Vi è mai capitato di rimanere folgorati da qualcosa a tal punto da essere sinceramente dispiaciuti per non averci pensato voi per primi?
Nella mia ultima passeggiata parigina, quella che 1 o 2 volte l'anno mi concedo per gironzolare, per andare a trovare gli amici, per immergermi nella mia amata ville lumiere, e, diciamolo pure, per fare acquisti, ho fatto visita ad un uomo che avevo già apprezzato per i suoi libri.
No, tranquilli, non nel senso che mi sono presentata alla porta di casa sua, che pure ne sarei capace, ma nel senso che sono andata nella sua pasticceria.
Philippe Conticini è autore di un libro strepitoso: Sensations ed ha nella Rue du Bac una pasticceria altrettanto strepitosa: la Patisserie Des Reves.
Ora potrei stare qui a raccontarvi delle bellissime scatole di latta, a cui per inciso non ho saputo resistere, contenenti gli ingredienti per realizzare a casa le sue torte,
o potrei dirvi quanto è chic il packaging che contiene i suoi dolci, ma sapete tutti quanto sono avanti i francesi in questo campo,
oppure potrei semplicemente dirvi che i suoi dolci sono davvero molto buoni, oltre che esteticamente perfetti.
No, nulla di tutto ciò, voglio solo attirare la vostra attenzione su questi bignè perfettamente cubici che mi hanno tolto il sonno da quando li ho visti e mangiati.
Io sono rimasta letteralmente senza parole al cospetto di questa genialata con ripieno di crema al cioccolato con un cuore di pralinato.
E' proprio per questo che ho bisogno della vostra inventiva e della vostra fantasia, per aiutarmi a capire come questo oggetto del desiderio sia stato realizzato.
Io un'idea ce l'avrei, non so se sia quella giusta però.
Secondo me il buon Conticini ha usato degli stampi di silicone cubici, ha messo l'impasto di pasta bignè (avrà fatto numerose prove per dosare l'esatto quantitativo di impasto), ha coperto gli stampi con un peso per evitare di far gonfiare il bignè e poi ha cotto facendo anche qui una serie di prove per stabilire il tempo esatto (non potendo guardare il bignè), e naturalmente una volta cotti li ha sformati e riempiti.
Io non ho ancora avuto il coraggio di provare anche perchè non sono certa questo possa essere il procedimento esatto.
Voi avete suggerimenti?
Come sarà riuscito il nostro eroe ad ottenere un bignè perfettamente cubico?
Voi aiutatemi a riacquistare il sonno perduto, io vi terrò costantemente informati sugli sviluppi e sulle prove che già so mi terranno a lungo occupata.
P.S.
Lunedì, incredibile, un pane di Roby!!!
AAA cercasi persone fantasiose ed inventive
venerdì 12 novembre 2010
Pubblicato da Lydia 54 commentialle 06:03 54 commenti | Posta un commento
eric kayser, chi è costui?
venerdì 11 settembre 2009
Pubblicato da Lydia 27 commentiSemplice, uno degli uomini della mia vita (insieme a Nanni Moretti, Umberto Eco, Sean Connery, George Clooney…).
L’ho conosciuto un po’ per caso attraverso un suo libro sulle tartes acquistato a Parigi svariati anni fa, ne sono rimasta folgorata in una delle sue boulangerie patisserie sempre a Parigi , e me ne sono innamorata perdutamente attraverso il suo ultimo libro "mes petits biscuits sucrès et salès" regalatomi da Giovanna.
Lo so che per molti di voi i biscotti sono sinonimo di Natale, ma io, come ho già avuto modo di dichiarare, biscottifico tutto l’anno.
Provate questi sablè cioccolato e pistacchi se potete, altrimenti metteteli in lista per il Natale: sono una droga!!!
SABLE'S CACAO E PISTACCHIO
alle 06:09 27 commenti | Posta un commento
Far danni a Parigi
mercoledì 1 aprile 2009
Pubblicato da Giovanna 31 commenti



E poi al Marais, dove la domenica tutto è aperto e ci siamo concesse l'assaggio dei celebri falafel de L'as du falafel (34 Rue des Rosiers):

E Lydia si è ingoiata una hallah di Finkelsztajn (sono bimbe; bisogna aver pazienza...)


Ecco le mie due compagne di viaggio a spasso per Place des Vosges:

Ma era solo l'inizio.
Le nostre incursioni parigine ci vedono regolarmente approdare in quella fatale area che, non a caso, definiamo il triangolo della morte: la zona intorno a Rue Montmartre in cui si concentrano i negozi di utensili professionali per la cucina come questi, che nessun appassionato può non conoscere:

E ci sarebbero anche A. Simon, la Librairie Gourmande e quella caverna di Alì Baba che è Dehillerin in rue Coquillière (peccato che il personale sia ODIOSO, caso raro a Parigi, e per di più abbia il buon gusto di farsi beffe di noi causa Berlusca. Non ce la posso fa'...).

Ma francamente, nonostante anni e anni di incursioni a Parigi, ignoravamo che a pochi passi da lì si trovasse anche la boulangerie di Eric Kaiser. Sarebbe stato meglio continuare ad ignorarlo. Visto, preso. La mattina dopo eravamo lì a far colazione con delle brioche meravigliose, nessun aroma, nessuna stranezza, leggere e perfette, e a comprare (udite, udite!) il panettone. Perché, sì: quest'uomo fa un signor panettone da bagnare il naso a tutti, e bisogna ammetterlo, patriottismo o no.

Ecco. C'era Pierre che ci telefonava dieci volte al giorno. Era preoccupato. Erano trascorsi tre giorni e non ci aveva ancora viste. Alla fine abbiamo dovuto cedere alle sue insistenze, altrimenti non ci avrebbe lasciate in pace. Certi sacrifici tocca farli. Pierre. Il nostro amico Pierre.
Hermé, per chi non l'avesse capito.
Però un po' si è offeso lo stesso, perché stavolta non abbiamo assaggiato le sue monoporzioni da delirio, ma solo i macarons, che non avevamo avuto ancora il piacere di conoscere.
Io non dico niente.
Solo una cosa. Piccola.
Non avvicinatevi a noi mentre abbiamo tra le dita un macaron al carmello e fleur de sel o uno all'olio d'oliva. Diventiamo pericolose.

alle 00:02 31 commenti | Posta un commento
