete aspettate di avere dei pomodori buoni
1 scalogno
1/2 carota
1/4 costa di sedano
basilico
olio extra vergine d'oliva
sale
pepe
2 patate
Lessate le patate in acqua salata, pelatele, fatele a pezzetti e schiacciatele grossolanamente con la forchetta, tenetele da parte.
In un tegame con dell'olio fate appassire lo scalogno a fettine sottili e il sedano e le carote a pezzetti molto piccoli, bagnate con qualche mestolo d'acqua per evitare che attacchino.
Aggiungete i pomodorini e fate cuocere per una decina di minuti, la varietà dei pomodori utilizzati inciderà sui tempi di cottura.
Versare le patate e il basilico spezzettato, fate insaporire, aggiustate di sale e di pepe e servite con un filo d'olio a crudo Etichette: amici, antipasti, patate, pomodori, primi piatti, zuppe e minestre
alle 06:06 23 commenti | Posta un commento
un post che mi sta a cuore
martedì 18 ottobre 2011
Pubblicato da Lydia 21 commentiOttobre è il mese della prevenzione dei tumori al seno e come l'anno scorso sento il dovere di ricordare soprattutto a me stessa, ma anche agli avventori di questo blog, che una buona prevenzione si fa anche a tavola.
Non sono un medico e mai mi permetterei di sostituirmi a chi ne sa più di me e a questi studi dedica la sua vita, ma oramai è arcinoto che le cattive abitudini alimentari, che l'abuso di alcool, che il sovrappeso, che mangiare molti grassi animali, molte carni rosse e zuccheri raffinati, aumentino la predisposizione a certi tipi di tumori.
Quindi accolgo con gioia l'appello di Stella e pubblico oggi una ricetta "sana" impegnandomi a mangiare in maniera sana tutti i mesi dell'anno, non solo quello di ottobre.
Perchè sano e gustoso non sono il contrario l'uno dell'altro.
Se volete saperne di più ed approfondire l'argomento vi consiglio di leggere le 10 regole d'oro per prevenire il cancro diffuse dal WCRF, il fondo mondiale per la ricerda sul cancro, e di consultare il sito della campagna Nastro rosa
ZUPPETTA DI CECI, TOTANI E ROSMARINO
per 4 persone
250 g di ceci secchi
1/2 kg di totani già puliti
olio extra vergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
1 pizzico di sale
Mettere i ceci in ammollo per 7/8 ore, lessarli in acqua con 1 rametto di rosmarino o utilizzare la pentola a pressione (io li cuocio per 15 minuti dopo il fischio).
In un tegame con un cucchiaio d'olio mettere uno spicchio d'aglio e quando l'olio si sarà riscaldato aggiungere i totani a rondelle, fateli cuocere lo stretto necessario evitando che induriscano.
Passare al passaverdure metà dei ceci e mettere i ceci ed il passato di ceci in un tegame sul fuoco, aggiungere un po' del liquido dei totani e fate insaporire.
All'ultimo momento aggiungere i totani tagliati a pezzetti e qualche ago di rosmarino, controllate il sale, se dovesse servire aggiungetene lo stretto necessario, e servite la zuppetta con un filo d'olio a crudo
alle 06:06 21 commenti | Posta un commento
del tempo, degli inglesi e di un ragù ai funghi secchi
lunedì 10 ottobre 2011
Pubblicato da Lydia 22 commentiSono cresciuta nella convinzione che fossero gli Inglesi a parlare sempre del tempo e delle condizioni metereologiche.
Bah, sarà, ma ho come la sensazione che noi Italiani ci siamo inglesizzati: fa troppo caldo, fa ancora caldo, piove, non piove, ma quando arriva il freddo, accidenti è arrivato il freddo.
Se parlate al telefono con chiunque viva in un punto dello stivale che non sia il vostro, il primo argomento di conversazione trattato state pur certi che riguarderà le condizioni meteo.
Se salite su un autobus, se andate in metro, se siete in fila alla cassa del supermercato o siete alla posta per pagare una bolletta, potete scommettere che qualcuno vi parlerà e si lamenterà del tempo.
Fate pure l'esperimento, voi dovete solo star lì fermi ed attendere, vedrete che prima o poi accadrà, l'inglesizzato di turno si farà vivo e brontolerà alzando gli occhi al cielo.
A questo punto consentite anche a me di farlo: questo autunno è piovuto poco, molto poco, quasi niente, quindi pochi funghi per ora, pochissimi, e cari, non si può far altro che metter mano alle scorte di funghi secchi, almeno per ora.
Speriamo piova, anzi no che sono metereopatica.
RAGU' VEGETALE DI FUNGHI
per 500 g di pasta
2 cipolle
1 scalogno
1 gambo di sedano
3 carote
1 manciata di porcini secchi
1 manciata di finferle secche
1/2 bicchiere di vino bianco
olio
sale
per mantecare la pasta
una spolverata di parmigiano grattugiato
1 noce di burro
Mettere i funghi in ammollo in acqua calda.
In un tegame dal fondo spesso con un filo d'olio aggiungere gli odori tritati grossolanamente e mettere sul fornello a fuoco medio, fate cuocere per una mezz'ora, tre quarti d'ora circa, gli odori dovrebbero rilasciare il loro liquido quindi non dovebbero attaccarsi al fondo del tegame, in caso contrario aggiungete un po' d'acqua.
A questo punto sminuzzate i funghi, filtratene l'acqua ed aggiungete entrambi al tegame con gli odori, lasciate cuocere ancora un'oretta e mezza a fuoco basso e con coperchio, fate sempre attenzione che il ragù non attacchi ed aggiungete un po' di acqua se necessario.
Quando gli ortaggi saranno scuriti e disfatti e la salsa sarà diventata densa e lucida, versare il vino e lasciare evaporare. Salare.
Cuocere la pasta molto al dente e prima di scolare conservare un po' di acqua di cottura.
Mantecarela pasta a fuoco vivace con il ragù, un mestolo di acqua di cottura, una spolverata di parmigiano ed una noce di burro
Vi segnalo su Gastronomia Mediterranea:
una breve rassegna sulle bottarghe d'Italia di me medesima
come raccapezzarsi tra doc, igp & company di Fabrizio
"la leggenda del buon cibo italiano", un libro che dovremmo tutti leggere di Giovanna
una ricetta con le ultime zucchine della stagione di Edda
alle 06:08 22 commenti | Posta un commento
disorientamenti post vacanze
lunedì 5 settembre 2011
Pubblicato da Lydia 26 commenti
Il rientro dalle vacanze mi ha sempre disorientato e non poco.
Sfoglio alcune riviste di un certo livello, dal parrucchiere sia chiaro, e mi danno suggerimenti su come mantenere i benefici acquisiti durante l'estate, ne sfoglio altre, sempre di un certo livello, sempre dal parrucchiere ovcors, che mi consigliano diete ed esercizi per ritornare in forma dopo gli stravizi estivi.
Ma insomma, che si decidano, da queste benedette vacanze estive torniamo in gran forma e possiamo mangiare senza scrupoli oppure tocca metterci a dieta per rientrare negli abiti invernali e non dover rifare tutto il guardaroba?
Che siate a dieta perchè vi sentite un po' appesantiti, che vi sentiate strafighi grazie al benefico influsso estivo, un piatto di pasta con peperoncini verdi e alici non potrà che farvi bene, se lo avessero assaggiato lo consiglierebbero anche quelle riviste di un certo livello di cui sopra.
SPAGHETTI PEPERONCINI VERDI* E ALICI
per 4 persone
350 g di spaghetti
150 g di pomodorini
300 g di peperoncini verdi*
300 g di alici già pulite
olio extra vergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
parmigiano grattugiato una manciata
Mettere in una grossa padella dell'olio e far soffriggere uno spicchio di aglio che poi eliminerete.
Aggiungere i pomodorini tagliati a metà ed i peperoncini* privati del picciuolo e dei semi, se volete potete tagliarli a rondelline, io li lascio interi. Portare a cottura.
Nel frattempo cuocere la pasta molto al dente.
Mettere le alici pulite nel sugo, farle cuocere (ci vuole davvero poco).
Condire la pasta in padella con i peperoncini e le alici e completare con una manciata di parmigiano.
*i peperoncini verdi altrimenti detti peperoncini del fiume sono grandi come un peperoncino piccante, ma sono dolci e di colore verde. In alcune parti d'Italia si chiamano friggitelli
alle 06:07 26 commenti | Posta un commento
sapore di mare
giovedì 1 settembre 2011
Pubblicato da Lydia 35 commenti
Devo ammettere che stamattina ho avuto qualche problema a cercare di scrivere questo post, non perchè mi mancassero le parole, o per lo meno non solo per questo, ma perchè avevo quasi dimenticato come funzionasse il pannello di controllo di un blog.
E' durato poco però, certe cose non si dimenticano, un po' come andare in biciletta.
E' inutile che stia a raccontarvi che le vacanze sono finite, purtroppo, che sono state troppo brevi, questo lo sapete tutti, che un altro mesetto a pancia all'aria lo avrei trascorso volentieri, penso di non essere l'unica, che mi siete mancati, che bla, bla e bla, altre banalità di routine ve le risparmio.
Non vi risparmio, invece, questo splendido spaghetto ai ricci, ricci un po' snob a dire il vero, perchè pescati a Capri, altrimenti detti "vicci" con la "v" da gagà napoletano.
Per questi spaghetti servono dei "vicci", tanti e femmine, le riconoscete perchè sono più grandi e più chiare, servono degli amici bravi a pescare i ricci ed anche a pulirli, servono degli spaghetti, buoni, di Gragnano ovcors, e qualche pomodorino, io li ho sempre fatti in bianco, ma stavolta dietro consiglio della mia amica Palmira, ne ho aggiunto qualcuno.
SPAGHETTI AI RICCI
per circa 500 g di pasta
circa 40 ricci femmine
5 o 6 pomodorini
olio extra vergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
un paio di mestoli di acqua filtrata dai ricci (quella che viene fuori aprendo il riccio)
Per prima cosa dovrete aprire i ricci a metà o con l'apposita pinza per ricci o con un paio di forbici, dovrete raccogliere un po' dell'acqua di mare che ne verrà fuori e dovrete pulire le cosiddette uova da quei filamenti neri che troverete all'interno. Con l'aiuto di un cucchiaino raccoglietele in un contenitore e tenetele da parte.
In un grosso tegame versate dell'olio e fate soffriggere uno spicchio d'aglio in camicia che poi eliminerete, aggiungete i pomodorini e salate poco.
Nel frattempo lessate la pasta al dente in abbondante acqua salata, scolatela e mantecatela nel tegame con l'olio ed i pomodorini aggiungendo un po' dell'acqua dei ricci.
Spegnete il fuoco ed aggiungete la polpa dei ricci mescolando bene.
Otterrete una pasta profumata con un sugo bello scivoloso che saprà di mare
Chiedo venia per la foto degli spaghetti scattata in pentola, di fretta e senza luce
Questo è il quantitativo di polpa che otterrete da una quarantina di ricci
P.S.
copincollo il commento di un lettore anonimo "Gentile Signora, i ricci di mare le cui gonadi sono commestibili sono sia maschi che femmine; i ricci le cui gonadi non sono commestibili appartengono invece ad una specie diversa che però vive negli stessi areali"
alle 06:08 35 commenti | Posta un commento
io, la pasta e i se
giovedì 30 giugno 2011
Pubblicato da Lydia 34 commenti
Se un giorno mi dovessero chiamare per andare all'Isola dei Famosi e dovessi scegliere solo 3 cose da portare con me, sceglierei una bella pentola, una forchetta e della pasta, tanta pasta.
Dite che non si può? Allora non ci potrei andare all'Isola dei Famosi.
Se tornassi a vivere farei la pastaia, anche se probabimente sarei obesa, molto obesa.
Se in quei giochi che si fanno da bambini, ma anche da adulti, mi chiedessero cosa sarei se fossi una pietanza, risponderei un piatto di pasta, senza pensarci su 2 volte.
Se dipendesse da me i pastifici di Gragnano sarebbero le aziende più prospere d'Italia.
Indovinate che ricetta vi propino oggi?
Un piatto di pasta, ça va sans dire
TUBETTONI COZZE, PATATE E PROVOLE DEL MONACO
per 4 persone
300 g di tubettoni
800 g di cozze ben pulite
4 patate di medie dimensioni
1 spicchio d'aglio
olio
provolone del monaco
Sbucciare le patate e tagliarle a cubetti, saltatele in un tegame largo con un filo d'olio.
In un tegame con coperchio fate aprire le cozze con un filo d'olio ed uno spicchio d'aglio. Tenete da parte il liquido filtrato con uno strofinaccio di lino bianco. Sgusciate le cozze.
Lessare la pasta in abbondante acqua poco salata ben al dente e coservare un po' di acqua di cottura. Versare la pasta nelle patate, aggiungere il liquido delle cozze, eventualmente un po' di acqua e portare a cottura. Aggiungere le cozze e in ultimo una bella grattata di provolone del monaco, se molto stagionato andateci piano
alle 06:05 34 commenti | Posta un commento
la pasta dell'attesa
lunedì 30 maggio 2011
Pubblicato da Lydia 43 commenti
Nella famiglia Tzatziki questi sono giorni di trepidante attesa.
Siam tutti qui che aspettiamo, io aspetto di diventare zia, ma c'è chi che aspetta di diventare mamma, qualcuno papà, chi addirittura nonno o nonna.
Per ingannare l'attesa mangiamo.
Per la cronaca, la modella un po' optical sopra e sotto raffigurata non ha mangiato troppo e non ha neanche ingoiato un cocomero, è solo in trepidante attesa.
PASTA CON PATATE CARCIOFI E CALAMARI
per 4 persone
250 g di calle dei Campi, in mancanza mezzi paccheri o calamarata ( le calle come la calamarata, sono un formato di pasta che rende molto)
1 patata di medie dimensioni
3 carciofi piccoli
1 cipollotto
olio
sale
1 calamaro
In un largo tegame con dell'olio fare appassire il cipollotto tagliato sottile (aggiungere eventualmente dell'acqua per evitare che colorisca troppo), aggiungere le patate tagliate a dadini e far cuocere qualche minuto, poi i carciofi ben puliti dalle foglie esterne e dalla barbetta interna e tagliati a listarelle e portare a cottura e salare. Nel caso ce ne fosse bisogno bagnare con un po' d'acqua calda, preferibilmente quella di cottura della pasta.
Nel frattempo mettere a lessare la pasta in abbondante acqua salata, lavare e pulire i calamari e tagliarli a pezzetti.
Aggiungere i calamari alla padella con carciofi e patate, la pasta scolata ben al dente e far saltare in padella con l'aiuto di un po' di acqua di cottura
alle 06:06 43 commenti | Posta un commento
tempus fugit
lunedì 23 maggio 2011
Pubblicato da Lydia 32 commentiNon ho intenzione di cominciare un pippone sull'inesorabilità e sull'ineluttabilità del tempo che passa.
Tanto meno mi lamenterò delle mie rughe, degli anni che non tornano ma volano, dei capelli grigi, dei dolori di schiena, degli acciacchi e dei reumatismi.
Non voglio neanche fare una dissertazione filosofica sul concetto di tempo partendo dai paradossi di Zenone, passando per Newton e Leibniz, fino ad approdare alla teoria della relatività di Einstein. Non ne sarei in grado, vanto il primato di essere stata rimandata in filosofia ogni anno del liceo.
Voglio solo dire che ho approfittato di piselli, carciofi e fave fresche, che tra un po' non avremo più, per fare questa pasta.
PASTA MISTA CON PISELLI, FAVE E CARCIOFI
per 4 persone
200 g di piselli freschi già sgusciati
100 g di fave fresche già sbucciate e private del picciolo (le più tenere che trovate)
2 carciofi di medie dimensioni o 1 grande
3 cipollotti freschi
50 g di pancetta o di gambetto di prosciutto crudo
olio extra vergine d'oliva
sale
parmigiano reggiano
300 g di pasta mista
In 3 tegami separati fate appassire i 3 cipollotti (1 per tegame) affettati sottili.
Nel frattempo pulire i carciofi delle foglie esterne e della barbetta interna e tagliarli e pezzetti.
Quando i cipollotti saranno ben appassiti, in uno dei tegami aggiungete la pancetta a pezzetti piccoli e fatela colorare, a questo punto versare nel tegame con la pancetta i piselli, in un altro le fave e nell'ultimo i carciofi.
Cuocere al dente aggiungendo un po' di acqua calda o di brodo vegetale leggero, vedrete che ciascun ortaggio/legume necessiterà di un diverso tempo di cottura.
A questo punto prendete un tegame abbastanza capiente da contenere tutti gli ingredienti, versare piselli, carciofi e fave e i loro liquidi di cottura, salare e portare ad ebollizione, calare la pasta e portare a cottura aggiungendo, quando è necessario, dell'acqua calda salata, mescolando di tanto in tanto, come fareste per un risotto.
Aggiungere una bella grattugiata di parmigiano, lasciare riposare qualche minuto e servire.
La pasta deve avere una consistenza "cremosa" non brodosa
alle 06:05 32 commenti | Posta un commento
il baccalà viaggiatore (english version included)
giovedì 7 aprile 2011
Pubblicato da Lydia 25 commentiC'era una volta un povero merluzzetto, nato e cresciuto al freddo e al gelo dei Mari del Nord, un bel giorno (o brutto, dipende dai punti di vista) questo povero merluzzetto viene pescato, viene ripulito ben bene, salato e poi essiccato e viene spedito a Napoli attraversando mezza Europa per più di 2000 km.
Il povero merluzzetto, oramai divenuto baccalà, è finalmente felice, pensa di potersene stare un po' tranquillo in panciolle a godersi il sole e il caldo e a strafogarsi di pizza e sfogliatelle.
Invece il povero merluzzetto, oramai baccalà felice, si imbatte in una pazza scriteriata con una collana vistosa e uno smalto alle unghie un po' pacchiano che decide di rimetterlo in viaggio e di riportarlo al Nord, un po' più al Nord.
Dopo l'ennesimo lungo viaggio, dopo aver attraversato mare e monti, dall'ombra del Vesuvio il baccalà viaggiatore arriva alla fine sotto la Madunina, e qui arriva anche la sua fine.
Qui la pazza scriteriata con la collana vistosa e lo smalto pacchiano gli rende giustizia, prima con uno sformatino ai carciofi, e poi con una fantastica zuppa di fagioli e baccalà, che forse in foto non rende, ma che è davvero molto molto buona
ZUPPA DI FAGIOLI E BACCALA'
per 2 persone
100 g di baccalà tenuto in ammollo per 2 giorni cambiando l'acqua spesso
200 g di fagioli borlotti secchi
2 carote
1 gambo di sedano
1/2 cipolla
olio extra vergine d'oliva
brodo vegetale
In una pentola con un filo di olio extra vergine d'oliva fate rosolare per qualche minuto la cipolla, le carote ed il sedano tutti a pezzetti piccoli, aggiungete i fagioli, tenuti a bagno per tutta la notte, del brodo vegetale e portate a metà cottura.
Potete usare anche la pentola a pressione, 5 minuti dal fischio.
Aggiungete il baccalà privato delle spine e della pelle e fatto a pezzi.
Terminare la cottura e aggiustare di sale.
Servire con crostini ed un filo d'olio a crudo
ENGLISH VERSION
The nomad cod
Once upon a time, a poor, tiny cod, born and grown up in cold places in the Northern Sea. One day, the poor thing was caught and cleaned, salted and dried to be shipped to Naples crossing half of Europe over 2000 km.
The poor tiny cod, which has now become dried salt codfish is finally happy and thinks of lying in the sun polling about and enjoying the warmth stuffing itself of pizza and sfogliatelle.
On the other hand, our codfish bumps into a kind of daredevil woman wearing tawdry necklaces and with a showy nail varnish. Such a madcap woman decides to put it back on track somewhat northwards again.
Ahead of the long journey, after having travelled by the sea and mountains, in the shadow of the Vesuvio volcan, the travelling codfish gets to the Madonnina and close, very closet o its end.
There, the madcap does justice to it …first with an artichoke pie and then with a wonderful beans and codfish soup which is really very, very good and tasty.
BEANS AND CODFISH SOUP
Two servings
100 gr codfish soaked for two days (often changing the water)
200 gr dried beans
2 carrots
1 celery stalk
½ onion
Extra virgin olive oil
Vegetable stock
Pour a little extra virgin olive oil in a pan and let the onion brown along with the carrots and the celery all diced.
Add the overnight- soaked beans, some vegetable stock and bring to half cooking. You can even use a pressure cooker (5 minutes since the whistle).
Add the boned , chopped codfish .
Finish to cook and salt.
Serve with toasted bread croutons and a little extra virgin olive oil.
alle 06:06 25 commenti | Posta un commento
pausa di riflessione
giovedì 31 marzo 2011
Pubblicato da Lydia 36 commenti
E con questo mi prendo una pausa di riflessione, come può accadere anche ai grandi amori, per ritrovare entusiasmo, per prendere coscienza dei propri sentimenti, per chiarirsi le idee, per dirimere ogni dubbio, per riflettere, per focalizzare i problemi, affrontarli e risolverli.In questi ultimi mesi il rapporto tra me e i cavolfiori è stato molto, troppo intenso, a tratti asfissiante: risotto, polpette, budini, frittatine di pasta, ora anche lo strepitoso ritratto alimentare dei Calycanthi (che vi invito ad andare a vedere assolutamente, non perchè sia io ad essere ritratta, ma perchè è bello e divertente) insomma, ne abbiamo passate tante insieme, abbiamo trascorso tanti momenti piacevoli ed altrettanti maleodoranti, ora però è arrivato il momento di prenderci questa sospirata pausa di riflessione.
Per un po' non ci frequenteremo, ho bisogno di capire se mi mancheranno, se il mio è amore vero o solo un'infatuazione passeggera.
Sarà doloroso lo so, ma lo devo a me e a loro.
Nel frattempo frequenterò altri ortaggi, sento odore di Primavera e con lei sento il bisogno di vedere e mangiare anche altro.
Tra qualche mese, vedrete, tutto riprenderà come prima, lo so, me lo auguro, la passione rinascerà e allora riprenderò ad impuzzolentire cucina e blog.
Per questo saluto nessun fuoco d'artificio, una pasta veloce, buona e semplice senza grandi pretese.
VERMICELLI CON CREMA DI CAVOLFIORE, RICOTTA E NOCI
Per 2 persone
200 g di vermicelli
100 g di ricotta
200 g di cavolfiore
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
1 manciata di noci
olio extra vergine d'oliva
Lessare il cavolfiore, io uso la pentola a pressione.
In un tegame con dell'olio mettere le cimette di cavolfiore lessate e con l'aiuto di una cucchiarella di legno sminuzzarle, aggiungere la ricotta ed il parmigiano e mescolare fino ad ottenere una crema, salare e condire la pasta lessata al dente.
Completare con le noci sminuzzate
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il santo dura 7 giorni, dalle mie parti
giovedì 24 marzo 2011
Pubblicato da Lydia 28 commenti
Dalle mie parti si dice che il Santo dura 7 giorni, eh già dalle mie parti ce la prendiamo comoda, amiamo i festeggiamenti lunghi e, diciamolo pure, per colpa del traffico ci può capitare di essere in ritardo, quindi ci siamo arrogati il diritto di prolungare celebrazioni e onoranze, e fino a 7 giorni dopo dalle mie parti è consentito fare auguri e fare festa.
Questo detto in realtà nasce per gli onomastici che dalle mie parti sono quasi più sentiti dei compleanni, che come concetto non è poi così sbagliato se ci pensate bene.
Un nome è noto a tutti, so che se ti chiami Gennaro festeggi il 19 settembre, se ti chiami Lidia il tuo onomastico è il 3 di agosto, Santa Maria è celebrata il 12 settembre e Sant'Ambrogio il 7 dicembre.
Una data di nascita invece, per carità quanto esposto vale per l'era pre-facebook, era cosa ben più difficile da ricordare o da conoscere, bisognava andare all'ufficio dell'anagrafe, sbirciare nella carta di identità o conoscere a memoria il codice fiscale di una persona.
Decisamente più complesso.
Tutto questo sterile preambolo per dire che oggi, allo scadere del settimo giorno, sono ancora legittimamente autorizzata a festeggiare il compleanno dell'Italia, certo da napoletana sarei più incline a festeggiarne l'onomastico, ma una Santa Italia non mi risulta essere ancora stata canonizzata, quindi per ora mi accontento e contestualmente faccio richiesta ufficiale a chi di dovere di trovare un'Italia da fare Santa subito, così da poter rendere felici noi meridionali.
Per l'occasione carciofi violetti* da Castellammare di Stabia e provola affumicata da Agerola incontrano un riso carnaroli dalla bassa padana.
RISOTTO CON CARCIOFI E PROVOLA
per 2 persone
200 g di riso carnaroli
1 carciofo bello grande (io ho usato il violetto di Castellammare*)
1 scalogno
20 g di provola affumicata
20 g di parmigiano reggiano
brodo vegetale
olio extra vergine d'oliva
Pulire e affettare lo scalogno e farlo consumare in un tegame con un filo d'olio, se necessario aggiungere un po' di acqua per evitare che colorisca troppo.
Nel frattempo pulire i carciofi, affettarli, farli a pezzi e versarli nel tegame con lo scalogno, farli cuocere per qualche minuto.
A questo punto aggiungere il riso, farlo tostare, poi pian piano versare il brodo bollente e portare a cottura mescolando di tanto in tanto.
Mantecare con la provola affumicata fazza a pezzetti ed il parligiano grattugiato.
Non esagerate con la provola altrimenti il sapore affumicato prevarrà sul carciofo
* il carciofo violetto di Castellammare, che vedete in foto, ha la caratteristica di crescere alle pendici del Vesuvio sotto una coppetta di ceramica (pignatiello) che gli conferisce una particolare tenerezza ed intensità di sapore
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avanzi di carnevale
lunedì 14 marzo 2011
Pubblicato da Lydia 43 commenti
A Napoli a Carnevale si mangia la lasagna, quella di semola di grano duro, con il ragù (quello napoletano), le polpettine, la ricotta.
Quando vi avanza il ragù e vi avanza anche la ricotta la cosa migliore che voi possiate fare è condirci la pasta.
Nel caso malaugurato in cui non doveste avere avanzi di alcun genere vi consiglio di mettervi all'opera e preparare un ragù ad hoc, perchè i mezzi paccheri con ragù e ricotta (se di bufala è meglio) sono una droga.
Reb, tu ne sai qualcosa, vero?
La ricetta del ragù è passata più e più volte su questo blog, per comodità ve la riporto
RAGU’ NAPOLETANO
150 gr di pancetta
1 cipolla
un paio di cucchiai di olio
1 kg di concentrato di pomodoro
2 bicchieri di vino rosso
2 salsicce (io preferisco le cervellatine)
500 gr tracchie
sale a fine cottura
involtini di fettine di manzo farciti con uvetta, pinoli e scaglie di parmigiano e legati con lo spago (in napoletano le chiamiamo braciole e c'è anche chi le fa con la cotica del maiale, un po' hard per me)
Sminuzzate la pancetta e gli odori e metterli in una pentola capiente con dell’olio insieme alla carne, girate di tanto in tanto e fate cuocere a fuoco bassissimo e con il coperchio finchè gli odori non si saranno consumati ben bene (1 oretta e ½ circa).
Aggiungete il vino poco alla volta e lasciatelo evaporare.
Continuate la cottura lentissima ancora per una mezz’ora.
Aggiungete un paio di cucchiai di concentrato sciolto in una tazza di acqua calda,continuando a mescolare e fate cuocere lentamente fino a che il pomodoro non sia diventato scurissimo. Ripetete ancora l’operazione fino a che non avrete esaurito tutto il concentrato (impiegherete 2 o 3 ore!!!).
Fate cuocere a fuoco lentissimo (ricordate che il ragù deve pippiare) per lo meno per 5 o 6 ore verificando sempre che ci sia acqua a sufficienza.La salsa deve essere scurissima,lucida e densa.
Solo alla fine aggiungere il sale
La carne si mangia come secondo piatto
Traduzione per i non napoletani, le tracchie sono le costine di maiale, le cervellatine sono salsicce strette e lunghe simili alla luganega e pippiare significa sobollire molto lentamente
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solo un piatto di pasta...solo?
giovedì 10 febbraio 2011
Pubblicato da Lydia 33 commenti
Nanni Moretti mi ha insegnato che le parole sono importanti, ed io a volte me ne dimentico.
Qualche giorno fa un amico mi chiede cosa preparo per cena ed io, un po' sovrappensiero, gli dico "nulla, solo un piatto di pasta".
Se quell'amico si fosse chiamato Nanni e di professione avesse fatto il regista mi avrebbe gridato "MA COME PARLI???? LE PAROLE SONO IMPORTANTI!!!" e probabilmente mi avrebbe anche insultato in malo modo.
Solo un piatto di pasta...solo???
PASTA FAGIOLI E SPINACI
per 2 persone
olio extra vergine d'oliva
1 pezzetto di carota
1 pezzetto di sedano
1 pezzetto di cipolla
1 fettina di lardo
200 g di fagioli bianchi secchi, messi in ammollo e lessati al dente, di cui terrete da parte l'acqua di cottura
(io ho usato i fagioli a formella, varietà campana che deve il suo nome alla caratteristica forma schiacciata simile ad un bottone, formella in napoletano)
1 pugno di spinaci lessati, strizzati e sminuzzati
(non esagerate con gli spinaci, il loro sapore non deve prevalere sui fagioli)
200 g di pasta mista
In un tegame con un filo d'olio fate stufare lentamente gli odori e il lardo sminuzzati.
Aggiungete i fagioli e gli spinaci, fate insaporire qualche minuto.
Calate la pasta nei fagioli e spinaci e portate a cottura aggiungendo lentamente l'acqua di cottura dei fagioli bollente e continuando a mescolare, come fareste con un risotto.
A fine cottura la pasta deve risultare bella cremosa.
Lasciatela riposare qualche minuto e servitela con un filo d'olio a crudo
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semplici variazioni sul tema, forse un po' banali
lunedì 7 febbraio 2011
Pubblicato da Lydia 37 commenti
Si sa, la torta salata è un velocissimo risolvicena.
Una pasta brisèe o una pasta matta, o quella che vi pare, si fanno in un attimo, dentro ci mettete quello che avete in frigo, una mezz'ora in forno et voilà.
Come ho avuto già modo di dire, io non amo usare la pasta sfoglia per questo tipo di preparazione, si inumidisce troppo per i miei gusti.
Certo che ho proprio un bel coraggio a parlar di volgari torte salate essendo reduce da una 4 giorni nel meglio che la cucina italiana, e non solo, possa offrire...
TORTE SALATE AI PORRI E ZUCCA E AI CARCIOFI E PATATE
PASTA BRISEE' KNAM
per un paio di torte salate scoperte piccole
280 gr farina
120 gr burro
2 tuorli
80 gr acqua
10 gr sale
Impastare gli ingredienti come se preparaste una pasta frolla.
Io metto tutti gli ingredienti nell'impastatrice (compreso burro freddo di frigo) ed uso la foglia.
RIPIENO N.1
3 porri
1 kg di zucca
1 uovo
200 g di creme fraiche (in mancanza sostituite con panna fresca)
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
sale
olio
Affettare i porri eliminando le parti fibrose e farli appassire ben bene in un tegame con un filo d'olio, aggiungere la zucca decorticata e fatta a pezzi, salare e cuocere qualche minuto.
Raffreddare il tutto, aggiungere l'uovo, il sale, la creme fraiche, il parmigiano e mescolare bene.
RIPIENO N.2
4 carciofi
2 patate di media grandezza
200 g di ricotta
2 uova
1 cucchiaio di parmigiano
olio
sale
Pulire bene i carciofi eliminando le foglie esterne e la barbetta interna, tagliarli a fettine sottili e metterli a cuocere in un tegame con un filo d'olio.
Lessare le patate al dente, sbucciarle e farle a pezzetti.
Mescolare patate e carciofi e farli raffreddare, aggiungere la ricotta, le uova, il parmigiano e salare.
Foderare 2 teglie da crostata, versare i ripieni ciascuno in un guscio ed infornare a 180° per mezz'ora circa
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solo profumo di risotto, altro che smog
venerdì 28 gennaio 2011
Pubblicato da Lydia 36 commenti
In questi giorni Milano profuma di risotto.
Le voci che corrono circa il superamento del limite delle polveri sottili sono false e tendenziose, non credete a quello che vi dicono giornali e telegiornali, l'unica polvere che si vede in questi giorni è il grana per mantecare i risotti, null'altro.
Le centraline ARPA hanno preso lucciole per lanterne.
Che qualcuno avverta la signora Moratti, o chi per essa, che rimuova il blocco delle auto domenica e ci lasci andare tranquilli e sereni in via Gattamelata.
In questo clima risottifero e nell'attesa di Un risotto per Milano, Winelove ed Identità Golose non potevo che preparare un risotto.
Si ringrazia la Spilucchina per la fornitura di baccalà mantecato, la ricetta originale è da lei, io per comodità e completezza la riporto anche qui.
RISOTTO CON CREMA DI CECI E ROSMARINO E QUENELLE DI BACCALA' MANTECATO
per 2 persone
200 g di riso carnaroli
100 g di ceci secchi (io ho usato i ceci di cicerale per campanilismo e perchè mi piacciono, voi usate quelli che volete)
rosmarino
olio extra vergine d'oliva
cipolla
baccalà mantecato
Mettere a bagno i ceci la sera prima e poi lessarli in abbondante acqua con qualche rametto di rosmarino.
Frullarne buona parte condendo con dell'olio e.v.o.
In un tegame con dell'olio appassire mezza cipolla di piccole dimensioni (aggiungere eventualmente un po' d'acqua per evitare che si attacchi), versare il riso e farlo tostare.
A questo punto aggiungete la crema di ceci ben calda, e poi pian piano dell'acqua bollente in cui avrete messo in infusione un rametto di rosmarino, e portare a cottura.
Terminata la cottura mantecare con dell'olio e.v.o. e completare con le quenelle di baccalà mantecato.
BACCALA' MANTECATO ALEX ASNAGHI
baccalà già ammollato
olio buono
uno spicchio d'aglio tagliato in quattro
pepe
cucchiaio di legno e santa pazienza
Mettere il baccalà in acqua fredda e farlo bollire 15 minuti circa. Scolarlo (io ho conservato un bicchiere d'acqua di cottura), pulirlo dalla pelle e dalle lische, peparlo e inserirlo in un contenitore alto e stretto. Iniare al lavorare il pesce con il cucchiaio di legno aggiungendo pian piano, olio a filo. Rigiratelo come se fosse una polenta, rompendo a poco poco così le fibre e montando in questo modo il composto. Continuate aggiungendo olio fino alla consistenza desiderata (io alla fine ho aggiunto un paio di cucchiai d'acqua di cottura). Distribuirlo in un contenitore e infilarci dentro per mezz'ora lo spicchio d'aglio tagliato in quattro a dare profumo.
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provincialismi
mercoledì 19 gennaio 2011
Pubblicato da Lydia 39 commenti
In fondo, ad essere sincera neanche tanto in fondo, io sono proprio una sempliciotta, sono provinciale, piccola e pure limitata.
Si, mi piace viaggiare, girare, conoscere, fare esperienze, e mi piace molto anche gustare la cucina dei luoghi in cui vado, insomma non sono di quegli italiani che cercano la pizza nel Tamil Nadu o che vanno al Mc Donald a Mosca.
Però, c'è un però, ad un certo punto io vado in astinenza da pasta.
Dopo qualche giorno mi si appallano gli occhi, partono i tremori, i sudori freddi e le allucinazioni, comincio a sognare e a vedere pasta in ogni dove, quindi la prima cosa che faccio quando torno a casa felice del mio viaggio, delle tajine, delle paelle, delle samosas, dei couscous assaporati, è farmi un gran bel piatto di pasta, 2 etti almeno.
Poi sono pronta per ripartire.
PESTO DI SPINACI, NOCI E RICOTTA
per 2 persone
1 bella manciata abbondante di foglie tenere di spinaci freschi
4 noci sgusciate
1 cucchiaio di ricotta fresca
1 manciata di parmigiano
1 pizzico di sale
olio
Se siete dei puristi usate il mortaio e mettetevi all'opera.
Io che non lo sono metto tutto violentemente nel frullatore e aggiungo olio fino a che non ottengo la giusta consistenza, poi assaggio e vedo se manca qualcosa.
Quando lessate la pasta ricordatevi di mettere da parte un po' di acqua della cottura da utilizzare eventualmente occorresse per stemperare un po' il pesto.
La presenza della ricotta in questo pesto vuole essere un richiamo alla prescinseua che alcuni mettono nel pesto alla genovese
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memories
mercoledì 12 gennaio 2011
Pubblicato da Lydia 34 commentiSe tornando dalle vacanze vi ammalate e vi viene l'influenza, se siete lamentosi e doloranti, uggiosi e tediosi, se siete sommersi da un mare di fazzolettini di carta e televisione e patate lesse sono la vostra compagnia, se volete solo la mamma, ma lei è lontana e per giunta influenzata come voi, allora solo una cosa può consolarvi: il ricordo dei paccheri con seppie, gamberetti e vongole preparati dalla mamma per la vigilia di Natale.
Stroncata dalla seconda influenza in un mese e mezzo vi saluto.
PACCHERI CON SEPPIOLINE, VONGOLE E GAMBERETTI
per 4 persone
300 g di paccheri
1 kg di vongole veraci
500 g di seppioline
500 g di gamberetti
aglio
olio
prezzemolo
vino bianco
2 o 3 pomodorini del piennolo
In un tegame capiente e coperto fate aprire le vongole con un bicchiere di vino bianco, 1 spicchio d'aglio e un po' di prezzemolo. Sgusciatele, tenetele da parte e filtratene il liquido.
In un altro tegame fate scaldare l'olio (calcolatene 1 cucchiaio bello abbondante per persona più uno per la pentola), i pomodorini, l'aglio (che poi provvederete ad eliminare) e un po' di peperoncino, fate cuocere le seppie tagliate a pezzi piccoli, pochi minuti mi raccomando, solo alla fine aggiungete i gamberi (che poi sguscerete) e le vongole che avevate tenuto da parte.
Nel frattempo lessate in abbondante acqua salata i paccheri, scolateli bene al dente e spadellateli nelle seppie, nelle vongole e nei gamberetti aggiungendo un po' del liquido filtrato delle vongole
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