vitignoitalia e wine&thecity a Napoli

venerdì 1 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 4 commenti


Sono felice di segnalarvi una manifestazione (anzi 2 ) molto interessante che si tiene a Napoli a maggio.
Chissà che qualcuno di voi non colga l'occasione per andare a fare un giretto.
Vi copincollo il comunicato stampa


Vitignoitalia: 5000 vini al castello. E la città anticipa con Wine&TheCity
12 > 16 maggio e 17 >19 maggio 2009

Napoli, CASTEL DELL’OVO

Quattrocento cantine da tutta Italia e tre giorni di incontri e degustazioni per la V edizione di Vitignoitalia. E nei 5 giorni precedenti il salone, boutique, gioiellerie, enoteche, gallerie d’arte e design, alberghi partecipano al Fuori salone con Wine&theCity.

A Napoli per incontrare 5000 vini italiani, per degustare rossi, bianchi, rosati, passiti, crus e bollicine autoctone. Succede dal 17 al 19 maggio negli spazi storici del Castel dell’Ovo sul lungomare partenopeo per la V edizione di Vitignoitalia il Salone del vino da vitigno autoctono e tradizionale italiano. Un appuntamento ormai fisso nelle agende dei wine lover, primo al centro sud per qualità, numero e profilo delle cantine partecipanti. Oltre la soglia del trecentesco maniero sull’acqua inizia il percorso di vini e vignaioli: 400 cantine da tutta la Penisola presentano al grande pubblico le proprie produzioni. Partecipano i grandi nomi del vino italiano, ma anche piccole cantine con vini di nicchia. Un panorama unico in una location che non ha confronti per la suggestione. A completare la tre giorni di degustazioni è un ricco calendario di eventi ed incontri e la lounge gourmet di Cooking For Wine curata da Luigi Cremona con il tradizionale show-cooking di grandi chef d’Italia. Vino, gastronomia, wine business e tanto altro ancora. Nei 5 giorni precedenti il salone si svolgerà il “Fuori Salone Wine&TheCity”: un percorso diffuso nella città con happening, concerti, mostre e degustazioni sparse nelle boutique, gioiellerie, enoteche, ristoranti, alberghi e gallerie d’arte e design. Un itinerario insolito e vivace che coniuga vino e design, arte e moda, bellezza e gioielli: tutto all’insegna del buon bere italiano.

Wine&theCity fuori salone a Napoli, varie sedi dal 12 al 16 maggio

Vitignoitalia a Napoli Castel dell’Ovo dal 17 al 19 maggio


Col patrocinio e la collaborazione di Regione Campania – assessorato all’agricoltura e alle attività produttive; Comune di Napoli – assessorato al turismo e ai grandi eventi.

http://www.vitignoitalia.it/

http://www.wineandthecity.it/

Panificare insieme/Panificazione francese 2. Le pain marin tigrè

mercoledì 29 aprile 2009

Pubblicato da robertopotito 32 commenti

Eccoci giunti al nostro secondo appuntamento sulla panificazione francese.
Abbiamo anticipato ad oggi la pubblicazione di questo post perchè abbiamo pensato che venerdì primo maggio molto di voi sarebbero stati in vacanza.
Nel caso in cui vi foste persi la puntata precedente, ecco qui il pane di beaucaire.
Se volete, potete dare anche uno sguardo alla torta briosciata





LE PAIN MARIN TIGRE’

Tipico pane dell’Alsazia e Lorena non particolarmente diffuso nel resto della Francia data la particolare composizione della glassatura che richiede un po’ di pazienza e tempo.

PER LA BIGA:

300 GR DI FARINA FORTE (MANITOBA)
15 GR DI LIEVITO DI BIRRA FRESCO
150 GR DI ACQUA A TEMPERATURA AMBIENTE

PER L’IMPASTO FINALE:

200 GR DI FARINA DI SEGALE
500 GR DI FARINA FORTE (MANITOBA)
100 GR DI BURRO MORBIDO A POMATA
350 GR CIRCA DI ACQUA A TEMPERATURA AMBIENTE
2 CUCCHIAINI DI SALE FINO MARINO


ESECUZIONE

La sera precedente, preparare la biga con gli ingredienti previsti e lasciar riposare in un ciotola capiente coperta da pellicola trasparente.

Il giorno successivo, riprendere la biga ed unirla a tutti gli altri ingredienti ad esclusione del burro morbido che andrà incorporato solo quando l’impasto sarà quasi ultimato.

Lavorare molto energicamente il tutto fino ad ottenere un impasto morbido e setoso; questa operazione richiederà almeno una ventina di minuti di lavorazione paziente e dolce.

Formare dei panini di media dimensione e ricoprirli abbondantemente di glassa preparata nel seguente modo:

100 gr di farina di riso
10 gr di lievito per dolci
10 gr di zucchero di canna
10 gr di olio extravergine di oliva
5 gr di sale fino
90 gr di acqua a temperatura ambiente
1 pizzico di farina di frumento 0

A glassatura ultimata, porre a lievitare , avendo l’accortezza di vaporizzare con acqua nel caso notaste che la glassatura tendesse ad asciugarsi ed infornare a 200° per almeno 50 minuti.

come può una patata lessa diventare un hamburger

lunedì 27 aprile 2009

Pubblicato da Lydia 19 commenti



Alzi la mano colui al quale non piacciono le patate.
Io mi chiedo come abbiano vissuto i nostri antenati prima della scoperta dell’America, senza gnocchi, senza gattò, senza rosti, senza purè, senza tiella,o senza patate al forno, lesse o fritte.
Che vita triste e grama.
Spulciando un librettino senza grandi pretese sulle patate della food editore, dove avevo già preso spunto per questi gnudi di ricotta e patate , mi sono imbattuta in questi hamburger di patate alla frutta secca.
Li ho liberamente interpretati.
Della serie: come può una volgare patate lessa diventare qualcosa di sfizioso.


HAMBURGER DI PATATE ALLA FRUTTA SECCA

300 gr patate a pasta gialla
1 cucchiaio di gherigli di noce sminuzzati
½ cucchiaio di pinoli tostati
½ cucchiaio di nocciole tostate
1 uovo
1 cucchiaio abbondante di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di olio e.v.o
2 cucchiai di pangrattato

Lessare le patate con la buccia in acqua salata, pelatele e schiacciatele in una terrina.
Aggiungete la frutta secca tagliata a coltello grossolanamente, l’uovo, il parmigiano e il pangrattato, tenendone da parte un po’ per la panatura.
Aggiustare di sale.
Formare degli hamburger aiutandovi con un coppapasta .
Passateli nel pangrattato e rosolateli in una padella antiaderente con un po’ di olio.
Servite gli hamburger ben caldi e ben croccanti decorando a piacere con noci e pistacchi





Comunicazione di servizio, per questa settimana l'appuntamento con la panificazione francese di Roberto sarà anticipato a mercoledì, anzichè venerdì.

Venerdì è primo maggio e tanti di voi lo avrebbero perso

Panificare insieme/Panificazione francese 1

venerdì 24 aprile 2009

Pubblicato da robertopotito 26 commenti

Eh sì...se la dolce Lydia si sente, a ragione, come Audrey Hepburn, io mi sento, a torto, come Yves Montand...mi immagino autorevole nel comportamento, misurato nelle parole e tenebroso, profondamente tenebroso nello sguardo che fulmina e penetra gli animi...

Tralasciando un attimo tali amenità da parte mia, ogni tanto il sottoscritto ed alcune amiche ed amici appassionati di panificazione a livello amatoriale ci incontriamo per "pastrocchiare" assieme, sperimentando varie ricette, tecniche di lavorazione e quant'altro ci viene in mente.
L'ultimo incontro riguardava la panificazione francese e, preparandosi per tale "evento" abbiamo scoperto che in Francia non si fanno solo le baguettes che, a buon merito, sono divenute il pane nazionale conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, bensì la panificazione francese é ricchissima di preparazioni veramente molto interessanti.
Ciò che mi ha maggiormente sorpreso è la totale assenza di particolari aromi o peggio ancora di miglioratori, ma tramite l'utilizzo di pochi e semplici ingredienti, é possibile far risaltare la preponderanza di alcuni profumi e sapori su altri.
Un esempio é torta briosciata postata su questo blog poco tempo fa oppure altri pani, nei quali predomina il sapore intenso del babeurre(miscela di yogurt e formaggio morbido tipo stracchino) oppure della segale sebbene impiegata in piccole quantità come nei panini marini tigrati.
Vorrei proporvi una piccola serie di incontri su base settimanale nei quali avrei piacere di condividere le nostre "esperienze" di panificazione francese.

Cominciamo con





IL PANE DI BEAUCAIRE

Fino all’inizio del ventesimo secolo, questo particolare tipo di pane veniva prodotto nella bassa vallata del Rodano e solo ed unicamente con lievito naturale.
Al giorno di oggi è tuttora caratteristico di quella regione in particolare, tuttavia è possibile riprodurne il profumo e l’aroma utilizzando una biga con pochissimo lievito di birra…

INGREDIENTI PER LA BIGA

300 GR DI FARINA O
UN’IDEA DI LIEVITO DI BIRRA FRESCO (CIRCA 2 GRAMMI)
180 GR DI ACQUA A TEMPERATURA AMBIENTE


INGREDIENTI PER L’IMPASTO FINALE

700 GR DI FARINA 0
400 GR CIRCA DI ACQUA A TEMPERATURA AMBIENTE
2 CUCCHIAINI DI SALE FINO
TRITELLO PER LA LAVORAZIONE

ESECUZIONE

Due giorni prima dell’impasto finale, preparare la biga e porla a riposare in una capiente terrina ricoperta con pellicola trasparente.
Trascorso il tempo previsto, riprendere la biga ed unirvi gli altri ingredienti (per ultimo il sale) e cominciare a lavorare fino ad aver conseguito un impasto morbido, ma alquanto sostenuto.
Fare lievitare per almeno tre ore fino al raddoppio.
A questo punto, riprendere l’impasto e stenderlo molto lentamente e con delicatezza in una sfoglia grossolana dello spessore di circa 5 cm.
Ripiegare l’impasto su se stesso e stenderlo nuovamente dello stesso spessore precedente.
Vaporizzare con acqua e spolverizzare abbondantemente con tritello di frumento o di altro cereale metà sfoglia e ripiegare nuovamente la sfoglia su se stessa
Tagliare dei rettangoli di circa 7 o 8 cm di larghezza e porli “in piedi” in modo tale che sia ben visibile il tritello. In questo modo i panini si adageranno in maniera tale da formare la loro caratteristica forma a ferro di cavallo
Vaporizzare abbondantemente e fare lievitare per un’altra ora ed infornare a 200° per almeno 40 minuti.

il big ben ha detto stop

martedì 21 aprile 2009

Pubblicato da Lydia 12 commenti


A mezzanotte è scaduto il termine ultimo per la presentazione delle ricette per il concorso indetto per il primo blogcompleanno di Lost in kitchen , organizzato dai nostri 3 blogs a reti unificate:tzatziki, senzapanna e lost.
Per oltre 2 mesi vi abbiamo tormentato con questi benedetti agrumi.
Io stessa per qualche mese non ne voglio più sentire neanche l’odore.
E’ finita, finalmente direte voi.
E' stato davvero un successo inaspettato ed insperato. Grazie a tutti.
Ci sono arrivate oltre 150 ricette, abbiamo avuto la possibilità di conoscere blogs di cui non conoscevamo l’esistenza e di notare quante persone ci seguono.
Ora abbiamo bisogno di un po’ di tempo per guardarcele con calma, per lavorare sui pdf (visto il numero inaspettato di concorrenti probabilmente ne faremo 2), e anche per riunirci “in seduta plenaria tra fumi di sigari e sigarette” per poter poi proclamare il vincitore.
Grazie ancora a tutti per aver partecipato ed abbiate un po’ di pazienza, ci mettermo un po’ di tempo a fare tutto ciò.
Cogliamo l'occasione per ringraziare il nostro sponsor: l'azienda vinicola Villa Matilde a cui toccherà anche l'oneroso compito di aiutarci nella scelta del vincitore

Un soffice abbraccio...

lunedì 20 aprile 2009

Pubblicato da robertopotito 28 commenti



Già...stavo proprio pensando ad un soffice e ad un aromatico intreccio di varie consistenze e sapori prima di accingermi a preparare questi morbidi panini alle olive verdi.
E' presente anche l'aroma della buccia di arancia finemente grattugiata che con le olive crea un gradevole contrasto che una volta giunto al palato si fonde in una piacevole esplosione di sapori...
Si tratta di un impasto diretto di semplice esecuzione..

ecco la ricetta:
PANINI MORBIDI ALLE OLIVE VERDI
500 GR DI FARINA FORTE (MANITOBA)
500 GR DI FARINA DEBOLE
700 ML DI LATTE INTERO FRESCO A TEMPERATURA AMBIENTE
15 GR DI LIEVITO FRESCO IN CUBETTO
3 CUCCHIAI DI OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
LA SCORZA GRATTUGIATA DI DUE ARANCE NON TRATTATE
1 KG CIRCA DI OLIVE VERDI DA DENOCCIOLARE.

Esecuzione

Miscelate con cura le due farine, sbriciolatevi il lievito di birra e cominciate ad aggiungere il latte,
unire in seguito l'olio e cominciate a lavorare per bene l'impasto, a metà lavorazione unire il sale fino e proseguire fino ad ottenere un impasto soffice ed elastico che dovrà leggermente aderire alla ciotola dell'impastatrice o alla superficie di lavoro.
Quando l'impasto sarà stato sufficientemente lavorato, aggiungere la scorza grattugiata delle due arance.
Mettete l'impasto in una ciotola leggermente unta con olio etravergine di oliva e fate riposare per un paio di ore coperto da pellicola trasparente.
Riprendete l'impasto e dividetelo in pezzi da circa 60/70 grammi cadauno.
Stendete ciascun pezzo in una sfoglia assai grossolana dello spessore di circa 4 o 5 centimetri ed unirvi le olive, che avrete denocciolato, e ricoprire con dei lembi di pasta incrociandoli sulle pagnottine.
Fate riposare i panini per circa 40 minuti, spennellateli con un po' di latte ed infornate in forno preriscaldato alla temperatura di circa 180° per 20 minuti circa.

arance caramellate per Virginia ed un grazie a Linnea

venerdì 17 aprile 2009

Pubblicato da Lydia 25 commenti


Visto che come una polla mi sono lasciata scadere il concorso delle ciofeche di Alex, partecipo subito a sottovetro di Virginia, così non ci penso più e non rischio di dimenticarmene.

Questa ricetta è di Palmira.
Mi chiederete chi è Palmira, nessuna famosa foodblogger, nessuna autrice di sacri testi di cucina.
Palmira è la futura suocera di mio fratello, appassionata di cucina ed ora anche grande fan del lievito madre.
Mi regalò queste arance qualche anno fa ed io le chiesi la ricetta. Le trovo buone, per nulla stucchevoli, facili da preparare, belle a vedersi, da utilizzare come accompagnamento ad un gelato o a un semifreddo, su una crostata di crema, o anche su un plumcake.
Sia chiaro che, se per avventura, dovessi vincere anche un solo vasetto delle tamerici, lo dividerei con lei.

Colgo l'occasione per ricordarvi che il nostro concorso è in scadenza, avete di tempo fino al 20 aprile

ARANCE CARAMELLATE DI PALMIRA

-4 arance non trattate
-1/2 litro acqua
-500 gr zucchero


Tagliare le arance in fette sottili e lasciarle immerse nell'acqua per 24 ore.
Trasferirle in una pentola e far bollire per circa 20 minuti, usando la stessa acqua.
Aggiungere lo zucchero e far bollire per altri 40 minuti.
Invasare (io i barattoli li tengo una mezz'ora nel forno a 100 gradi dopo averli lavati in lavastoviglie) e capovolgere fino al raffreddamento





Dopo aver parlato di queste futilità, vorrei segnalarvi il blog di una mia amica: Linnea.
Linnea ha trascorso la sua Pasqua in Abruzzo.
Non voglio commentare i suoi posts, leggeteli, si commentano da soli.
Grazie Linnea!!!!