come nobilitare una banana mucida

lunedì 29 giugno 2009

Pubblicato da Lydia 19 commenti



Vi capita mai di avere una banana solitaria mucida e stantia in casa?
A me spesso e non ho mai il cuore di buttarla.
Qualche giorno fa ho pensato di darne degna sepoltura nobilitandola in una creme brulèe, accompagnandola a dei limoni della mia terra.
Non storcete il naso prima di averla assaggiata, a me è piaciuta nonostante non sia un’amante dei dolci alla banana.


CREME BRULE'E ALLA BANANA E LIMONE DI SORRENTO
Per 4 cocottine

1 banana
Il succo e la buccia di 1 limone
1 uovo e 1 tuorlo
40 gr di zucchero
80 ml di latte
150 ml di panna
Zucchero di canna

Mescolare 2 cucchiai di zucchero di canna con la buccia del limone e tenere da parte.
Frullare la banana a pezzi con il succo di limone, aggiungere il latte e la panna e mescolare.
Mescolare l’uovo e il tuorlo con lo zucchero.
Versare le uova sul composto di banana e versare nelle cocottine da forno.
Infornare a 90° per 40 minuti circa.
La crema deve essere ancora un po’ tremolante.Lasciare raffreddare, cospargere la superficie con dello zucchero di canna e bruciare con l’apposito cannello

un matrimonio ben riuscito nonostante tutto

venerdì 26 giugno 2009

Pubblicato da Lydia 16 commenti


Come mi è capitato più volte di precisare, io sono veramente negata nel cucinare il pesce, nonostante le mie origini decisamente napoletane.
Questa ricetta era stata data svariati anni fa a mia madre da un’amica siciliana, è talmente semplice, ed anche gustosa, che riesco a farla persino io.
L’avevo lasciata nel dimenticatoio per tanto tempo, l’ho rispolverata in questi giorni proponendola in versione spiedino.
Questo è uno di quei casi in cui formaggio e pesce si sposano egregiamente

PESCE SPADA GRATINATO

Pesce spada tagliato a fette sottili,
olio,
aceto,
pangrattato e parmigiano in proporzione 1:2
aglio e prezzemolo.


Mettere il pesce spada in infusione in olio e aceto per circa 1 ora.
Unire in un piatto largo pangrattato e parmigiano, prezzemolo e
un po' d'aglio sminuzzato e passarvi le fette di pesce sgocciolate
come fossero cotolette. Sistemare su una teglia unta e spruzzare
un po' d'acqua con le dita. Infornare. Se piace si possono mettere
dei pomodorini sulle fettine impanate



A proposito oggi si sposa mio fratello!!!!!!
Permettetemi di augurargli tutta la felicità del mondo e scusatemi se non sarò solerte nel rispondervi

tartellette sbriciolate per Genny

mercoledì 24 giugno 2009

Pubblicato da Lydia 28 commenti



Ma dico io, un concorso più facile, cara Genny, non te lo potevi inventare?
Mi hai fatto diventare scema per inventare "un cibo commestibile".
La gestazione è stata lunga e sofferta, ma alla fine sono riuscita a produrre qualcosa, spero di tuo gradimento.
Non ho fatto altro che preparare delle basi sbriciolate cotte in bianco e guarnirle con questa ottima crema leggera al mascarpone che mi aveva dato Lisa secoli addietro, quando ancora dava ricette.
E la tisana? La tisana l’ho usata per cuocere lo zucchero della pate a bombe che va nella crema ed ha lasciato un bel sentore fruttato.
Ho utilizzato una tisana del sottobosco a base di rosa canina, mirtilli, more, ribes, fragola,lampone, fiori di malva, bacche di sambuco e fiori di karkadè


TARTELLETTE SBRICIOLATE ALLA CREMA LEGGERA DI MASCARPONE E TISANA DEL SOTTOBOSCO

Per le basi sbriciolate
300 gr farina
100 gr zucchero
1 uovo
100 gr burro freddo

Mettere tutti gli ingredienti in una ciotola capiente e lavorare grossolanamente con i polpastrelli formando delle briciole.
Far riposare in frigo
Con un cucchiaino mettere un po’ di “briciole” sui fondi di stampini in metallo da minimuffins, infornare a 180 ° per 5-10 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare

Nel frattempo preparate la
CREMA LEGGERA AL MASCARPONE
200 gr di tuorli d’uovo
70 gr zucchero
23 gr d’acqua (io ho usato la tisana)
250 gr di mascarpone
250 gr di panna
Buccia di limone grattugiata
4 gr di gelatina in fogli

Montare i tuorli, cuocere lo zucchero e l’acqua (nel mio caso la tisana) a 121°, versare lo zucchero sui tuorli e continuare a montare fino al raffreddamento.
Mescolare la panna e il mascarpone con la buccia del limone grattugiata ed unire ai tuorli.
Ammorbidire la gelatina in acqua fredda, strizzarla e scioglierla con un breve passaggio al microonde, unirla velocemente alla crema.
N.B. io ho messo la gelatina idratata e strizzata nello sciroppo di acqua e zucchero a 121° così da aggirare il problema della gelatina usata in preparazioni fredde, che è sempre un po’ impicci oso.

Con una sac a poche mettere un ciuffo di crema sulla tartelletta sbriciolata

Sia le dosi per la base sbriciolata, sia quelle per la crema al mascarpone sono belle abbondanti, gli avanzi della base sbriciolata li ho usati per una torta ed ho fatto metà dose di crema al mascarpone

A proposito, questa ricetta partecipa al concorso di Genny

le gemelle diverse

lunedì 22 giugno 2009

Pubblicato da Lydia 27 commenti


Non so se ricordate, qualche giorno fa avevo fatto delle mini bavaresi alle mandorle con una gelè di lamponi, ebbene, ho voluto farne un clone salato.
Mi era venuto in mente di ottenere lo stesso effetto visivo ma naturalmente con un gusto totalmente diverso.
Ho praticamente fatto una crema inglese al parmigiano a cui ho aggiunto colla di pesce e panna montata e l’ho completata con una gelatina molto morbida ai pomodori.
Quando cioè si affonda il cucchiaino nella bavarese la gelatina cola leggermente.
Credetemi se vi dico che è un antipasto molto fresco, estivo e gustoso, ha riscosso grandi consensi.

BAVARESI AL PARMIGIANO CON GELE’ MORBIDA AL POMODORO

Per le bavaresi
2 tuorli
½ cucchiaino di fecola di patate
6 gr di colla di pesce
170 gr latte
170 gr panna montata
40 gr parmigiano reggiano

Far scaldare il latte.
A parte mescolare i tuorli con il parmigiano grattugiato e la fecola, aggiungere delicatamente il latte e cuocere fino a che il composto non veli la cucchiarella (come fate quando preparate la crema inglese). Aggiungere la colla di pesce precedentemente ammollata in un po’ di acqua e ben strizzata.
Mescolare bene e lasciare raffreddare.
Quando il composto comincia a tirare aggiungere la panna montata e versare negli appositi stampini
Mettere in frigo per qualche ora

Per la gelè morbida di pomodori
200 gr di succo e polpa di pomodori passati e setacciati
Sale
0,5 gr (1/4 di foglio di gelatina)

Far idratare la gelatina in acqua, scaldare il succo il pomodoro, aggiungere il sale e appena accenna a bollire aggiungere la gelatina ben strizzata.
Lasciare raffreddare e versare sulle bavaresi sformate

Avendo utilizzato degli stampi in silicone della silikomart ,che lasciano la fossettina sulla parte superiore, la gelè ai pomodori l'ho messa per l'appunto lì

La bottarga di muggine

giovedì 18 giugno 2009

Pubblicato da Daniela @Senza_Panna 12 commenti


Nel mio frigorifero non manca mai la bottarga sarda. Si conserva a lungo ed è una buona soluzione per cene improvvisate.

Incuriosita dal post sulla Bottarga di Favignana della mia socia Lydia ho cercato un po' di notizie e oltre a quello che già sapevo ho scoperto delle cose nuove.

Tutti sanno che la bottarga è un alimento costituito da uova di pesce essiccate, che viene ricavata principalmente dalle uova di muggine o di tonno e viene anche chiamata caviale del Mediterraneo.

In Italia viene prodotta soprattutto in Sicila (dal tonno) e in Sardegna, dove è famosa quella di Carloforte, Alghero, Stintino e Cabras fatta con uova di muggine.

Però ignoravo che esistono specialità simili anche su altri tratti costieri del Mar Mediterraneo chiamate batarekh in Egitto e poutargue nella zona franco-provenzale.
L'origine della bottarga sembra essere fenicia, ma il termine deriva dall'arabo butarikh (بطارخ) ("uova di pesce salate").

La preparazione è semplice ma deve essere fatta con molta cura. La sacca ovarica, estratta dal pesce femmina senza romperla, deve essere lavata per eliminarne le impurità e poi salata con sale marino, si devono rivoltare quotidianamente le sacche e sostituire periodicamente il sale per passare poi alla pressatura e stagionatura.

Tradizionalmente costituiva il pasto povero dei pescatori quando trascorrevano la giornata in mare, al pari delle alici sotto sale o altri pesci conservati, attualmente costituisce l'ingrediente di pasti più raffinati (dato anche il costo).

Avevo già pubblicato su Senza Panna la ricetta degli spaghetti con la bottarga.
Oggi invece propongo una ricetta (che si usa in Sardegna) per un antipasto veloce ma appetitoso:

Crostini con ricotta di pecora e bottarga di muggine al profumo di agrumi

Ingredienti per 4 persone

pane carasau
ricotta di pecora
bottarga intera
scorza d'arancia e/o scorza di limone
4 cucchiai di olio extra-vergine d'oliva.
Sale
prezzemolo fresco

Lavorare la ricotta con una forchetta e spalmarla su alcune fettine di pane carasau. Mettere abbondante bottarga tagliata finemente con una mandolina (o in mancanza con un semplice pelapatate) su alcune fette, su altre grattugiarla. Condire con olio extra vergine, un po' di scorza di limone e/o di arancio tagliate con lo zester e disporre nel piatto in ordine sparso, decorare con poco prezzemolo tritato fine.

bomboniera e temperaggio veloce

mercoledì 17 giugno 2009

Pubblicato da Lydia 32 commenti

Ma la vecchia e cara bomboniera dell’Algida non si produce più?
Era un must quando da bambini si andava a cinema, io la mettevo in bocca tutta intera e la lasciavo sciogliere sotto il palato.
Era una specie di rito per me, non c’era film senza bomboniera.
Sono andata a cinema ieri e me ne è venuta voglia, nisba, niet, nada: il barista mi ha guardato come se gli avessi chiesto 2 etti di salmone selvaggio scozzese.
Oggi me la sono autoprodotta, molto simile, con cioccolato bianco e cioccolato nero e l’interno al caffè, alla facciaccia dell’algida.
E poi è stato il pretesto per usare il mycryo per temperare il cioccolato.
Erano mesi che stazionava nel mio antro dei “mai più senza” e volevo assolutamente provare.

BOMBONIERA BIANCA E NERA AL CAFFE’
Per circa 10 bomboniere bianche e 10 nere
50 gr di cioccolato bianco
50 gr di cioccolato fondente
mycryo
150 gr panna liquida
1 cucchiaino di pasta di caffè (in mancanza caffè solubile)
20 gr zucchero semolato
5 gr tremolina (zucchero invertito), in mancanza usate glucosio o tutto zucchero semolato

Portare a bollore la panna con il caffè e gli zuccheri e fare raffreddare in frigo, mettete nella gelatiera e azionatela

Per i gusci io ho temperato il cioccolato seguendo le istruzioni della scatola di mycryo della barry: ho sciolto il cioccolato al microonde (500 w a più riprese) portandolo ad una temperatura intorno ai 40-45 gradi. Ho lasciato raffreddare fino ai 34-35 per il ciocco fondente e fino ai33-34 per quello bianco, ho aggiunto l’1% di mycryo ed ho mescolato. Ho aspettato che il ciocco fondente raggiungesse i 31-32° e quello bianco i 29-30°ed ho rivestito degli stampini in silicone con il cioccolato aiutandomi con un pennello, ho messo in frigo fino a che non si sono solidificati, ho riempito con la panna aromatizzata al caffè e montata in gelatiera ed ho messo in freezer.
Dopo qualche ora ho tappato con altro cioccolato temperato e rimesso in freezer.

N.B.

Se non avete voglia e tempo da perdere non temperate il cioccolato e fondatelo normalmente


mini bavaresi alle mandorle con profumo di arancia e gelè di lamponi

lunedì 15 giugno 2009

Pubblicato da Lydia 20 commenti





L’estate è ormai entrata a pieno titolo, le temperature non consentono più di accendere il forno e quindi ci si arrabatta come meglio si può per cucinare.
Per me è abbastanza difficile perché mi rendo conto di avere il forno perennemente acceso.
Sicuramente le bavaresi sono una buona soluzione per il fine pasto.
Ho dell’ottima pasta di mandorle arrivata in diretta da Avola ed ho pensato di farci per l’appunto una bavarese, abbinandoci un vago sentore di arancia ed una gelè di lamponi (quelli mi erano avanzati dalle tartellette e non potevo mica buttarli via).
Per la gelè ho utilizzato i consigli di Dada



Avendo utilizzato degli stampi in silicone della silikomart che lasciano la fossettina sulla parte superiore, la gelè ai lamponi l'ho messa per l'appunto lì

BAVARESI ALLA MANDORLE CON PROFUMO DI ARANCIA E GELE’ DI LAMPONI

Per la bavarese
2 tuorli
50 gr di zucchero
½ cucchiaino di fecola
6 gr di colla di pesce
170 gr di latte
170 gr di panna fresca montata
100 gr di pasta di mandorle
La buccia di un’arancia grattugiata

Mettere il latte a bollire con la buccia dell’arancia e la pasta di mandorle fatta a pezzettini (mescolare bene perché la pasta di mandorle si sciolga bene). Lavorare i tuorli con lo zucchero e la fecola, aggiungere il latte lentamente continuando a mescolare. Mettere sul fuoco fino a che la cucchiarella di legno non si veli e aggiungere la colla di pesce precedentemente ammollata in acqua.
Aspettare che il composto cominci a tirare e poi aggiungere la panna montata.
Mescolare delicatamente e versare negli stampini.
Mettere in frigo per qualche ora e sformare

Per la gelè di lamponi
200 gr di lamponi
1/2 cucchiaio di zucchero
il succo di 1/2 limone
0,5 gr di colla di pesce


Lavare e asciugare i lamponi. Poggiarli in una casseruola con lo zucchero e il succo di limone. Far stufare a fuoco basso per una decina di minuti senza muoverli ne tagliarle in modo che fuoriesca tutto il succo, aggiungere la colla di pesce tenuta qualche minuto in acqua, lasciare intiepidire e con un cucchiaino versare nella fossetta della bavarese, mettere in frigo

favignana e la bottarga di tonno

venerdì 12 giugno 2009

Pubblicato da Lydia 18 commenti


Durante il ponte del 2 giugno sono stata in barca alle Egadi, e ho avuto l’opportunità di gironzolare e conoscere Favignana, famosa oltre che per il bel mare anche per la sua tonnara, un tempo della famiglia Florio, attiva fino agli anni 50 per la lavorazione del tonno della famosa mattanza di Favignana.


Oggi, quel maestoso stabilimento che veglia sul piccolo porto di Favignana è in disuso, la maggior parte dell’ormai esiguo tonno pescato a Favignana viene per lo più venduto e poi lavorato nel trapanese, con eccezione di una piccola azienda artigiana conserviera che ancora resiste: la conservittica sammarzano.
La mattanza è un antichissimo metodo di pesca del tonno, quasi un cerimoniale, probabilmente risalente ai Greci e poi portata in Sicilia dai Fenici, e perfezionato dagli arabi ( il nome del capo della mattanza è rais, capo in arabo).
Da metà aprile si cominciano a calare le reti in acqua a formare una sorta di gallerie in cui rimarranno poi imprigionati i tonni che tra fine maggio e inizi giugno lasciano l’oceano per andare a riprodursi nel Mediterraneo.




Non voglio entrare nello specifico e parlare delle cosiddette camere della morte altrimenti vi farei passare l’appetito, e neanche vorrei impelagarmi in discorsi circa la crudezza di questo metodo di pesca, non è questa la sede adatta.
Ho solo voluto farvi conoscere un rito antico per la pesca del tonno ed introdurvi la bottarga di Favignana, che naturalmente mi sono portata a casa.
La bottarga di Favignana, che è un presidio slowfood, è molto meno salata e più delicata di quella a cui ero abituata (quella sarda di muggine), oltre ad essere più scura.
Se avete voglia potete dare uno sguardo alle 5 fasi della lavorazione della bottarga sul sito della Conservittica Sammartano
In questi giorni l’ho utilizzata in qualche semplice preparazione, ritengo che quando la materia prima sia di un certo tipo ci sia poco da rimaneggiarla.
Non vi lascio nessuna ricetta, sarebbe offensivo...

spaghetti alla bottarga di Favignana con buccia di limoni di Sorrento




patate lesse con bottarga di Favignana e olio extra vergine d'oliva pugliese
Le foto scattate a Favignana sono del mio amico Cristiano Colombi

fate finta che siano verdi

mercoledì 10 giugno 2009

Pubblicato da Lydia 27 commenti


Stavolta il mio senso estetico non è per nulla soddisfatto.
Tutto è nato dall’esigenza di finire una pasta di pistacchio che avevo preparato da me con i pistacchi spellati comprati a Parigi , volevo sfruttare l’idea delle tartellette salate colorate con il patè di olive , e volevo fare una frolla verde, farcita con una ganache montata bianca e dei lamponi a coronamento, così da ottenere un bel contrasto cromatico.
Nella mia mente erano perfette.
Solo nella mia mente, perché nella realtà ho fallito miseramente, queste tartellette non sono verdi!!!! Però da crude lo erano...
Accidenti, non so neanche fare i fotoritocchi per colorarle.
Potreste farmi una cortesia? Potreste fingere che lo siano?
Grazie.
Mi chiedete se almeno sono buone?
Sul gusto pare che non abbia fallito, sono piaciute molto.
L’unico accorgimento che vi consiglio è quello di utilizzare un buon cioccolato bianco per la ganache, altrimenti può essere davvero stucchevole. Io ho usato il Valrhona, ma ho già adocchiato un fantastico cioccolato belga, il Belcolade che mi ha fatto assaggiare il mio spacciatore di fiducia


TARTELLETTE CON FROLLA AL PISTACCHIO E GANACHE AL CIOCCOLATO BIANCO

Per la frolla al pistacchio
180 gr di farina
90 gr di burro
70 gr di pasta di pistacchio
50 gr di zucchero zefiro o al velo
1 uovo

Impastare il tutto come per una normale frolla (io uso la foglia del ken) e lasciare riposare in frigo.
Dopo qualche ora stendere e foderare degli stampini da tartelletta, mettere un pesetto per tenere in forma ed infornare a 180 ° per 10-15 minuti

Per la ganache al cioccolato bianco
150 gr panna
200 gr cioccolato bianco di ottima qualità

Portare ad ebollizione la panna, fuori dal fuoco aggiungere il cioccolato bianco a pezzetti.
Attendere qualche minuto, mescolare con un cucchiaio di legno e lasciare riposare anche tutta la notte.
Al momento dell’utilizzo montare con le fruste

Con una sac a poche ed un becchetto largo riempire le tartellette con la ganache e completare con i lamponi

Ringraziamenti, gratitudine e scuse al sig. La Mantia

lunedì 8 giugno 2009

Pubblicato da Lydia 29 commenti

Con il capo cosparso di cenere chiedo ufficialmente scusa al signor La Mantia, grande chef siciliano, creatore, tra le altre cose, del celebre pesto di agrumi.
Da Lui ho scopiazzato per questo piatto di pasta che, credetemi, può resuscitare i morti.
Non so quanto sarebbe contento il succitato maestro nel vedere cosa ho fatto della ricetta che tanto lo ha reso celebre, ma questo pesto me lo sparerei in vena per quanto è buono.
Certo si erano create delle congiunture astrali molto favorevoli: i miei erano stati in Sicilia e da Avola mi avevano portato una grosso quantitativo di pizzute, io ero stata alle Egadi e mi ero portata tra le altre cose dei fantastici capperi di Pantelleria, avevo ancora un po’ dell’origano preparatomi a Sorrento.
Insomma la materia prima era di prim’ordine, ciò non toglie che sarò eternamente grata al sig. La Mantia per aver pensato di combinare insieme tutti i sapori della sua terra.
Chapeau.
Nel suo libro “ Filippo La Mantia - le ricette" ce ne sono varie versioni, una volta ci mette la menta, una volta ci mette anche i pinoli, io scopiazzando quà e là l’ho fatto così



PESTO DI AGRUMI ISPIRATO A FILIPPO LA MANTIA

2 arance pelate al vivo di media grandezza
1 mazzetto di basilico
1 cucchiaino di origano
1 manciata di capperi di Pantelleria dissalati
100 gr di mandorle di avola pizzute con la buccia (se le arance dovessero essere grandi aumentate il quantitativo delle mandorle)
Olio e.v.o. 3 cucchiai circa
Zeste di 1 limone

Mettere il tutto nel frullatore e condire la pasta amalgamando il tutto con dell’acqua di cottura


P.S.
Giuro che non è assolutamente stato fatto apposta, ma Filippo La Mantia proprio mercoledì 10 giugno, aprirà un suo ristorante a Roma all'Hotel Majestic.
Che questo post gli porti bene!!!!!

cioccolato e caramello, ritorno ai francesismi

venerdì 5 giugno 2009

Pubblicato da Lydia 33 commenti

Ero in astinenza da dolci e avevo dell’ottimo cioccolato fondente da provare, il barry oropucce trinidad al 65%, ma non avevo né voglia e né tempo per stare in cucina.
E così sfogliando svogliatamente quei pochi libri di cucina che sono riuscita a portare a Milano mi è capitato tra le mani il larousse du chocolat di Pierre Hermè, che insieme al larousse du dessert è uno di quei libri che bisognerebbe avere.
Mi è caduto l’occhio su questa velocissima e buona mousse al cioccolato e caramello.
Pierre Hermè la annovera tra i suoi coup de coeur, e se piace a lui c’è da fidarsi
“J’aime beaucoup le mariage de cette mousse au chocolat noir, pas trop amer, avec un caramel dorè à la saveur corsèe”
Non chiedetemi la traduzione per piacere, io capisco solo le ricette in francese, nulla più, ma mi piaceva riportare le sue impressioni su questa mousse e comunque sono d'accordo con lui qualunque cosa dica.
Alcuni di voi sanno che quando c’è di mezzo il caramello io non ragiono.
Detto fatto, ecco un dessert rapido e veloce, di quelli da preparare quando avete bisogno di gratificazioni, o per allestire una cena veloce senza troppa fatica.


A proposito di libri che bisognerebbe avere, vorrei segnalarvi questa simpatica ed utile iniziativa di Maricler che sta mettendo insieme una libreria culinaria virtuale/ideale.
Segnalatele i migliori libri di cucina secondo voi




MOUSSE CIOCCOLATO E CARAMELLO HERME'

90 gr zucchero
30 cl panna da montare
30 gr burro demi-sel
85 gr cioccolato fondente al 55 % (io l’ho usato al 65%)

Montare la panna e metterla in frigo.
In una casseruola dal fondo spesso preparare il caramello a secco (mettere lo zucchero ben distribuito sul fondo della pentola, accendere il fuoco e, senza girare, aspettare che si formi un bel caramello ambrato), stoppare la cottura del caramello versando il burro ed un cucchiaio di panna, mescolare con un cucchiaio di legno.
Versare il cioccolato a pezzi e mescolare fino a che non si scioglie.
Lasciar raffreddare a 45° e mescolare delicatamente il composto alla restante panna.
Versare la mousse in una coppa o in bicchierini monoporzione e mettere in frigo per un paio di ore

Piccolo aggiornamento, questa mousse il giorno dopo è ancora più buona

sapori di casa nostra e i pomodorini arrecanati

mercoledì 3 giugno 2009

Pubblicato da Lydia 40 commenti

Dando uno sguardo al nostro blog ho notato un pullulare di moelleux, coulant, charlotte, soufflé, pani francesi.
Mi sono detta che c’è bisogno di un po’ di sapori di casa nostra.
Chennesò un patriottico spaghetto al pomodoro per esempio.
Ecco una ricetta mostruosamente, sconvolgentemente, paurosamente semplice.
E’ veloce e rapida.





POMODORINI ARRECANATI


Pomodorini piccoli (io ho usato i datterini, ma vanno bene anche dei pachino, dei pizzutelli, insomma quelli che trovate, purchè siano piccoli)
2 cucchiai di pangrattato
2 cucchiai di parmigiano
Origano
Sale olio

Preparate un miscuglio con il pangrattato, l’origano, il parmigiano e il sale e aggiungete tanto olio quanto basta per ottenere un impastino compatto.
Tagliate i pomodorini a metà per la lunghezza e ricopriteli con il vostro impastino, metteteli in una teglia oleata ed infornate a 180/200 gradi per 10-15 minuti.
Sono ottimi come contorno o per condire uno spaghetto

PANINI SOFFICI SOFFICI (MISTI)

lunedì 1 giugno 2009

Pubblicato da robertopotito 20 commenti




Ogni tanto, mi piace preparare i panini quelli classici, quelli delle festicciole di compleanno o dei rinfreschi.
Tuttavia, i panini all'olio sanno troppo di olio, quelli al latte sanno troppo di latte,quelli al burro sanno troppo di burro ...e via dicendo...allora ho adottato questa ricetta semplice, anzi semplicissima che prevede l'impiego di questi tre tipi di grassi e proteine vegetali e animali.
Il risultato è molto buono; all'interno del palato, si sprigiona un insieme di sapori e profumi che rendono "speciali" dei comuni panini da buffet.
Ecco la ricetta:
1KG DI FARINA FORTE (MANITOBA)
150 GR DI LATTE INTERO
100 GR DI OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA DAL SAPORE DELICATO
50 GR DI BURRO MORBIDO
200 GR DI ACQUA A TEMPERATURA AMBIENTE
15 GR DI LIEVITO DI BIRRA FRESCO IN CUBETTO
2 CUCCHIAINI COLMI DI SALE FINO MARINO
1 CUCCHIAIO RASO DI ZUCCHERO SEMOLATO (FACOLTATIVO)
2 CUCCHIAINI DI SUCCO DI LIMONE
ESECUZIONE

In una ciotola o bicchiere graduato, porre assieme tutti i liquidi, il sale fino, il succo di limone ed il burro fuso.
In un'altra capiente ciotola, versare la farina ed unirvi i liquidi e cominciare ad impastare intensivamente per almeno una ventina di minuti fino ad ottenere un composto morbido ed elastico.
Nel caso in cui l'impasto risultasse eccessivamente duro e sbiriciolato, unire gradualmente qualche cucchiaiata di latte intero a temperatura ambiente.
A lavorazione ultimata, ungere l'impaso con un po' di olio e porre a lievitare in una ciotola ricoperta da pellicola trasparente.
Quando l'impasto avrà raddoppiato il proprio volume, formare i panini della forma desiderata.
Spennellare abbondantemente con uovo sbattuto assieme ad un po' di latte ciascun panino e fare riposare per altri 40/50 minuti.
Infornare in forno preriscaldato a 180° fino a quando i nostri panini avranno assunto una bella colorazione bionda, ma non troppo scura.
Estrarre dal forno e porre i panini in un cestino per il completo raffreddamento.