il tempo degli asparagi

venerdì 29 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 14 commenti



Da sempre la primavera è sinonimo di fragole e asparagi per me.
Ho trascorso la mia infanzia in un posto che era grande produttore di entrambi.
E si vede, direte voi.
Questa ricetta è di una semplicità imbarazzante, gli ho solo dato un nome che fa molta scena.
Gli asparagi potete sostituirli con altri ortaggi.
Provatela solo se avete il coraggio di accendere il forno in questi giorni, io, lo confesso, li avevo preparati un paio di settimane fa, quando il caldo torrido non si era ancora impadronito di noi


MOELLEUX AGLI ASPARAGI E RICOTTA

Per 4 stampini piramidali
1 uovo
20 gr farina
1 cucchiaio di parmigiano
60 gr di ricotta
15 gr di burro
60 ml di latte
150 gr di asparagi già lessati

Mescolare uova, farina e ricotta con un pizzico di sale, aggiungere il parmigiano, il latte ed il burro fuso. Tagliare a pezzetti gli asparagi e aggiungerli al composto.
Versare il tutto in stampini imburrati e spolverati di pangrattato ed infornare a 200 gradi per 15 minuti circa

non so se definirla ricetta

mercoledì 27 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 28 commenti


Questa non è una ricetta, ovvero una ricetta vera e propria ce l’ho solo per la pasta frolla salata al patè di olive, per il resto quello che avevo in frigo.
Per la serie, siete stati incastrati ad organizzare una cena e non avete neanche un po’ voglia di mettervi a cucinare.
Ecco, questo è quello che mi è successo qualche giorno fa.

TARTELLETTE ALLE OLIVE CON CAPRINO E POMODORINI

Pasta frolla al patè di olive nere
250 farina
100 gr burro
1 uovo
5 cucchiaino di patè di olive nere

Impastare come per una normale frolla (io uso la foglia del Kenwood) e mettere in frigo a riposare

Nel frattempo amalgamare circa 400 gr di caprino, ma va bene anche la robiola, insomma un formaggio cremoso, con un goccio di latte fino a renderlo cremoso. Mettere in frigo.
Preparare le tartellette, infornarle per una decina di minuti a 180 gradi, sfornarle e lasciarle raffreddare.
Con una sac a poche mettere la cremina di formaggio sulle tartellette alle olive e decorare con dei pezzettini di pomodoro

Panificare insieme/panificazione francese 4.La fougasse...

lunedì 25 maggio 2009

Pubblicato da robertopotito 37 commenti

Eccoci al nostro ultimo appuntamento con la panificazione francese.
Questo, dopo la baguette, è uno dei pani francesi più noti.
La consistenza di questa fougasse non ha nulla a che vedere con la focaccia alla quale noi siamo abituati nella nostra tradizione mediterranea, bensì assomiglia lontanamente ad un tarallo di grandi dimensioni molto saporito e ricco, ben croccante all'esterno e morbido e leggermente umido all'interno.
E' di lunga conservazione e può essere comodamente consumato anche per gustosi sputini al mare o in qualsiasi altro luogo di villeggiatura; costituisce da sola un piatto quasi unico.




LA FOUGASSE

Tipica della Provenza, il suo nome deriva dal latino ed è oramai diffusa in tutta la Francia ed oltre.
Può essere condita in differenti modi, ma questo dovrebbe essere quello originale ed originario

IMPASTO

500 gr farina 0
10 gr di lievito di birra
4 cucchiai da minestra di olio extravergine di oliva
un cucchiaio di zucchero
70 ml di latte
200 ml di acqua
maggiorana, erba cipollina, timo, origano

per la "crema"

30 ml di latte
60 ml di olio extravergine di oliva
70 gr farina
pepe
un pizzico di sale

per la farcitura
olive tagliate fini sia nere che verdi

ESECUZIONE

Unire gli ingredienti previsti per la preparazione dell’impasto, unendo il sale dopo che gli altri ingredienti saranno ben intrisi e ad impasto strutturato unirvi le erbe aromatiche.
Stendere a grosso rettangolo, ricoprire con la "crema", poi con le olive.
Ripiegare in tre a portafoglio, ripassare col mattarello e lasciare riposare per un’ora.
Successivamente dividere in 4 pezzi ed incidere creando delle fessure profonde che ricordino una foglia.
La fougasse non deve lievitare eccessivamente, ma deve rimanere alquanto piatta ed un po’ croccante
Spennellare con olio la superficie ed infornare a 210 C ventilato per 15 min.


Le altre ricette di pani dalla Francia:

pain au babeurre

pain marin tigrè

pain di beaucaire

piselli, asparagi e lardo di arnad

venerdì 22 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 20 commenti

In primavera, cominciano finalmente a fare capolino la frutta e gli ortaggi che amo.
Questa è una pasta che sa proprio di primavera per me: piselli e asparagi.
Per carità, nulla di fantascientifico ed elaborato, senza grandi pretese e senza grandi voli pindarici, quando le materie prime sono buone, non servono.





Vorrei solo spendere 2 righe sul lardo di Arnad, una piacevole scoperta di quest’inverno.
Forse molti di voi lo conosceranno, io lo conoscevo solo di nome fino a poco fa.
Ha un profumo ed un aroma molto piacevole, che sa delle erbe e delle spezie utilizzate per la stagionatura, che un tempo avveniva in “doil” di castagno, oggi in teche di vetro.
E’ un prodotto DOP valdostano e pare che le sue origini risalgano addirittura al 500.
Io l’avevo già utilizzato per un filetto di maiale agli agrumi


CAVATELLI PISELLI ASPARAGI E LARDO DI ARNAD
150 gr di piselli già sbucciati
200 gr di asparagi
1 cipollina fresca
1 fettina sottile di lardo di arnad
Olio e.v.o.
Sale
Parmigiano
200 gr cavatelli

In un filo d’olio fate appassire la cipollina insieme al lardo di arnad tagliato a striscioline e mettete a cuocere i piselli freschi.
Nel frattempo cuocete al vapore o lessate gli asparagi.
Lessare la pasta a metà cottura, aggiungete gli asparagi tagliati a rondelle nei piselli e terminate la cottura della pasta nei piselli, diluendo con l’acqua di cottura della pasta come per un risotto, mantecate con parmigiano.
Fate assestare la pasta qualche minuto prima di servire

non la solita pizza

mercoledì 20 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 33 commenti

Ma insomma, questo blog è per 2/5 napoletano e nessuno si è preso la briga di postare una ricetta di pizza!!!
Io sono sempre un po’ timorosa a pubblicare lievitati, con un mostro sacro come Roberto ho paura di scrivere corbellerie.
Questa però è una delle mie preferite, la pizza alla campofranco, una vecchia ricetta napoletana, non molto diffusa a dire il vero.
In effetti a casa mia non si è mai fatta, io l’ho imparata dalla mamma di quel famoso fidanzato della charlotte.
Si chiama alla campofranco perchè pare sia stata inventata dal monzù dei principi di Campofranco.
In realtà altro non è che una pizza farcita, il cui impasto è una via di mezzo tra una pasta per le pizze ed una pasta brioche. Nella ricetta originale è presente lievito di birra, stavolta l’ho rifatta con lievito madre.
Comunque vi propongo entrambe le versioni.




PIZZA ALLA CAMPOFRANCO CON LIEVITO MADRE

Per la pasta
120 gr lievito madre rinfrescato il giorno prima
150 gr farina 00
75 gr acqua
275 gr farina rieper gialla
2 uova
125 gr burro
1 cucchiaio di zucchero
Sale

Per farcire
Sugo fresco di pomodorini (750 gr)
250 gr provola affumicata o fiordilatte (tenuti in frigo per almeno un giorno)
Parmigiano grattugiato
Basilico

La sera prima impastare il lievito madre con la farina 00 e l’acqua e lasciar riposare tutta la notte.
La mattina dopo impastare (io ho usato il Kenwood) il panetto di lievito con la rieper gialla, le uova e lo zucchero, aggiungere gradatamente il burro morbido a pezzetti, in ultimo il sale e fare incordare l’impasto.
Lasciare lievitare 3 o 4 ore, sgonfiare l’impasto, metterlo in un ruoto da 28/30 cm di diametro, lasciare lievitare ancora 3 o 4 ore ed infornare per una mezz’ora circa a 180 gradi.
Quando la pizza si sarà colorita, sfornare e lasciare raffreddare.
Tagliare la pizza a metà e farcire e ricoprire con il sugo di pomodoro, il fiordilatte, il parmigiano e qualche foglia di basilico.
Infornare a 200 gradi fino a quando fiordilatte e parmigiano non si saranno sciolti per bene



PIZZA ALLA CAMPOFRANCO CON LIEVITO DI BIRRA

Per la pasta
500 gr farina
125 gr burro
2 uova
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di sale
15 gr lievito di birra
Latte q.b.

Per farcire
Sugo fresco di pomodorini (750 gr)
250 gr provola affumicata o fiordilatte
Parmigiano grattugiato
Basilico

Preparare un lievitino con lievito di birra, un po’ di farina ed un po’ di latte e lasciare crescere per un’oretta circa.
Impastare (io ho usato il Kenwood) il lievitino con la restante farina, le uova e lo zucchero, aggiungere gradatamente il burro morbido a pezzetti, in ultimo il sale e fare incordare l’impasto.
Lasciare lievitare un paio di ore, sgonfiare l’impasto, metterlo in un ruoto da 28/30 cm di diametro, lasciare lievitare ancora un paio di ore ed infornare per una mezz’ora circa a 180 gradi. Quando la pizza si sarà colorita, sfornare e lasciare raffreddare.
Tagliare la pizza a metà e farcire e ricoprire con il sugo di pomodoro, il fiordilatte, il parmigiano e qualche foglia di basilico.
Infornare a 200 gradi fino a quando fiordilatte e parmigiano non si saranno sciolti per bene


La foto è stata scattata prima della seconda infornata, avevo gente a cena ed era troppo complicato mettermi a fotografare. Come potete notare manca il basilico, ne ero rimasta sprovvista. Gravissimo!!!!

insalata di pollo alla mela grattugiata e sesamo tostato

lunedì 18 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 20 commenti


Non so a voi, ma a me in primavera passa l’appetito.
Il sole, l’aria friccicarella, il cinguettio degli uccelli mi chiudono lo stomaco.
Non so se avete presente quella sensazione che si prova quando si è innamorati, ecco proprio quella.
Non potendo praticare il digiuno mi dedico a piatti leggeri, anche perchè se mi passa la voglia di mangiare mi viene quella di cucinare.
Questa è un’insalata di pollo condita con la mela grattugiata, è quindi un piatto molto fresco che la presenza del sesamo e delle noci rende anche sfiziosino.


Insalata di pollo alla mela grattugiata e sesamo tostato

Per circa 500 gr di pollo (petto e coscia)
4 o 5 asparagi
1 manciata di noci
1 manciata di sesamo tostato
1 mela golden bella grande
1 limone
Valeriana
Sale
Olio e.v.o.

Lessate il pollo insieme ad un bel po’ di odori, lasciatelo raffreddare e fatelo a pezzetti.
Aggiungete gli asparagi lessati a rondelle, le noci a pezzetti, qualche pezzetto di mela, la valeriana. Nel frattempo frullare la mela con succo di limone olio e sale e condire l’insalata di pollo.
Completare il tutto con il sesamo tostato


Questa ricetta partecipa al concorso di Sandra nella sezione dedicata al pollo

la storia della mia prima charlotte

venerdì 15 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 28 commenti

Vi racconto una storia, la storia della prima volta che ho fatto questo dolce, ventenne inesperta ed anche un po’ ingenua.
Dovevo fare una torta per il compleanno del mio fidanzato storico, volevo fare bella figura, una cena di famiglia, quelle in cui ci sono tutti e tu pensi di avere mille occhi puntati addosso.
Sfogliando i numeri della cucina italiana a cui un tempo ero abbonata, mi ero innamorata di questo dolce, deciso è lui, faccio questo.
Lo provo qualche giorno prima, non credo ai miei occhi: perfetto.
Sono tranquilla e serena, se non fosse che il numero degli invitati della cena di famiglia continua ad aumentare, ed io sempre in ansia da prestazione, decido di fare doppia dose.
Come ben sapete nella bavarese c’è la colla di pesce ed io poco ne sapevo di questo ingrediente dal nome evocante strani odori, quindi, consigliandomi con mia madre, decido di fare doppia dose di charlotte, ma di lasciare intatta la dose di colla di pesce. Visto mai che rovini il mio capolavoro…
Vi immaginate lo spatafascio che ne è venuto fuori? Mi scendono ancora le lacrime per la rabbia al solo pensiero.
La ricetta è liberamente tratta da un vecchio numero della cucina italiana, non chiedetemi quale che non lo so


CHARLOTTE FRAGOLE, MORE E VANIGLIA

INGREDIENTI:

per la pasta biscotto
110 gr farina
110 gr zucchero
3 uova
1/2 cucchiaino estratto di vaniglia

per la salsa alla frutta
100 gr fragole
100 gr more
100 gr zucchero
succo di limone
(io ho usato solo more, ma viene molto bene anche con i lamponi)

per la bavarese alla vaniglia
250 gr latte
70 gr zucchero
12 gr colla di pesce
3 tuorli
fecola 1 cucchiaino
estratto di vaniglia
buccia di 1 limone grattugiata
250 gr panna montata
100 gr fragole a pezzetti
100 gr lamponi a pezzetti (io ho usato more)


PROCEDIMENTO:
Preparare la pasta biscotto cominciando a montare molto a lungo le uova e lo zucchero, quando il composto sarà bello spumoso aggiungere delicatamente la farina. Versare l’impasto in una placca coperta da un foglio di carta forno imburrato e infornare per 12 min a 180 gradi. Preparare la salsa alla frutta frullando tutti gli ingredienti insieme. Sformare la pasta su un canovaccio, eliminare la crosta e stendere la salsa. Arrotolare aiutandosi con un canovaccio e mettere in frigo. Preparare la bavarese lavorando i tuorli con lo zucchero la vaniglia, la buccia del limone e un cucchiaino di fecola. Versare il latte caldo, fate riscaldare la crema senza farla bollire, quindi unire la colla di pesce, prima ammorbidita in acqua fredda e strizzata. Togliere dal fuoco e quando la crema comincerà a tirare incorporare la panna montata e poi la frutta a pezzi. Nel frattempo pennellare di liquore uno stampo da zuccotto e rivestirlo con il rotolo tagliato a fette abbastanza sottili stando ben attenti a non lasciare vuoti. Versare la crema nello stampo e tenere in frigo per almeno 6 ore. Sformare e decorare a piacere

Panificare insieme/Panificazione francese 3. Le pain au babeurre

mercoledì 13 maggio 2009

Pubblicato da robertopotito 33 commenti

Dopo una settimana di pausa rieccoci con il nostro appuntamento con la panificazione francese.
Se ve li foste persi potete dare uno sguardo anche al pane di beaucaire, e al pain marin tigrè.

Le pain au babeurre, certo il nome un pochettino mette in "forte soggezione" e fa premonire una specie di disastro annunciato, di fallimento garantito e quindi di inutile e vacuo tentativo...credetemi, non é così!!!
Leggete la ricetta e ve ne renderete conto immediatamente.
Vi consiglio vivamente di realizzare questa ricetta perché otterrette un pane molto gustoso e saporito da accompagnare in particolare a formaggi, salumi ed anche marmellate...


LE PAIN AU BABEURRE

Questa particolare ricetta è caratteristica delle regioni dell’estremo nord della Francia. Il babeurre è una specie di latticello fermentato, ottenibile dalla miscelazione in parti eguali di un formaggio ricco di fermenti lattici come lo stracchino e lo yogurt magro naturale.

PREPARAZIONE DEL BABEURRE

200 GR DI STRACCHINO FRESCO
200 GR DI YOGURT NATURALE MAGRO
50 GR DI FARINA DI FRUMENTO INTEGRALE
10 GR DI LIEVITO DI BIRRA FRESCO


PREPARAZIONE DELL’IMPASTO FINALE

600 GR DI FARINA FORTE (MANITOBA)
200 GR CIRCA DI ACQUA A TEMPERATURA AMBIENTE
2 CUCCHIAINI DI SALE FINO MARINO


ESECUZIONE

La sera precedente, prepariamo il babeurre, miscelando lo stracchino fresco con lo yogurt ed unendovi la farina integrale ed il lievito; coprire con pellicola trasparente e lasciare riposare fuori all’aria fresca(meglio se ci fosse la luna piena).
Il giorno successivo, unire il babeurre ottenuto alla farina, e gli altri ingredienti, facendo ben attenzione ad ottenere un impasto soffice, ma non appiccicoso.
E’ importante lavorare a lungo questo impasto al fine di favorirne lo sviluppo del glutine e non comprometterne la lievitazione assieme ad un armonico incremento della struttura alveolare della mollica.
Dopo circa venti minuti di impastamento, modellare il pane in filoni vaporizzandone la superficie e porli a lievitare per almeno un paio di ore fino a quando non avranno raddoppiato il loro volume.
A questo punto, incidere i filoni per lungo e successivamente lungo tutta la superficie cercando di disegnare dei cordoncini orizzontali ai filoni oppure, se vi risulta più semplice, potete effettuare dei tagli con le forbici perpendicolari alla superficie dei filoncini come illustrato nella fotografia.
Infornare a 180° fino a quando non avranno assunto una bella colorazione bionda.

prove di volo

martedì 12 maggio 2009

Pubblicato da robertopotito 2 commenti














FANTANS


INGREDIENTI


700 GR DI FARINA 0

250 ML DI LATTE TIEPIDO MESCOLATO AD UN CUCCHIAIO DI SUCCO DI LIMONE

100 GR DI BURRO

15 GR DI LIEVITO DI BIRRA FRESCO

2 CUCCHIAINI DI SALE FINO

MEZZO CUCCHIAINO DI BICARBONATO DI SODIO



ESECUZIONE



In una ciotola versate il latte mescolato al succo di limone.Aggiungete il lievito e fate riposare per circa 30 minuti.Fate fondere 60 gr di burro.Nel frattempo, setacciate in una ciotola la farina con il bicarbonato.Fate la fontana e versatevi a filo il composto precedente fatto riposare per trenta minuti.Impastate bene ed energicamente per circa 15 minuti e, solo quando l'impasto avrà raggiunto una discreta consistenza aggiungetevi il burro fuso assieme al sale.Trasferite il tutto sulla spianatoia e formate una palla, che ungerete con un po' di burro e farete riposare per circa 30 minuti coperta da pellicola trasparente.Al raddoppio del volume, sgonfiate l'impasto e fate rilievitare per ancora un quarto d'ora.Rovesciate l'impasto sulla spianatoia ed appiattitelo con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia spessa 3 mm.Fate fondere il burro rimanente ed ungete delicatamente la sfoglia da entrambi i lati.Ora, tagliate con un coltello affilato, prestando molta attenzione a non rompere la sfoglia, nel senso della lunghezza, 4 strisce larghe 7 cm.Sovrapponetele l'una all'altra e dividetele in 8 porzioni.Premete delicatamente una delle estremità ed aprite ciascun panetto a ventaglio, ponendolo subito nell'apposito stampino.A questo punto, fate lievitare i ventaglini per altri 30 minuti al riparo da correnti d'aria.Preriscaldate molto, molto bene il forno a 220° e cuocete fino a quando i ventagli non avranno assunto una bella colorazione dorata.Il tempo di cottura non dovrebbe essere superiore ai 15/20 minuti.




le polpette in carrozza di nonna Lydia

lunedì 11 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 29 commenti



Da bambine vi capitava mai di arrampicarvi sulla sedia del tavolo della cucina e guardare affascinate pasticciare i grandi?
Io ho chiara nella mia mente l’immagine di me abbarbicata sul tavolo a guardare mia nonna cucinare.
In occasione del concorso di Sandra, mi è venuto in mente una cosa che preparava spesso la nonna Lydia. Io ne andavo pazza.
Erano dei crostoni di pane e carne fatti sulla falsa riga della mozzarella in carrozza.
Mia nonna è morta da 20 anni, io non li mangio da 25 anni, quindi sono andata a sentimento, non mi ricordo neanche che nome mia nonna desse a questo piatto, io l’ho ribattezzato polpette in carrozza.

POLPETTE IN CARROZZA DELLA NONNA LYDIA
4 fette di pane cafone raffermo
50 gr di carne macinata di vitello
1 uovo
Pane ammollato in acqua
Sale
1 uovo
Farina
Olio per friggere

Impastare la carne macinata con il pane ammollato, l’uovo, un po’ di latte, un pizzico di sale ed un cucchiaio di parmigiano.
Nel frattempo inumidite le fette di pane in un po’ di latte. Mettere uno strato sottile di carne, passare nell’uovo, in un po’ di farina e friggere


Questa ricetta partecipa al concorso organizzato da Sandra in collaborazione con la Guido Tommasi editore nella sezione la cucina di casa mia

ce l'abbiamo fatta!!! il concorso ha un vincitore ed un pdf

venerdì 8 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 19 commenti


Senza tanti preamboli vi dico che il concorso con cui in questi mesi, insieme a senza panna per il primo compleanno di lost, vi abbiamo tempestato, è stato vinto da Stefano.
Questa è la sua ricetta:





CARRE’ DI MAIALE AFFUMICATO IN AGRODOLCE
Prima di tutto è necessario procurarsi il maiale affumicato, che in genere si trova in gastonomie fornite e in qualche macelleria "particolare" (una a caso per esempio....) :)I più intraprendenti potrebbero provare da soli ad affumicare (esistono vari tipi di barbeque che hanno questa funzione) ma forse non si otterrebbe lo stesso risultato (anche se questi attrezzi mi hanno sempre incuriosito..)
Ma veniamo alla ricetta: come dicevo una volta preso il carrè affumicato è meglio disossarlo (o farlo disossare dal macellaio) per poi rimontarlo sull'osso e rivestire le "costicine" con l'argento. In questo modo la carne resterà saporita (grazie all'osso) ma sarà molto più facile tagliarlo quando si porterà a tavola, e oltretutto è anche un bel modo per presentarlo.
Una volta sistemato in questa maniera, si può cuocere in una capiente casseruola, sulla quale metteremo 2 cucchiai d'olio per far rosolare il carrè e fargli prendere un bel colore.
Dopo circa 10 minuti può aggiungere il succo (filtrato) di due arance e un limone. Lasciare sobbollire finchè non si crea un bel fondo denso.Se si desidera un effetto più "convincente" si può aggiungere anche un cucchiaio di melassa (o miele in alternativa).
Prima di questa operazione e comunque consigliabile assaggiare spesso il fondo in quando a seconda degli agrumi potrebbe risultare troppo dolce o troppo aspro. Attenzione all'equilibrio gustativo.Non ho parlato di sale, pepe, aglio e cipolla (e spezie in genere) poichè questo tipo di carne è gia saporito e speziato di suo, ogni aggiunta danneggerebbe la ricetta.
Come accompagnamento ho scelto la tipica verdura che si sposa molto bene con il sapore maiale affumicato, ovvero i crauti (in salamoia) che ho fatto riprendere in padella con poco olio e alcune bacche di ginepro.

Stefano, la mia vita tra la carne
__________________________________________________


Io vorrei ringraziare Stefano di cuore, perché ha salvato amicizie pluriennali.
Forse alcuni di voi sanno che noi 5 abbiamo gusti totalmente diversi, ma non un po’ diversi, proprio tanto tanto diversi.
Stavolta si aggiungeva anche una sesta persona, il rappresentante nella giuria del nostro sponsor villa matilde , con gusti ancora differenti.
C’era chi avrebbe votato solo morbidi e soffici impasti lievitati, chi avrebbe voluto solo dessert complicati e sofisticati, chi aveva dichiarato guerra alle preparazioni troppo complesse e chi guardava solo quanto fighe fossero le foto.
Insomma abbiamo rischiato una terza guerra mondiale.
Invece miracolosamente ci siamo trovati tutti d’accordo su Stefano.

Ecco anche il pdf della raccolta delle ricette scaricabile qui

Ringraziamo tutti per aver partecipato, alcune ricette sono davvero belle.
Io ne ho 3 o 4 nel cuore, le farò appena mi sarò ripresa dalla nausea da agrumi che mi attanaglia.
Un sentito ringraziamento va anche al nostro sponsor la casa vinicola Villa Matilde

P.S.
Causa proclamazione vincitore concorso, l'appuntamento con Roberto e la panificazione francese slitta a venerdì prossimo

fragola e pistacchio

mercoledì 6 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 25 commenti



Non è un gelato, è un risotto!!!!
Sono stata ispirata dalla primavera, dal tepore, dai primi soli, dai primi gelati mangiati all’aria aperta.
Ha un gusto molto delicato, ho usato una pasta di pistacchi fatta da me
Ne avevo parlato anche qui


RISOTTO PISTACCHIO E FRAGOLE

Per 2 persone
160 gr di riso carnaroli
2 cucchiai di pasta di pistacchio pura (non zuccherata), in mancanza pistacchi tritati a lungo
4 fragoloni
½ bicchiere di vino bianco
Cipolla
Burro
Brodo vegetale leggero

Tagliare 3 fragoloni a pezzetti e metterli a macerare nel vino.
Tritare qualche fettina di cipolla e fatela consumare in un tegame con una noce di burro, aggiungendo eventualmente un po’ d’acqua per non farla scurire troppo. Aggiungere la pasta di pistacchi e fatela scaldare.
A questo punto versare il riso nel tegame e lasciarlo tostare.
Versare il vino e lasciare evaporare del tutto.
Versare il brodo vegetale e fare andare il risotto.
A pochi minuti dalla cottura versare le fragole e fare andare un po’.
Mantecare con una noce di burro.
Decorare con la fragola avanzata e con dei pistacchi

Coulant au caramel

lunedì 4 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 32 commenti


Tranquilli, non sono impazzita, coulant non è mica una cattiva parola.
Chiamateli, moelleux, flan,tortini dal cuore morbido, qualcuno li chiama anche impropriamente soufflé, insomma sono quegli sformatini che quando andate a romperli con il cucchiaino viene fuori una crema liquida, che poi altro non è che impasto non cotto del tutto.
Quelli al cioccolato imperversano da qualche anno in ogni ristorante o similare che si rispetti, anche al supermercato c’è il preparato per farli in casa con poca fatica, che fatica ci sarà poi, boh.
Questi al caramello li ho trovati su un libricino della marabout comprato a Parigi "moelleux & coeurs coulants" di Paul Simon.
Velocissimi, il tempo di preparare il caramello, far raffreddare un pochino e 7 minuti in forno.
Se, come me , siete amanti del caramello ve li consiglio, non sono per nulla dolci, quindi vi suggerisco di accompagnarli ad una ganache al cioccolato bianco o una salsa inglese alla vaniglia.

COULANT AU CARAMEL
Per circa 6 stampini

150 gr di zucchero
1 cucchiaio di acqua
100 gr burro salato
80 gr di panna
140 gr farina
4 uova

Preparare un bel caramello ambrato con acqua e zucchero, versare con molta attenzione (sfrigola tutto!!!) il burro e poi la panna mescolando, e lasciare intiepidire.
Aggiungere le uova (attenzione che il composto non sia ancora troppo caldo sennò fate una stracciatella al caramello)e la farina setacciata.
Versare negli appositi stampini ben imburrati e infarinati e cuocere in forno a 180 gradi per 7/8 minuti.
Servire caldi

vitignoitalia e wine&thecity a Napoli

venerdì 1 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 5 commenti


Sono felice di segnalarvi una manifestazione (anzi 2 ) molto interessante che si tiene a Napoli a maggio.
Chissà che qualcuno di voi non colga l'occasione per andare a fare un giretto.
Vi copincollo il comunicato stampa


Vitignoitalia: 5000 vini al castello. E la città anticipa con Wine&TheCity
12 > 16 maggio e 17 >19 maggio 2009

Napoli, CASTEL DELL’OVO

Quattrocento cantine da tutta Italia e tre giorni di incontri e degustazioni per la V edizione di Vitignoitalia. E nei 5 giorni precedenti il salone, boutique, gioiellerie, enoteche, gallerie d’arte e design, alberghi partecipano al Fuori salone con Wine&theCity.

A Napoli per incontrare 5000 vini italiani, per degustare rossi, bianchi, rosati, passiti, crus e bollicine autoctone. Succede dal 17 al 19 maggio negli spazi storici del Castel dell’Ovo sul lungomare partenopeo per la V edizione di Vitignoitalia il Salone del vino da vitigno autoctono e tradizionale italiano. Un appuntamento ormai fisso nelle agende dei wine lover, primo al centro sud per qualità, numero e profilo delle cantine partecipanti. Oltre la soglia del trecentesco maniero sull’acqua inizia il percorso di vini e vignaioli: 400 cantine da tutta la Penisola presentano al grande pubblico le proprie produzioni. Partecipano i grandi nomi del vino italiano, ma anche piccole cantine con vini di nicchia. Un panorama unico in una location che non ha confronti per la suggestione. A completare la tre giorni di degustazioni è un ricco calendario di eventi ed incontri e la lounge gourmet di Cooking For Wine curata da Luigi Cremona con il tradizionale show-cooking di grandi chef d’Italia. Vino, gastronomia, wine business e tanto altro ancora. Nei 5 giorni precedenti il salone si svolgerà il “Fuori Salone Wine&TheCity”: un percorso diffuso nella città con happening, concerti, mostre e degustazioni sparse nelle boutique, gioiellerie, enoteche, ristoranti, alberghi e gallerie d’arte e design. Un itinerario insolito e vivace che coniuga vino e design, arte e moda, bellezza e gioielli: tutto all’insegna del buon bere italiano.

Wine&theCity fuori salone a Napoli, varie sedi dal 12 al 16 maggio

Vitignoitalia a Napoli Castel dell’Ovo dal 17 al 19 maggio


Col patrocinio e la collaborazione di Regione Campania – assessorato all’agricoltura e alle attività produttive; Comune di Napoli – assessorato al turismo e ai grandi eventi.

http://www.vitignoitalia.it/

http://www.wineandthecity.it/