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il cramique e poirot

mercoledì 14 settembre 2011

Pubblicato da Lydia 32 commenti

Con le ricette avvengono strane alchimie.
Può capitare che una ricetta belga entri nell'uso comune di una napoletana che vive a Milano, che in Belgio non c'è mai stata e che non ha neanche mai conosciuto un belga in vita sua, a parte Poirot. Beh a dire il vero lui non lo ha proprio conosciuto, lo ha solo letto, però è come se lo conoscesse.
Del cramique mi ero innamorata svariati anni fa grazie al Larousse dei dessert: un ottimo incrocio tra un pane e una brioche, l'ideale per la prima colazione.
Per mesi avevo preso l'abitudine di prepararne uno a settimana, lo tagliavo a fette e lo conservavo nel congelatore per poi mangiarne un paio di fette a colazione.
Poi, come spesso accade anche nelle migliori famiglie, il cramique era caduto nel dimenticatoio, eccolo ripescato per utilizzare degnamente delle fragole essiccate, dono del caro Gambetto, e perchè no anche per rendere omaggio alle piccole cellule grigie del vecchio e caro Hercule, compagno di tante serate da ragazzina ma anche da adulta.



CRAMIQUE ALLE FRAGOLE ESSICCATE

500 g di farina 00
10 g di lievito di birra
150 g di zucchero
100 g di burro
2 uova
1 pizzico di sale
200 ml di latte intero
150 g di fragole essiccate (in mancanza uvetta)
la buccia di 1 arancia grattugiata
1 pizzico di cannella
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Mettere le fragole a rinvenire in una tazza di tè caldo e tagliare il burro a pezzetti.
Far intiepidire il latte, metterlo nella ciotola dell'impastatrice insieme al lievito, allo zucchero e alla farina, avviare la macchina con il gancio a bassa potenza e aggiungere le uova una alla volta. Aumentare la potenza e far andare la macchina per una decina di minuti fino a che l'impasto non sarà diventato liscio.
A questo punto aggiungere il sale e, poco alla volta, il burro, lavorare ancora per una quindicina di minuti fino a quando l'impasto non si staccherà dalle pareti dell'impastatrice in un sol pezzo.
Aggiungere la cannella, la buccia dell'arancia, la vaniglia e le fragole ben sgocciolate, amalgamare accuratamente il tutto e far riposare un paio di ore in ciotola.
Sgonfiare l'impasto, adagiarlo in uno stampo da plumcake lungo circa 30 cm ben imburrato o foderato di carta forno, far lievitare fino al raggiungimento del bordo (circa 4 ore) ed infornare a 160° per 35/40 minuti.
Prima di spegnere e sfornare fare la prova stecchino per controllare la cottura

polenta e fragole (english version included)

sabato 14 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 25 commenti

No, non ho battuto la testa, non ho cominciato a dare i numeri e a mangiare polenta concia con dadolata di fragole. Posso anche tollerare certi abbinamenti un po' azzardati in nome di una maldestra creatività, ma questo sarebbe stato davvero troppo.
E non mi sono neanche miracolosamente ripresa dalla pigrite acuta, quella è sempre qui con me e non pare aver voglia di abbandonarmi.
Ora poi che so di non esser sola, che a farmi compagnia ci sono un re dei pigri , una pigra con inventiva ed una mia degna commare, mi sento anche meno in colpa e meno sola.
In questi giorni continuo a mangiare freselle con tonno, rigorosamente senza pomodori. A volte sono talmente pigra che è troppo gravoso persino spugnare le freselle nell'acqua (devo solo pregare che non mi salti qualche capsula o non mi si spezzi qualche dente, perchè portarmi fino al dentista potrebbe stravolgermi), figurarsi lavare e tagliare qualche pomodoro.

Questi "elaboratissimi" amorpolenta con fragole (da cui il titolo del post), accompagnati dalla crema alle fragole di Artemisia, sono stati realizzati prima che mi ammalassi di pigrite, questo è l'unico motivo per cui possono essere oggi qui con voi.


N.B. PER UN DISSERVIZIO DI BLOGGER SONO ANDATI PERSI TUTTI I COMMENTI


AMORPOLENTA ALLE FRAGOLE
per 6 pirottini da muffins medi (raddoppiate le dosi per farlo nel classico stampo scanalato da amorpolenta che ahimè io non possiedo)

50 g di burro a temperatura ambiente
50 g di farina di mais fioretto
40 g di mandorle
40 g di farina 00
1 uovo grande
60 g di zucchero
1 cucchiaino di lievito chimico in polvere
5 o 6 fragole
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Montare burro, uovo e zucchero, aggiungere, amalgamando accuratamente, le farine e le mandorle tritate finissime, poi l'estratto di vaniglia, il lievito e in ultimo le fragole a pezzetti.
Versare negli stampini e cuocere a 180° per 20-25 minuti circa



CREMA ALLE FRAGOLE DI ARTEMISIA

Battere con la frusta dentro una casseruola a fondo spesso un uovo e sei cucchiai di zucchero.
Frullare finemente 350g di fragole con il succo e la buccia di un limone.
Aggiungere le fragole frullate al composto uovo-zucchero.
Aggiungere sei cucchiaini da tè di maizena, rasi (per essere sicuri di evitare i grumi, mettete la maizena in una ciotolina e aggiungete pochissimo composto liquido mescolando. Continuate aggiungendone sempre pochissimo fino a che non si sciolgono i grumi e non avete una crema liscia. A questo punto, buttate tutto in tranquillità dentro il restante composto).
Aggiungete 300g di acqua (se volete una crema più soda, ad esempio per fare il trifle, niente acqua).

Fate cuocere a fuoco basso mescolando per 10'-15', fino a che la crema non addensa. Ricordate che la maizena raffreddando continua ad addensare.
A fine cottura aggiungete un sorso di Grand Marnier.


ENGLISH VERSION


No, I didn’t bump my head, nor did I start speaking nonsense. I can even stand some weird matches in the name of a sort of an awkward creativity, but this would be too much.
I did not even recover from a deep laziness which is always with me, inside me.
Now I know I am not alone, rather enjoying the good company of one of the ‘king of laziness’ and another worthy godmother; therefore I don’t feel guilty at all.
During these days, I keep on eating ‘freselle ‘ ( a sort of dry bagels) with tuna but with no tomatoes.
Sometimes I feel so lazy I do not even feel like soaking them with water ( I only have to hope that no filling may break out in my mouth: I could not stand the fatigue of going to the dentist’s). So no point cutting and washing some tomatoes!

These florid strawberry ‘amorpolenta’ (corn flour pastries) with Artemisia’s strawberry cream were made just before I suffered from laziness, that’s the only reason why I can be with you today.

STRAWBERRY AMORPOLENTA (yellow corn flour pastries)

SERVES 6 AVERAGE PAPER CUPS ( double the quantities in case you wanted to make it in the classical mould which unfortunately I do not own).

50 gr butter unsalted at room temperature
50 gr yellow corn flour (very thin)
40 gr finely ground almonds
40 gr common flour
1 egg (big)
60 gr sugar
1 teaspoon baking powder
5 or 6 strawberries
1 teaspoon vanilla extract

Whip the butter, the egg and sugar and add the two types of flour and the finely ground almonds mixing properly, then the vanilla extract, the baking powder and finally the strawberries cut into pieces.
Pour into the paper cups and bake at 180° for about 20-25 minutes.


ARTEMISIA’S STRAWBERRY CREAM

Whip an egg together with 6 spoons of sugar in a heavy based pan.
Finely blend 350 gr strawberries with the juice and the zest of a lemon.
Add the strawberries to the egg-sugar blend.
Add six teaspoons of starch ( if you want to avoid lumps, put the starch in a small bowl and add very little liquid blend by mixing.
Keep on by adding very little liquid until no more lumps come up and you get a smooth cream in the end.
At this stage pour all the remaining syrup.
Add 300 gr water( if you want a thicker cream, trifle e.g., use no water).
Let it gently cook mixing for 10/15 minutes until the cream does thicken.
Bear in mind that starch keeps on thickening when cooling down.
Add a sip of Grand Marnier when ready

noi, figli della fettina (english version included)

giovedì 14 aprile 2011

Pubblicato da Lydia 43 commenti



Sono figlia di quegli anni in cui protagoniste assolute delle cene di noi bambini erano le temutissime fettine.
Quelle fettine di carne che da crude misuravamo almeno 20 centimetri di diametro e che come per magia una volta cotte, per carità in almeno 1 etto di burro per renderle più appetibili, ne misuravano a stento 10 di cm e galleggiavano in un laghetto di liquido non meglio identificato.
Si, perchè a Napoli ne abbiamo tante di cose buone, ma tra queste decisamente non può annoverarsi la carne.
Posso affermare, senza tema di essere smentita, che le migliori suole di scarpe le ho mangiate proprio a Napoli e posso vantarmi di aver versato svariati litri di lacrime al cospetto di quei pezzettini galleggianti e coriacei.
La carne come alimento gustoso, e non solo come medicina da dover buttar giù a forza a meno che non fosse polpettata o stracotta, l'ho conosciuta solo negli anni in cui ho vissuto a Firenze.
Oramai sono cresciuta, vivo a Milano e la carne buona la mangio anche cruda per sentirne il sapore.
Questa non è una ricetta, dovete avere una buona carne, io ho usato carne di fassone piemontese, e accostarci qualche fragolina di bosco (stavolta mi mancavano ed ho usato fragole normali), qualche fogliolina di basilico ed una goccia (ma che sia un goccia) di aceto balsamico tradizionale di Modena.
Ricetta vagamente ispirata ad una tartare di tonno preparata da Nicola Cavallaro per la cena Koppert Cress (se avessi avuto il basil cress ci avrei messo quello)

BATTUTA DI FASSONE CON FRAGOLE, BASILICO E BALSAMICO

per 2 persone

150 g di polpa di manzo (possibilmente fassone)
2 fragole di media grandezza
qualche foglia di basilico
olio extra vergine d'oliva delicato (io ne ho usato uno umbro)
fleur se sel
acqua minerale gasata
aceto balsamico tradizionale di Modena

Tagliare, battendo con la lama del coltello la carne, facendo attenzione a non triturarla.
Se non siete abili o non avete il coltello adatto fatelo fare dal vostro macellaio di fiducia.
Far ossigenare con qualche goccia di acqua minerale gasata la carne, aggiungere qualche pezzetto di fragola.
Con l'aiuto di un coppapasta sistemare la carne nel piatto, aggiungere un filo d'olio, qualche grano di fleur de sel e delle foglioline di basilico.
Completare il piatto con qualche goccia di aceto e servire immediatamente





ENGLISH VERSION

When I was a child, the absolute character for children’s dinner was the minute steak during those years.
Those cutlets –when raw- had a 20 cm diameter and once cooked only had a 10 cm diameter,
These slices of meat were usually cooked in at least 100 gr butter in order to make them tasty and ‘appealing’ to kids.
We enjoy good food in Naples, but meat cannot rank among the best one.
I can assert and no fear to be contradicted, that I ate the best ‘soles’ right in Naples and I can even boast liters and liters of tears I poured in front of those leathery floating bites.
I came across with meat not only as a sort of remedy I had to swallow when I lived in Florence; otherwise I could eat it either disguised as meatballs or overcooked
By now, I have grown up and live in Milan and I enjpoy good meat even raw to better assess its taste.
This is not a recipe all you need is good quality meat. I used the fassona type, some strawberries, basil and balsamic winegar.
We will be enjoying a remarkable, trendy dish!!

POUNDED FASSONE BEEF CUTLET WITH STRAWBERRIES ,BASIL AND BALSAMIC WINEGAR.


SERVINGS 2

150 gr beef lean meat (possibly fassone kind)
2 strawberries
Some basil leaves
Delicate extra virgin olive oil
Fleur de sel (kind of delicate coarse salt)
Mineral water with gas
Traditional Modena’s balsamic winegar


Cut, by beating with a knife’s blade ,the lean meat. Take care not to mince it.
If you are not so skilled at such a task, have your butcher cut it for you.
Let the meat oxygenate with some drops of mineral water and add strawberries.
Arrange the meat in the dish with a pastry cutter, add a little oil, some grain of fleur de sel and some basil leaves.
Finish up the dish with some drops of balsamic winegar and serve immediately

il tempo delle ultime fragole

venerdì 2 luglio 2010

Pubblicato da Lydia 22 commenti


Per me le fragole sono sempre state una sorta di frutto proibito, le adoro, ma in casa mia sono spesso state guardate con sospetto.
Tutta colpa di mio padre che non le ama. Lui dice, a ragione, che le fragole sono porose e non si sbucciano e quindi tutto quello che assorbono (anticrittogamici nella migliore delle ipotesi) finisce nei nostri stomaci. Per decenza vi risparmio i dettagli. Insomma mi aveva fatto passare la voglia di mangiarle.
Poi qualche anno fa nella mia vita è entrata Ciboulette che ha cominciato a parlarmi e a decantarmi le fragole di Policoro, io l’ho sempre ascoltata con grande invidia, visto che le fragole di Policoro mai le avevo viste e a Policoro mai c’ero stata.
Martedì al mercato di Papiniano una folgorazione: 2 cestini di fragole di Policoro a 2 euro.
Accidenti, finalmente delle fragole, non fragoloni, non fragoline, non so perché la fragola sembra essere una specie in via d’estinzione, oramai sono tutte oni o ine.
Ovviamente i 2 cestini a 2 euro me li sono portati a casa.
Ecco un bicchierino semplice e veloce, un dessert estivo, ispirato a Philippe Conticini.



BICCHIERINO DI FRAGOLE ED OLIO D'OLIVA CON STREUSEL ALLE NOCCIOLE

Per il composto di fragole al limone
100 g di fragole
25 g di zucchero di canna
il succo di 1 limone

Sminuzzare con una forchetta le fragole, aggiungere lo zucchero ed il succo del limone

Per il cioccolato croccante
100 g di cioccolato al latte
1 manciata di riso soffiato

Fondere il cioccolato a bagnomaria, aggiungere il riso soffiato e tenerlo al caldo.

Per lo streusel alle nocciole
50 g di burro
50 g di zucchero di canna
60 g di nocciole in polvere
50 g di farina
2 pizzichi di fleur de sel

Mescolare le polveri (farina, nocciole, zucchero e sale), aggiungere il burro a pezzetti e lavorare il composto con i polpastrelli fino a formare delle briciole.
Sistemare su una teglia ricoperta da carta forno ed infornare per una decina di minuti a 180 gradi.
Tenere da parte.

Olio extra vergine d'oliva

100 g di fragole fresche

Montaggio del bicchierino:
versare il cioccolato croccante ancora caldo sul fondo del bicchierino per 1 cm di altezza.
Aggiungere nell'ordine: 2 cucchiaini di composto di fragole, 1 filo d'olio extra vergine d'oliva, 1 cucchiaino di fragole fresche a pezzetti e briciole di streusel

dichiarazione d'amore

lunedì 7 giugno 2010

Pubblicato da Lydia 36 commenti

Questa è una vera e propria dichiarazione d’amore, se detestate sdolcinatezze e svenevolezze vi consiglio di portare il cursore del vostro mouse sul quadratino rosso con la crocetta bianca che c’è in alto a destra del vostro schermo, e di cliccarci su.
Io adoro la pasta frolla, mi piace il profumo del burro, mi piace la sua fragranza e la sua croccantezza, mi piace affondarci i denti e masticarla lentamente.
Che sia al mais, al pistacchio, al cioccolato, con lo strutto, con le mandorle o con le nocciole io ne vado pazza, e ve ne sarete accorti, visto che il 70% dei dolci che preparo è a base di frolla o di una sua stretta parente.
Questo è un pasticcino tipico della tradizione napoletana, che si fa con le fragole o con le amarene, in dimensione “pastarella” o in dimensione torta.




PASTICCIOTTI CREMA E FRAGOLE

Per la pasta frolla
300 g di farina
150 g di burro
80 g di zucchero semolato
3 tuorli d’uovo
Buccia di 1 limone grattugiata e di 1 arancia grattugiata

Per la crema pasticcera
700 ml di latte intero
4 tuorli d’uovo
120 g di zucchero
80 g di farina
Buccia di 1 limone e di 1 arancia

6 fragole medie tagliate a pezzetti

Preparate la frolla come siete abituati a fare, ognuno ha i suoi metodi e le sue preferenze.
Io preferisco usare la foglia dell’impastatrice, mettere tutti gli ingredienti insieme, compreso burro freddo di frigorifero, e far andare la macchina prima a velocità moderata aumentando pian piano.
Si formeranno prima delle briciole che poi si compatteranno fino ad amalgamarsi perfettamente.
Formate un panetto con le mani e mettetelo a riposare in frigo per qualche ora.
Poi, con l’aiuto di 2 fogli di carta forno, stendetelo e foderate degli stampini ondulati ovali, bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e mettete in frigo.
Con queste dosi ne verranno circa 12.

Preparate la crema pasticcera: fate scaldare il latte con le bucce di limone ed arancia.
Mescolate i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina e lentamente versate il latte caldo a filo mescolando lentamente.
Portate ad ebollizione e fate raffreddare.

Tirate gli stampini foderati di frolla fuori dal frigo, riempiteli di crema pasticcera, aggiungete qualche pezzetto di fragola, ricoprite con un coperchio di frolla e sigillate bene i bordi.
Bucherellate la superficie del coperchio di frolla, fuoriuscirà un po' di sugo delle fragole, ma è il suo bello.
Infornate a 180 gradi per una ventina di minuti
Fate raffreddare prima di tirare fuori i pasticciotti dagli stampini.
Consiglio di mangiare i pasticciotti in giornata altrimenti la pasta frolla si inumidisce eccessivamente per i miei gusti.

Non esagerate con il quantitativo di fragole e non mescolatele alla crema, bensì appoggiatele sopra, altrimenti il liquido che si formerà farà stracciare la crema pasticcera.

cremolata rosso matrimonio

venerdì 30 aprile 2010

Pubblicato da Lydia 29 commenti


In molti paesi d’Oriente le spose si vestono di rosso.
Visto che oggi si sposa una cara amica le dedico una rossa cremolata di fragole.


CREMOLATA DI FRAGOLE

Ingredienti:1 kg di fragole
il succo di 3 arance il succo di 3 limoni
1/2 lt di latte
400 gr di zucchero

Pulire le fragole e schiacciarle con la forchetta o con il minipimer al minimo, aggiungere il succo delle arance, dei limoni e mettere in frigo per un paio di ore.
Nel frattempo scaldare il latte con lo zucchero, senza farlo bollire, fino a far sciogliere lo zucchero completamente, quindi far raffreddare.
Unire i 2 composti e mettere in freezer per 6 ore circa, mescolando di tanto in tanto, oppure lo si può lasciare tutto il tempo che si vuole, basta ricordarsi di tirarlo fuori almeno un paio d'ore prima di consumarlo.
Una comoda alternativa può essere quella di mettere la cremolata nelle formine per il ghiaccio e mettere i cubetti nel cutter prima di servirla
La consistenza che si deve ottenere è tipo quella di una granita più cremosa.

Potete sostituire le fragole con pesche o melone, quando è stagione

tiramisù alle fragole e insonnia 2

sabato 5 settembre 2009

Pubblicato da Lydia 30 commenti




Io penso che non mi basterà una vita per utilizzare i quantitativi di stampi, forme, taglia biscotti, cocottine, pirofile, teglie, pirottini, aggeggini, frizzi e lazzi…che ho comprato e mi sono fatta comprare in giro per il mondo.
Alcuni, sono certa che non verranno mai utilizzati, però si conservano che non si può mai sapere nella vita, altri invece, anche se vecchi e consunti, fanno parte della mia quotidianità.
Eppure, nonostante ciò, continuo a comprarne.
Ecco un’altra teglia comprata a Parigi.

A pois e per giunta in offerta speciale, doveva essere mia
Anche questa mi ha fatto perdere il poco sonno che già di mio ho, come era successo con questi altri stampini di ceramica.
Dovevo necessariamente farci qualcosa, e anche velocemente.
E allora girandomi e rigirandomi nel letto mi sono resa conto che io non avevo mai fatto un tiramisù.
Si proprio lui, il dolce italiano per antonomasia, la prima cosa che si impara a fare da bambine.
Che vi devo dire, io non l’avevo mai fatto, a casa mia non si è mai fatto, insomma, avevo questa lacuna da colmare.
Prendendo spunto da Marie Claire, l’ho fatto alle fragole, io amo poco il caffè, e seguendo un suggerimento di Daniela, ho usato la meringa all’italiana o forse una pseudo meringa all'italiana, perchè c'è meno zucchero rispetto alle dosi canoniche


TIRAMISU’ ALLE FRAGOLE
Per 8 -10 persone
500 gr fragole
350 gr mascarpone di buona qualità
3 uova
4 cucchiai di zucchero (più 1 per condire le fragole)
4 arance per condire le fragole
300 gr savoiardi

Tagliare a pezzetti le fragole (tenendone qualcuna da parte non condita per la decorazione), condirle con lo zucchero e il succo delle arance e lasciare macerare in frigo.
Con i 3 albumi e lo zucchero preparare una meringa all’italiana.
Portare cioè lo zucchero (in un tegame, bagnato con una trentina di gr di acqua) sul fuoco a 121 gradi e versarlo sugli albumi che avrete già cominciato a montare, continuate a montare fino a che il composto non si raffredda.
A parte montare i tuorli con il mascarpone e aggiungere delicatamente la meringa all’italiana.
Bagnare leggermente da un alto e poi dall’altro i savoiardi nel sugo delle fragole e ricoprire una teglia rettangolare, versarvi una parte della crema e un po’ delle fragole, ripetere l’operazione e terminare con uno strato di crema al mascarpone ricoperto dalle fragole tenute da parte non condite




Aggiornamento del 5 settembre 2009


Mi scuso se ripubblico questa ricetta, ma in attesa di elaborare qualcosa di diverso, la mando a Francescav per il suo contest sul tiramisù

la storia della mia prima charlotte

venerdì 15 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 27 commenti

Vi racconto una storia, la storia della prima volta che ho fatto questo dolce, ventenne inesperta ed anche un po’ ingenua.
Dovevo fare una torta per il compleanno del mio fidanzato storico, volevo fare bella figura, una cena di famiglia, quelle in cui ci sono tutti e tu pensi di avere mille occhi puntati addosso.
Sfogliando i numeri della cucina italiana a cui un tempo ero abbonata, mi ero innamorata di questo dolce, deciso è lui, faccio questo.
Lo provo qualche giorno prima, non credo ai miei occhi: perfetto.
Sono tranquilla e serena, se non fosse che il numero degli invitati della cena di famiglia continua ad aumentare, ed io sempre in ansia da prestazione, decido di fare doppia dose.
Come ben sapete nella bavarese c’è la colla di pesce ed io poco ne sapevo di questo ingrediente dal nome evocante strani odori, quindi, consigliandomi con mia madre, decido di fare doppia dose di charlotte, ma di lasciare intatta la dose di colla di pesce. Visto mai che rovini il mio capolavoro…
Vi immaginate lo spatafascio che ne è venuto fuori? Mi scendono ancora le lacrime per la rabbia al solo pensiero.
La ricetta è liberamente tratta da un vecchio numero della cucina italiana, non chiedetemi quale che non lo so


CHARLOTTE FRAGOLE, MORE E VANIGLIA

INGREDIENTI:

per la pasta biscotto
110 gr farina
110 gr zucchero
3 uova
1/2 cucchiaino estratto di vaniglia

per la salsa alla frutta
100 gr fragole
100 gr more
100 gr zucchero
succo di limone
(io ho usato solo more, ma viene molto bene anche con i lamponi)

per la bavarese alla vaniglia
250 gr latte
70 gr zucchero
12 gr colla di pesce
3 tuorli
fecola 1 cucchiaino
estratto di vaniglia
buccia di 1 limone grattugiata
250 gr panna montata
100 gr fragole a pezzetti
100 gr lamponi a pezzetti (io ho usato more)


PROCEDIMENTO:
Preparare la pasta biscotto cominciando a montare molto a lungo le uova e lo zucchero, quando il composto sarà bello spumoso aggiungere delicatamente la farina. Versare l’impasto in una placca coperta da un foglio di carta forno imburrato e infornare per 12 min a 180 gradi. Preparare la salsa alla frutta frullando tutti gli ingredienti insieme. Sformare la pasta su un canovaccio, eliminare la crosta e stendere la salsa. Arrotolare aiutandosi con un canovaccio e mettere in frigo. Preparare la bavarese lavorando i tuorli con lo zucchero la vaniglia, la buccia del limone e un cucchiaino di fecola. Versare il latte caldo, fate riscaldare la crema senza farla bollire, quindi unire la colla di pesce, prima ammorbidita in acqua fredda e strizzata. Togliere dal fuoco e quando la crema comincerà a tirare incorporare la panna montata e poi la frutta a pezzi. Nel frattempo pennellare di liquore uno stampo da zuccotto e rivestirlo con il rotolo tagliato a fette abbastanza sottili stando ben attenti a non lasciare vuoti. Versare la crema nello stampo e tenere in frigo per almeno 6 ore. Sformare e decorare a piacere

fragola e pistacchio

mercoledì 6 maggio 2009

Pubblicato da Lydia 23 commenti



Non è un gelato, è un risotto!!!!
Sono stata ispirata dalla primavera, dal tepore, dai primi soli, dai primi gelati mangiati all’aria aperta.
Ha un gusto molto delicato, ho usato una pasta di pistacchi fatta da me
Ne avevo parlato anche qui


RISOTTO PISTACCHIO E FRAGOLE

Per 2 persone
160 gr di riso carnaroli
2 cucchiai di pasta di pistacchio pura (non zuccherata), in mancanza pistacchi tritati a lungo
4 fragoloni
½ bicchiere di vino bianco
Cipolla
Burro
Brodo vegetale leggero

Tagliare 3 fragoloni a pezzetti e metterli a macerare nel vino.
Tritare qualche fettina di cipolla e fatela consumare in un tegame con una noce di burro, aggiungendo eventualmente un po’ d’acqua per non farla scurire troppo. Aggiungere la pasta di pistacchi e fatela scaldare.
A questo punto versare il riso nel tegame e lasciarlo tostare.
Versare il vino e lasciare evaporare del tutto.
Versare il brodo vegetale e fare andare il risotto.
A pochi minuti dalla cottura versare le fragole e fare andare un po’.
Mantecare con una noce di burro.
Decorare con la fragola avanzata e con dei pistacchi