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Manzoni e peperoni

martedì 8 novembre 2011

Pubblicato da Lydia 35 commenti

Si sa, i gusti cambiano, cambiano le esigenze e cambiano le priorità, ce lo hanno insegnato a scuola: la vita è un continuo divenire.
Se il cambiamento è evoluzione, se si cambia per migliorare non si può che gioire, ma se ci si accorge che il cambiamento è involuzione, è imbarbarimento, è irrozzimento, che fare? come correre ai ripari?
Ero e sono una manzoniana convinta: i Promessi Sposi per me sono un capolavoro assoluto, li ho letti più e più volte e l'addio ai monti mi commuove ogni volta; mi hanno appassionato le vicende della famiglia Manzoni attraverso lo splendido romanzo della Ginzburg; "Sparsa le trecce morbide Sull'affannoso petto, Lenta le palme, e rorida Di morte il bianco aspetto, Giace la pia, col tremolo Sguardo cercando il ciel.": sognavo che alla maturità mi chiedessero il secondo coro dell'Adelchi solo per il piacere di poter declamare la morte della sventurata Ermengarda (si, lo so, non sono normale).
Eppure se oggi a bruciapelo mi dicessero "Carmagnola" la mia mente non correrebbe più al Signor Conte, al capitano di ventura Francesco Bussone, no, la mia mente andrebbe automaticamente ad un peperone. Vi rendete conto? Un peperone ha spodestato Alessandro Manzoni! Io lo so, lo sento: il Manzoni è lì che si rigira nella tomba e non sa farsene una ragione.
Che qualcuno mi dica come uscire da questo lento declino intellettuale che potrebbe portare a conseguenze irreversibili e disastrose.
Ma cosa avranno mai questi peperoni che il Manzoni non ha?
Intanto sono ancora di stagione, gli ultimi,certo, ma pur sempre di stagione: si raccolgono da fine luglio a fine ottobre



PEPERONI E PATATE
per 4 persone
2 peperoni di Carmagnola, in mancanza scegliete la varietà che più vi aggrada, ma non sarà la stessa cosa
2 patate di media grandezza
olio extra vergine d'oliva
2 acciughe salate (io ho usato quelle di menaica)
sale
In un tegame versare un filo d'olio ed aggiungere le patate sbucciate e tagliate a pezzi:fate rosolare per bene.
In un secondo tegame versare un filo d'olio e le acciughe dissalate e tritate, aggiungere i peperoni a pezzi e portare a cottura.
Unite le patate e i peperoni e fate insaporire

del tempo, degli inglesi e di un ragù ai funghi secchi

lunedì 10 ottobre 2011

Pubblicato da Lydia 22 commenti

Sono cresciuta nella convinzione che fossero gli Inglesi a parlare sempre del tempo e delle condizioni metereologiche.
Bah, sarà, ma ho come la sensazione che noi Italiani ci siamo inglesizzati: fa troppo caldo, fa ancora caldo, piove, non piove, ma quando arriva il freddo, accidenti è arrivato il freddo.
Se parlate al telefono con chiunque viva in un punto dello stivale che non sia il vostro, il primo argomento di conversazione trattato state pur certi che riguarderà le condizioni meteo.
Se salite su un autobus, se andate in metro, se siete in fila alla cassa del supermercato o siete alla posta per pagare una bolletta, potete scommettere che qualcuno vi parlerà e si lamenterà del tempo.
Fate pure l'esperimento, voi dovete solo star lì fermi ed attendere, vedrete che prima o poi accadrà, l'inglesizzato di turno si farà vivo e brontolerà alzando gli occhi al cielo.
A questo punto consentite anche a me di farlo: questo autunno è piovuto poco, molto poco, quasi niente, quindi pochi funghi per ora, pochissimi, e cari, non si può far altro che metter mano alle scorte di funghi secchi, almeno per ora.
Speriamo piova, anzi no che sono metereopatica.


RAGU' VEGETALE DI FUNGHI

per 500 g di pasta
2 cipolle
1 scalogno
1 gambo di sedano
3 carote
1 manciata di porcini secchi
1 manciata di finferle secche
1/2 bicchiere di vino bianco
olio
sale

per mantecare la pasta
una spolverata di parmigiano grattugiato
1 noce di burro

Mettere i funghi in ammollo in acqua calda.
In un tegame dal fondo spesso con un filo d'olio aggiungere gli odori tritati grossolanamente e mettere sul fornello a fuoco medio, fate cuocere per una mezz'ora, tre quarti d'ora circa, gli odori dovrebbero rilasciare il loro liquido quindi non dovebbero attaccarsi al fondo del tegame, in caso contrario aggiungete un po' d'acqua.
A questo punto sminuzzate i funghi, filtratene l'acqua ed aggiungete entrambi al tegame con gli odori, lasciate cuocere ancora un'oretta e mezza a fuoco basso e con coperchio, fate sempre attenzione che il ragù non attacchi ed aggiungete un po' di acqua se necessario.
Quando gli ortaggi saranno scuriti e disfatti e la salsa sarà diventata densa e lucida, versare il vino e lasciare evaporare. Salare.

Cuocere la pasta molto al dente e prima di scolare conservare un po' di acqua di cottura.
Mantecarela pasta a fuoco vivace con il ragù, un mestolo di acqua di cottura, una spolverata di parmigiano ed una noce di burro


Vi segnalo su Gastronomia Mediterranea:
una breve rassegna sulle bottarghe d'Italia di me medesima
come raccapezzarsi tra doc, igp & company di Fabrizio
"la leggenda del buon cibo italiano", un libro che dovremmo tutti leggere di Giovanna
una ricetta con le ultime zucchine della stagione di Edda

onorare i debiti o quasi

martedì 4 ottobre 2011

Pubblicato da Lydia 22 commenti

Io ho un grande debito nei confronti di molti avventori di questo blog, una buona percentuale di malcapitati digitando su google, o su qualunque altro motore di ricerca, la parola "tzatziki" si aspetterebbe, a giusta ragione, di trovare la ricetta di quella famosa quanto deliziosa salsa greca a base di cetriolo, yogurt ed aglio che da queste parti si mangia a colazione, ed invece si ritrova qui a leggere di qualunque altra ricetta tranne che dello tzatziki.
Non che oggi sia finalmente riuscita ad onorare il mio debito, ma sento di essere sulla buona strada.
Leggevo la settimana scorsa di una ricetta pubblicata da Maite su Gastonomia Mediterranea: la canaria, una specie di tzatziki meno aglioso a base di carote e più digeribile nonchè ottimo.
In attesa di pubblicare lo tzatziki originale chiedo così venia a chi si imbatte in questo blog per errore.


CANARIA (lo tzatziki di carote)
4 belle carote
2 spicchi d’aglio senza germoglio
 (io ho usato uno scalogno)
375 g (=3 vasetti) di yogurt tipo greco o tipo bulgaro 

zenzero fresco a piacere (facoltativo)

olio extravergine di oliva
sale

Lavare accuratamente le carote, pelarle grossolanamente quindi tagliarle a julienne piuttosto sottile. Scaldare in una padella due cucchiai di olio extravergine di oliva con l’aglio (privato del germoglio), aggiungere le carote e far rosolare velocemente, quindi aggiungere lo zenzero fresco grattugiato (noi ne abbiamo utilizzata una radice di circa un pollice) e mezzo bicchiere di acqua, lasciar cuocere per una decina di minuti. Quando le carote avranno cambiato colore e risulteranno morbide spegnere e lasciare raffreddare; scartare gli agli e versare lo yogurt nella padella stessa, amalgamare bene (sempre a freddo) aggiustare di sale quindi conservare il frigo per un paio d’ore. Al momento di servire aggiungere un filo di olio extravergine d’oliva.

Vi segnalo su Gastronomia Mediterranea:
Il coniglio da fossa dell'isola d'Ischia di Giovanna
Il mercato di Rialto di Maite
A cinema a vedere Mozzarella stories con Diletta
Il nuovo sito di Gente del Fud di Fabrizio
L'aioli di Edda

Ed oggi la leggenda del babà e del Kugelhopf di me medesima

disorientamenti post vacanze

lunedì 5 settembre 2011

Pubblicato da Lydia 26 commenti


Il rientro dalle vacanze mi ha sempre disorientato e non poco.
Sfoglio alcune riviste di un certo livello, dal parrucchiere sia chiaro, e mi danno suggerimenti su come mantenere i benefici acquisiti durante l'estate, ne sfoglio altre, sempre di un certo livello, sempre dal parrucchiere ovcors, che mi consigliano diete ed esercizi per ritornare in forma dopo gli stravizi estivi.
Ma insomma, che si decidano, da queste benedette vacanze estive torniamo in gran forma e possiamo mangiare senza scrupoli oppure tocca metterci a dieta per rientrare negli abiti invernali e non dover rifare tutto il guardaroba?
Che siate a dieta perchè vi sentite un po' appesantiti, che vi sentiate strafighi grazie al benefico influsso estivo, un piatto di pasta con peperoncini verdi e alici non potrà che farvi bene, se lo avessero assaggiato lo consiglierebbero anche quelle riviste di un certo livello di cui sopra.



SPAGHETTI PEPERONCINI VERDI* E ALICI

per 4 persone
350 g di spaghetti
150 g di pomodorini
300 g di peperoncini verdi*
300 g di alici già pulite
olio extra vergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
parmigiano grattugiato una manciata

Mettere in una grossa padella dell'olio e far soffriggere uno spicchio di aglio che poi eliminerete.
Aggiungere i pomodorini tagliati a metà ed i peperoncini* privati del picciuolo e dei semi, se volete potete tagliarli a rondelline, io li lascio interi. Portare a cottura.
Nel frattempo cuocere la pasta molto al dente.
Mettere le alici pulite nel sugo, farle cuocere (ci vuole davvero poco).
Condire la pasta in padella con i peperoncini e le alici e completare con una manciata di parmigiano.

*i peperoncini verdi altrimenti detti peperoncini del fiume sono grandi come un peperoncino piccante, ma sono dolci e di colore verde. In alcune parti d'Italia si chiamano friggitelli

la pasta dell'attesa

lunedì 30 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 43 commenti


Nella famiglia Tzatziki questi sono giorni di trepidante attesa.
Siam tutti qui che aspettiamo, io aspetto di diventare zia, ma c'è chi che aspetta di diventare mamma, qualcuno papà, chi addirittura nonno o nonna.
Per ingannare l'attesa mangiamo.
Per la cronaca, la modella un po' optical sopra e sotto raffigurata non ha mangiato troppo e non ha neanche ingoiato un cocomero, è solo in trepidante attesa.

PASTA CON PATATE CARCIOFI E CALAMARI

per 4 persone
250 g di calle dei Campi, in mancanza mezzi paccheri o calamarata ( le calle come la calamarata, sono un formato di pasta che rende molto)
1 patata di medie dimensioni
3 carciofi piccoli
1 cipollotto
olio
sale
1 calamaro

In un largo tegame con dell'olio fare appassire il cipollotto tagliato sottile (aggiungere eventualmente dell'acqua per evitare che colorisca troppo), aggiungere le patate tagliate a dadini e far cuocere qualche minuto, poi i carciofi ben puliti dalle foglie esterne e dalla barbetta interna e tagliati a listarelle e portare a cottura e salare. Nel caso ce ne fosse bisogno bagnare con un po' d'acqua calda, preferibilmente quella di cottura della pasta.
Nel frattempo mettere a lessare la pasta in abbondante acqua salata, lavare e pulire i calamari e tagliarli a pezzetti.
Aggiungere i calamari alla padella con carciofi e patate, la pasta scolata ben al dente e far saltare in padella con l'aiuto di un po' di acqua di cottura

tempus fugit

lunedì 23 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 32 commenti

Non ho intenzione di cominciare un pippone sull'inesorabilità e sull'ineluttabilità del tempo che passa.
Tanto meno mi lamenterò delle mie rughe, degli anni che non tornano ma volano, dei capelli grigi, dei dolori di schiena, degli acciacchi e dei reumatismi.
Non voglio neanche fare una dissertazione filosofica sul concetto di tempo partendo dai paradossi di Zenone, passando per Newton e Leibniz, fino ad approdare alla teoria della relatività di Einstein. Non ne sarei in grado, vanto il primato di essere stata rimandata in filosofia ogni anno del liceo.
Voglio solo dire che ho approfittato di piselli, carciofi e fave fresche, che tra un po' non avremo più, per fare questa pasta.



PASTA MISTA CON PISELLI, FAVE E CARCIOFI

per 4 persone
200 g di piselli freschi già sgusciati
100 g di fave fresche già sbucciate e private del picciolo (le più tenere che trovate)
2 carciofi di medie dimensioni o 1 grande
3 cipollotti freschi
50 g di pancetta o di gambetto di prosciutto crudo
olio extra vergine d'oliva
sale
parmigiano reggiano
300 g di pasta mista

In 3 tegami separati fate appassire i 3 cipollotti (1 per tegame) affettati sottili.
Nel frattempo pulire i carciofi delle foglie esterne e della barbetta interna e tagliarli e pezzetti.
Quando i cipollotti saranno ben appassiti, in uno dei tegami aggiungete la pancetta a pezzetti piccoli e fatela colorare, a questo punto versare nel tegame con la pancetta i piselli, in un altro le fave e nell'ultimo i carciofi.
Cuocere al dente aggiungendo un po' di acqua calda o di brodo vegetale leggero, vedrete che ciascun ortaggio/legume necessiterà di un diverso tempo di cottura.
A questo punto prendete un tegame abbastanza capiente da contenere tutti gli ingredienti, versare piselli, carciofi e fave e i loro liquidi di cottura, salare e portare ad ebollizione, calare la pasta e portare a cottura aggiungendo, quando è necessario, dell'acqua calda salata, mescolando di tanto in tanto, come fareste per un risotto.
Aggiungere una bella grattugiata di parmigiano, lasciare riposare qualche minuto e servire.
La pasta deve avere una consistenza "cremosa" non brodosa

picnic a milano

giovedì 19 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 49 commenti


Ci sono mille e più ragioni per cui una persona può desiderare di trasferirsi a Milano:

  1. amore spasmodico per l'happy hour sui Navigli;
  2. esser colti da sindrome di Stendhal dinnanzi al "Compianto sul Cristo morto" del Mantegna e non poter più starne lontano;
  3. aspirazione a cavalcare le passerelle nella capitale dell'alta moda;
  4. avere in progetto il remake di "Miracolo a Milano";
  5. voler promuovere la propria ultima creazione in fatto di design al Salone del Mobile;
  6. essere stati selezionati per entrare alla Scuola di Teatro di Strehler;
  7. non volersi perdere neanche una performance di Roberto Bolle alla Scala;
  8. esser stato nominato amministratore delegato della Pirelli;
  9. lavorare ad un progetto di studio sui danni provocati dagli escrementi dei piccioni alla Bela Madunina in cima al Duomo;
  10. avere un contratto da 12 milioni di euro l'anno con una delle 2 squadre di calcio della città;
......

e poi c'è anche chi lo fa perchè ha necessità di fare picnic al Sempione per sfoggiare i suoi portatorte.
Si, ammetto di adorare i picnic, e qui in Primavera se ne fanno tanti.
E quindi accanto all'immancabile frittata di maccheroni qualche cake salato.



CAKE DI MELANZANE “à la grecque” di Patrizia

1 melanzana
1 vasetto di yogurt da 125 g
1 cucchiaio di foglie di menta tagliuzzate (basilico per me che non amo la menta)
180 g di farina
3 uova
80g di parmigiano reggiano
1 spicchio d’aglio
2 cucchiaiate d’olio e.v. + 1 cucchiaio
1/2 bustina di lievito per torte salate
sale

Tagliate la melanzana a fette, poi a dadi. In una larga padella fate scaldare bene una cucchiaiata d’olio e.v. e dorate lo spicchio d’aglio. Unite i dadi di melanzana e rosolateli: dapprima tenderanno ad assorbire l’olio, poi lo rilasceranno e rosoleranno uniformemente. Lasciate dorare, poi spegnete e fate raffreddare.
In una ciotola, sgusciate le uova, unite il parmigiano, il sale, la menta, lo yogurt tiepido in cui avrete sciolto il lievito, l’olio rimasto (2 cucchiaiate). Unite la farina e mescolate bene.
Versare in uno stampo da plumcake antiaderente (o rifasciato con carta forno) ed infornare a 180° per circa 45 minuti.



CAKE ZUCCHINE E CAPRINO con pinoli e timo

2 zucchine di media grandezza
1 scalogno
80 g di olio extra vergine + 1 cucchiaio
3 uova
150 g di farina
2 cucchiaini di lievito chimico per torte salate
1/2 bicchiere di latte
80 g di parmigiano grattugiato
200 g di caprino semistagionato
1 rametto di timo
1 manciata di pinoli

Affettare lo scalogno e farlo appassire in una padella con 1 cucchiaio di olio, aggiungere le zucchine tagliate a rondelle sottili e farle cuocere una decina di minuti.
Mescolare le uova con il latte e l'olio, aggiungere la farina con il lievito, poi il parmigiano, le zucchine, le foglioline di timo,il caprino a pezzetti e i pinoli.
Mescolare bene e versare in uno stampo da plumcake ben imburrato.
Cuocere a 180° per 45 minuti circa

lo zucchino impupazzato (english version included)

giovedì 5 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 31 commenti

So che con quanto sto per dirvi mi inimicherò mezza blogsfera, che un fantomatico comitato in difesa dello zucchino insorgerà ed esprimerà il suo forte dissenso, ma io non posso proprio più tacere e tenermi questo rospo dentro.
A me lo zucchino non piace proprio, mi fa tanto ospedale. O me lo date bello impupazzato, condito ed aggravato oppure mi sento malata.
Mi dicono di gente che impazzisce per lo zucchino lessato con un filo d'olio, per farmi mangiare una cosa del genere dovreste otturarmi il naso e buttarmelo giù a forza con un imbuto. Chiedo venia, ma è più forte di me, per me lo zucchino è quasi sempre sinonimo di frittura.
E' per questo motivo che quando mi capita di vedere in giro uno zucchino impupazzato, ma non fritto, gioisco.
Qualche giorno fa ero in visita da Gio ed ho visto questo zucchini cake, mi è piaciuto subito, ma non avevo in casa alcuni degli ingredienti, e non me ne voglia Gio se ho in parte modificato il procedimento.



ZUCCHINI CAKE
per 6/8 persone

400 g di zucchini
400 g di ricotta
4 uova
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 scalogni
qualche fogliolina di timo
basilico
Olio evo
Sale

Pulite gli scalogni e tagliateli sottili, fateli imbiondire in una padella larga con un filo d'olio (aggiungete un goccio d'acqua per evitare che scuriscano troppo). Lavate le zucchine, tagliatele a rondelle sottili, aggiungetele agli scalogni, salatele e fatele cuocere per una decina di minuti.
lasciate raffreddare il tutto.

Nel frattempo battete le uova con un pizzico di sale, unite la ricotta, il parmigiano grattugiato, il basilico, il timo ed infine le zucchine. Mescolate con cura.

Ungete bene con olio, o burro se preferite, una pirofila da forno (o uno stampo a cerniera da 22 cm), versatevi il composto.
Infornatele a 180° C (forno già a temperatura) per circa 60 minuti.
Lasciate intiepidire e servite

ENGLISH VERSION

I know I will fall out with most of the bloggers, but I really cannot stand zucchini. I am sure that a committee in favour of zucchini will come up and violently clash.
To me zucchini is a hospital food unless it is well made up, dressed otherwise I feel sick.
I had been told of people who literally are crazy for boiled zucchini with a little oil. If I had to eat such a thing, I would have to clog up my nose and gulp down.
I apologise but zucchini- to me- is nearly always fried.
That’s why whenever I come across with a richly fried zucchini I really enjoy it.
Some days ago I was ar Gio’s and saw this zucchini cake and I immediately liked it. Unfortunately I did not have all the ingredients and I partly modified her original recipe


ZUCCHINI CAKE

SERVING 6/8

400 g zucchini
400 gr ricotta cheese
4 eggs
3 spoons grated parmesan
2 shallots
Some leaves of thyme
Basil
Extravirgin olive oil
Salt

Clean the shallots and cut them thin. Let them turn golden in a large pan with a little oil (just add also a little water so that they do not darken too much).Wash the zucchini, cut them thin, add the shallots, sprinkle some salt and let them cook for ten minutes. Let them cool.

In the meantime, beat the eggs with a pinch of salt, add the ricotta, the parmesan, the basil, thyme and finally the zucchini. Mix thoroughly.

Grease either with butter or with oil a baking tray and pour the batter. Bake at 180° (preheated oven) for about 60 minutes.
Let it cool down and serve

il buco nero dei contorni (english version included)

giovedì 21 aprile 2011

Pubblicato da Lydia 34 commenti

I contorni per me sono una specie di buco nero.
Quando devo prepararne uno vengo automaticamente ed immediatamente aspirata dal vortice del nulla.
Immetto tutti i dati nella mia labile memoria, attendo con pazienza e poi NIET, NULLA, ZERO, la pagina richesta non è stata trovata.
Quando poi riesco addiritttura a mettermi in modalità pensante, ad impegnarmi, a spremere le meningi, il massimo che riesco a partorire sono delle originalissimi patate al forno o con un ulteriore sforzo disumano nientepopodimenochè una ratatouille di verdure.
Tutto ciò per chiedervi venia nel caso in cui trovaste questo modo di cucinare i carciofi estremamente banale e scontato.
A me sono piaciuti talmente tanto che sono diventati il mio contorno d'ordinanza primaverile.
I malcapitati che dovessero trovarsi a cena da me in questo periodo sono avvisati, non potranno sfuggire all'inesorabile carciofo al gratin (che poi è lo stesso modo in cui prepariamo i peperoni a Napoli).

Approfittto di questi carciofi per augurare a tutti voi una felice Pasqua.



CARCIOFI AL GRATIN

per 4 persone
10 carciofi circa
olio
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
1 manciata di capperi sotto sale
una decina di olive di Gaeta (se non le avete delle olive nere)
2 alici sott'olio
pan grattato

Pulite per bene i carciofi e tagliateli a fettine.
In un tegame con 1 filo d'olio ed 1 spicchio d'aglio (che poi eliminerete) fate stufare i carciofi (aggiungete del liquido e lasciateli appassire).
Prendete una teglia che vada in forno, oleatela e mettete un primo strato di carciofi conditeli con metà dei capperi dissalati, metà delle olive snocciolate e spezzettate, un po' di prezzemolo e 1 alice sott'olio fatta a pezzetti.
Mettete un ulteriore strato di carciofi i restanti capperi, olive, l'alice e un po' di prezzemolo e terminate con i carciofi.
Completate con una bella spolverata di pangrattato ed infornate fino a quando non si formi una bella crosticina.
Se avete un tegame basso e largo potete anche evitare di fare gli strati, mescolate carciofi, alici, capperi e olive, fate una bella spolverata di pangrattato e infornate


ENGLISH VERSION


Side dishes have always been a kind of black hole or a nightmare to me.
When it comes to dishing up one , I am immediately drawn in a whirl of nothing.
I put in all my data in my frail memory, and patiently wait and then NIET,NOTHING;ZERO ‘ the requested page was not found’.
When I succeed in putting on a thinking mood and concentrate, I squeeze my brains the best I can create could be either baked potatoes or vegetables ratatouille.
The whole foreground is just to apologise in case you found this recipe much too plain.
I liked them so much that they became my ‘duty’ Spring time side dish.
Should some unfortunates be my guests, they could never avoid my artichoke gratin pie (which is exactly the same way we prepare peppers in Naples).


GRATIN ARTICHOKE PIE

4 SERVINGS

10 artichokes
Oil
1 clove of garlic
Parsley
Handful of salted capers
About 10 Gaeta Olives (unless you have the black ones)
2 anchovies in oil
Grated bread

Clean the artichokes and slice them.
Pour a little oil in a saucepan and a clove of garlic (you will put aside after).
Let the artichokes stew (you could add some water and let them soften).
In a greased baking tray, lay the artichokes along with half of the capers (soaked in water and well rinsed), a little parsley and the anchovy broken into pieces.
Add another lay of artichokes and dress again.
Finish up this dish with a generous sprinkle of grated bread and bake untill golden crispy.

profiler all'azione (english version included)

lunedì 11 aprile 2011

Pubblicato da Lydia 45 commenti


L'unità di analisi comportamentale dell'F.B.I. è atterrata con il suo jet direttamente a Milano da Quantico, Virginia, USA, l'S.I. (essei sta per soggetto ignoto, che poi in questo caso tanto ignoto non è) ha colpito ancora.
Poco più di 1 mese è trascorso dall'ultimo polpettamento.
Gli psicologi criminali si sono prontamente messi all'opera per cercare di tracciare il profilo dell'ormai inarrestabile polpettatrice di Napoli: femmina, di razza suddica, con un'età compresa tra i 30 e i 40 anni, indossa vistose collane ed usa smalto un po' pacchiano, ha un sistema nervoso chiaramente compromesso.
Chiunque fosse a conoscenza di particolari per permettere l'identificazione dell'S.I. è pregato di contattare questo blog.

E con questo giuro che la smetto di seguire serie tivvù americane, nuociono al mio già labile sistema nervoso.


POLPETTE CARCIOFI E RICOTTA
per 2 porzioni piccole

2 carciofi
100 g di ricotta
2 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
1 tuorlo d'uovo
olio e.v.o

Pulire i carciofi, affettarli e stufarli in un tegame con un filo d'olio, un goccio d'acqua ed un po' di sale.
Tritarli, farli raffreddare ed impastarli con la ricotta, il tuorlo, il pangrattato ed il parmigiano.
Formare delle polpette delle dimensioni che preferite, ed infornatele.
Si vede che la polpettatrice è a dieta, se preferite friggetele

ENGLISH VERSION

Profiler on the action

The F.B.I. behavioural analysis department landed with its jet straight in Milan from Quantico Virginia, U.S.A. Its name is Unsub (unknown subject) stroke one more time.
A bit more than a month has gone by since the latest meat balls making.
Our crime psychologists have promptly undertaken in order to trace a profile of the relentless meatball maker from Naples. She wears a showy nail varnish and tawdry necklaces, her age ranks between 30 and 40 and her nervous being , by now, impaired.
Whoever knows particular details to enable the U.S. identification is kindly requested to contact this blog.
Moreover, I swear I will stop watching American serials, they seriously harm my frail nervous system.


ARTICHOKES AND RICOTTA CHEESE MEATBALLS

Two small servings

2 ARTICHOKES
100 g RICOTTA CHEESE
2 SPOONS GRATED BREAD
1 SPOON GRATED PARMESAN
1 EGG YOLK
EXTRAVIRGIN OLIVE OIL

Clean the artichokes, slice then and stew in a pan with a little oil, some water and a pinch of salt.
Mince them, let them cool and knead them with ricotta cheese, the yolk , the grated bread and parmesan.
Make out some meatballs and bake.
Your meatball maker is on a diet: if you want you can fry them!

il baccalà viaggiatore (english version included)

giovedì 7 aprile 2011

Pubblicato da Lydia 25 commenti

C'era una volta un povero merluzzetto, nato e cresciuto al freddo e al gelo dei Mari del Nord, un bel giorno (o brutto, dipende dai punti di vista) questo povero merluzzetto viene pescato, viene ripulito ben bene, salato e poi essiccato e viene spedito a Napoli attraversando mezza Europa per più di 2000 km.
Il povero merluzzetto, oramai divenuto baccalà, è finalmente felice, pensa di potersene stare un po' tranquillo in panciolle a godersi il sole e il caldo e a strafogarsi di pizza e sfogliatelle.
Invece il povero merluzzetto, oramai baccalà felice, si imbatte in una pazza scriteriata con una collana vistosa e uno smalto alle unghie un po' pacchiano che decide di rimetterlo in viaggio e di riportarlo al Nord, un po' più al Nord.
Dopo l'ennesimo lungo viaggio, dopo aver attraversato mare e monti, dall'ombra del Vesuvio il baccalà viaggiatore arriva alla fine sotto la Madunina, e qui arriva anche la sua fine.
Qui la pazza scriteriata con la collana vistosa e lo smalto pacchiano gli rende giustizia, prima con uno sformatino ai carciofi, e poi con una fantastica zuppa di fagioli e baccalà, che forse in foto non rende, ma che è davvero molto molto buona



ZUPPA DI FAGIOLI E BACCALA'

per 2 persone
100 g di baccalà tenuto in ammollo per 2 giorni cambiando l'acqua spesso
200 g di fagioli borlotti secchi
2 carote
1 gambo di sedano
1/2 cipolla
olio extra vergine d'oliva
brodo vegetale

In una pentola con un filo di olio extra vergine d'oliva fate rosolare per qualche minuto la cipolla, le carote ed il sedano tutti a pezzetti piccoli, aggiungete i fagioli, tenuti a bagno per tutta la notte, del brodo vegetale e portate a metà cottura.
Potete usare anche la pentola a pressione, 5 minuti dal fischio.
Aggiungete il baccalà privato delle spine e della pelle e fatto a pezzi.
Terminare la cottura e aggiustare di sale.
Servire con crostini ed un filo d'olio a crudo

ENGLISH VERSION

The nomad cod

Once upon a time, a poor, tiny cod, born and grown up in cold places in the Northern Sea. One day, the poor thing was caught and cleaned, salted and dried to be shipped to Naples crossing half of Europe over 2000 km.
The poor tiny cod, which has now become dried salt codfish is finally happy and thinks of lying in the sun polling about and enjoying the warmth stuffing itself of pizza and sfogliatelle.
On the other hand, our codfish bumps into a kind of daredevil woman wearing tawdry necklaces and with a showy nail varnish. Such a madcap woman decides to put it back on track somewhat northwards again.
Ahead of the long journey, after having travelled by the sea and mountains, in the shadow of the Vesuvio volcan, the travelling codfish gets to the Madonnina and close, very closet o its end.
There, the madcap does justice to it …first with an artichoke pie and then with a wonderful beans and codfish soup which is really very, very good and tasty.


BEANS AND CODFISH SOUP

Two servings
100 gr codfish soaked for two days (often changing the water)
200 gr dried beans
2 carrots
1 celery stalk
½ onion
Extra virgin olive oil
Vegetable stock

Pour a little extra virgin olive oil in a pan and let the onion brown along with the carrots and the celery all diced.
Add the overnight- soaked beans, some vegetable stock and bring to half cooking. You can even use a pressure cooker (5 minutes since the whistle).
Add the boned , chopped codfish .
Finish to cook and salt.
Serve with toasted bread croutons and a little extra virgin olive oil.

pausa di riflessione

giovedì 31 marzo 2011

Pubblicato da Lydia 36 commenti

E con questo mi prendo una pausa di riflessione, come può accadere anche ai grandi amori, per ritrovare entusiasmo, per prendere coscienza dei propri sentimenti, per chiarirsi le idee, per dirimere ogni dubbio, per riflettere, per focalizzare i problemi, affrontarli e risolverli.
In questi ultimi mesi il rapporto tra me e i cavolfiori è stato molto, troppo intenso, a tratti asfissiante: risotto, polpette, budini, frittatine di pasta, ora anche lo strepitoso ritratto alimentare dei Calycanthi (che vi invito ad andare a vedere assolutamente, non perchè sia io ad essere ritratta, ma perchè è bello e divertente) insomma, ne abbiamo passate tante insieme, abbiamo trascorso tanti momenti piacevoli ed altrettanti maleodoranti, ora però è arrivato il momento di prenderci questa sospirata pausa di riflessione.
Per un po' non ci frequenteremo, ho bisogno di capire se mi mancheranno, se il mio è amore vero o solo un'infatuazione passeggera.
Sarà doloroso lo so, ma lo devo a me e a loro.
Nel frattempo frequenterò altri ortaggi, sento odore di Primavera e con lei sento il bisogno di vedere e mangiare anche altro.
Tra qualche mese, vedrete, tutto riprenderà come prima, lo so, me lo auguro, la passione rinascerà e allora riprenderò ad impuzzolentire cucina e blog.
Per questo saluto nessun fuoco d'artificio, una pasta veloce, buona e semplice senza grandi pretese.

VERMICELLI CON CREMA DI CAVOLFIORE, RICOTTA E NOCI

Per 2 persone
200 g di vermicelli
100 g di ricotta
200 g di cavolfiore
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
1 manciata di noci
olio extra vergine d'oliva

Lessare il cavolfiore, io uso la pentola a pressione.
In un tegame con dell'olio mettere le cimette di cavolfiore lessate e con l'aiuto di una cucchiarella di legno sminuzzarle, aggiungere la ricotta ed il parmigiano e mescolare fino ad ottenere una crema, salare e condire la pasta lessata al dente.
Completare con le noci sminuzzate

in valigia

lunedì 28 marzo 2011

Pubblicato da Lydia 54 commenti


Premesso che quando torno da Napoli nelle mie valigie mancano solo i polli vivi di malafemmeniana memoria, stavolta però penso proprio di aver un po' esagerato, anzi ne sono certa, ho decisamente esagerato.
Non bastavano la pasta, sì perchè io all'esselunga i vermicelli non li trovo, i fagioli, quelli di Controne, l'olio, come se al mondo esistesse solo l'ortice, le varie acqua millefiori e d'arancio, anche se io la pastiera non la mangio e non la preparo.
Stavolta nella valigia c'era anche il baccalà, per carità impacchettato per bene in doppia busta, e sono certa mi crederete se vi dico che il mio viaggio in treno non è stato propriamente rilassante, il mio pensiero era fisso su quel che sarebbe potuto accadere se quel pacchetto si fosse aperto, ho tremato per 5 ore all'idea della fine che avrebbe potuto fare la giacca nuova dello stilista giapponese di tendenza pagata un patrimonio, o il cappottino grande affare fatto all'outlet, e le collane, e lo smalto turbofigo...
Oddio, non mi ci fate ripensare che mi si rizzano i pelli delle braccia.
Però la tentazione di andare dal baccalaro di fiducia di mia madre e portarne un po' con me era stata troppo grande, devo ringraziare solo il cielo se nessuno dei terribili incubi fatti in treno si è poi realizzato, altrimenti me la sarei potuta prendere solo con me stessa e con la mia sindrome da emigrante patologica.
Quindi con un ottimo filetto di baccalà arrivato direttamente da Napoli Centrale al binario 8 di Milano Centrale con il frecciarossa 9626, ecco a voi un gustosissimo sformatino di baccalà e carciofi.



SFORMATINI DI BACCALA' E CARCIOFI

per ogni sformatino di alluminio

per il baccalà
100 g di baccalà (messo in ammollo per 3 giorni cambiando l'acqua almeno 2 volte al giorno)
1/2 cipolla piccola
olio extra vergine d'oliva
una quindicina di capperi piccoli sotto sale
300 ml di latte
1 spolverata di parmigiano

Lessare il baccalà in acqua per 5 minuti circa, nel frattempo tagliare a pezzettini piccoli la cipolla e fatela consumare in un tegame con dell'olio, aggiungendo se necessario dell'acqua per evitare che colorisca troppo, aggiungere i capperi dissaltai, e il baccalà lessato a cui avrete eliminato spine e pelle, versarvi il latte sopra e lasciate cuocere fino a che il latte non si sarà ridotto manon del tutto consumato.
Frullare con il parmigiano e tenere da parte.

per i carciofi
1 carciofo
1/2 cipollina
olio extra vergine
qualche cappero piccolo sotto sale
qualche oliva nera denocciolata
sale

In un tegame con dell'olio far consumare la cipolla aggiungendo se necessario dell'acqua, pulire i carciofi, tagliarli a fette sottili, aggiungere capperi dissalati ed olive a pezzetti e farli stufare aggiungendo un po' d'acqua.

Oleare e spolverare con del pangrattato gli stampini di alluminio, riempirli con metà del composto di baccalà, con 1 cucchiano di carciofi, ricoprire con il restante baccalà ed infornare a 180° fino a che non si dorano.
Servire su un letto di carciofi

il santo dura 7 giorni, dalle mie parti

giovedì 24 marzo 2011

Pubblicato da Lydia 28 commenti

Dalle mie parti si dice che il Santo dura 7 giorni, eh già dalle mie parti ce la prendiamo comoda, amiamo i festeggiamenti lunghi e, diciamolo pure, per colpa del traffico ci può capitare di essere in ritardo, quindi ci siamo arrogati il diritto di prolungare celebrazioni e onoranze, e fino a 7 giorni dopo dalle mie parti è consentito fare auguri e fare festa.
Questo detto in realtà nasce per gli onomastici che dalle mie parti sono quasi più sentiti dei compleanni, che come concetto non è poi così sbagliato se ci pensate bene.
Un nome è noto a tutti, so che se ti chiami Gennaro festeggi il 19 settembre, se ti chiami Lidia il tuo onomastico è il 3 di agosto, Santa Maria è celebrata il 12 settembre e Sant'Ambrogio il 7 dicembre.
Una data di nascita invece, per carità quanto esposto vale per l'era pre-facebook, era cosa ben più difficile da ricordare o da conoscere, bisognava andare all'ufficio dell'anagrafe, sbirciare nella carta di identità o conoscere a memoria il codice fiscale di una persona.
Decisamente più complesso.
Tutto questo sterile preambolo per dire che oggi, allo scadere del settimo giorno, sono ancora legittimamente autorizzata a festeggiare il compleanno dell'Italia, certo da napoletana sarei più incline a festeggiarne l'onomastico, ma una Santa Italia non mi risulta essere ancora stata canonizzata, quindi per ora mi accontento e contestualmente faccio richiesta ufficiale a chi di dovere di trovare un'Italia da fare Santa subito, così da poter rendere felici noi meridionali.
Per l'occasione carciofi violetti* da Castellammare di Stabia e provola affumicata da Agerola incontrano un riso carnaroli dalla bassa padana.



RISOTTO CON CARCIOFI E PROVOLA

per 2 persone
200 g di riso carnaroli
1 carciofo bello grande (io ho usato il violetto di Castellammare*)
1 scalogno
20 g di provola affumicata
20 g di parmigiano reggiano
brodo vegetale
olio extra vergine d'oliva

Pulire e affettare lo scalogno e farlo consumare in un tegame con un filo d'olio, se necessario aggiungere un po' di acqua per evitare che colorisca troppo.
Nel frattempo pulire i carciofi, affettarli, farli a pezzi e versarli nel tegame con lo scalogno, farli cuocere per qualche minuto.
A questo punto aggiungere il riso, farlo tostare, poi pian piano versare il brodo bollente e portare a cottura mescolando di tanto in tanto.
Mantecare con la provola affumicata fazza a pezzetti ed il parligiano grattugiato.
Non esagerate con la provola altrimenti il sapore affumicato prevarrà sul carciofo

* il carciofo violetto di Castellammare, che vedete in foto, ha la caratteristica di crescere alle pendici del Vesuvio sotto una coppetta di ceramica (pignatiello) che gli conferisce una particolare tenerezza ed intensità di sapore

la polpettatrice di napoli is back

lunedì 28 febbraio 2011

Pubblicato da Lydia 38 commenti

Abbiate paura, sprangate porte e finestre e mettete in salvo i bambini, la polpettatrice di Napoli ha colpito ancora.
Stavolta sulla sua strada ha trovato delle povere crucifere maleodoranti e tanto per cambiare non è riuscita a reprimere il suo impulso polpettificatore.
Solo momentaneamente saziato il suo incontrollabile istinto si è però dimostrata molto soddisfatta, queste polpette le sono piaciute veramente molto.
Che riesca almeno per un po' a starsene tranquilla?



POLPETTE DI CAVOLFIORE, ACCIUGHE, OLIVE, UVETTA E PINOLI

per 3 o 4 persone
500 g circa di cavolfiore
1/4 di cipolla
olio extra vergine d'oliva
2 acciughe sott'olio
una decina di olive nere (io ho usato quelle di Gaeta)
1 manciata di uvetta
1 manciata di pinoli
3 cucchiai circa di pangrattato
1 tuorlo
pangrattato per la panatura
olio per friggere (io ho usato l'extra vergine d'oliva)

Lessare il cavolfiore lavato e mondato, io l'ho cotto in pentola a pressione con 1 dito d'acqua.
In un tegame con un filo d'olio fate consumare la cipolla affettata sottile (aggiungere un po' d'acqua per evitare che si colorisca troppo), aggiungere le acciughe a pezzetti e aspettate che tutto il liquido aggiunto per le cipolle sia evaporato.
Versare nel tegame il cavolfiore, con l'aiuto di una cucchiarella di legno cercate di sminuzzarlo e fate cuocere fino a che umidità e liquido in eccesso non siano stati eliminati del tutto, aggiungete una bella manciata di uvetta, 1 di pinoli e le olive denocciolate e sminuzzate.
Spegnere e lasciare raffreddare.
Aggiungere il pangrattato, il tuorlo e impastare fino ad ottenere un composto abbastanza sodo.
Dare la forma di un'oliva, passare le polpettine nel pangrattato e friggerle in olio ben caldo.
Servirle tiepide

giustizia per le crucifere maleodoranti

giovedì 24 febbraio 2011

Pubblicato da Lydia 39 commenti

Le verdure invernali sono troppo spesso poco amate.
Se insalate di pomodori, parmigiane di melanzane, zucchine ripiene, peperoni arrostiti, non solo fanno da padrone per tutta la durata dei mesi estivi ma sono agognate ed anelate in ogni stagione, non può dirsi lo stesso delle povere cugine invernali: spinaci, biete, radicchi, per non parlare della reietta famiglia delle maleodoranti crucifere.
Io non ho mai sentito nessuno che in pieno ferragosto avesse voglia di un bel cavolfiore gratinato o che non vedesse l'ora di portare in tavola un bel piatto di broccoli.
Insomma propongo una crociata a favore delle maleodoranti crucifere, quelle che hanno l'unico demerito di impestare le nostre case e le nostre cucine, spesso interi condomini.
Propongo di scendere tutti in piazza uniti e compatti per mostrare la nostra solidarietà alle compagne invernali di tante zuppe calde, per mettere fine a quest'ingiusta persecuzione nei confronti di una categoria da proteggere: le brassicacee oleracee, colpevoli solo di produrre qualche lieve solfuro in cottura.
Cosa volete che siano un paio di finestre aperte a fronte di un budino come questo?
Può essere un contorno, ma anche un antipasto o un secondo piatto, e potete prepararlo in anticipo, metterlo in stampini monoporzione da sformare o in pirofila unica da portare a tavola, e scaldare al momento.
Insomma cosa volete di più?

Lunga vita alle crucifere maleodoranti!!!


BUDINI DI CAVOLFIORE
per 6/8 semisfere in alluminio

500 g di cavolfiore già mondato
40 g di burro
40 g di farina
250 ml di latte
1 pizzico di noce moscata
sale
30 g di parmigiano reggiano grattugiato
20 g di provolone piccante grattugiato
2 tuorli
burro e pangrattato per gli stampini

Lessare le cimette di cavolfiore, io uso la pentola a pressione ed un goccio d'acqua.
Nel frattempo preparare una bechamelle: in un tegame fondere il burro, aggiungere la farina e mescolare con cura, poi il latte a filo, mettere sul fuoco continuando a mescolare e portare ad ebollizione. Salare ed aggiungere una grattatina di noce moscata.
Lasciare intiepidire la salsa ed aggiungere il cavolfiore a pezzetti, il parmigiano, il provolone ed i tuorli, mescolare bene e versare in stampini di alluminio monoporzione (io ho usato le semisfere per le delizie al limone) imburrati e spolverati di pangrattato.
Cuocere in forno a 150° a bagnomaria per circa 1 ora.
Lasciare intiepidire e sformare

solo un piatto di pasta...solo?

giovedì 10 febbraio 2011

Pubblicato da Lydia 33 commenti

Nanni Moretti mi ha insegnato che le parole sono importanti, ed io a volte me ne dimentico.
Qualche giorno fa un amico mi chiede cosa preparo per cena ed io, un po' sovrappensiero, gli dico "nulla, solo un piatto di pasta".
Se quell'amico si fosse chiamato Nanni e di professione avesse fatto il regista mi avrebbe gridato "MA COME PARLI???? LE PAROLE SONO IMPORTANTI!!!" e probabilmente mi avrebbe anche insultato in malo modo.
Solo un piatto di pasta...solo???

PASTA FAGIOLI E SPINACI

per 2 persone
olio extra vergine d'oliva
1 pezzetto di carota
1 pezzetto di sedano
1 pezzetto di cipolla
1 fettina di lardo
200 g di fagioli bianchi secchi, messi in ammollo e lessati al dente, di cui terrete da parte l'acqua di cottura
(io ho usato i fagioli a formella, varietà campana che deve il suo nome alla caratteristica forma schiacciata simile ad un bottone, formella in napoletano)
1 pugno di spinaci lessati, strizzati e sminuzzati
(non esagerate con gli spinaci, il loro sapore non deve prevalere sui fagioli)
200 g di pasta mista

In un tegame con un filo d'olio fate stufare lentamente gli odori e il lardo sminuzzati.
Aggiungete i fagioli e gli spinaci, fate insaporire qualche minuto.
Calate la pasta nei fagioli e spinaci e portate a cottura aggiungendo lentamente l'acqua di cottura dei fagioli bollente e continuando a mescolare, come fareste con un risotto.
A fine cottura la pasta deve risultare bella cremosa.
Lasciatela riposare qualche minuto e servitela con un filo d'olio a crudo

semplici variazioni sul tema, forse un po' banali

lunedì 7 febbraio 2011

Pubblicato da Lydia 37 commenti


Si sa, la torta salata è un velocissimo risolvicena.
Una pasta brisèe o una pasta matta, o quella che vi pare, si fanno in un attimo, dentro ci mettete quello che avete in frigo, una mezz'ora in forno et voilà.
Come ho avuto già modo di dire, io non amo usare la pasta sfoglia per questo tipo di preparazione, si inumidisce troppo per i miei gusti.

Certo che ho proprio un bel coraggio a parlar di volgari torte salate essendo reduce da una 4 giorni nel meglio che la cucina italiana, e non solo, possa offrire...

TORTE SALATE AI PORRI E ZUCCA E AI CARCIOFI E PATATE

PASTA BRISEE' KNAM
per un paio di torte salate scoperte piccole
280 gr farina
120 gr burro
2 tuorli
80 gr acqua
10 gr sale

Impastare gli ingredienti come se preparaste una pasta frolla.
Io metto tutti gli ingredienti nell'impastatrice (compreso burro freddo di frigo) ed uso la foglia.

RIPIENO N.1
3 porri
1 kg di zucca
1 uovo
200 g di creme fraiche (in mancanza sostituite con panna fresca)
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
sale
olio

Affettare i porri eliminando le parti fibrose e farli appassire ben bene in un tegame con un filo d'olio, aggiungere la zucca decorticata e fatta a pezzi, salare e cuocere qualche minuto.
Raffreddare il tutto, aggiungere l'uovo, il sale, la creme fraiche, il parmigiano e mescolare bene.

RIPIENO N.2
4 carciofi
2 patate di media grandezza
200 g di ricotta
2 uova
1 cucchiaio di parmigiano
olio
sale

Pulire bene i carciofi eliminando le foglie esterne e la barbetta interna, tagliarli a fettine sottili e metterli a cuocere in un tegame con un filo d'olio.
Lessare le patate al dente, sbucciarle e farle a pezzetti.
Mescolare patate e carciofi e farli raffreddare, aggiungere la ricotta, le uova, il parmigiano e salare.

Foderare 2 teglie da crostata, versare i ripieni ciascuno in un guscio ed infornare a 180° per mezz'ora circa

nord chiama sud

lunedì 11 ottobre 2010

Pubblicato da Lydia 20 commenti


... oppure Sud chiama Nord, fate voi, tanto è lo stesso.
Mi è sempre piaciuta da morire la pasta coi vruoccoli arriminati, trovo che il cavolfiore con l'uvetta ed i pinoli formino un contrasto armonicamente equilibrato, come uno di quei matrimoni felici in cui la diversità è il punto di forza di una coppia.
Ho pensato che un simbolo della cucina siciliana potesse ben sposarsi con un simbolo della cultura gastronomica del Nord: il riso.
In effetti avevo pensato bene.

RISOTTO COI VRUOCCOLI ARRIMINATI

per 2 persone
200 g. riso carnaroli
olio
1/4 di cipolla
400 g. cavolfiore
2 o 3 acciughe sott'olio
1 manciata di uvetta ammollata in acqua
1 manciata di pinoli tostati
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di mollica grattugiata tostata

Lessare il cavolfiore e tenerlo da parte.
In un tegame fare appassire la cipolla in un filo l'olio, aggiungere le acciughe e farle disfare.
Versare i cavolfiori lessati e spezzettati e farli insaporire bene.
A questo punto aggiungere il riso e farlo tostare, portare a cottura aggiungendo acqua calda man mano che il riso ne assorbirà.
A cottura ultimata "mantecate" con il parmigiano e aggiungere l'uvetta ed i pinoli.
Servire su un piatto piano e spolverare con la mollica.

P.S. avevo a disposizione solo un volgare pangrattato comprato, con una mollica di pane secco grattugiata in casa sarebbe stato molto meglio

pubblicità comparativa

venerdì 1 ottobre 2010

Pubblicato da Lydia 47 commenti


Sono una grande appassionata di torte salate, utilizzando un termine in voga in questo periodo, mi definirei una torta salata addicted.
Le trovo un gustoso e pratico ricettacolo di avanzi.
C'è un però. Non amo quelle con la base di pasta sfoglia.
Non che non ami la pasta sfoglia in assoluto, penso solo non sia adatta per le torte salate, sembra rimanga sempre umidiccia e un po' moscetta.
Anzi, se proprio devo dirla tutta, io non amo la pasta sfoglia comprata, che sia surgelata, del banco frigo, del signore con il nome di un anfibio o del discount tedesco, mi fanno venire tutte il bruciore di stomaco e mi lasciano una sgradevole sensazione sotto il palato.
Non è tanto più pratico, economico e leggero, preparare una veloce pasta matta o anche una brisèe o una frolla salata?
Non me ne voglia il simpatico signore con il nome di un anfibio, e neanche chi ama le torte salate con la pasta sfoglia


TORTA SALATA MAIS, ZUCCA E SALSICCIA

per la pasta matta al mais
125 g. di farina
125 g. di farina di mais fioretto
50 g. di olio extra vergine d'oliva
115 g. di acqua fredda
1 pizzico di sale

Impastare velocemente tutti gli ingredienti e lasciare riposare una mezz'ora in frigo.
(avrei voluto essere più precisa nella spiegazione, ma io davvero faccio così)

per il ripieno
1 kg. di zucca
1 salsiccia
2 uova
50 g. parmigiano grattugiato

Cuocere la zucca in forno (potrete cuocerla anche senza decorticarla, una volta cotta la buccia verrà via in un attimo) e tagliarla a pezzetti.
Sbriciolare una salsiccia e farla rosolare in padella, unitela alla zucca e lasciate intiepidire.
Mescolare le uova e il parmigiano, aggiungere alla zucca e salare.

Stendere la pasta matta in uno stampo da crostata (io ne ho usato uno rettangolare lungo 36 cm), versare il ripieno e cuocere a 180 ° per una mezz'ora circa