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Succede, purtroppo

mercoledì 16 novembre 2011

Pubblicato da Lydia 10 commenti


"Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede."

Non è farina del mio sacco, queste parole sono di Alessandro Baricco, che ammetto di non amare molto, ma quando avevo letto Oceano Mare, avevo pensato che sì, è proprio così, a volte succede, spesso succede.
Chiara e Claudia 3 mesi fa avevano messo sù un ristorante, con cura, con dedizione, con amore, era il loro sogno, "Officina di cucina", a Genova. Poi la vita, nella fattispecie l'alluvione, in un attimo ha smontato tutto.
Chiara e Claudia non si sono perse d'animo, stanno lavorando sodo per poter riaprire, ma la solidarietà blogger sta dando loro una mano, sì Chiara è una blogger. Perchè è così quando la vita ti smonta i sogni che avevi costruito è bello non sentirsi soli.

L'altra sera ero davanti al pc, nel gruppo facebook aperto per scambiarsi idee, per cercare di trovare qualcosa da fare per poter dare loro una mano, e in poche ore c'è stato un susseguirsi di messaggi: Sigrid ha ottenuto un kitchen aid, la Alessi rifornisce di tazzine, alla pasta ci pensa Garofalo, Chiara ha reperito riso e zucchero....
Ma c'è ancora tanto da fare.

Queste sono le urgenze, come potrete vedere alcune sono risolte, ora c'è bisogno di liquidità per poter sistemare velocemente il locale e poter riaprire:

- Ripristino impianto elettrico (se ne fa carico il proprietario dei muri)
- Bancone cucina 160 x 100 x h.90
- Lavastoviglie (sono stati ordinati i pezzi di ricambio, molto costosi)
- Lavabicchieri
- 2 frigoriferi della prima sala ( non si sa ancora se funzioneranno, una volta asciutti)
- Frigorifero vetrinetta prima sala: c’è da cambiare almeno un pezzo, ma bisogna ancora chiamare il frigorista di riferimento)
- Lucidatura pavimento
- Porte del bagno (2 ) : sono gonfiate, il falegname deve riadattarle
- Verniciatura della porta del vano elettrico (prima sala) e dei banchi (sempre prima sala)
- Imbiancatura muri (tutti i vani) risolto!
- Arredi: tavoli, sedie: per ora potrebbe bastare una verniciatura ma alla lunga non reggeranno

Sono stati danneggiati, e devono essere ricomprati:
- Kenwood impastatrice (o similare) grazie a Sigrid e Kitchen Aid, habemus planetaria!
- Robot da cucina
- Bimby
- tazze caffè le abbiamo grazie alla Alessi!

Sono state irreparabilmente danneggiate:
- Farina (scorta del mulino Marino) grazie a Mariachiara e Fulvio Marino, la farina c'è!
- Pasta (scorte) grazie a Garofalo abbiamo risolto!
- Riso Riserva San Massimo ci ha offerto aiuto. E Alce Nero, con Chiara si è associato. Grazie!
- Zucchero Giulietta e Chiara, Cuneo Zuccheri, Alce Nero, grazie!
- altri generi alimentari, non immediatamente deperibili: formaggi, conserve, caffè etc, tutto serve!

Chiunque di buon cuore volesse contribuire può fare un bonifico, anche di modesta identità, l'unione fa la forza


IBAN: IT86T0617501410000001648580
Intestato a: OFFICINA DI CUCINA S.N.C. FONDI ALLUVIONE 2011 NEGOZIO

Un ringraziamento particolare a Cobrizo per il banner, a Babs e a Mariachiara motori dell'organizzazione e a tutti coloro i quali hanno mosso e stanno muovendo mari e monti

non si vive di solo pane

giovedì 6 ottobre 2011

Pubblicato da Lydia 16 commenti

Questo blog è nato nel 2008, sta per spegnere le 3 candeline, ed in questi 3 anni quella di queste ultime ore è almeno la terza emergenza "antibavaglio" che si trova a dover affrontare.
E' almeno la terza volta, infatti, che provano ad imbavagliare i blog.
Ora, che imbavaglino noi che scriviamo stupidaggini ed imbrattiamo pentole, poco importa, importa molto invece per tutti quei blog che esprimono idee, opinioni politiche, religiose, sociali e svolgono un ruolo di diffusione libera delle notizie.

Questi in breve i fatti:

In questi giorni in Parlamento si discute alquanto animatamente del disegno di legge sulle intercettazioni dove la lettera a) del comma 29 recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
Questo significa che se io scrivo qualcosa che Pinco Pallo ritiene essere lesivo della sua immagine, Pinco Pallo può farmi richiesta di rettifica di quanto ho scritto ed io devo farlo entro 48 ore pena forti sanzioni pecunarie.
L'assurdità della vicenda è che a giudicare la lesività dell'immagine non è un Giudice imparziale ma il diretto interessato, chi si ritiene offeso e leso nella sua immagine.

La protesta mediatica è cominciata da Wikipedia, l'enciclopedia scritta dai suoi utenti, quella che ognuno di noi utilizza più e più volte al giorno e senza cui io sarei persa, che ha deciso di oscurare i suoi contenuti giudicando, giustamente, l'obbligo di rettifica una "inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza".
Nel giro di poche ore tutte le bacheche di facebook si sono riempite di messaggi di indignazione e sono nati numerosi gruppi "antibavaglio", ma la protesta non è stata solo virtuale, in molti si sono radunati al Pantheon in attesa di una manifestazione nazionale.

E' di poche ore fa la notizia di un accordo salva blog secondo cui l'obbligo di rettifica si applica solo alle testate giornalistiche e non ai siti amatoriali, ragion per cui almeno i blog dovrebbero essere salvi: una magra consolazione.

Non so voi, ma io mi sento in uno stato di regime, è possibile che nel 2011 in Italia si stia a discutere di un principio che dovrebbe essere oramai acquisito da tempo: la libertà di stampa e di opinione?
Vi prego, ditemi che non ho capito nulla e che quanto ho scritto in questo post è frutto di un fraintendimento o della mia immensa stupidaggine.

Dell'argomento hanno parlato: Elvira, Mariachiara, Stella, Sara

Samarcanda... da mangiare

martedì 27 settembre 2011

Pubblicato da Lydia 34 commenti


Può capitare che vi troviate sulla Via della Seta, che visitiate qualche mercato e che buttiate l'occhio a qualche bancarella qua e là.
Con un buon numero di ore di viaggio ed il fuso orario sulle spalle vi saluto con qualche foto mangereccia giunta or ora direttamente dall'Uzbekistan.

Gradite un cristallo di zucchero?


o una fetta di melone?


se poi amate la frutta secca, vi consiglio albicocche e uvetta,

oppure i noccioli di albicocca salati e cotti nella cenere: una droga...


Vi piace la verdura?

Potete trovarla anche già pronta per l'uso.


O preferite un secchio di panna acida?


Meglio un po' di pane che quello di Samarcanda è leggendario.


Se poi volete divertirvi a preparavelo in casa, non mancano gli stampini decorativi benauguranti da imprimere sull'impasto prima che il non venga infornato nel tandoori.


Non dimenticate qualche chicco di melograno, mi raccomando, porta fortuna...

don Vincenzo, Nicola, Giuseppe e il raccolto

lunedì 27 giugno 2011

Pubblicato da Lydia 36 commenti

Queste sono le mani, felici, di don Vincenzo.

Don Vincenzo vive in Puglia in un paesino dalle parti di Lucera, nel foggiano, e fa il contadino, per tutta la sua vita ha coltivato grano duro.
Suo figlio Nicola, invece fa il mugnaio, macina il grano del padre e quello dei contadini della zona che non hanno ceduto alle lusinghe della Comunità Europea, e ne ricava semola.





Nei giorni scorsi don Vincenzo e Nicola sono stati alle prese con il raccolto, come da tradizione attorno al 13 di giugno, Sant'Antonio.
Hanno atteso con pazienza che le spighe piegate dal peso dei loro chicchi raggiungessero il colore dell'oro e per 10 giorni sono stati travolti da una giostra magica ed ipnotica; per 10 giorni uomini e macchine, come in una danza ordinata, hanno spogliato, disegnandoli, i campi dorati; per 10 giorni il molino di Nicola è stato occupato da un viavai di carretti pieni di grano mietuto.
Il grano è stato stivato momentaneamente in silos in alluminio ventilati per essere raffreddato, poi verrà depositato in silos di cemento, dove non patirà gli sbalzi termici, poi finalmente, come per magia, diverrà semola.

Quest'anno don Vincenzo e Nicola non credono ai loro occhi: pare che questo sia il miglior raccolto degli ultimi 10 anni e pare anche che la natura quest'anno si sia divertita a sovvertire alcune delle sue regole, don Vincenzo e Nicola pensavano che un grano con un elevato peso specifico potesse contenere una percentuale di proteine non altrettanto elevata e che quantità e qualità non sempre andassero a braccetto.
Quest'anno hanno dovuto rivedere le loro convinzioni.


Queste sono le mani di Giuseppe, pastaio di Gragnano, anch'esse felici, il grano raccolto da Vincenzo e macinato da Nicola finirà nella sua pasta.



Molini De Vita, Via Donizetti 16 - 71033 Casalnuovo Monterotaro, Foggia
Pastificio dei Campi via dei Campi 50, Gragnano, Napoli

cartoline dal Marocco

lunedì 10 gennaio 2011

Pubblicato da Lydia 30 commenti

nessuna ricetta imperdibile


nessuna dotta disquisizione sulla cucina del nord Africa


nessun consiglio illuminante, per quelli vi lascio a chi tiene la capa fresca...


solo qualche cartolina dal marocco

pesca dalle parte giusta

giovedì 10 giugno 2010

Pubblicato da Lydia 32 commenti



Questo blog insieme a scatti di gusto, gennarino.org, lost in kitchen e a chiunque voglia unirsi, è a favore del Regolamento Mediterraneo che limita la pesca delle specie a rischio e in via di estinzione.

Noi non cuciniamo novellame, bianchetti o telline.
Per approfondire date uno sguardo qui.
Trovate anche una pagina facebook qui

Ecco il banner da inserire nel blog di chi fosse interessato ad unirsi. Il nome del blog verrà poi inserito nella foto.

non me lo sarei mai aspettato

mercoledì 14 ottobre 2009

Pubblicato da Lydia 28 commenti

Io la crema frangipane non l’avevo mai fatta e non l’avevo neanche mai mangiata, mi sembrava troppo dolce, troppo burrosa, non riuscivo ad immaginare cosa potesse succederle una volta messa in forno.
Poi ho studiato, mi sono documentata, ho scomodato persino la cara Ada Boni, che la fa molto meno burrosa rispetto alle altre che ho visto in giro, insomma guarda qua e leggi là l’ho fatta a mia immagine e somiglianza e alle nocciole.
Mi è servita per utilizzare delle pesche tardive siciliane (non so se esista davvero questa qualità di pesca oppure è una sola del mercato di Papiniano, comunque erano buone) con cui volevo fare una crostata coperta.
Davvero una piacevole sorpresa, provare per credere!
E pensare che l’avevo snobbata per tanto tempo.



CROSTATA COPERTA ALLE PESCHE E ALLA FRANGIPANE ALLE NOCCIOLE

Per la frolla
500 gr farina
250 gr burro
100 gr zucchero zefiro o al velo
5 tuorli
Buccia di limone grattugiata
Buccia di arancia grattugiata
½ cucchiaino di estratto di vaniglia

Impastare la frolla come siete abituati a fare (io uso la foglia del Kenwood) e metterla a riposare in frigo per qualche ora

Per la crema frangipane alle nocciole
100 gr nocciole
80 gr zucchero al velo o zefiro
50 gr burro
1 uovo

Frullare le nocciole con lo zucchero, aggiungere il burro morbido e montare ed infine l’uovo, continuando a montare

1 kg di pesche
Sbucciarle e tagliarle a fettine

Stendere 2/3 della frolla e foderare uno stampo da 26 cm di diametro, versare la crema frangipane e stenderla in maniera uniforme, versare le pesche e ricoprire con un disco di pasta frolla, sigillando bene i bordi.
Infornare a 180 gradi per 50/60 minuti


Aggiornamento del 12 maggio 2010: la crema frangipane ha una percentuale di crema pasticcera, questa preparata per la crostata in realtà è una crema d'amande

vitignoitalia e wine&thecity a Napoli

venerdì 1 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 4 commenti


Sono felice di segnalarvi una manifestazione (anzi 2 ) molto interessante che si tiene a Napoli a maggio.
Chissà che qualcuno di voi non colga l'occasione per andare a fare un giretto.
Vi copincollo il comunicato stampa


Vitignoitalia: 5000 vini al castello. E la città anticipa con Wine&TheCity
12 > 16 maggio e 17 >19 maggio 2009

Napoli, CASTEL DELL’OVO

Quattrocento cantine da tutta Italia e tre giorni di incontri e degustazioni per la V edizione di Vitignoitalia. E nei 5 giorni precedenti il salone, boutique, gioiellerie, enoteche, gallerie d’arte e design, alberghi partecipano al Fuori salone con Wine&theCity.

A Napoli per incontrare 5000 vini italiani, per degustare rossi, bianchi, rosati, passiti, crus e bollicine autoctone. Succede dal 17 al 19 maggio negli spazi storici del Castel dell’Ovo sul lungomare partenopeo per la V edizione di Vitignoitalia il Salone del vino da vitigno autoctono e tradizionale italiano. Un appuntamento ormai fisso nelle agende dei wine lover, primo al centro sud per qualità, numero e profilo delle cantine partecipanti. Oltre la soglia del trecentesco maniero sull’acqua inizia il percorso di vini e vignaioli: 400 cantine da tutta la Penisola presentano al grande pubblico le proprie produzioni. Partecipano i grandi nomi del vino italiano, ma anche piccole cantine con vini di nicchia. Un panorama unico in una location che non ha confronti per la suggestione. A completare la tre giorni di degustazioni è un ricco calendario di eventi ed incontri e la lounge gourmet di Cooking For Wine curata da Luigi Cremona con il tradizionale show-cooking di grandi chef d’Italia. Vino, gastronomia, wine business e tanto altro ancora. Nei 5 giorni precedenti il salone si svolgerà il “Fuori Salone Wine&TheCity”: un percorso diffuso nella città con happening, concerti, mostre e degustazioni sparse nelle boutique, gioiellerie, enoteche, ristoranti, alberghi e gallerie d’arte e design. Un itinerario insolito e vivace che coniuga vino e design, arte e moda, bellezza e gioielli: tutto all’insegna del buon bere italiano.

Wine&theCity fuori salone a Napoli, varie sedi dal 12 al 16 maggio

Vitignoitalia a Napoli Castel dell’Ovo dal 17 al 19 maggio


Col patrocinio e la collaborazione di Regione Campania – assessorato all’agricoltura e alle attività produttive; Comune di Napoli – assessorato al turismo e ai grandi eventi.

http://www.vitignoitalia.it/

http://www.wineandthecity.it/

Quando hai 8 anni

venerdì 10 aprile 2009

Pubblicato da Lydia 11 commenti


Lydia scrive:

Non è indifferenza quella per cui questo blog ha continuato a pubblicare ricette sembrando far finta di nulla.
Chi ha vissuto la paura per un terremoto, non la dimentica e spesso non trova le parole per raccontarla.
Io in questi giorni non riesco a guardare le immagini in televisione, ascolto solo la radio, lo stretto necessario.
Avevo 8 anni quando il 23 novembre del 1980 la terra tremò in Irpinia.
Io me lo ricordo come fosse ieri, ero a cinema a Piano di Sorrento con mio fratello ed i miei cuginetti : guardavamo “mia moglie è una strega” con Renato Pozzetto ed Eleonora Giorgi.
Non ho mai finito di vedere quel film (non che mi sia persa nulla), ma ho sempre avuto paura che se lo avessi rivisto sarebbe successo di nuovo.
Poi mi ricordo le nottate tutti insieme a dormire all’aperto o a casa dei nonni, che era antica e aveva le mura spesse, la casa al mare requisita, e poi i containers, le baraccopoli che per anni sono state la casa di tanta gente.
E poi preferisco non ricordare più nulla e sperare che le cose vadano diversamente.
Alex di cuoche dell'altro mondo ha pubblicato un utilissimo post per chi volesse informazioni su donazioni e aiuti.
Vorrei solo dire 2 parole circa l'immagine che ho scelto per questo post.
Si tratta di una copia, fatta e regalatami da mia zia per la mia collezione di vesuvi, di uno dei Vesuvi che Andy Warhol realizzò per "terrae-motus", la mostra organizzata a Napoli da Lucio Amelio all'indomani del sisma dell'80
__________________________________________________________________
Roberto scrive:
La nostra assenza di commenti riguardanti il terremoto in Abruzzo è stata volontaria. Sappiamo che nei primissimi giorni, tutti i mass media ne parlano e ne enucleandone i vari aspetti dai più tragici ai più, purtroppo, pietosi, a volte sopprimendo la dovuta dignità della sofferenza legittima e del tutto umana che si avverte in momenti come questi.
Vogliamo invece soffermarci su questa tragedia oggi che sono trascorsi già alcuni giorni e che abbiamo notato già una certa presa di distanza da parte del circolo mediatico nei confronti di questo triste e sconvolgente evento.
Vorremmo semplicemente ricordare a noi stessi che, anche se in televisione fanno di nuovo capolino, e nemmeno con tanta discrezione, i soliti programmi, il dolore, la sofferenza, il senso di smarrimento provato dagli italiani e non, presenti in quelle zone non si sono affatto affievoliti, anzi , il dolore diviene sempre più forte e lucido e gli interrogativi riguardanti il futuro si affacciano sempre più numerosi ed inquietanti; ebbene noi vorremmo ricordare tutto questo: lo sgomento continua e continuerà purtroppo anche dopo mesi ed anni...
Idealmente, noi vorremmo stare accanto a tutti coloro che stanno provando tutto questo.
La Pasqua é la festa religiosa maggiormente importante per coloro che credono: Pasqua é la vittoria definitiva della vita sulla morte e della speranza sulla facile, facilissima tentazione, tutta umana, della disperazione.

Far danni a Parigi

mercoledì 1 aprile 2009

Pubblicato da Giovanna 31 commenti



E' la cosa più facile del mondo. Specialmente se, anziché accompagnarsi ad un marito-compagno-amico che sbuffa di fronte ad ogni vetrina (il mio no, ma lui è una felice eccezione) ci si associa con delle amiche svitate almeno quanto noi che emettono gridolini di gioia per ogni attrezzo da cucina originale, svengono dalla goduria per una pirofila civettuola, vengono prese dalla sindrome di Stendhal imbattendosi in una celebre boulangerie.

Compiamo la spedizione di gruppo più o meno una volta all'anno; è diventata una piacevole tradizione.

E anche stavolta abbiamo fatto danni, alla grande. Eravamo in tre (Mari, ci sei mancata!), fossimo state quattro i cavalieri dell'apocalisse ci avrebbero fatto un baffo.

Essendo approdate nella città della luce di sabato sera, avevamo un problema: come impiegare una domenica di negozi chiusi? Non ci si perde d'animo per così poco...

Prima un'incursione al marché de la Bastille (dove abbiamo fatto il pieno di sale variamente aromatizzato)...




E poi al Marais, dove la domenica tutto è aperto e ci siamo concesse l'assaggio dei celebri falafel de L'as du falafel (34 Rue des Rosiers):


E Lydia si è ingoiata una hallah di Finkelsztajn (sono bimbe; bisogna aver pazienza...)







Ecco le mie due compagne di viaggio a spasso per Place des Vosges:



Ma era solo l'inizio.
Le nostre incursioni parigine ci vedono regolarmente approdare in quella fatale area che, non a caso, definiamo il triangolo della morte: la zona intorno a Rue Montmartre in cui si concentrano i negozi di utensili professionali per la cucina come questi, che nessun appassionato può non conoscere:

La Bovida

Mora


E ci sarebbero anche A. Simon, la Librairie Gourmande e quella caverna di Alì Baba che è Dehillerin in rue Coquillière (peccato che il personale sia ODIOSO, caso raro a Parigi, e per di più abbia il buon gusto di farsi beffe di noi causa Berlusca. Non ce la posso fa'...).

Ma soprattutto c'è Detou in rue Tiquetonne, meraviglioso pusher di ingredienti magici, antro rutilante di cioccolati di pregio, estratti di vaniglia e caffè, pasta di cacao, gomma di xantan e tutto ciò che delle suonate come noi possono desiderare.


Ma francamente, nonostante anni e anni di incursioni a Parigi, ignoravamo che a pochi passi da lì si trovasse anche la boulangerie di Eric Kaiser. Sarebbe stato meglio continuare ad ignorarlo. Visto, preso. La mattina dopo eravamo lì a far colazione con delle brioche meravigliose, nessun aroma, nessuna stranezza, leggere e perfette, e a comprare (udite, udite!) il panettone. Perché, sì: quest'uomo fa un signor panettone da bagnare il naso a tutti, e bisogna ammetterlo, patriottismo o no.





Ecco. C'era Pierre che ci telefonava dieci volte al giorno. Era preoccupato. Erano trascorsi tre giorni e non ci aveva ancora viste. Alla fine abbiamo dovuto cedere alle sue insistenze, altrimenti non ci avrebbe lasciate in pace. Certi sacrifici tocca farli. Pierre. Il nostro amico Pierre.
Hermé, per chi non l'avesse capito.
Però un po' si è offeso lo stesso, perché stavolta non abbiamo assaggiato le sue monoporzioni da delirio, ma solo i macarons, che non avevamo avuto ancora il piacere di conoscere.
Io non dico niente.
Solo una cosa. Piccola.
Non avvicinatevi a noi mentre abbiamo tra le dita un macaron al carmello e fleur de sel o uno all'olio d'oliva. Diventiamo pericolose.

Sabrina e soufflè

mercoledì 18 marzo 2009

Pubblicato da Lydia 26 commenti

Devo farvi una confessione.
Non ridete però.
Vedete, dovete sapere che io dentro mi sento un po’ Audrey Hepburn.
Dentro il mio guscio io sono una magrissima donna di una classe incommensurabile, con i capelli lisci, il tubino nero e 2 occhioni da cerbiatto.
Va bene, chi mi conosce sa che ciò che appare di me è ben altra cosa, non sono proprio filiforme, ho i capelli maledettamente mossi e crespi, gli occhi più che da cerbiatto sono da pesce lesso, però ho una collezione di tubini neri, che non metto mai, però ce li ho.
Nonostante ciò, credetemi sulla parola se vi dico che la Lydia nascosta è proprio come Audrey.
Chi non si ricorda la scena in cui Sabrina, nell’omonimo film, seguendo un corso di cucina a Parigi, si cimenta nella preparazione del soufflé?
Ed io, Sabrina inside, non avevo mai fatto un soufflé.
Dovevo rimediare.
Ed ho anche scoperto che non è poi così difficile…


SOUFFLE’ AL PARMIGIANO
2 uova
25 gr burro
40 gr farina
160 gr latte
50 gr parmigiano reggiano
Sale
Noce moscata

Preparare una bechamelle con il burro, il latte e la farina.
Lasciate raffreddare, aggiungere il parmigiano grattugiato, il sale, la noce moscata ed i 2 tuorli.
Montare a neve gli albumi ed aggiungerli delicatamente al composto.
Versare in 2 stampini da soufflé in ceramica da forno imburrati e mettere in forno a 160/170 gradi per una ventina di minuti circa.
Ho capito che se il soufflé è ben cotto non si affloscerà tanto facilmente


Ah, dimenticavo, se proprio dovete immaginarmi, immaginatemi così



Anch'io mi unisco a Giovanna -sos pelagie-

martedì 27 gennaio 2009

Pubblicato da Lydia 3 commenti


E’ un po’ che seguo Giovanna , non la conosco, lei non sa neanche chi sia io, ma mi piace andare a curiosare sul suo blog, mi piace la sua isola, mi piacciono le cose che fa.
La sua isola è Lampedusa, di una bellezza mozzafiato, di cui da troppo tempo si parla, non per l’isola dei conigli, non perché lì ogni anno vanno a depositare le loro uova le caretta caretta, non perché vanta una varietà faunistica da fare invidia ai paradisi tropicali, non perché si mangia bene e c’è un mare bellissimo
Non voglio essere io a spiegare cosa sta succedendo, né cominciare inutili e sterili dibattiti politici, ma voglio segnalarvi SOS PELAGIE, il link che Giovanna ha chiesto di diffondere e voglio copincollare dal sito di Giovanna una lettera di Claudio Baglioni.
Baglioni da anni organizza lì a Lampedusa a settembre un concerto evento ‘O scià, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dell'immigrazione clandestina.

Un abbraccio virtuale a Giovanna e a tutti i lampedusani

Lettera a Lampedusa
Tra Africa ed Europa si apre un grande cielo.
Un cielo sotto la cui volta sono nate le più grandi civilità
Un cielo sotto il cui sguardo, l'uomo ha imparato a doventare uomo.
Un cielo lungo le cui rotte il mondo ha conosciuto se stesso
Quel cielo capovolto si chiama Mediterraneo
Nel cuore del cuore di quel cielo brilla una stella
Una piccola stella .
La più piccola di tutte.
La più piccola ma la più luminosa.
Una stella talmente luminosa,
che il suo raggio arriva in tutto il mondo.
Perchè quel minuscolo puntino di luce
nel cuore del cuore di quel cielo
è l'anima che lo anima
Quella stella si chiama Lampedusa
E' lei la stella più bella
E' lei che oggi rischiara la notte del mondo.
E' lei che insegna il significato della parola civiltà
E' lei che dimostra cosa vuol dire partecipazione
E' lei che restituice significato alla parola speranza.
E io posso dire con orgoglio : Sono lampedusano
Con orgoglio perche nell'ora più difficile,
la gente di LAMPEDUSA si unisce,
apre le braccia, la porta e il cuore
una cento milel volte.
E ogni volta quella luce brilla un po' di piu,
e arriva un po più lontano,
per indicare a tutti i naufraghi
-quelli della povertà e quelli della cecità-
la rotta per un mondo nuovo
grazie Lampedusa,
la tua umanità è maestra di umanità
il tuo coraggio è simbolo di coraggio,
il tuo cuore è vita per il cuore delmondo.
Se navigheremi seguendo la tua rotta
saremo, finalmente , marinei degni del magnifico mare dell'esistenza
e il mondo sarà davvero un posto degno di essere abitato
Amatela , amiamola, dunque questa piccola, straordinaria, terra.
Perchè è da qui che parte chi vuole imparare
ad amare la Terra intera

Claudio Baglioni
P.S.
Naturalmente la Giovanna di cui parlo non è la mia socia

Riuscirò mai...

venerdì 19 dicembre 2008

Pubblicato da Daniela @Senza_Panna 6 commenti

... a mettere un mio post qui?
Ne dubito, Roberto e Lydia sono molto attivi (e bravi). Per ora osservo.