Negli ultimi giorni mi sono sentita un verme ed ho dormito pure sonni agitati, abbiamo festeggiato i 150 anni dell'Unità d'Italia ed io un po' per pigrizia, un po' per totale mancanza di entusiasmo ed idee ho lasciato passare sotto silenzio l'avvenimento.
Nulla qui che ricordasse che il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II è stato proclamato re d'Italia, nulla che facesse menzione al nostro Risorgimento, a Garibaldi, a Mazzini, a Massimo d'Azeglio, nessun piatto tricolore, nessuna mozzarella con pomodoro e basilico.
Forse perchè in questo periodo se mi capita di andare all'estero mi capita spesso di vergognarmi, forse perchè non mi riconosco in chi mi governa, ma neanche in chi non mi governa, forse perchè mi sento impotente mentre mi sembra che vada tutto a rotoli.
Poi ho visto un fioccare di post, di foto, ho visto grandi chef tedeschi creare piatti per l'occasione (non posso non fare una menzione d'onore ad Heinz Beck che su facebook ha dimostrato di sentirsi più italiano di tanti italiani), ho visto italiane all'estero raccontare di sè, ho visto che il nostro Presidente Napolitano continua ad andare in giro a festeggiare, ed allora mi sono svegliata dal torpore ed un guizzo d'orgoglio nazionale ha fatto finalmente breccia in me.
Quindi abbiate pazienza se io l'unità d'Italia la festeggio solo oggi, mostrandovi però il bellissimo uovo di Gay Odin, una cioccolateria che chi è napoletano ha nel cuore, una di quelle eccellenze del Sud che non possono non rendere orgogliosi, che diffondere è un dovere, una cioccolateria artigianale che è un po' il simbolo della nostra unità nazionale: un astigiano che a fine Ottocento decide di trasferirsi a Napoli portando con sè la sua passione per il cioccolato.
Quest'anno l'uovo gigante, che oramai da anni Gay Odin crea, raffigura l'incontro a Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele.
Quale migliore omaggio potevo io fare all'Italia unita?
Per la cronaca, il maestro cioccolatiere che vedete all'opera è in piedi su una piccola pedana, l'uovo è alto circa 3 mt.
un tardivo guizzo al cioccolato d'orgoglio nazionale
lunedì 21 marzo 2011
Pubblicato da Lydia 21 commentialle 06:06 21 commenti | Posta un commento
mamme
lunedì 14 febbraio 2011
Pubblicato da Lydia 36 commentiMamme presenti, mamme assenti, mamme lontane e mamme vicine, mamme severe o indulgenti, noi figlie ci sentiamo sempre un po' sotto esame anche se sotto esame non siamo, e l'ansia da prestazione regna sovrana su di noi quando ci accingiamo a fare un loro cavallo di battaglia, persino se il cavallo di battaglia non è della nostra di mamma.
Si, è così, è nell'ordine delle cose: la mamma è sempre la mamma, è la più bella di tutte e tutto quello che fa lo fa benissimo.
Questa è una ricetta della mamma di Silvia, moglie da una vita: il latte brulè, stupendo.
Avevo paura che il latte non avrebbe mai dimezzato il suo volume (ci impiega 1 oretta, forse di più, non ho preso il tempo), che non si sarebbe cotto del tutto (ce ne impiega ben più di 2 di ore), avevo paura che la bella ciambella di latte brulè sarebbe rimasta accozzicata allo stampo senza venir giù (assolutamente NO).
Tutte paure del tutto inutili, il latte brulè è entrato a tutti gli effetti tra i miei dolci preferiti.
Vi riporto la ricetta così come me l'aveva mandata Silvia qualche mese fa, la sua mamma la faceva per Natale o per Pasqua, da regalare agli amici.
A margine qualche annotazione, io ne ho fatta metà dose stavolta ma sarà l'ultima volta.
LATTE BRULE' DELLA MAMMA DI SILVIA
2 litri di latte crudo,
una stecca di vaniglia,
11 tuorli e un uovo intero.
12 cucchiaiate di zucchero + quello per caramellare.
far bollire il latte con la stecca di vaniglia fino a farlo calare della metà.
(mamma usava un bacchetto di legno con le tacche)
poi fare una messainpiega intanto che il latte si fredda.
quindi sbattere i tuorli con lo zucchero e l'uovo intero fino a quando non ti fa male il braccio (parole sue) e unire il latte facendolo passare da un colino. mangia la tela che ti fa bene.
hai caramellato lo stampo? te lo avevo detto di farlo!
mettici lo zucchero, di più. e poi passalo sulla fiamma del fornello, prendi la presina che ti scotti. giralo lo stampo che deve essere tutto coperto. e adesso ci mettiamo il latte con le uova.
sul fornello dentro una pentola piena d'acqua deve bollire pianissimo fino alla prova stecchino e poi alla fine lo metti in forno un pochino. che non bolla l'acqua eh? che se va dentro vengono i buchi.
poi lo metti fuori che è freddo.
quando lo vuoi mangiare lo immergi in una bacinella di acqua bollente e poi lo sversi. in un piatto grande che fa il sughino. e ce lo metti sulla fetta.
Annotazioni varie:
-amo i dolci poco dolci, quindi i miei cucchiai di zucchero sono stati rasi;
-zucchero per caramellare lo stampo più o meno 170 grammi;
-lo stampo a ciambella di quelli tipo budino;
-non montare con le fruste elettriche le uova con lo zucchero, ma mescolare a mano;
-io ho aggiunto al latte, oltre alla vaniglia, anche la buccia di un limone e di un'arancia (eretico ma molto gustoso);
-per dimezzare il volume del latte ci impiegherete un'oretta ma anche più, non abbiate fretta;
-la cottura a bagno maria sul fornello durerà circa 2 ore e 1/2, in forno solo qualche minuto; -preparare il latte brulè qualche giorno prima e sformatelo al momento di servire così si sarà impregnato di caramello ben bene;
-per sformare a me non è servito scaldare lo stampo
alle 06:07 36 commenti | Posta un commento
Finché la barca va...
venerdì 2 aprile 2010
Pubblicato da robertopotito 19 commenti"Finché la barca vaaa...lasciala andareee...finché la barca va, tu non remareee" così canticchiava e tuttora canticchia Adalgisa quando impasta il casatiello in quel di San Potito Ultra, piccolo e ridente paese dell'Irpinia in provincia di Avellino.
Adalgisa é praticamente "l'anginettara" (colei che prepara taralli) del paese: quando ci sono eventi festosi o luttuosi, le famiglie la ingaggiano per una fornitura di anginetti( tipici taralli irpini glassati con zucchero) oppure di casatielli, pizze piene, pizze con l'erba e quant'altro di tipico.
Purtroppo Adalgisa non dà le ricette a nessuno, ma proprio a nessuno, nonostante il sottoscritto abbia provato più volte a corromperla in vari modi, rassicurandola che non le avrei mai e poi mai fatto "concorrenza"...niente, ma proprio niente da fare!!!
Questa che propongo oggi su scatti di gusto é una mia interpretazione che si avvicina abbastanza al delizioso casatiello che sforna Adalgisa.
La ricetta la trovate su scatti di gusto
CASATIELLO
Ingredienti
600 g di farina 00 (300 gr di farina debole+300 gr di farina forte)
4 uova intere + le uova necessarie per decorare
15 gr di lievito di birra fresco
200 gr di salumi misti tagliati grossolanamente
200 gr di formaggio a pasta dura a pezzetti
250 gr di acqua a temperatura ambiente
2 cucchiaini di sale fino
Esecuzione
In una terrina capiente, unire la farina, il lievito disciolto in poca acqua a temperatura ambiente e cominciare ad intridere unendo molto lentamente l’acqua prevista. Quando l’impasto comincerà ad assumere la propria struttura, incorporare le 4 uova in due riprese e per ultimo il sale.
Impastare energicamente fino ad ottenere una massa elastica e soda.
Lasciate riposare l’impasto ottenuto ungendolo delicatamente con un po’ di strutto e dopo circa un’ora, stenderlo grossolanamente in una sfoglia dello spessore di circa 6/7 centimetri ed incorporare i salumi con i formaggi.
Ripiegare l’impasto su se stesso facendolo circolare sul tavolo di lavoro.
Formare un cilindro e metterlo in uno stampo infarinato a forma di ciambellone, lasciando da parte una parte di impasto della dimensione di una noce.
Lavare sotto acqua corrente le uova per la decorazione e collocarle sulla ciambella , esercitando una pressione lieve, coprire le uova con delle strisce sottili di pasta formando una croce.
Spennellare con uovo intero sbattuto il casatiello e porre a lievitare.
Cuocere in forno a 180° per almeno una quarantina di minuti
alle 07:30 19 commenti | Posta un commento
affari di famiglia
mercoledì 31 marzo 2010
Pubblicato da Lydia 28 commentiUna mia carissima zia mi ha regalato il quaderno di ricette della mia bisnonna Maria (che è andato a fare compagnia a quello della bisnonna Ida, di nonna Lydia e di nonna Livia).
Lievi pagine ingiallite, vissute, scritte con una grafia accurata e regolare, con dedizione e garbo.
La cosa che più mi ha colpito è vedere come anche i gusti si tramandino: il quaderno è pieno di ricette di brioche, di dolci di castagne e di biscotti, potrebbe essere il mio, se non fosse per alcuni termini desueti e per il fatto che la mia grafia è pressocchè illeggibile, ereditata dal nonno medico più che dalla bisnonna gentildonna.
Tra le ricette questi taralli di Pasqua, un impasto facilmente lavorabile e maneggiabile, poco dolci e poco grassi, l'ideale per la prima colazione.
Le dosi di nonna Maria sono per 10 uova, io ne ho utilizzate solo 2.
TARALLI DI PASQUA DI NONNA MARIA
2 uova
100 gr di zucchero
50 gr di sugna
Buccia grattugiata di 1 limone
1 goccio di rum
1 puntina di bicarbonato di soda
1 cucchiaino di cremor tartaro
Farina quanta ne prende (320 gr.)
Nel quaderno non si accennava al procedimento, io ho impastato gli ingredienti aggiungendo la farina per ultima.
Ho dato la forma classica dei taralli, formando con la pasta dei rotolini spessi 1 cm e lunghi una quindicina di cm, intrecciandoli a due a due e chiudendoli a ciambella.
Ho infornato a 180 gradi per una mezz’ora
Permettetemi di dedicare questo post a tutte le nipoti di nonna Maria sparse per il globo, vabbè anche ai nipoti, sennò papàtzatziki chi lo sente Etichette: biscotti, cucina napoletana, Dolci, Pasqua, prima colazione
alle 06:12 28 commenti | Posta un commento
tu tien' 'e ppigne 'n capa
venerdì 26 marzo 2010
Pubblicato da robertopotito 24 commenti1 kg farina 0 w 250 (mediamente forte)
250 gr burro morbido
550 gr lievito naturale ben maturo
5 uova intere
350 gr latte intero
420 gr zucchero semolato
Buccia di limone grattugiato
Estratto di vaniglia
Intridere il lievito naturale con la farina e cominciare ad aggiungere gradatamente il latte assieme alle uova, che andranno incorporate in 2 riprese.
Montare il burro a pomata con lo zucchero ed aggiungerlo gradualmente (almeno in 3 riprese) all’impasto.
Solo alla fine aggiungere gli aromi ed un pizzico di sale.
Lavorare energicamente per almeno una ventina di minuti, sbattendo ripetutamente l’impasto.
Fare riposare per una nottata al coperto con pellicola trasparente in una ciotola unta di burro.
Il mattino dopo riprendere l’impasto, ricavare dei filoncini della lunghezza di 15 cm e dello spessore di 2 cm circa. Con il polpastrello incidere il filoncino a metà e formare un torciglione, chiuderlo a ciambella e posizionare un uovo su ciascuna di esse, a questo punto chiudere l’uovo a gabbietta (con 2 striscioline di impasto messe a croce)-
Vaporizzare con acqua e lasciare lievitare fino al raddoppio.
Nel frattempo preparare una ghiaccia reale con 250 gr zucchero al velo, 20 gr succo di limone e 50 gr di albume.
Cuocere le pigne in forno a 180 gradi.
A raffreddamento avvenuto cospargere le pigne di glassa e decorare a piacere con confettini colorati.
Troverete anche le pigne al mercatino di Pasqua di domani mattina (sabato 27 marzo) alla Chiesa Valdese di piazza Cavour a Roma, dalle 11 in poi. Potrete anche fermarvi a pranzo con noi-
La ricetta è anche su scatti di gusto
Etichette: Lievitati, lievito madre, Pasquaalle 06:35 24 commenti | Posta un commento
99 colombe, 99 bloggers che si mobilitano
mercoledì 10 marzo 2010
Pubblicato da Lydia 24 commentiCari amici,
Artemisia Comina ed io stiamo avviando un piccolo progetto per dimostrare con i mezzi a nostra disposizione la nostra solidarietà verso l’Abruzzo in difficoltà.
Il nostro progetto-gioco coinvolge una storica azienda abruzzese, forse meno nota nel resto di Italia: l’azienda dolciaria Sorelle Nurzia, famosa per i suoi torroni a Natale, ma che produce anche biscotti, colombe, uova pasquali.
E' facile comprendere come e perché oggi l'azienda abbia delle difficoltà.
Per esserle in qualche modo d'aiuto avremmo pensato di indire un contest coinvolgendo 99 bloggers (99 è solo un numero simbolo, il numero simbolo dell’Aquila, noi ci auguriamo che i bloggers coinvolti possano essere molti di più) i quali dovrebbero pubblicare, il 6 aprile (giorno del primo anniversario del terremoto d’Abruzzo), una ricetta che utilizzi uno dei prodotti dell'azienda Sorelle Nurzia o che possa accompagnare un suo prodotto.

la colomba di Nina in versione quadrata è il logo della nostra iniziativa
Mi immagino vi chiediate come sia nato tutto questo ambaradan.
Vi copio la mail arrivata ad Artemisia da Mara, della Sorelle Nurzia , troverete la risposta alla vostra domanda
“Cara Rosa Maria, cari amici ,
scrivo da L'Aquila e precisamente da dentro una casina di legno antisismica che è diventata la mia nuova dimora lavorativa dopo il terremoto.
Il mio nome è Mara Marinangeli, mi occupo di Progetti Speciali, di strategie , di nuovi modi di inventare un modo di proporre il marchio Sorelle Nurzia che è l'azienda per la quale lavoro......non saprei dire onestamente che lavoro faccio da dopo il 6 aprile 2009 se non che invento ogni giorno la mia vita e quella di chi accanto a me ha deciso di non fermarsi e di far prevalere l'ottimismo innanzitutto.
Sarebbe illogico e falso se dicessi che va tutto bene ma la giusta ottica è quella che mi spinge a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e l'entusiasmo nel vivere la mia vita e nel cogliere le opportunità che questa tragedia ci ha messo davanti .
Se si vuole vedere il nero qui ce n'è da ogni dove.
Basta attraversare la strada davanti la fabbrica e ti trovi dentro Onna, dentro un paese fantasma dove i pullman di tutto il mondo vengono facendo tappa prima di arrivare a Pompei...più o meno i viaggi della tragedia ormai li dirottano tutti qui.
Vai dentro un paese raso a suolo , ti accori, ti giri intorno e poi guardi le nuove casine della ricostruzione dove le persone sembrano statuine in un presepe finto , dove sembra che la normalità abbia ripreso il suo posto ma dove mancano all'appello due generazioni: quella dei ragazzi e quella dei bambini del paese.
Questo è quello che vedi dentro Onna ma che a specchio trovi in ogni paese che circonda L'Aquila.
La mia città senza più il suo cuore pulsante, i suoi portici pieni di vita, le sue 99 chiese, 99 piazze, 99 fontane....senza la casa dove vivevo con la mia famiglia , le mie due bambine e mio marito. Casina antisismica di legno anche per la mia vita familiare.
Molto poco in piedi di tutto ciò che ci aveva lasciato il passato ma tanta energia giovane è rimasta ad osservare ed a progettare il modo e tempo giusto e propizio per rialzarsi.
Tra queste persone ci sono io con tutti i miei colleghi di Sorelle Nurzia che dall'11 maggio, appena sono tornati a riaccendersi i forni della fabbrica non abbiamo perso tempo siamo tornati a lavorare con una grinta incredibile.
Il terremoto ci ha sorpresi in modo vigliacco, di notte, sorprendendoci nel sonno.
Ci ha tolto tanto in 20 secondi dopo i quali abbiamo dovuto riorganizzare completamente le nostre vite ma abbiamo capito da subito che il lavoro ci avrebbe ridato la dignità e l'energia per non spegnerci dentro tanto dolore da cui eravamo circondati.
La vita nelle tendopoli è stata un'esperienza di grande crescita. La condivisione degli spazi con persone sconosciute, la mensa con altre 250 persone con cui si pregava prima di mangiare, la scuola dei bambini conquistata con grande fatica pur di non permettere che vivessero come senzatetto lasciati senza una guida o un punto di riferimento di un'insegnante.
Fare la fila per poter fare una lavatrice, non avere una parrucchiera per mesi.
A ripensarci mi vengono i brividi ma sento che siamo stati eroici.
Sorelle Nurzia ha fornito dentro le tendopoli le colazioni per tanti sfollati, io andavo a contare i cartoni nelle tende-mensa per fare un minimo di inventario ed aiutare la Protezione Civile, la Croce Rossa o le Misericordie che gestivano i campi a fare i rifornimenti ed agevolarli negli scarichi dei prodotti .
Chiudono le tendopoli e arriva il Natale folgorante del 2009 con la solidarietà di tutto il mondo che ci ha cercati e sostenuti acquistando i nostri torroni e panettoni.
Ma il momento più temuto non si è fatto attendere ed è stato gennaio dove è arrivato lo stop fisiologico nel quale l'azienda ha avuto un calo di commesse.
Non esistendo più il mercato locale del centro storico si sono fermate automaticamente le vendite dei nostri favolosi biscotti che fornivamo nelle enoteche, nei bar, nei negozi specializzati, negli alimentari o nei centri commerciali.
Non ho paura ma mi rendo conto che senza L'Aquila ho bisogno di trovare un indotto commerciale fuori questo territorio dolorante dove la ripresa sarà lenta e faticosa.
Quindi internet che mi permette ogni giorno di conoscere tante persone tra le quali i foodblogger , un gruppo di originali appassionati del mondo del cibo.
Ho 41 anni ed ho sempre lavorato nel marketing, guidata da studi accademici che mi facevano camminare quasi su un territorio tracciato da altri.
Dopo il 6 aprile mi sento un'esploratrice, una pioniera che cerca, curiosa, osserva luoghi e mosse come se fossi la prima a scendere su un'isola deserta.
Ripartire , o meglio risorgere dopo un sisma catastrofico dove non hai più neanche un punto di riferimento in piedi è davvero difficile ma allo stesso modo affascinante.
Quando hai bisogno di ago e filo e sei costretto a chiederlo a qualcuno che te lo deve portare da Roma il giorno seguente capisci che devi ripartire da zero e se sei coraggioso fai finta di niente e riparti altrimenti fai le valige e decidi di tornare dopo un paio di anni quando qualcuno al posto tuo avrà provato a riattaccare i pezzi di un puzzle.
Noi abbiamo deciso di rimanere non senza vivere momenti di grande sconforto ma Sorelle Nurzia è stata la nostra ancora, un transatlantico che è uscito fuori rotta , ha imbarcato un pò d'acqua ma poi grazie a chi stava al timone ha ripreso la via, cercando di non guardarsi mai alle spalle e sostenendo chi aveva momenti di cedimento. Ora siamo migliori di prima, sicuramente persone diverse ed orgogliosi di non aver mai abbandonato la nave. Anzi....
Nuova vita...nuovi modi di lavorare e produrre.
Lavorare sulla destagionalizzazione di Sorelle Nurzia è stato il mio primo pensiero, uscire dal binomio Sorelle Nurzia uguale torroni uguale Natale ma piuttosto Sorelle Nurzia ......tentazioni tutto l'anno.
Ho letto , non so dove, che quando ci sono grandi avvenimenti catastrofici , situazioni negative che cambiano la vita, di contro ci sono nuove risorse che lo spirito di sopravvivenza ti spinge a tirare fuori.
Forse è propri dietro questa filosofia che è uscita la nuova linea di Sorelle Nurzia che propone la Pasqua con colombe, pizze di Pasqua prodotte con patate locali e lievitate 2 giorni, uova di cioccolato realizzate con il nostro cioccolato del torrone e ovetti confettati, praline di ogni tipo, amaretti, cantucci al pistacchio e tanti tanti altri prodotti da forno.
Vi invito quindi a visitare il nostro sito www.sorellenurzia.it, anzi , mi piacerebbe invitarvi in fabbrica qui da noi per conoscerci e visitare un pezzettino dell'Aquila produttivo e pieno di vita!!!
Se poi siete interessati a qualche prodotto o alla nostra linea di biscotteria potete contattarmi , sarò lieta di darvi ogni consiglio o chiarimento.
Vi abbraccio
Mara”
ECCO IL LISTINO PREZZI DEI PRODOTTI DELLE SORELLE NURZIA (Per una buona visione cliccarci su)

Le colombe costano euro 15,00 cadauna.
Tipologia classica alle mandorle, o al cioccolato, da 1 kg.
Le pizze di Pasqua da 1/2 kg, € 5,00 quella da 1 kg, € 9,00 cad.
Le condizioni di vendita sono le seguenti:
Le spese di trasporto sono di 5 euro a spedizione.
Pagamento: anticipato altrimenti contrassegno.
Consegna immediata.
Visione campionatura, sul sito www.sorellenurzia.it
Per ordini o info: mara.sorellenurzia@gmail.com
Grazie per ogni cosa ma soprattutto per l'entusiasmo e la grinta che ci state regalando......
Vi segnalo inoltre che sabato 27 marzo a Roma nella chiesa valdese di piazza Cavour in occasione del consueto mercatino pasquale di beneficenza, il nostro Roberto avrà da dei prodotti delle sorelle Nurzia in vendita
alle 22:30 24 commenti | Posta un commento
Vola bianca colomba vola...
venerdì 3 aprile 2009
Pubblicato da robertopotito 15 commentiLa ricetta che vi propongo è una rielaborazione di varie preparazioni per ottenere in tempi “relativamente brevi” un buon prodotto e conseguire risultati alquanto soddisfacenti.
INGREDIENTI
PER LA BIGA
500 GR ACQUA A TEMPERATURA AMBIENTE
600 GR DI FARINA FORTE
15 GR DI LIEVITO DI BIRRA
PER L’IMPASTO FINALE
LA BIGA
500 GR DI LATTE INTERO A TEMPERATURA AMBIENTE
50 GR DI LIEVITO DI BIRRA
200 GR DI ZUCCHERO
25 GR DI SALE FINO
200 GR DI TUORLI
VANIGLIA
300 GR DI BURRO MORBIDO DI OTTIMA QUALITA’
1,5 KG DI FARINA (750 GR DI FARINA 0 + 750 GR DI FARINA FORTE)
CUBETTI DI ARANCIA CANDITA A PIACERE
PER LA GLASSATURA
125 GR DI ALBUME FRESCO
70 GR DI ZUCCHERO A VELO
140 GR DI MANDORLE
ESECUZIONE
Cominciamo con la preparazione della biga: almeno otto ore prima preparate l’impasto con gli ingredienti previsti. Non lavorate eccessivamente la biga e mettetela in una ciotola leggermente imburrata a riposare coperta da pellicola trasparente.
Modellate le colombe:mettete al centro dello stampo un cilindro di pasta che sarà il corpo e ai due lati altri due pezzi di pasta di egual misura e peso che saranno le ali.
Decorate con mandorle spellate e zucchero in granella e fate lievitare fino a quando non avranno abbondantemente raggiunto il bordo degli stampi ed infornare a calore moderato per almeno 40 minuti.

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Lydia scrive:
Erano un po’ di giorni che notavo questa ricetta giacente lì sola soletta tra le bozze del blog, in attesa di essere pubblicata.
Come potevo io, curiosa come una scimmia, non provarla in anteprima??
Era lì e sembrava che mi dicesse "provami, provami", come una sirena incantatrice.
Ho anche provato a mettere i tappi di cera come Ulisse, ma non c'è stato verso.
Mi aveva colpito perché mi sembrava tutto sommato abbastanza veloce e non eccessivamente complessa.
L'anno scorso avevo fatto un'altra ricetta di Roberto (lui ne cambia una all'anno, neanche Liz Taylor cambia mariti con tanta velocità!!!!), più complessa, ottima e ben riuscita.
Quest'anno, però, volevo qualcosa di più rapido, causa scarsità tempo.
Tornando alla ricetta di cui sopra, invece, l’ho fatta appena ho potuto.
La sera prima di andare a letto ho preparato la biga, la mattina dopo ho preparato con cura l’impasto, aggiungendo le uova lentamente, così come il burro, stando attenta a che fosse sempre ben incordato l’impasto.
Io uso il kenwood, (che Roberto odia, quindi, per favore non diteglielo, grazie) e ci avrò impiegato una mezz'ora, 3/4 d'ora a prepararlo.
A questo punto ho fatto riposare l'impasto un paio di ore, poi ho aggiunto i canditi.
Alle 14.30 la colomba era pronta.
La definirei colomba “for dummies”, cioè anche per chi, come me, non è un mago degli impasti.
Come dice Roberto in questa ricetta c’è un bel quantitativo di lievito di birra, io l’ho praticamente dimezzato e le colombe sono venute comunque bene.
Un’altra piccola variazione l’ho apportata sul quantitativo di zucchero (l’ho raddoppiato, ma io sono dolce e zuccherosa!!!) e poi ho aggiunto anche un paio di bucce di arancia grattugiata, oltre all’estratto di vaniglia.
Io vi consiglio di esagerare con i profumi, se volete mettete nell'impasto anche dei canditi frullati per dare ulteriore sapore.
Ho fatto metà dose e sono venuti 2 stampi da 1 kg ed uno piccolino.
Li ho infornati a 150-160 gradi per circa 30-40 minuti ed ho coperto con un foglio di carta forno a metà cottura per evitare che si colorisse troppo.
Come si può vedere dalla mia orribile foto, ho messo troppo poca glassa, e quel pò che avevo messo è stata assorbita dall'impasto, deve essercene moooolta di più. Ma codarda come sono, avevo paura che poi non lievitasse, paura assolutamente ingiustificata.
Se siete anche voi codardi, potreste mettere la glassa a metà cottura, cioè dopo 15-20 minuti, io l'anno scorso avevo tirato la colomba fuori dal forno, ci avevo messo la glassa ed avevo reinfornato ed era venuta bellissima, ma allora non facevo foto.... però, ripeto, quella era un'altra ricetta e stavolta ho fatto diversamente.
Non chiedetemi per quanto tempo si mantengono, perchè sono finite e quindi non lo so.
Dopo avervi riempito di chiacchiere e complicato le idee, vi saluto
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alle 06:00 15 commenti | Posta un commento

