Quando scendo a Napoli ci sono dei riti a cui non posso rinunciare: la pizza alla Notizia (nessuno usa un pomodoro ed un olio buoni come quelli che usa Enzo Coccia), la monachina a colazione nella Pasticceria Ratto di fronte casa dei miei (era il dolce che mangiavo a colazione da bambina e che trovo solo lì così buono), l'acquisto delle calze al mercatino vicino casa (sapete quanto costa a Milano un paio di collant?), fare scorte compulsive di pasta (non è vero che a Milano si trova tutto).
Ma oramai l'appuntamento a cui tengo più in assoluto è la "pasta session" con Elvira, Ciboulette per il mondo web.
Oramai è usanza ritrovarsi a casa sua, chiacchierare, impastare, "pastare" e mangiare insieme.
Tutto era cominciato con le orecchiette pugliesi, io volevo imparare a farle ed Elvira si era offerta di insegnarmele, poi è stato il turno dei minuicchi, l'ultima fatica sono stati i maccheroni con il ferretto, ed ora, complice un regalo di Silvia, abbiamo abbandonato la semola, ci siamo date alla pasta all'uovo e ci siamo spostate a Nord.Io Silvia, che ammetto la mia grave lacuna, neanche conoscevo, devo ringraziarla di cuore, perchè l'aggeggio per fare i garganelli che ha regalato ad Elvira è una figata pazzesca.
Fare i garganelli rilassa, soddisfa, diverte, è un ottimo antistress, oltre che un passatempo costruttivo.
Fateci giocare i bambini, come ha fatto Enza, o semplicemente giocateci voi...
...come abbiamo fatto noi
Si accettano suggerimenti per la prossima Pasta Session e su dove acquistare il pettine per garganelli a Milano o a Napoli. Sento di non poterne più fare a meno
P.S.
Per spiegazioni serie sulla pasta visionare il post di Elvira, ma la regina incontrastata dei garganelli è Luvi.
Lei il garganello lo arrotola direttamente sul pettine, mica come noi che lo abbiamo arrotolato prima attorno alla bacchettina e poi lo abbiamo passato sul pettine
ENGKISH VERSION
Whenever I drive down to Naples, there are things I cannot get along without such as: having pizza at the ‘Notizia’ (nobody ever uses such a good tomato and tasty extravirgin oil as Enzo Coccia does), ‘monachina ‘ for breakfast at the confectioner’s close o my parents’ house. I remember enjoying this cake when I was a child and it’s the only place where I really like ‘monachina’ the most. I also buy panty hoses at the little local street market ( do you realize how much a pair of panties are in Milan?), piling up pasta as well ( You cannot find everything in Milan!!).
But the date to be saved is ‘ pasta session’ with my friends Elvira and Ciboulette.
It is now a pleasant habit to gather , chat and knead and eat altogether.
We started out with ‘orecchiette pugliesi’, which I wanted to learn how to make and Elvira volunteered to teach to me, then we turned to ‘minuicchi’, and the latest effort was ‘maccheroni con il ferretto’. Now thanks to Silvia, we left durum wheat semolina and went in for egg pasta and moved northwards.
I did not know Silvia yet and it is something I regret . I will be always grateful to her since she gave to Elvira the device to make ‘garganelli’ and it’s too cool, it rocks!!!
Making garganelli si fine, relaxing, just make them with with your children , it’s really a healthy way for killing your time!
Suggestions are welcome regarding where to make the next ‘Pasta session’ and where to buy this beautiful device for making garganelli.I know I cannot do without it any longer!
PS
For fruitful explanations on how to make pasta, have a look at Elvira’s post, but the queen of garganelli is Luvi.
She rolls garganelli straight on the comb: on the other hand we rolled it out first on the stick and then we passed it on the comb!
siete tutti invitati alla IV pasta session (english version included)
venerdì 8 ottobre 2010
Pubblicato da Lydia 32 commentialle 06:03 32 commenti | Posta un commento
in soli 10 kmq (english version included)
mercoledì 15 settembre 2010
Pubblicato da Lydia 28 commenti
E’ incredibile come in poco più di 10 kmq di bellissima roccia nel cuore del Mar Tirreno sia nata una così alta concentrazione di specialità gastronomiche.
Se so fare bene i conti ogni 2 kmq a Capri c’è qualcosa di tipico da mangiare o da bere.
Tutti si nutrono di insalata caprese: pomodoro e fiordilatte, in molti vanno pazzi per la torta caprese nelle versioni bianche e nere, il limoncello, la cui paternità Capri si contende con Sorrento ed Amalfi, è diventata quasi una bevanda nazionale.
Ma quanti di voi conoscono i ravioli capresi?
Il raviolo caprese ha un involucro esterno di “pasta cotta”, che ha quasi una consistenza da gnocco, un ripieno di caciotta secca vaccina e maggiorana, ed un semplicissimo condimento di pomodoro e basilico.
Qui avevo pubblicato versione rivisitata con burrata e asparagi.
RAVIOLI CAPRESI (dosi per 20 ravioli circa)
Per la pasta
250 g di farina 00
250 g di acqua
Sale
1 filo d'olio extra vergine d'oliva
Per il ripieno
100 g di caciotta secca vaccina grattugiata (caciotta dei monti lattari nella versione originale)
1 uovo
Maggiorana
Per il condimento
600 gr pomodorini
olio extra vergine
sale
basilico
parmigiano grattugiato
Preparare la pasta
Portare ad ebollizione l’acqua e salarla, spegnere sotto il fuoco e versare la farina tutta insieme.
Aggiungere il filo d’olio.
Mescolare con l’aiuto di una cucchiarella di legno e poi con le mani (solo quando l’impasto si sarà raffreddato per evitare ustioni alle mani).
Lasciar riposare l’impasto coperto.
Preparare il ripieno
Mescolare la caciotta grattugiata con l'uovo e con la maggiorana
Preparare il condimento
In una padella larga far scaldare dell'olio extra vergine, aggiungere i pomodorini tagliati a pezzetti, fare cuocere qualche minuto, salare e aggiungere abbondante basilico.
Preparare i ravioli
Stendere la pasta di acqua e farina con un mattarello, avendo cura di spolverare il piano di lavoro con della farina.
Con un coppapasta rotondo tagliare dei cerchi, riempirne la metà con un cucchiaino di ripieno, chiuderli sovrapponendo i cerchi non farciti e sigillare bene il raviolo facendo aderire le 2 metà con un po’ di acqua.
Lessarli in abbondante acqua salata fino a quando i ravioli non saliranno a galla.
Condirli con il sugo fresco di pomodoro, una spolverata di parmigiano e abbondante basilico.
ENGLISH VERSION
You cannot immagine how many delicatessen you can enjoy within 10 km rocky area in the Mediaterranean Sea.
For instance, in Capri you may taste something noteworthy every 2 kilometers.
Everybody knows ‘salad caprese’: tomatoes with fresh, milky mozzarella cheese. Caprese cake is also widely appreciated in white chocolate or dark chocolate version. Last but not least limoncello is nearly a kind of ‘national liqueur’: Capri, Sorrento and Amalfi are still quarreling about its origin.
But, do you know ‘ravioli caprese’?
Ravioli caprese has an exterior cooked pasta shell, whose texture is like a gnocchi consistency.
The stuffing consists of cow dry cheese and marjoram and has a simple dressing made of tomato and basil.
RAVIOLI CAPRESE
FOR THE PASTA SHEET
250 gr wheat flour
250 gr water
Salt
Little extra virgin olive oil
STUFFING
100 gr dry cow grated cheese
1 egg
Marjoram
DRESSING
600 gr tomatoes
Extra virgin olive oil
Salt
Basil
Grated Parmesan cheese
Making PASTA SHEETS
Bring water to a boil and add salt. Take it off from the heat and add the flour altogether. Add the oil. Blend with a wooden spoon and when cooled down dough with your hands. Let it rest
Making THE STUFFING
Mix the grated cheese with the egg and the marjoram.
MAKING THE DRESSING
In a large pan, heat the oil, add the coarsely diced tomatoes. Let them cook some minutes, salt and sprinkle with abundant basil leaves.
MAKING THE RAVIOLI
Roll out the pasta dough with a rolling pin, sprinkle the board with flour.Cut out some circles through a pastry cutter, fill them and close them with other pasta circles (as if they were a kind of lid) and seal them properly using some water as ‘glue’.
Boil the ravioli in salted water; they will be ready when they bob up.
Season them with fresh tomato sauce and a little grated Parmesan cheese along with abundant basil leaves.
alle 06:04 28 commenti | Posta un commento
la CIBOULY' corporation presenta (english version included)
lunedì 26 luglio 2010
Pubblicato da Lydia 41 commentiDopo il grande successo di “Orecchiette ma senza dito” e “Minuicchi solo per San Giovanni”, ecco a voi la terza puntata della saga “Pastaie ad ogni costo”, l’avventura delle nostre eroine pugliocampane che in un torrido pomeriggio di fine luglio decidono di sfidare l’afa spossante e munite di ferro apposito e di ombrello smontato, si dedicano con cura e accanimento alla produzione dei fusilli con il ferretto.
L’avventura potrebbe risultare davvero molto difficile da portare a termine.
Nessuna zia o nessuna mamma da cui imparare stavolta, solo i ricordi di una treenne con un po’ di sangue cilentano e l’osservazione distratta di una suocera sicignanese.
Senza scoraggiarsi e senza perdersi d’animo le nostre eroine portano a termine felicemente la loro terza missione.
Stupidaggini a parte Ciboulette ed io ci siamo riviste per una nuova pasta session dedicata alla produzione del fusillo cilentano.
Io ricordo da bambina di averlo visto fare tante volte nel paese d’origine di mio nonno in Cilento/Vallo di Diano, Cibou ha una suocera che ogni domenica li prepara.
Ci abbiamo provato e come al solito ci siamo divertite.
500 g di semola di grano duro
2 uova piccole
1 pizzico di sale
Acqua q.b. (circa 200 ml)
Stendere la pasta ad uno spessore di 3 mm, tagliare con il coltello dei rettangolini circa 3,5 x 1 cm e con l’apposito ferretto (io ho staccato un pezzo di un ombrello rotto) cominciare ad arrotolare dal lato lungo inferiore del rettangolo, poi arrotolare il ferro sulla pasta lentamente facendo una lieve pressione e allungare il fusillo.
Una volta formato si sfila lentamente.
ENGLISH VERSION
Ladies and gentlemen by popular demand, and for the joy of everyone : CIBOULY' CORPORATION is pleased to introduce to you all ‘FUSILLI CON IL FERRETTO’ (kind of fresh home made pasta shaped with an umbrella needle).
We were successful with ‘fingerless Orecchiette and Minuichi for Saint John only’ and now…here’s the third episode of ‘The pasta makers’ saga’.
It’s about the picaresque deeds of our heroines from Puglia and Campania.
They decided to cope up with a sultry weather afternoon during the end of July. They took out a needle from an umbrella and turned to work hard on fusilli.
Such an enterprise would be tough to accomplish.
This time we have no next of kins to learn from or to be trained by. There are only memories from a girl in her 30s with a little of Cilento roots and the absent minded observation by a sicignanense mother in law.
No need to lose heart , our heroines successfully push through their third ‘mission’.
Apart from kidding, Ciboulette and myself we met for a ‘new pasta session’dedicated to the ‘ Fusillo cilentano ‘ production.
When I was a child, I would quite often watch the preparation of fusilli in my grandfather’s home village ( Cilento/Vallo di Diano) and Ciboulette ‘s mother in law makes ‘fusilli con il ferretto’ on Sundays.
We had a go and we enjoyed (as usual!!)
PASTA
500 G. durum wheat semolina
2 small eggs
1 pinch of salt
Water
Knead the semolina with the eggs, a pinch of salt and pour into so much water in order to have an elastic, but firm dough.
Roll out the dough into 3 mm thickness sheet and cut out some 3,5x1 cm rectangles .
Start to roll ( with the umbrella needle) the d longer downward side of the rectangle. Roll the needle on the pasta sheet very slowly by slightly pressing and lengthen the fusillo.
Once shaped, take out the fusillo by slowly twirling around the needle.
alle 06:02 41 commenti | Posta un commento
richiesta di cittadinanza onoraria
mercoledì 23 giugno 2010
Pubblicato da Lydia 27 commentiio non so bene come ci si rivolga ad un Presidente di Regione, non so se gli si dia del Presidente, del Dottor, dell’ Eccellenza o dell’ Eminenza, non so se gli si dia del Lei, del Voi o del Loro, quindi mi perdoni se il mio modo di rivolgermi a lei sarà poco consono al suo ruolo.
Io le scrivo per farle una richiesta ufficiale.
Vede, gent.le dr.Vendola, io mi rivolgo a lei per ottenere la cittadinanza onoraria della Puglia.
Cucino quasi esclusivamente con olio pugliese, con le orecchiette me la cavo abbastanza bene, ma continuo ad esercitarmi, amo la burrata e ancor più la stracciatella, per la tiella mi sto attrezzando.
Oggi è la vigilia di San Giovanni, e come da tradizione insegnatami dalla mia amica Ciboulette, barese d.o.c. e amica di orecchiette, ho fatto i minuicchi.
Con il coltello, con la semola divella, sul tavoliere, secondo tutti i crismi, giudichi lei.
Attendo fiduciosa un suo riscontro
L.C.
Il "minuicchio" e' una specie di cavatello, e' fatto solo con farina di semola di grano duro e acqua, e si ottiene da salsicciotti sottili di pasta tagliati a pezzetti con il coltello e tirati con la lama di un coltello (liscia) in modo che siano cavi, ma allo stesso tempo un'estremita' si arrotoli sull'altra, "chiudendo" il cavatello. Ciboulette
Certo, qualcuno non mi è venuto granchè, ma prometto di continuare ad esercitarmi.
Vi rimando ai post di Ciboulette sulla tradizione dei minuicchi
Etichette: amici, pasta, pasta a mano
alle 06:08 27 commenti | Posta un commento
post autocelebrativo
lunedì 10 maggio 2010
Pubblicato da Lydia 47 commenti Stavolta, vi prego di consentirmelo, devo proprio dirmi “brava”.
Non lo faccio mai, non sono mai veramente soddisfatta di quello che faccio, ho sempre in mente come poter migliorare.
Stavolta, non so bene cosa sia accaduto, non cambierei neanche una virgola a questi ravioli.
Si tratta di un’evoluzione del raviolo caprese.
Il raviolo caprese altro non è che uno gnocco di farina ripieno di caciotta e maggiorana e condito con pomodoro e basilico. Una delle poche paste ripiene, se non l’unica, della cucina campana.
Degli gnocchi di farina vi avevo già parlato, si ottengono versando la farina in pari peso di acqua bollente, sono pratici e veloci.
P.S.
Mercoledì un nuovo pane di Roberto, non perdetelo
RAVIOLI CAPRESI DI ASPARAGI E PATATE
Per 4 persone
Per i ravioli
300 gr di acqua
300 gr di farina 00
1 cucchiaio di olio
1 patata lessa
5 o 6 asparagi lessati
1 cucchiaio di parmigiano
Sale
1 cucchiaio di tuorlo d’uovo
Per il condimento
3 cucchiai di stracciatella
5 o 6 asparagi lessati
Portate ad ebollizione l’acqua e salatela, spegnete sotto il fuoco e versate la farina.
Mescolate con l’aiuto di una cucchiarella di legno e poi con le mani (solo quando l’impasto si sarà raffreddato per evitare ustioni alle mani).
Lasciate riposare l’impasto coperto per una mezz’ora.
Nel frattempo preparate il ripieno: passate la patata allo schiacciapatate, aggiungete il parmigiano, il tuorlo e gli asparagi a pezzetti, regolate di sale e mescolate.
Stendete la pasta di acqua e farina con un mattarello, avendo cura di spolverare il piano di lavoro con della farina.
Con un coppapasta rotondo tagliare dei cerchi, riempitene la metà con un cucchiaino di ripieno, chiudeteli sovrapponendo i cerchi non farciti e sigillate bene il raviolo facendo aderire le 2 metà con un po’ di albume d’uovo.
Scaldate la stracciatella e aggiungete gli asparagi a pezzetti, date qualche giro di minipimer.
Lessate in abbondante acqua salata in ravioli, per cuocere ci impiegheranno pochi minuti, conditeli con la crema di stracciatella e asparagi e servite
alle 05:54 47 commenti | Posta un commento
di quando un'orecchietta incontra una napoletana con velleità baresi
venerdì 19 marzo 2010
Pubblicato da Lydia 27 commentiA Napoli non c’è la tradizione di prepararla, nessuna zia Pasquina si è seduta accanto a me e mi ha insegnato a muovere abilmente le dita con un coltello a lama liscia sopra un tavoliere.
Nessuna anziana parente mi ha tramandato l’arte della sfoglia.
Il massimo che mi era concesso da bambina era spezzare gli ziti quando nonna Lydia cucinava, uno dei ricordi che serbo con maggior affetto.
Questo è il motivo per cui la magica arte della pasta fresca, che sia all’uovo o di semola, ha su di me un fascino incommensurabile.
Sono attratta dalla pasta fresca come un’ape sul miele, con l’unica differenza che l’ape di miele riesce a mangiarne in abbondanza, io di pasta fatta da me, molto poca...
La settimana scorsa, durante la mia periodica tournèe in giro per l’Italia, ho tormentato la povera Cibou perché mi trasferisse un po’ della sua baresità insegnandomi le orecchiette.
A dire il vero già qualcun’altra ci aveva provato ma con scarsi risultati.
Non che alla povera Cibou sia andata meglio.
La mia parte del tavoliere era disseminata di cadaverini di orecchiette, solo qualcuna era riuscita a salvarsi e a rimanere in vita.
Mi scuso con la povera zia Pasquina, la zia di Cibou, che si sarà “arravotata” nella tomba nel vedere il mio scempio,nel vedere come ho barato rigirando l'orecchietta con il dito.
Oggi nessuna ricetta, per quelle vi rimando a Ciboulette, solo un reportage su delle povere malcapitate orecchiette che hanno avuto la disgrazia di incontrare una napoletana con velleità baresi
...quelle che si ricavano "semplicemente" trascinando un pezzettino di pasta con il coltello sul tavoliere, senza rigirarla poi con il dito.
Naturalmente le abili mani che vedete in foto non sono le mie, sono quelle di Ciboulette.
Le mie meno abili mani, ma meglio fotografate, potete vederle qui
Ed eccole tutte insieme, orecchiette eretiche e orecchiette ortodosse, nella mischia si confondono
alle 05:44 27 commenti | Posta un commento
