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un risotto dopo mesi

venerdì 20 aprile 2012

Pubblicato da Lydia 68 commenti

Ci volevano nientepopodimenochè Aimo Moroni in persona, o per meglio dire una sua ricetta, il Comune di Milano con Pisapia in prima fila, e tutto il gruppo di Identità Golose a farmi rispolverare questo povero blog reietto ed abbandonato, a scrollarmi di dosso, anche se per poco, la noia ed il torpore di questi ultimi mesi e a farmi staccare le padelle dal chiodo.
Da ieri, giovedì 19 aprile, fino a domani, sabato 21, i mercati coperti di Milano sono più animati del solito, oltre alle solite "sciure" carrellomunite (somma invidia per quei deliziosi carrellini in tela) tra i vari banchi si aggirano loschi figuri (come la sottoscritta) muniti di una lista della spesa "speciale" redatta cioè da chef blasonati per relizzare un menu d'eccezione, il tutto con un intento anche solidale.
Certa di essere stata pressocchè criptica, invito chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni sull'iniziativa che si chiama "Aggiungi un pasto a tavola" a dare uno sguardo su Gastronomia Mediterranea, dove nei giorni scorsi ne ho parlato più dettagliatamente.
Vi basti sapere che uno stupendo risotto di Aimo Moroni mi ha finalmente smosso e mi ha fatto riaccendere i fornelli.



RISOTTO CON CAPPERI DI PANTELLERIA, STRACCIATELLA, POMODORI E PISELLI FRESCHI

280 g riso carnaroli
1 cipollotto
100 g di stracciatella
2 pomodori tipo ramato maturi
500 g di piselli freschi
20 g di capperi di Pantelleria dissalati
1,5 lt di brodo vegetale (realizzato con i baccelli di piselli, le bucce dei pomodori, una carota, una cipolla e poco sedano)
4 foglie di basilico spezzettate
4 cucchiai olio extra vergine d'oliva
sale

Lavare i piselli e sgusciarli avendo cura di separare i piselli più grandi da quelli più piccoli.
Utilizzare circa 100 g di baccelli vuoti insieme alle altre verdure per la preparazione del brodo vegetale.
Sbollentare i pomodori in acqua bollente per 1 minuto, pelarli e tagliarli a cubetti piccoli.
Affettare sottilmente la parte bianca del cipollotto, in una casseruola con 1 cucchiaio di olio ed 1 di acqua, farlo appassire per 3/4 minuti.
Aggiungere il riso, lasciarlo tostare per 1 minuto a fuoco vivace, aggiungere poco brodo alla volta, ben caldo, continuando la cottura a fuoco moderato per 12 minuti, unire la stracciatella e i piselli più grandi e cuocere per altri 2 minuti fino a fine cottura.
Togliere dal fuoco, unire i capperi e il basilico e mantecare con 1 cucchiaio di olio.
Condire i piselli piccoli e i pomodori con sale e 1/2 cucchiaio di olio.
Disporre il risotto nei piatti guarnendo con pomodoro e piselli

ho visto cose ad Identità Golose

martedì 1 febbraio 2011

Pubblicato da Lydia 32 commenti

Ho visto amiche scendere da un treno proveniente da Parigi e correre trafelate a presentare un risotto

( Edda Onorato con Matteo Torretta)

ho visto chef emozionare con un video e poi essere festeggiati perchè acclamati migliori chef al mondo dall'Accademia Internazionale della Cucina

(Massimo Bottura e Paolo Marchi)

ne ho visti altri infiammare la platea con una minestra maritata di pesce, un risotto triglie, limone, zenzero candito e salsa di broccoli neri, e poi essere proclamati chef dell'anno per Identità Golose

(Gennaro Esposito con Fumiko e Peppe)

ho visto timidi bloggers trasformarsi in personaggi di spettacolo navigati

(Maricler e Fabrizio con Alessandro Negrini e Fabio Pisani)

ho visto una grande organizzazione guidata da un Paolo Marchi che sa scommettere, rischiare e vincere


ho visto tante cose, troppe per raccontarle tutte, altre non le ho viste ma avrei voluto vederle.

(Cristian Costardi con Genny Gallo)

Forse vi sareste aspettati racconti dettagliati e resoconti minuziosi, accontentatevi di qualche foto mal fatta e di sapere che raccontare il risotto per Milano di Daniel Canzian è stata per me una gran bella esperienza oltre ad un banco di prova.
Non sono molto avvezza a parlare in pubblico, eppure mi sono divertita, emozionata, ed ho imparato tanto, forse anche a fare un buon risotto...

(Daniel Canzian con parte della sua brigata)

Ed ora permettetemi di fare qualche ringraziamento all'organizzazione di Identità Golose, Un risotto per Milano e Winelove: a Paolo Marchi, a Gabriele Zanatta, a Elisa Zanotti, a Elisa Pella e naturalmente a Daniel Canzian del Marchesino di Milano.

All'anno prossimo.

solo profumo di risotto, altro che smog

venerdì 28 gennaio 2011

Pubblicato da Lydia 36 commenti


In questi giorni Milano profuma di risotto.
Le voci che corrono circa il superamento del limite delle polveri sottili sono false e tendenziose, non credete a quello che vi dicono giornali e telegiornali, l'unica polvere che si vede in questi giorni è il grana per mantecare i risotti, null'altro.
Le centraline ARPA hanno preso lucciole per lanterne.
Che qualcuno avverta la signora Moratti, o chi per essa, che rimuova il blocco delle auto domenica e ci lasci andare tranquilli e sereni in via Gattamelata.
In questo clima risottifero e nell'attesa di Un risotto per Milano, Winelove ed Identità Golose non potevo che preparare un risotto.
Si ringrazia la Spilucchina per la fornitura di baccalà mantecato, la ricetta originale è da lei, io per comodità e completezza la riporto anche qui.

RISOTTO CON CREMA DI CECI E ROSMARINO E QUENELLE DI BACCALA' MANTECATO

per 2 persone
200 g di riso carnaroli
100 g di ceci secchi (io ho usato i ceci di cicerale per campanilismo e perchè mi piacciono, voi usate quelli che volete)
rosmarino
olio extra vergine d'oliva
cipolla
baccalà mantecato

Mettere a bagno i ceci la sera prima e poi lessarli in abbondante acqua con qualche rametto di rosmarino.
Frullarne buona parte condendo con dell'olio e.v.o.
In un tegame con dell'olio appassire mezza cipolla di piccole dimensioni (aggiungere eventualmente un po' d'acqua per evitare che si attacchi), versare il riso e farlo tostare.
A questo punto aggiungete la crema di ceci ben calda, e poi pian piano dell'acqua bollente in cui avrete messo in infusione un rametto di rosmarino, e portare a cottura.
Terminata la cottura mantecare con dell'olio e.v.o. e completare con le quenelle di baccalà mantecato.

BACCALA' MANTECATO ALEX ASNAGHI

baccalà già ammollato
olio buono
uno spicchio d'aglio tagliato in quattro
pepe
cucchiaio di legno e santa pazienza

Mettere il baccalà in acqua fredda e farlo bollire 15 minuti circa. Scolarlo (io ho conservato un bicchiere d'acqua di cottura), pulirlo dalla pelle e dalle lische, peparlo e inserirlo in un contenitore alto e stretto. Iniare al lavorare il pesce con il cucchiaio di legno aggiungendo pian piano, olio a filo. Rigiratelo come se fosse una polenta, rompendo a poco poco così le fibre e montando in questo modo il composto. Continuate aggiungendo olio fino alla consistenza desiderata (io alla fine ho aggiunto un paio di cucchiai d'acqua di cottura). Distribuirlo in un contenitore e infilarci dentro per mezz'ora lo spicchio d'aglio tagliato in quattro a dare profumo.

le 4 giornate di Milano e il quarantotto goloso

mercoledì 26 gennaio 2011

Pubblicato da Lydia 33 commenti


Qui a Milano siamo tutti in gran fermento, ci stiamo preparando a 4 giornate di fuoco.
Sabato arrivano Edda da Parigi, Fabrizio da Roma e il gruppo Calicanto da chissàddove, domenica Giovanna da Napoli, e poi Corrado dalla sua Toscana, Federico da Genova, solo per citare qualche nome amico.
Tutti qui per partecipare a 4 giorni dedicati al cibo, alla cucina d'autore e alla beneficenza, un vero quarantotto insomma.
L'anno scorso vi avevo parlato di Identità Golose, il congresso di cucina d'autore che oramai da 7 anni Paolo Marchi organizza a Milano facendo convergere il fior fiore della cucina nazionale ed internazionale.
Quest'anno Identità Golose si terrà 30/31 gennaio e 1 febbraio presso il Milano Convention Centre in via Gattamelata 5.
Strettamente legate ad Identità Golose le due manifestazioni parallele: "un risotto per Milano" e "winelove".

"Un risotto per Milano", si terrà sabato 29 gennaio nel centro di Milano.
Cinque degli chef più grandi di Milano prepareranno nelle loro cucine altrettanti risotti ed il ricavato della loro vendita andrà devoluto all'Anlaid.
I coupon per un costo di minimo 8 euro sono in prevendita all'Urban Center in galleria.
Per tutte le informazioni del caso vi rimando alla locandina in apertura e al sito.

"Winelove" è invece una manifestazione aperta al pubblico che si terrà da sabato 29 a lunedì 31 gennaio al Milano Convention Centre in via Gattamelata 5, dove 11 chef presentati da 11 bloggers cucineranno 9 risotti.
Io sono una dei blogger prescelti ed avrò il piacere di presentare nientepopòdimenochè Daniel Canzian del Marchesino con il suo risotto ca pummarola n'coppa. Un risotto che almeno dal nome mi riporta dove sono venuta.
Vi risparmio il racconto della paura di fare figuracce e di essere del tutto inadeguata.


Questo il programma
SABATO 29
H 16 Cesare Battisti - presenta Barbara Torresan
H 18 Matias Perdomo - presentano Chiara e Angela Maci
H 20 Matteo Torretta - presenta Edda Onorato

DOMENICA 30
H 12 Daniel Canzian - presenta Lydia Capasso
H 14 Viviana Varese - presenta Sandra Salerno
H 16 Andrea Besuschio - presenta Serena Rusnati
H 18 Alessandro Negrini e Fabio Pisani - presentano Mariachiara Montera e Fabrizio Roych

LUNEDI' 31
H 11 Christian e Manuel Costardi - presenta Genny Gallo
H 13 Stefano Deidda - presenta Laurel Evans

l'eclissi di luna da Gennaro

lunedì 27 dicembre 2010

Pubblicato da Lydia 23 commenti

Pare che la serata del 21 dicembre 2010 per molti sia stata memorabile, causa una eclissi di luna totale durante il solstizio d’inverno, pare che una cosa del genere avvenga ogni 372 anni.
Io ricorderò la serata in questione per parecchio tempo e non perché sia un’astrofila.
E’ stata la mia prima volta da Gennaro Esposito.
Il mio rapporto con la cucina di Gennaro Esposito è un rapporto di grande amore, di un grande amore assolutamene platonico, però. Almeno sino al 21 dicembre.
Conoscevo Gennaro e mi era piaciuto subito: schietto, sincero e concreto, ho studiato la sua cucina, l’ho seguita, mi sono inebriata dei racconti degli amici che l’avevano mangiata, sono stata alla sua Festa a Vico.
Insomma, sulla fiducia era uno dei miei 2 chef del cuore, ventricolo destro e ventricolo sinistro equamente divisi tra Massimo Bottura e Gennaro Esposito, il sogno il primo e la realtà il secondo.
Gli amori platonici però sono molto pericolosi, tu puoi farti dei grandi film, immaginarti chissà cosa e poi può arrivarti una tegola in testa a farti drasticamente precipitare sulla terra.
Sappiate che la tegola in testa non è arrivata, anzi.
Tutte quelle che erano le mie aspettative sono state abbondantemente rispettate.
Alla Torre del Saracino di Seiano ho trovato i sapori della mia infanzia, della mia terra, che magistralmente accostati sono diventati qualcosa di assolutamente nuovo per me e di mai assaggiato prima.
Penso al sorprendente palamito con acqua di pomodoro, gelatina di ostriche e melanzane alla scapece, penso commossa alle tagliatelle con polpa di ricci, broccoli e calamari, penso al miglior babà della mia vita, quello di Vittoria, non so se riuscirò a mangiarne altri dopo aver assaporato questa piuma.


E poi ho trovato equilibrio ed armonia, sapori perfettamente combinati ed affiatati, sapori fusi in un tutt'uno armonico.
Penso all'uovo con la cipolla caramellata su fonduta di provolone del monaco e tartufo bianco d'Alba, forse in assoluto il mio piatto preferito nonostante non sia una grande appassionata di tartufi, penso alla passeggiata vicana, il famoso dessert a base di limoni, noci, olio e sale, l'ideatore di questo dessert non può che essere un poeta.


Potrei continuare elencandovi i piatti che ho mangiato ancora, sì, la mia cena è stata particolarmente ricca, invece vi elencherò tutti i piatti che vorrei ancora assaggiare: il risotto con cuore di bue, limone confit e calamari ripieni di provola, la sua famigerata minestra di pasta mista con crostacei e pesci di scoglio, la zeppola di coniglio, la pluri imitata parmigiana di pesce bandiera.
Insomma mi toccherà tornare più e più volte alla Torre del Saracino per placare tutte le mie curiosità.


Ma Gennaro non è solo un grande chef, è anche una persona affabile e simpatica, un curioso ed amabile conversatore che dopo una cena di livello eccelso sa accoglierti con grande semplicità e garbo nella sua sala da meditazione, la torre adiacente al ristorante, splendidamente restaurata, munita di grandioso impianto stereo, per continuare la serata sulle note di Ivano Fossati chiacchierando di panettoni, lievito madre e festa a Vico.
Ora non mi resta che attendere con ansia Identità Golose dove Gennaro sarà uno dei relatori

un diplomatico romano in trasferta a Milano

giovedì 16 dicembre 2010

Pubblicato da Lydia 28 commenti

Immaginate di essere invitati a cena in pieno centro a Milano e di mangiare una cucina romana raffinatamente rivisitata, immaginate di mangiare un dolce che vi conquista e immaginate di pensare di volerlo fare a tutti i costi perchè ha il caramello e il cioccolato, che sono le cose che vi piacciono di più, e immaginate di ricevere in dono il libro dello chef romano in cui è contenuta la ricetta del dessert in questione.
Voi cosa fareste?
Vi dico cosa ho fatto io, il giorno dopo a casa mi sono messa ai fornelli e l'ho riprodotto.
Sono stata ospite di Paolo Marchi alla cena di Identità Golose con Antonello Colonna alla Brisa di Milano e questo diplomatico al cioccolato con caramello salato è stata la ciliegina sulla torta.
Ispirato a "I segreti della cucina italiana" di Antonello Colonna ecco a voi il dessert incriminato.


DIPLOMATICO CREMA E CIOCCOLATO, CARAMELLO AL SALE

Ingredienti per 2 persone

pasta fillo 2 fogli
burro 50 g.
cacao amaro 50 g.
zucchero tipo zefiro

Per la crema pasticcera
250 ml di latte fresco intero
3 tuorli
80 g. di zucchero
30 g. di farina
buccia di 1 arancia

Fate bollire il latte con la buccia dell'arancia, nel frattempo mescolate i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina continuando a mescolare e in ultimo il latte a filo.
Mettete sul fuoco e portate ad ebollizione senza mai smettere di mescolare.
Fate raffreddare

Per la mousse al cioccolato
1 tuorlo
20 g. di zucchero al velo
100 g. di cioccolato fondente al 65%
panna fresca 100 g.

Sciogliete il cioccolato fondente ed unite lo zucchero al velo, poi il tuorlo.
Montate la panna ed unitela al composto raffreddato.
Lasciate in frigo qualche ora

Per il caramello
zucchero 200 g.
panna fresca 200 g.
fleur de sel 1 cucchiaino

Mettete in un tegamino dal fondo spesso lo zucchero ben distribuito facendo attenzione che non ci siano grumi, accendete il fuoco e aspettate che si formi un caramello biondo muovendo ogni tanto il tegame, fate bollire la panna in un altro contenitore, aggiungetela al caramello e mescolate velocemente (attenzione che frigge tutto).
Solo quando la salsa al caramello si sarà leggermente raffreddata mettete il sale.

Ritagliate dei quadrati di media grandezza di pasta fillo (sovrapponendo i 2 fogli).
In un pentolino sciogliete il burro ed aggiungete il cacao amaro, con un pennello spennellate i riquadri di pasta fillo (avendo cura di spennellare anche tra un foglio e l'altro di pasta), spolverizzateli con lo zucchero tipo zefiro ed infornaleti al 160° fino a quando non si cuociono (più o meno una decina di minuti).

Montate il diplomatico alternando i fogli di pasta fillo alla crema e alla mousse, accompagnate con la salsa al caramello

è davvero il massimo, non c'è che dire...

lunedì 26 aprile 2010

Pubblicato da Lydia 21 commenti


Quando si hanno delle grandi aspettative il rischio di una cocente delusione può essere molto elevato.
Questo è il motivo per cui, pur avendo aderito sin dall’inizio con grande entusiasmo a "Il massimo del massimo da Massimo", ero un po’ preoccupata.
Di Massimo Bottura, uno dei più grandi chef italiani, se non il più grande, vi avevo già parlato dopo Identità Golose, vi avevo già detto quanto mi avessero colpito l’entusiasmo e la passione che infonde in quello che fa, il suo carisma, la sua energia, la sua coerenza, la sua professionalità e la sua umiltà , ma forse non vi avevo detto che io non avevo mai mangiato da lui all’Osteria Francescana di Modena.
Sabato 24 l’allegra brigata della Francescana ha visto il locale invaso da un’orda pacifica quanto affamata di persone che ha festosamente occupato la sala in 3 turni, io non potevo non farne parte.
Posso onestamente dire che quest’esperienza rimarrà impressa nella mia mente per un bel po’.
Non starò qui ad elencarvi i piatti assaggiati e a parlarvi della tecnica, degli accostamenti, degli equilibri e delle consistenze, non starò qui a raccontarvi del sacro silenzio calato nella sala all’arrivo del cremino di foie gras, come non vi parlerò dello stupore innanzi al sorbetto modenese o della lacrimuccia di commozione al cospetto della compressione di pasta e fagioli.
E neanche ho foto da mostrarvi, la macchina fotografica è stato l’ultimo dei miei pensieri sabato.
Qui voglio solo parlarvi dell’atmosfera piacevole e rilassata, della convivialità e dell’allegria di questa giornata.
Non sono una frequentatrice di grandi ristoranti, ma la paura di entrare in un freddo e asettico locale ristrutturato dall’architetto di grido e di rimanere ingessata ed impacciata per tutta la durata del pasto, era in me molto forte.
Nulla di tutto questo alla Francescana.
Mangiare alla Francescana è stato come mangiare a casa di Massimo circondata dal calore suo e di tutta la sua brigata, è stato come passare un pomeriggio festoso in casa di vecchi amici, con naturalezza, come se fosse normale essere lì, come se la nostra presenza lì fosse una consuetudine consolidata, come se emozionarsi assaporando "una patata in attesa di diventare tartufo", fosse una cosa da tutti i giorni.
Tutto merito della cucina e del lavoro svolto dai ragazzi in sala, di un’orchestra armoniosa magistralmente diretta da un grandissimo Massimo Bottura.
Con grande dispiacere sono andata via dopo più di 4 ore trascorse in compagnia di amici vecchi e nuovi, sarei rimasta lì ancora un po’ a godermi il posto, a godermi le persone, a sbocconcellare pane caldo con pancetta modenese invecchiata 2 anni e piadina con peperoni e salsiccia.
Davvero grazie a chi ha dato il massimo perché il massimo del massimo da Massimo fosse il massimo.




Ho preso in prestito le foto della 12 ore di le max dall'evento su facebook

m'illumino di meno, la cottura passiva della pasta e la rivincita di mio fratello

venerdì 12 febbraio 2010

Pubblicato da Lydia 61 commenti


Ero sul punto di non partecipare a "m'illumino di meno", la giornata del risparmio energetico proclamata dalla banda di caterpillar, nota trasmissione in onda su radio2.
Non mi veniva in mente proprio nulla di “poco energetico”.
Poi è venuto in mio soccorso nientepopòdimenochè Elio Sironi, chef del Bulgari di Milano.
Non che Elio Sironi mi abbia chiamato al cellulare e mi abbia dato qualche saggio suggerimento, neanche che mi sia venuto in sogno declamando la soluzione ai miei problemi, semplicemente che Elio Sironi, la settimana scorsa ad Identità Golose, ha portato all’attenzione dei partecipanti al congresso il metodo di cottura della pasta che sta sperimentando nelle sue cucine: la cottura passiva.
In breve Elio Sironi porta l’acqua ad ebollizione, cala la pasta, lascia che l’acqua riprenda il suo bollore, aspetta 2 minuti, copre la pentola con il suo coperchio, spegne il fuoco e termina la cottura a fuoco spento.
Beh, un gran bel risparmio di gas, non c’è che dire, ma non viene fuori un gran papocchio?
Dovevo assolutamente provare e vi spiego il perché.
Una delle prime volte che da piccolo mio fratello era rimasto solo in casa, avrà avuto più o meno 5 anni, con grande fierezza aveva deciso di prepararsi un piatto di pasta tutto da solo, aveva fatto bollire l’acqua, l’aveva salata, e fin qui tutto secondo la regola, poi però aveva pensato bene di spegnere il fuoco e a quel punto di calare la pasta: si era confuso con il tè, aveva ammesso il piccolino!!!!
In quell’occasione non era venuto fuori proprio un piatto da gran gourmet, chissà se anche Sironi da bambino non abbia confuso, come mio fratello, la pasta con il tè, e partendo da quell’insuccesso, non abbia poi perfezionato la sua cottura passiva.
Insomma, per rendere giustizia a mio fratello, che viene ancora deriso dopo 30 anni, io ci ho provato.

Ho usato uno spaghetto di buona qualità, ed ho seguito proprio le indicazioni di Sironi, ho portato l’acqua ad ebollizione, ho calato la pasta, ho fatto riprendere il bollore, aspettato 2 minuti, messo il coperchio, ho spento ed ho lasciato che cuocesse passivamente, rispettando i tempi di cottura indicati sulla confezione della pasta utilizzata.
Ho scolato, e condito con un filo d’olio buono e dell’ottimo parmigiano grattugiato, nel pieno rispetto del risparmio energetico a cui questa giornata è dedicata.
La pasta era cotta bene e al dente, se abbia mantenuto un maggior quantitativo di principi nutritivi rispetto alla cottura canonica e se l'amido e il glutine non si siano dispersi nell'acqua, come sostiene Sironi, questo non ho gli strumenti per dirlo, posso solo testimoniare che la pasta era ben cotta e posso affermare senza tema di essere smentita che mio fratello Michele è stato veramente un incompreso precursore.

CORREGGO: mi ha chiamato mia madre per dirmi che mio fratello aveva 9 e non 5 anni all'epoca dei fatti, se avesse avuto 5 anni sarebbbe stata una madre snaturata a fargli utilizzare i fuochi!!!

PRECISO: come ho scritto nei commenti ho usato le pentole della AMC, che hanno un fondo molto spesso, che trattiene a lungo il calore, ed un coperchio perfettamente aderente

il triste ritorno alla dura realtà

venerdì 5 febbraio 2010

Pubblicato da Lydia 24 commenti

Per 2 giorni mi sono sentita un po’ 3 metri sopra il cielo (vi prego di perdonare questa pessima citazione, ma mi sembrava calzante), un po’ come Alice nel paese delle meraviglie, un po’ come quando andate per la prima volta agli Uffizi e vi ritrovate davanti tutti quei capolavori che avete studiato e visto solo sui libri.
Due giorni irreali ad Identità golose tra le eccellenze della cucina internazionale, a sentir parlare persone di cui avevo solo letto i libri o visto in foto, a mangiare culatelli, sushi espressi, formaggi blasonati e olii con il pedigree.
Per carità non sono mancate le paste limacciose e le grandi delusioni, ma quelle servono a riportarti alla realtà.
Dunque dicevo, dopo 2 giorni così, tornare a spignattare ti fa sentire piccola e inutile, ma io non sono un genio e neanche ho velleità di esserlo, quindi torno alla mia cucina scalcagnata e con un po’ di pudore vi propongo quello che ho mangiato ieri: uno spezzatino di tonno e carciofi, veloce, semplice e senza grandi pretese



SPEZZATINO DI TONNO E CARCIOFI
Per 2 persone
½ cipolla bianca
2 carciofi
100 gr di tonno fresco tagliato a cubetti
5 o 6 olive taggiasche sott’olio
Qualche pinolo tostato

Affettare la cipolla molto sottile e fatela appassire in una padella con un filo d’olio, aggiungendo un po’ d’acqua se necessario.
Nel frattempo pulire i carciofi e fateli a fette sottili, versarli nella padella con le cipolle e fateli cuocere fino a che non diventeranno teneri, aggiungere le olive e i pinoli e salare.
Scottare per pochissimi minuti il tonno in una padella a parte, poi versarlo nel tegame con i carciofi e fare insaporire il tutto per pochi minuti

lettera aperta a Massimo Bottura

mercoledì 3 febbraio 2010

Pubblicato da Lydia 31 commenti

Milano, identità golose 2010


Carissimo Sig. Bottura,
vorrei ringraziarLa, Lei non mi conosce e non sa nemmeno io chi sia, ma non posso proprio fare a meno di dirle che Lei lunedì mattina mi ha emozionato.
Le sue parole, l’entusiasmo e la passione che infonde in quello che fa, il suo carisma, la sua energia, la sua coerenza e rettitudine, la sua professionalità e la sua umanità, mi hanno letteralmente conquistata.
Grazie mille, sig. Bottura, era tanto che non provavo un groppo alla gola, che non mi venivano i brividi, che non mi si chiudeva lo stomaco (so che una cosa del genere detta ad uno chef potrebbe sembrare non bella, ma la accetti come un complimento!!!).
Cercherò, per quanto possibile, di raccontare con delle immagini (mi scusi per la qualità mediocre) e con le sue parole, l'alchimia che si è creata lunedì nella sala auditorium di Identità Golose 2010.
Spero non me ne voglia.
Sua devota
L.C.

“Quando le idee trovano una forma di espressione possono vivere per l'eternità"




“Fare ricerca è un modo di esprimere le proprie passioni, la maggior parte delle volte la ricerca non paga e non è capita. A volte si è come salmoni che nuotano contro corrente”

“Un consiglio per i giovani: confrontatevi, imparate ma non dimenticate mai chi siete e da dove venite”

“Fare avanguardia significa conoscere tutto e dimenticarsi di tutto”


“ Noi siamo cuochi, artigiani, il nostro fine ultimo è il risultato al palato, altrimenti la nostra è creatività sterile”

“Le polemiche non portano a nulla, impediscono solo la diffusione della cucina italiana nel mondo”


E mentre Lei era lì che si emozionava emozionandoci, che ci raccontava dei suoi viaggi, delle sue esperienze, delle sue ricerche, della sua squadra, mentre Ducasse la abbracciava e la osannava, c’era chi faceva disinformazione arrogante, strisciante, oltre che inutile

Non badi a loro e vada avanti per la sua strada

P.S.
Per quei pochissimi che ancora non sanno chi sia Massimo Bottura rimando alla sua biografia sul sito dell'osteria francescana