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stavolta tocca ai romani

mercoledì 30 novembre 2011

Pubblicato da Lydia 46 commenti

Oramai lo sanno anche le pietre: domenica siamo state a Milano sui Navigli, abbiamo venduto le nostre decorazioni natalizie commestibili, le borse di Stella, i bijoux di Francesca, i semini di basilico.
E' andata benissimo, le pietre sono a conoscenza anche di questo: abbiamo raccolto quasi € 1600 che sono stati già inviati ai bimbi di Rocchetta Vara.


Sabato 3 dicembre, forse questo le pietre non lo sanno ancora, tocca ai romani.
Come ogni anno si terrà il mercatino di beneficenza gestito da Roberto alla Chiesa Valdese in piazza Cavour.
Roberto sta già preparando i soliti panettoni, che vi consiglio di prenotare perchè vanno a ruba, mentre Maite, Ciboulette, Artemisia, Caris, Giovanna, Cinzia, Patrizia, Jacopo sono già tutte all'opera per preparare biscotti, zelten, taralli, pesto e dolcetti vari.
Una percentuale del ricavato andrà ai bambini di Rocchetta, il resto verrà utilizzato come al solito da Roberto per iniziative benefiche da lui stesso seguite.

Vi aspettiamo numerosi sabato 3 dicembre dalle 10,30, e per tutta la mattinata, alla Chiesa Valdese di piazza Cavour, con ingresso da via Marianna Dionigi.
Se vorrete potrete fermarvi anche a pranzo, verrà allestita una sorta di tavola calda home made.

P.S.
Vi preghiamo di diffondere la notizia, stavolta non saremo per strada ed avremo bisogno del vostro passaparola

regali dell'ultim'ora

lunedì 20 dicembre 2010

Pubblicato da Lydia 27 commenti


Questa ricetta è un pezzo di storia.
E' una ricetta di non so più quanti anni fa della mia amica carissima Elena Di Giovanni, un tempo anima del vecchio e glorioso forum della cucina italiana, quello degli albori, quello in cui un gruppo di pionieri del web (io vi sto parlando di più di 10 anni fa) si incontrava, si confronatava e si scambiava opinioni e consigli spassionati e disinteressati, lì molti di noi sono nati culinariamente parlando, si sono conosciuti e sono anche diventati amici.
Tornando alla ricetta, si tratta di una crema spalmabile cioccolato bianco e mandorle (una nutella bianca per dirla molto volgarmente), ottima idea per pensierini natalizi mangerecci, io ho apportato un paio di piccolissime modifiche alla ricetta originale: l'aggiunta di una bella grattata di buccia d'arancia e il temperaggio.
Per evitare risultati stucchevoli vi consiglio di usare un ottimo cioccolato bianco: ivoire di valrhona, oppure un lindt, insomma evitate quelli dolcissimi e stucchevoli, rovinerebbero tutto.

Se doveste essere interessati ad un'altra crema spalmabile, vi consiglio questa all'olio e sale di Luca Mannori: la guerra!!!


CREMA SPALMABILE AL CIOCCOLATO BIANCO MANDORLE E ARANCIA

INGREDIENTI:
200 g di cioccolato bianco di ottima qualità
120 gr di mandorle (io ho usato le pizzute di avola)
90 gr di zucchero
90 ml di olio di riso
160 ml di latte intero
un cucchiaino di fecola
buccia d'arancia grattugiata o qualche goccia di essenza d'arancia.

PREPARAZIONE:
Dopo averle tostate in forno brevemente e fatte freddare, tritare finemente le mandorle, riducendole in polvere finissima con lo zucchero. Mettere da parte e tritare anche il cioccolato bianco.
Riunire mandorle, zucchero e cioccolato finemente tritati in una piccola pentola antiaderente, aggiungere l'olio e il latte e far cuocere a fuoco dolcissimo. Poiché non si dovrebbero superare i 60 gradi, sarebbe opportuno usare un termometro a sonda e procedere all’addensamento togliendo dalla fiamma la pentolina, girando, facendo leggermente freddare e tornando poi sulla fiamma. Il tutto, per circa 10-15 minuti, fino al raggiungimento di una consistenza accettabile (si consideri che la consistenza aumenta con il raffreddamento del composto, dopo circa un’ora).
Aggiungere un'arancia grattugiata o qualche goccia di essenza di arancia.
Se il composto dovesse risultare visibilmente troppo liquido, aggiungere un cucchiaino di fecola da un setaccino e continuare a cuocere per un minuto.
Versare in vasetti e chiudere ermeticamente.

Io, per dare una maggiore stabilità alla crema, l'ho temperata. Appena pronta ho immerso il tegame in acqua ghiacciata e ho portato il composto a 26° circa per poi riportarlo velocemente a 28° ed invasarlo

prove tecniche di natale con pagelle

mercoledì 10 novembre 2010

Pubblicato da Lydia 43 commenti

Lo so che ancora ci manca un bel po' di tempo, ma pandori e panettoni sono già in vendita, ikea e la rinascente sono già addobbate a festa e non sia mai detto che io mi lasci cogliere impreparata dal Natale, quindi il mio forno va già a tutta randa per le prove biscotti della collezione 2010-2011, complice il libro sui biscotti di Martha Stewart regalatomi da una grande amica.
Qui per la collezione 2008-2009
Per altre idee biscottate qui, qui, qui



BISCOTTI FONDANTS AL LIMONE VERDE
(da Martha Stewart, Biscuits, sablès, cookies)
davvero molto buoni e profumati, si sciolgono in bocca, vivamente consigliati e promossi a pieni voti

170 g. di burro a temperatura ambiente
120 g. di zucchero al velo ( che non sia vanigliato)
la buccia grattugiata finemente di 2 limoni verdi
2 cucchiai di succo di limone verde
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
250 g. + 2 cucchiai di farina 00
2 cucchiai di maizena
1/4 di cucchiaino di sale grosso (per me fleur de sel)

Mettere il burro e 40 g. di zucchero al velo nel robot (io ho usato la foglia del kenwood) e farlo diventare una crema soffice, aggiungere buccia e succo di limone e estratto di vaniglia e mescolare.
Mescolare farina e maizena, aggiungerle alla crema di burro e lavorare fino a rendere il tutto un impasto omogeneo.
Dividere l'impasto in 2 e con l'aiuto di carta forno formare 2 cilindri (la Stewart per rendere i cilindri perfetti li infila in un tubo di cartone tipo quello della carta assorbente, ma io ci riesco benissimo a mano), metterli un'oretta in frigo (io li metto in freezer così quando li taglio non si deformano).
Tagliare delle rondelle di 5 mm, mettetele su 2 placche rivestite di carta forno ed infornare a 180° (forno già caldo) per 13 minuti circa, a metà cottura invertire la posizione delle placche.
Lasciare raffreddare i biscotti per 8-10 minuti, poi infilateli ancora tiepidi (mi raccomando non prima che vi si rompono) in un sacchetto con il restante zucchero al velo, chiuderlo e agitare molto delicatamente per spargere in maniera uniforme lo zucchero sui biscotti, mi raccomando di farlo molto delicatamente che i biscotti sono friabili.
Vi consiglio di aspettare 1 o 2 giorni prima di mangiarli.
Si conservano per un paio di settimane in scatole di latta ben chiuse ermeticamente.



BISCOTTI AL CIOCCOLATO E PISTACCHI
(da Martha Stewart, Biscuits, sablès, cookies)
deludenti, li ho trovati un po' stupidi, rimandati a settembre

280 g. di farina
50 g. di cacao amaro in polvere
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1/4 di cucchiaino di sale
90 g. di burro a temperatura ambiente
200 g. di zucchero semolato
2 uova grandi
125 g. di pistacchi sgusciati
80 g. di gocce di cioccolato

Preriscaldare il forno a 180° e ricoprire una placca di carta forno.
Mescolare farina, cacao, bicarbonato e sale.
Mescolare con l'aiuto di un robot burro e zucchero fino a renderli cremosi e morbidi, versare le uova e poi le polveri, ottenere un impasto omogeneo e aggiungere pistacchi e gocce di cioccolato.
Formare un cilindro appiattito lungo 30 cm con un diametro di 10.
Cuocere 25 minuti circa. Tirare fuori dal forno, fare raffreddare 5 minuti e abbassare la temperatura del forno a 150°.
Mettere il rettangolo cotto su una placca e tagliare delle fette spesse 2,5 cm circa, metterli su una placca e far cuocere per ancora 8 minuti,devono essere croccanti esternamente e più morbidi all'interno.
Questi biscotti si conservano circa 1 settimana in una scatola di latta




CHOCOLATE CRINKLES
(tormentone dell'anno sorso, presi da Virginia ma li trovate in ogni blog che si rispetti)
un evergreen che dà sempre grandissime soddisfazioni, promossi.
Se vi diverte, l'anno scorso avevo sperimentato con soddisfazione una versione al cioccolato bianco con craclè al cacao

60g burro
225g cioccolato fondente spezzettato
100g zucchero
2 uova (grandi)
2 cucchiaini di estratto naturale di vaniglia
225 g farina 00
sale
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
Per la copertura: zucchero a velo e zucchero semolato

Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato insieme al burro. A parte, setacciate la farina con il lievito e il sale.
Sbattere le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro, a questo punto unire la vaniglia e il cioccolato fuso ed infine anche la farina setacciata, ma ricordate di mescolare velocemente e solo il tempo necessario affinché il tutto venga assorbito, non oltre.
Coprite l’impasto con pellicola per alimenti e metterlo in frigorifero per almeno 3 ore, meglio tutta la notte.
Portare il forno alla temperatura di 170° C.
Versare lo zucchero a velo e quello semolato in due ciotoline.
Riprendere l’impasto e formare delle palline di circa 3 cm di diametro. Passarele prima nello zucchero semolato, pressando leggermente per fare aderire bene, e poi nello zucchero a velo ricoprendole con uno strato abbondante prima di disporle su una teglia rivestita con carta forno.
Infornare per circa 8-9 minuti, non superare il tempo indicato poiché i bordi dovranno essere fermi ma il cuore ancora morbido.

prove tecniche di gelato prima puntata

lunedì 13 luglio 2009

Pubblicato da Lydia 17 commenti

A Natale ho ricevuto uno dei regali più belli che potessi desiderare: probabilmente voi penserete ad un brillante, ad un gioiello, ad una borsa di gucci o a un paio di scarpe di prada.
Siete completamente fuori strada: ho avuto in dono una fantastica gelatiera.
Una gaggia per l’esattezza.
E’ da Natale che sperimento, studio, leggo, butto via, poi riprovo.
Mi serve il latte in polvere, e poi la farina di carrube, ma dove la trovo??!!!
Il glucosio, anzi no, lo zucchero invertito, bisogna bilanciare e poi mantecare.
Insomma, più che in una casa vivo in un laboratorio.
Qualche giorno fa gironzolavo sul blog di Eugenia, un’amica di cucinait della vecchia guardia, una di quelle persone le cui ricette sono certezze, e mi sono imbattuta nella ricetta del gelato al fiordilatte di Angelo Principe, con cui avevo avuto modo di fare un corso sui dessert al piatto, e da cui ero rimasta folgorata.
Eugenia ha partecipato ad un corso su gelati e semifreddi da Medagliani e ne ha riportato la ricetta.
L’ho fatto subito, al caffè e già che c’ero ho provato anche la salsa al cioccolato, davvero molto buona, da tenere in frigo e da utilizzare come accompagnamento a gelati, semifreddi, parfait e qualunque cosa vi venga in mente




GELATO ALLA VANIGLIA DI ANGELO PRINCIPE RIPORTATO DA EUGENIA

5 dl di latte intero fresco
125 g di zucchero
50 g di sciroppo di glucosio
150 g di panna fresca
40 g di latte in polvere
un pizzico di sale
1 baccello di vaniglia


Mettere tutti gli ingredienti in una pentola e portare a 85°, mescolando spesso per sciogliere bene gli zuccheri. La stecca di vaniglia NON deve essere aperta (deve rilasciare solo un lieve aroma). Travasare in un recipiente e raffreddare rapidamente, mettendo il contenitore in un bagnomaria di acqua e ghiaccio (i professionisti usano l'abbattitore).Trasferire in frigo, ben coperto, fino al momento di mantecare in gelatiera. Ho lasciato a "maturare" la miscela per una notte.

Note mie, l’ho fatto al caffè ed ho sostituito la vaniglia con 2 cucchiaini di pasta di caffè


SALSA AL CIOCCOLATO DI ANGELO PRINCIPE (si conserva in frigo per circa 15 giorni)

Ingredienti per 800 g di salsa:
250 ml di acqua
250 ml di latte fresco intero
300 g di zucchero semolato
70 g di cacao amaro in polvere
150 g di cioccolato fondente al 70%
10 g di maizena


Procedimento:1) Portate a bollore tutti gli ingredienti (meno il cioccolato e la maizena) in una pentola.2) Sciogliete quest'ultima in un cucchiaio d'acqua fredda e unitela al composto non appena questo avrà raggiunto l'ebollizione; cuocete per 1' mescolando.3) Unite il cioccolato e fatelo sciogliere. Allontanate la salsa dal fuoco e fatela raffreddare.

Note di assaggio, tenendo presente che questo gelato è senza uova, la conservazione in freezer per una notte non è andata male, dopo qualche minuto a temperatura ambiente sono riuscita a spatolarlo abbastanza facilmente, anche se la prossima volta voglio aumentare leggermente la percentuale di glucosio e mettere la farina di carrube, come consigliato dallo stesso Principe.

A breve la prova di assaggio del gelato di Santin

coccoliamoci in bianco e nero con premi e meme

lunedì 26 gennaio 2009

Pubblicato da Lydia 17 commenti


Dicevano che avrebbe fatto molto freddo, avevano previsto neve, ancora non si è vista, meglio così.
Io però mi sono preparata all'evenienza e mi sono coccolata così: una bella tazza di cioccolata calda (anzi 2: una al ciocco fondente ed una al ciocco bianco) con un ciambellone.
Il tutto rigorosamente in bianco e nero e con le tazze che Giovanna mi ha regalato a Natale.

CIAMBELLONE BICOLORE ALL’OLIO D’OLIVA
3 uova
160 gr di zucchero
100 gr di olio di oliva
1 yogurt
250 gr di farina
1 cucchiaino di lievito chimico
Estratto di vaniglia
20 gr cacao- 30 gr zucchero-50 gr acqua

Montare le uova con lo zucchero, aggiungere l’olio, la farina e lo yogurt, in ultimo l’estratto e il lievito.
Dividere l’impasto in 2 ed aggiungere in una delle 2 metà il composto di cacao, acqua e zucchero.
Versare in uno stampo a ciambella a cucchiaiate ed infornare a 180 gradi per 40 minuti circa


CIOCCOLATA CALDA IN TAZZA
250 gr di latte intero
120 gr cioccolato fondente
30 gr cioccolato al latte
Far fondere delicatamente il cioccolato nel latte e servire


CIOCCOLATA BIANCA IN TAZZA imparata ad un corso di Bechoux sul cioccolato
Per 1 lt di latte, 200 gr di latte in polvere non zuccherato e 300 gr di cioccolato bianco.
Far fondere delicatamente il tutto

Con l’occasione partecipo al meme degli 8 desideri per il 2009 a cui siamo state invitate da Barbara.

Per prima cosa devo scrivere 8 cose che mi prefiggo di fare nel 2009

Consentitemi, le prime 2 righe le lascio in bianco, perché oltre ad essere delle mete prefissate sono anche dei desideri, e siccome sono superstiziosa, me le tengo per me, almeno per ora.

1) .....
2) .....
3) andare d’accordo con mia madre
4) dimezzare il mio guardaroba dando via le cose che non metto o che non mi entrano più
5) andare in bici almeno 1 ora al giorno
6) iscrivermi in palestra
7) non piangere al matrimonio di mio fratello
8) riprendere seriamente l’inglese


A questo punto dovrei nominare 8 persone a cui passare il meme, sapete che vi dico?
Partecipi chi ha voglia.

E già che ci sono ringrazio chi è stato così buono e carino da pemiarci, scusandomi per il notevole ritardo:
Gì fiordisale, che ci ha attribuito il Kreativ blogger con la seguente commovente motivazione:
Lydia perchè ho imparato più cose dai suoi commenti che da mille libri! Grande donna!
E J.M che ha attribuito alla "bandaccia" lo stesso premio




E poi ringrazio la dolce Maurina per questa valanga di premi








regali di natale, raccolte di ricette, e brioche rustica con lievito madre

venerdì 16 gennaio 2009

Pubblicato da Lydia 19 commenti

Questo post nasce da una triplice esigenza:
a) provare a modificare una di quelle preparazioni che si fa in casa mia da sempre e che io ho cominciato a cucinare quando ancora avevo i calzettoni, sostituendo il lievito madre al lievito di birra
b) assaporare l’ebbrezza di partecipare ad una raccolta di ricette di food blogger giusto per sentirmi a tutti gli effetti parte di questo mondo
c) mostrarvi uno dei miei regali di Natale culinari di quest’anno (con gli altri vi allieterò in seguito)

La ricetta è quella della brioche rustica di mia nonna, poi di mia madre, stavolta preparata con il lievito madre.
Devo dire che il risultato finale mi ha molto soddisfatto, e devo ammettere che la preferisco a quella con il lievito di birra, bella morbida, per nulla annozzosa, non che quella con il lievito di birra lo sia, ma questa ha qualcosa in più.



BRIOCHE RUSTICA CON LIEVITO MADRE

Ingredienti
200 gr lievito madre rinfrescato il giorno prima
200 gr di farina manitoba
150 gr di farina 00
100 gr di burro
3 uova
50 gr zucchero
1 cucchiaino di sale
100 gr di parmigiano grattugiato
100 gr di prosciutto cotto o salame a pezzetti
100-150 gr formaggio a cubetti (io uso un provolone semipiccante)

Ore 16

Impastare il lievito madre con la manitoba e acqua sufficiente ad avere un panetto morbido (circa 100 gr)
Lasciare a riposo al caldo per circa 5 ore

Ore 21

Prendere il panetto, aggiungere lo zucchero,1 uovo e parte della farina, impastare (io ho usato il Kenwood) fino a che l’impasto non assorba l’uovo e continuare così fino ad esaurimento della farina e delle uova. Aggiungere il burro morbido a pezzetti gradatamente, il sale e continuare a lavorare fino ad incordare l’impasto.
Mettere in luogo caldo a lievitare tutta la notte

Ore 8

Sgonfiare l’impasto, aggiungere il parmigiano grattugiato , poi il formaggio e il prosciutto cotto e mettere in uno stampo con il buco centrale a lievitare fino al raddoppio (3 o 4 ore)

Infornare a 180 gradi per una mezz'ora circa


Questa è la ricetta originale con il lievito di birra
Anche Giovanna l’aveva fatta qui

500 g di farina
4 uova
un dado di lievito (potete diminuire il lievito ed aumentare i tempi di lievitazione)
100 g di burro
50 g di zucchero
250 ml di latte
70 g di parmigiano grattugiato
150 g di prosciutto cotto
100 g formaggio a dadini
sale
Preparare un lievitino con il lievito di birra, una parte del latte e una parte della farina (dovete ottenere una cremina piuttosto fluida). Farlo gonfiare per una mezz'ora.
Impastare la farina con il lievitino, aggiungere lo zucchero, le uova, il latte; infine il burro a temperatura ambiente e poi il sale.
Unire all'impasto il parmigiano. Quando è ben uniforme, aggiungere il prosciutto, il salame e il caciocavallo.
Far lievitare nello stampo, ben imburrato, finché non raggiunge il bordo.
Infornare a 180° per mezz'ora.


La raccolta di ricette è quella proposta da francescav
Interamente dedicata alle preparazioni con il lievito madre


Il regalo di Natale è questa fantastica TERMOMADIA costruita appositamente per me dall’ingegnoso ed eclettico padre di una mia cara amica.
E’ una bellissima scatola di legno, dove poter mettere comodamente a lievitare pani ed affini,nel cui interno è posizionata una lampadina collegata ad un termostato che si accende e si spegne per raggiungere la temperatura desiderata.
La mia brioche ha lievitato lì.