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la maledizione della creme brulèe

lunedì 25 gennaio 2010

Pubblicato da Lydia 38 commenti


Anche i dolci hanno un’anima, si offendono, rimuginano, si vendicano.
Io ne ho le prove.
Circa una settimana fa sono invitata a cena da un amico, come tradizione porto il dolce, sono stragolosa e devo terminare sempre i pasti con qualcosa di dolce, quindi, per stare tranquilla, quel qualcosa di dolce me lo porto da casa.
Il grillo parlante che vive dentro di me mi suggerisce di preparare una classica creme brulèe, è tra i miei dolci preferiti, è semplice, veloce e si fa anche una porca figura quando si tira fuori dalla borsetta il cannello per bruciare lo zucchero.
Ma l’acerrimo nemico del mio grillo parlante: la mosca rompina non ne vuol sapere, ha voglia di sperimentare e di cambiare.
Quindi mi metto a sfogliare un po’ di sana letteratura mangereccia e vengo folgorata da una ricetta del mio adorato Eric Kayser. La tarte con creme brulèe al caffè e ganache al cioccolato.
La mosca rompina ronza insistentemente e mi convince, devo dire molto facilmente: quella tarte deve essere mia.
La mosca rompina è davvero una gran figa, la tarte è strepitosa ed io faccio comunque la mia porca figura alla faccia della creme brulèe e del grillo parlante.
Ma la vendetta è un piatto che si consuma freddo, e la creme brulèe lo sa bene.
Sabato sono a pranzo dallo stesso amico della settimana scorsa, e stavolta il grillo parlante ha la meglio sulla sua rivale: creme brulèe sia.
Tiro fuori dal frigo le mie cocottine, le sistemo in una teglia e le metto sul sedile posteriore della mia poderosa auto.
Tutta allegra e contenta, con la musica a palla canticchiando amenamente mi avvio verso la mia meta, quando SPATAPASH. sono costretta ad una frenata brusca.
Potete immaginare che fine fanno le mie cocottine con la creme bruèe: 3 su 6 si spatasciano sul sedile della mia auto.
Vi risparmio le imprecazioni.
La stessa sera ho a cena le mie care amiche moschettiere: Diletta, Virginia e Linnea, la formula è oramai consolidata: "ognuno porta qualcosa".
Virginia porta il dolce: delle strepitose creme brulèe ai lamponi.
Evviva, finalmente posso mangiarne, visto che a pranzo mi è andata male.
Al momento di servirle Virginia tira fuori il suo cannello ed io il mio che two is megli’ che uan, ma al momento di portare le cocottine in tavola SPATAPAN: 3 su 6 finiscono irrimediabilmente spatasciate sul pavimento.
Anche qui vi risparmio le imprecazioni.
Qual è la morale alla fine di questo lungo e noioso racconto?
Mai far offendere la creme brulèe: è permalosa e vendicativa!!!
Virgi, scusami, è tutta colpa mia e della mia mosca ronzina se ora ti ritrovi un set di coccottine per creme brulèe da 3.

Se siete riusciti a leggere sin qui vi premio con una ricetta liberamente tratta da “Les tartes d’Eric Kayser”


TARTE AU CHOCOLAT ET CREME BRULE’E AU CAFE’
per una teglia rettangolare 11 X 35 cm

Per la sablèe al cioccolato
125 gr di burro
70 gr di zucchero al velo
200 gr farina
25 gr di nocciole in polvere
10 gr di cacao
2 tuorli
Io metto tutti gli ingredienti, compreso il burro freddo di frigo, nel Kenwood, impasto velocemente con la foglia e metto a riposare in frigo. Se ho fretta, stendo la pasta immediatamente nella teglia e poi lascio la teglia in frigo una mezz’ora (o in freezer per qualche minuto) prima di infornare.
Cuocere in bianco a 160° per circa mezz’ora coprendo la pasta con carta forno e fagioli (che eliminerete dopo circa 15 minuti).

Per la creme brulèe al caffè
3 tuorli
1 cucchiaino di estratto di caffè
375 gr di panna liquida
50 gr di zucchero

Fate scaldare la panna con l’estratto di caffè.
Nel frattempo mescolare i tuorli con lo zucchero e versare la panna calda continuando a mescolare.
Versare sul fondo della tarte cotta in bianco e continuare a cuocere per circa 20 minuti/mezz’ora fino a quando non si sarà rassodata (fate attenzione perché la creme brulèe deve essere ancora un po’ tremolante).
Lasciare raffreddare

Per la ganache al cioccolato
170 gr di panna liquida
150 gr di cioccolato fondente al 50%
30 gr di burro

Portare la panna ad ebollizione, fuori dal fuoco aggiungere il cioccolato a pezzi e mescolare, alla fine il burro.
Versare la ganache sulla tarte raffreddata e lasciare riposare qualche ora

il patto scellerato è finalmente scaduto

mercoledì 23 dicembre 2009

Pubblicato da Lydia 24 commenti


Questi sono giorni di grande concitazione per me come immagino per tutti voi. Si corre, ci si arrabatta con gli ultimi regali, ci si dedica agli amici ed ai parenti che non si ha il tempo di vedere durante l'anno, si ha poco tempo per stare davanti al pc, per star dietro al proprio blog, ancor meno per dare uno sguardo ai blogs amici.
Da Napoli dove mi tratterrò per un po’, sono arrivata giusto in tempo per non rimanere bloccata dalla neve milanese, vi saluto e vi lascio questi sablès salati liberamente tratti da “mes petits sucrès et salès” del sempre amato Erik Kayser. Li avevo preparati per il mercatino di Natale di Roberto.
Giovanna, dicembre è arrivato, l'accordo capestro con cui mi avevi costretto a non produrre alcunchè di salato da "mes petits sucrès et salès", da te gentilmente regalatomi, è scaduto. Sono finalmente libera di attingere a piene mani

SABLE’S SALATI AI SEMI

210 gr di farina
½ cucchiaino di sale
100 gr di burro
50 ml di acqua
30 gr di semi di papavero
20 gr di sesamo
20 gr di semi di lino

Utilizzo il sempre valido metodo dello “sbattere tutto insieme nel Kenwood”, che tanto mi soddisfa e che tanto fa inorridire molti. I semi li aggiungo solo alla fine.
Formo dei salami con l’impasto e li metto in frigo per qualche ora o in freezer per un’oretta (in realtà potete prepararli in anticipo e tenerli nel congelatore fino all’occorrenza).
Una volta tirati fuori i salami dal frigo/freezer li affetto ad uno spessore di circa mezzo cm, e li metto nel forno a 180 gradi per una decina di minuti.
Si conservano in scatole di latte per parecchi giorni

Domanda e risposta, ovvero la gobba delle madeleines

lunedì 14 settembre 2009

Pubblicato da Lydia 32 commenti

D. Cosa distingue una madeleine da un volgare plumcake a forma di conchiglia?

R. Facile, la gobbetta.

D. Come si ottiene la tanto agognata gobbetta?

R. Facilissimo, tenendo l'impasto per qualche ora in frigorifero ed utilizzando un forno molto caldo, è lo choc termico che provoca la formazione della gobba in questione



Dopo il superquiz sulle maddalene, ecco la ricetta tratta liberamente dal libro che oramai imperversa nella mia cucina "mes petits biscuits sucrès et salès" di Eric Kayser.
Ho approfittato per l'occasione di un dono di Virginia : un ottimo miele alla salvia arrivato direttamente da Cres (Croazia), ho un pò intensificato il sapore della salvia mettendone qualche foglia nel burro, che poi ho eliminato prima di infornare ed ho dato un tocco finale con una grattatina di limone.
Ne è venuto fuori un aroma molto gradevole.



MADELEINES AU YAOURT ET AU MIEL (alla salvia)

per circa 24 madeleines
125 gr burro
3 uova
125 gr zucchero (la ricetta originale ne prevedeva 100)
145 gr farina
2 cucchiaini di lievito chimico
30 gr di miele alla salvia (Kayser suggerisce un miele al timo)
40 ml di yogurt
1 foglia di salvia
buccia di 1 limone grattugiata



Fate fondere il burro con la salvia.
Montare le uova con lo zucchero, incorporate delicatamente farina, lievito, yogurt e miele.
Alla fine il burro alla salvia.
Tenere l'impasto in frigo per una notte (io poi l'ho messoa nche qualche minuto in freezer).
Riscaldare il forno a 210 gradi (Kayser dice 240, ma io non ne ho avuto il coraggio!!!)
Eliminare la foglia di salvia dall'impasto e riempire gli stampi da madeleines con l'aiuto di un cucchiaino.
Qualche minuto in forno.
Vi accorgerete quando sono cotte: i bordi saranno più scuri e sarà miracolosamente comparsa la famosa gobba.
Se doveste avere dubbi aiutatevi con uno stecchino.

Kayser a questo punto nappava le madeleines con altro miele, io non l'ho fatto

eric kayser, chi è costui?

venerdì 11 settembre 2009

Pubblicato da Lydia 27 commenti


Chi è Eric Kayser?
Semplice, uno degli uomini della mia vita (insieme a Nanni Moretti, Umberto Eco, Sean Connery, George Clooney…).
L’ho conosciuto un po’ per caso attraverso un suo libro sulle tartes acquistato a Parigi svariati anni fa, ne sono rimasta folgorata in una delle sue boulangerie patisserie sempre a Parigi , e me ne sono innamorata perdutamente attraverso il suo ultimo libro "mes petits biscuits sucrès et salès" regalatomi da Giovanna.
Lo so che per molti di voi i biscotti sono sinonimo di Natale, ma io, come ho già avuto modo di dichiarare, biscottifico tutto l’anno.
Provate questi sablè cioccolato e pistacchi se potete, altrimenti metteteli in lista per il Natale: sono una droga!!!



SABLE'S CACAO E PISTACCHIO
50 gr di pistacchi al naturale
240 gr di farina
50 gr di cacao amaro (la ricetta originale ne prevedeva 75)
1 pizzico di sale
165 gr di burro morbido
2 tuorli
100 gr di zucchero cassonade (la ricetta originale ne prevedeva 75)
Tritare i pistacchi grossolanamente.
Lavorare burro, farina, zucchero, cacao e tuorli come una normale frolla (io uso la foglia del kenwood) e lasciare riposare in frigo una mezz'ora.
Dare all'impasto la forma di 2 salami e far riposare qualche ora in frigo (io li tendo in freezer una mezz'ora).
A questo punto se volete potete anche congelarli ed utilizzarli quando più vi aggrada.
Io a Natale faccio sempre così, mi preparo tanti salamoni e li inforno poi con calma.
Con un coltello ben affilato (io uso quello di ceramica) tagliare dei dischetti di circa 1 cm e 1/2 di spessore ed infornare a 180 gradi per circa 15 minuti