affari di famiglia

mercoledì 31 marzo 2010

Pubblicato da Lydia 28 commenti


Durante la mia scorsa permanenza a Napoli ho ricevuto un regalo che non ha prezzo, un regalo che mi ha onorato ricevere, anche se ne sento un po’ il peso della responsabilità, un regalo che custodirò gelosamente e che tramanderò ai miei nipoti.
Una mia carissima zia mi ha regalato il quaderno di ricette della mia bisnonna Maria (che è andato a fare compagnia a quello della bisnonna Ida, di nonna Lydia e di nonna Livia).
Lievi pagine ingiallite, vissute, scritte con una grafia accurata e regolare, con dedizione e garbo.
La cosa che più mi ha colpito è vedere come anche i gusti si tramandino: il quaderno è pieno di ricette di brioche, di dolci di castagne e di biscotti, potrebbe essere il mio, se non fosse per alcuni termini desueti e per il fatto che la mia grafia è pressocchè illeggibile, ereditata dal nonno medico più che dalla bisnonna gentildonna.
Tra le ricette questi taralli di Pasqua, un impasto facilmente lavorabile e maneggiabile, poco dolci e poco grassi, l'ideale per la prima colazione.
Le dosi di nonna Maria sono per 10 uova, io ne ho utilizzate solo 2.


TARALLI DI PASQUA DI NONNA MARIA

2 uova
100 gr di zucchero
50 gr di sugna
Buccia grattugiata di 1 limone
1 goccio di rum
1 puntina di bicarbonato di soda
1 cucchiaino di cremor tartaro
Farina quanta ne prende (320 gr.)

Nel quaderno non si accennava al procedimento, io ho impastato gli ingredienti aggiungendo la farina per ultima.
Ho dato la forma classica dei taralli, formando con la pasta dei rotolini spessi 1 cm e lunghi una quindicina di cm, intrecciandoli a due a due e chiudendoli a ciambella.
Ho infornato a 180 gradi per una mezz’ora

Permettetemi di dedicare questo post a tutte le nipoti di nonna Maria sparse per il globo, vabbè anche ai nipoti, sennò papàtzatziki chi lo sente

la mia N.1

lunedì 29 marzo 2010

Pubblicato da Lydia 35 commenti

Zio Paperone aveva la sua famosissima N. 1, la sua prima moneta guadagnata, la mia numero 1, forse un pò meno famosa, è la prima ricetta segnata sul mio primo quaderno di ricette.
Mammatzatziki le preparava spesso a mio fratello (vi ricordate la sua guida e la sua pasta?) e a me quando eravamo bambini, svariate volte ci siamo accapigliati per l’ultimo uovo alla monachina.
Così quando ho cominciato ad appuntare le ricette da portare via con me, questa è stata la prima. Naturalmente trattasi di ricetta tipica napoletana.

Variazioni sul tema:
Se volete realizzarle per un aperitivo provate ad usare le uova di quaglia, come mi ha insegnato la mia amica Mariella.
Artemisia, invece utilizza la ricotta al posto della bechamelle


UOVA ALLA MONACHINA
Per 4 persone

4 uova sode
1 uovo crudo
50 gr prosciutto cotto a pezzetti
2 o 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
noce moscata
sale
1 bechamelle molto densa fatta con circa 200 ml di latte, 20 gr di burro e 25 gr di farina
farina
pangrattato
olio per friggere (io uso l’extra vergine)

Tagliare a metà(nel senso della lunghezza) le uova sode raffreddate e sbucciate.
Togliere i tuorli e con l’aiuto di una forchetta sminuzzarli.
Unire alla bechamelle raffreddata i tuorli sodi,il prosciutto,il parmigiano,la noce moscata e mescolare bene.
Riempire i bianchi dell’uovo sodo tenuti da parte e rifare la forma dell’uovo (in modo da avere 1 uovo formato per metà da albume cotto e per metà dal composto di bechamelle e tuorli).
Infarinare, passare ogni uovo in 1 uovo sbattuto e poi nel pangrattato e friggere in olio bollente

tu tien' 'e ppigne 'n capa

venerdì 26 marzo 2010

Pubblicato da robertopotito 24 commenti


"tu tien' 'e ppigne 'n capa" spesso la mia amica Lydia mi apostrofa in questo modo e così ha fatto questa mattina quando a mezzogiorno in punto é entrata dalla porta di casa mia ed ha visto con terrore i vari impasti spiccicati e sparpagliati in tutte le stanze di quello che una volta era un appartamento...La dolce creaturina si era offerta di aiutarmi nei preparativi per il mercatino di beneficienza di Pasqua.
La eterea fatina partenopea, la leggiadra ed ultraterrena Winx mi ha aiutato ad impastare, incordare, laminare, spatolare ed infornare fino al totale sfinimento fisico e psichico, ma entrambi siamo felici e contenti così...
Questa ricetta è originaria dell'alta Irpinia e si prepara in occasione della Pasqua e viene di solito regalata alle persone che si amano...





Pigne di pasqua

1 kg farina 0 w 250 (mediamente forte)
250 gr burro morbido
550 gr lievito naturale ben maturo
5 uova intere
350 gr latte intero
420 gr zucchero semolato
Buccia di limone grattugiato
Estratto di vaniglia

Intridere il lievito naturale con la farina e cominciare ad aggiungere gradatamente il latte assieme alle uova, che andranno incorporate in 2 riprese.
Montare il burro a pomata con lo zucchero ed aggiungerlo gradualmente (almeno in 3 riprese) all’impasto.
Solo alla fine aggiungere gli aromi ed un pizzico di sale.
Lavorare energicamente per almeno una ventina di minuti, sbattendo ripetutamente l’impasto.
Fare riposare per una nottata al coperto con pellicola trasparente in una ciotola unta di burro.
Il mattino dopo riprendere l’impasto, ricavare dei filoncini della lunghezza di 15 cm e dello spessore di 2 cm circa. Con il polpastrello incidere il filoncino a metà e formare un torciglione, chiuderlo a ciambella e posizionare un uovo su ciascuna di esse, a questo punto chiudere l’uovo a gabbietta (con 2 striscioline di impasto messe a croce)-
Vaporizzare con acqua e lasciare lievitare fino al raddoppio.
Nel frattempo preparare una ghiaccia reale con 250 gr zucchero al velo, 20 gr succo di limone e 50 gr di albume.
Cuocere le pigne in forno a 180 gradi.
A raffreddamento avvenuto cospargere le pigne di glassa e decorare a piacere con confettini colorati.

Troverete anche le pigne al mercatino di Pasqua di domani mattina (sabato 27 marzo) alla Chiesa Valdese di piazza Cavour a Roma, dalle 11 in poi. Potrete anche fermarvi a pranzo con noi-

La ricetta è anche su scatti di gusto

correva l'anno

mercoledì 24 marzo 2010

Pubblicato da Lydia 27 commenti


Correva l’anno 2007, papàtzatziki per cui, evvivaddio, ogni occasione è buona per festeggiare, aveva deciso di non lasciar passare sotto silenzio il giorno del suo …esimo compleanno e aveva deciso di invitare quei 60/70 amici intimi.
Per evitare il divorzio con mammatzatziki, sarebbe stato un vero peccato dopo quasi 40 anni di onorato servizio, Lydiatzatziki aveva pensato bene di prendere in mano le redini della situazione e coinvolgere le fide amiche Giovanna e Mariella, che quando c’è da cucinare e spignattare non si tirano mai indietro.
Ne erano seguiti giorni di grande concitazione per decidere il menu e per cominciare la preparazione del pantagruelico banchetto.
Penso che al matrimonio di Carlo e Diana non siano state servite altrettante portate.
Lydiatzatziki e le fide amiche avevano passato giorni chiuse in cucina, ma la fatica era stata ampiamente premiata, erano uscite vittoriose e felici del successo riscosso.
Dopo 3 anni ancora ne parlano ed un giorno appollaiate su una sedia a dondolo davanti ad un caminetto, racconteranno l'epica impresa ai loro nipoti.

ANTIPASTI
• Polpettine in agrodolce (di Paola Rovetto)
• Striscioline di pollo al sesamo
• Mini quiche cipolle e mele (di Ernst Knam)
• Mini quiche pere e prosciutto crudo (di Eric Kayser)
• Cesti di pasta di pane con streghe e grissini accompagnati da:
crema di peperoni,
crema di melanzane,
humus (di Jean-Michel Carasso )
e crema di pecorino (di Enzo Raspolli)
• Caponata siciliana
• Bicchierini di gazpacho con minispiedini di ciliegine di mozzarella
• Triangolini di pizza di ricotta
• Gelato al parmigiano con pere essiccate
• Terrine al prosciutto
• Insalata di cruditè allo yogurt
• Insalata di seppie e fagioli di Controne
• Mini cornettini (di Elena Di Giovanni) con salmone
• Rosette di spada affumicata e cantalupo

PRIMI PIATTI
• Girandole capresi
• Cous cous trapanese

DOLCI
• Mini babà-delizia
• Bicchierini arachidi e caramello (di Christian Beduschi)
• Torta ricotta e pere
• Capresi bianche e nere monoporzione

Tutte le ricette le trovate qui
Io stavolta ho fatto i bastoncini di pollo, semplici, leggeri e veloci

BASTONCINI DI POLLO AL SESAMO CON SALSA IN AGRODOLCE

Per i bastoncini
Far marinare in frigo per circa 12 ore 4 petti di pollo tagliati a striscioline sottili e lunghe con 2 cucchiai di yogurt e 2 cucchiaini di curry, più qualche goccia di succo di limone.
Impanarli poi in una miscela di 100 g di corn flakes sbriciolati, 40 g di semi di sesamo, 40 g di parmigiano.
Disporli su una placca rivestita di carta forno, senza sovrapporli, spruzzarli con poche gocce d'olio e infornarli per 25 minuti a 180-200°, fino a doratura.

Per la salsa
Amalgamare 1 cucchiaio di maizena con 125 ml di aceto bianco, in un pentolino, aggiungendo 250 ml d’acqua, 125 g di zucchero, 60 ml di passata di pomodoro e regolate di sale.
Portare a ebollizione e cuocerla a fuoco medio finché non si addensa.
Servire il pollo con la salsa a parte, in una scodella

Questi bastoncini di pollo li trovate anche su scatti di gusto

maledetta primavera

lunedì 22 marzo 2010

Pubblicato da Lydia 23 commenti

Per chi non se ne fosse accorto, ieri, o forse l’altro ieri, è cominciata la Primavera.
Visto che qui a Milano:

  • c’è un clima londinese, come diremmo noi a Napoli, “schizzichea” da un tot numero di giorni;
  • che quest’inverno sta durando troppo per i miei gusti e che gli umori ne risentono notevolmente;
  • che sono reduce da un w.e. al cardiopalma: maratona-staffetta Prison Break seconda serie con gli amici;


per evitare di lanciarmi nel Naviglio Grande, che in questo momento è anche stato prosciugato, ho deciso almeno di colorarmi una zuppa di farro e di utilizzare le ultime zucche.
Se per caso aveste la fortuna di vivere in un luogo in cui la Primavera si è ricordata di fare capolino, sappiate che vi invidio.

P.S.
Se non doveste avere mie notizie nelle prossime ore preoccupatevi ;-))


ZUPPA DI FARRO E ZUCCA

Per 4 persone
200 gr di farro
200 gr di zucca
½ cipolla
Olio
50 gr di pancetta
Rosmarino
Brodo vegetale

Mettere il farro in ammollo per 5 o 6 ore.
Tritare la cipolla e la pancetta e farle consumare in un tegame con dell’olio e aggiungere eventualmente dell’acqua per evitare che brucino.
Versare il farro ammollato, aggiungere del brodo vegetale leggero, un rametto di rosmarino e cuocere una mezz’ora/40 minuti.
Nel frattempo tagliare la zucca a cubetti, aggiungerla al farro e terminare la cottura aggiungendo, se necessario, del brodo vegetale.
Servire con un filo d’olio a crudo

il viral marketing e le 99 colombe?

sabato 20 marzo 2010

Pubblicato da Lydia 16 commenti


Giuro che non si tratta di un’infezione letale trasmessa dalle colombe.
Mi è stato detto che il caso delle 99 colombe è un tipico esempio di viral marketing.
Naturalmente mi hanno dovuto spiegare cosa sia il viral marketing, io ho una formazione classica, posso parlarvi della perifrastica attiva e passiva, della grande armonia formale della composizione del discobolo di Mirone, o della rastrematura di una colonna dorica, ma quando si va su argomenti che abbiano a che fare con l’economia, la matematica et similia, parliamo lingue diverse.
Penso di aver capito che in parole povere, molto ma molto povere, il viral marketing è quello che noi comuni mortali potremmo chiamare passaparola o tam tam.
In pratica la nostra idea di diffondere i prodotti delle sorelle nurzia non solo come prodotti natalizi, si è espansa in maniera esponenziale attraverso la nostra capacità comunicativa.
E pensare che non sapevo neanche di avere una capacità comunicativa...
Io non so se le 99 colombe siano o no un esempio di viral marketing, se saranno mai oggetto di studio, se finiranno mai su wikipedia o su una tesi di laurea, so che per ora si sono diffuse ancor più dell’aviaria e della suina messe insieme, con una velocità inaspettata e disarmante.
Spero solo che al ministero della salute pubblica non salti in mente di studiare un vaccino apposito per bloccare quest’epidemia.




Sinora:

  • 236 sostenitori (tendenza in crescita)
  • 1170 fans su Facebook (e qui ci vorrebbe l'aggiornamento in tempo reale)
  • oltre 190 post nella bacheca della fanpage su FB
  • 20 post sul blog in una settimana
  • moltitudine di ordini in arrivo a Sorelle Nurzia
  • la riassunzione di Lorella e Claudia
  • l'interesse dei media (radio popolare, contro radio, confidenze)

Un ringraziamento a tutte le nonsopiùquante colombe

I bellissimi disegni delle colombe sono della nostra cara Nina

di quando un'orecchietta incontra una napoletana con velleità baresi

venerdì 19 marzo 2010

Pubblicato da Lydia 27 commenti


C’è poco da fare, la pasta fresca non è nel mio DNA.
A Napoli non c’è la tradizione di prepararla, nessuna zia Pasquina si è seduta accanto a me e mi ha insegnato a muovere abilmente le dita con un coltello a lama liscia sopra un tavoliere.
Nessuna anziana parente mi ha tramandato l’arte della sfoglia.
Il massimo che mi era concesso da bambina era spezzare gli ziti quando nonna Lydia cucinava, uno dei ricordi che serbo con maggior affetto.
Questo è il motivo per cui la magica arte della pasta fresca, che sia all’uovo o di semola, ha su di me un fascino incommensurabile.
Sono attratta dalla pasta fresca come un’ape sul miele, con l’unica differenza che l’ape di miele riesce a mangiarne in abbondanza, io di pasta fatta da me, molto poca...
La settimana scorsa, durante la mia periodica tournèe in giro per l’Italia, ho tormentato la povera Cibou perché mi trasferisse un po’ della sua baresità insegnandomi le orecchiette.
A dire il vero già qualcun’altra ci aveva provato ma con scarsi risultati.
Non che alla povera Cibou sia andata meglio.
La mia parte del tavoliere era disseminata di cadaverini di orecchiette, solo qualcuna era riuscita a salvarsi e a rimanere in vita.
Mi scuso con la povera zia Pasquina, la zia di Cibou, che si sarà “arravotata” nella tomba nel vedere il mio scempio,nel vedere come ho barato rigirando l'orecchietta con il dito.
Oggi nessuna ricetta, per quelle vi rimando a Ciboulette, solo un reportage su delle povere malcapitate orecchiette che hanno avuto la disgrazia di incontrare una napoletana con velleità baresi
Ed ora vi presento le orecchiette belle, quelle di Cibou, di cui zia Pasquina andrebbe fiera...

...quelle che si ricavano "semplicemente" trascinando un pezzettino di pasta con il coltello sul tavoliere, senza rigirarla poi con il dito.
Naturalmente le abili mani che vedete in foto non sono le mie, sono quelle di Ciboulette.
Le mie meno abili mani, ma meglio fotografate, potete vederle qui



Ed eccole tutte insieme, orecchiette eretiche e orecchiette ortodosse, nella mischia si confondono