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lo zucchino impupazzato (english version included)

giovedì 5 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 31 commenti

So che con quanto sto per dirvi mi inimicherò mezza blogsfera, che un fantomatico comitato in difesa dello zucchino insorgerà ed esprimerà il suo forte dissenso, ma io non posso proprio più tacere e tenermi questo rospo dentro.
A me lo zucchino non piace proprio, mi fa tanto ospedale. O me lo date bello impupazzato, condito ed aggravato oppure mi sento malata.
Mi dicono di gente che impazzisce per lo zucchino lessato con un filo d'olio, per farmi mangiare una cosa del genere dovreste otturarmi il naso e buttarmelo giù a forza con un imbuto. Chiedo venia, ma è più forte di me, per me lo zucchino è quasi sempre sinonimo di frittura.
E' per questo motivo che quando mi capita di vedere in giro uno zucchino impupazzato, ma non fritto, gioisco.
Qualche giorno fa ero in visita da Gio ed ho visto questo zucchini cake, mi è piaciuto subito, ma non avevo in casa alcuni degli ingredienti, e non me ne voglia Gio se ho in parte modificato il procedimento.



ZUCCHINI CAKE
per 6/8 persone

400 g di zucchini
400 g di ricotta
4 uova
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 scalogni
qualche fogliolina di timo
basilico
Olio evo
Sale

Pulite gli scalogni e tagliateli sottili, fateli imbiondire in una padella larga con un filo d'olio (aggiungete un goccio d'acqua per evitare che scuriscano troppo). Lavate le zucchine, tagliatele a rondelle sottili, aggiungetele agli scalogni, salatele e fatele cuocere per una decina di minuti.
lasciate raffreddare il tutto.

Nel frattempo battete le uova con un pizzico di sale, unite la ricotta, il parmigiano grattugiato, il basilico, il timo ed infine le zucchine. Mescolate con cura.

Ungete bene con olio, o burro se preferite, una pirofila da forno (o uno stampo a cerniera da 22 cm), versatevi il composto.
Infornatele a 180° C (forno già a temperatura) per circa 60 minuti.
Lasciate intiepidire e servite

ENGLISH VERSION

I know I will fall out with most of the bloggers, but I really cannot stand zucchini. I am sure that a committee in favour of zucchini will come up and violently clash.
To me zucchini is a hospital food unless it is well made up, dressed otherwise I feel sick.
I had been told of people who literally are crazy for boiled zucchini with a little oil. If I had to eat such a thing, I would have to clog up my nose and gulp down.
I apologise but zucchini- to me- is nearly always fried.
That’s why whenever I come across with a richly fried zucchini I really enjoy it.
Some days ago I was ar Gio’s and saw this zucchini cake and I immediately liked it. Unfortunately I did not have all the ingredients and I partly modified her original recipe


ZUCCHINI CAKE

SERVING 6/8

400 g zucchini
400 gr ricotta cheese
4 eggs
3 spoons grated parmesan
2 shallots
Some leaves of thyme
Basil
Extravirgin olive oil
Salt

Clean the shallots and cut them thin. Let them turn golden in a large pan with a little oil (just add also a little water so that they do not darken too much).Wash the zucchini, cut them thin, add the shallots, sprinkle some salt and let them cook for ten minutes. Let them cool.

In the meantime, beat the eggs with a pinch of salt, add the ricotta, the parmesan, the basil, thyme and finally the zucchini. Mix thoroughly.

Grease either with butter or with oil a baking tray and pour the batter. Bake at 180° (preheated oven) for about 60 minutes.
Let it cool down and serve

meglio tardi che mai

lunedì 17 maggio 2010

Pubblicato da Lydia 29 commenti


So di essere arrivata in ritardo di anni rispetto ad Alex, ad Elvira, Comida e Jean-Michel.
Loro parlavano di Claudia Roden e della sua “La cucina del medio Oriente e del nord Africa” da tempo immemore, io li leggevo ammirata e pensavo che prima o poi anch’io li avrei emulati.
Non chiedetemi perché ci ho impiegato così tanto a far mio questo libro, che non è uno di quei libri di ricette a cui siamo abituati ora pieni di foto belle e accattivanti, in realtà non è solo un libro di ricette, ma è un interessantissimo ritratto di una cucina e del suo popolo, anzi dei suoi popoli, con aneddoti, storie, tradizioni, leggende.
E’ un libro che vi farà piacere leggere anche se non siete amanti della cucina etnica, che vi arricchirà e vi insegnerà molte cose sul Medio Oriente.
Io sono partita da un’eggah.
L’eggah è la frittata araba, è una sorta di tortino a base di uova con verdure, carne o pollo.
Se la tagliate a dadini può essere un antipasto, ma tagliata a spicchi si trasforma in un piatto più sostanzioso.
Si serve calda o fredda e si può cuocere in padella o al forno.


EGGAH CON CARNE (eggah bi lahma)

6 uova
1 grossa cipolla tritata
Olio
500 gr di polpa magra di manzo tritata
1 grossa patata (io ne ho messe 2)
½ cucchiaino di pimento
1 cucchiaino di cumino
3 cucchiai di prezzemolo tritato finemente
Sale
Pepe

Far rosolare la cipolla in 2 cucchiai di olio (io ho aggiunto un po’ d’acqua per non farla scurire troppo). Aggiungere la carne macinata e cuocete, mescolando, fino a quando si sarà ben rosolata. Completate con sale, pepe, spezie e prezzemolo e allontanate dal fuoco.
In una terrina sbattete leggermente le uova con la forchetta, unite carne e cipolla e le patate sbucciate e grattugiate (io le avevo lessate e passate allo schiacciapatate) e mescolate bene.
Fate scaldare 2 cucchiai di olio nella padella, versate il composto preparato, abbassate la fiamma al minimo, coprite e fate cuocere per circa 20 minuti, fino a quando le uova si saranno rapprese ma la parte superiore della frittata sarà ancora liquida.
Ponete un piatto sulla frittata e capovolgetela facendola poi scivolare nuovamente sulla padella, perché si dori anche dall’altro lato.
Altrimenti potete passare il recipiente sotto il grill del forno per completare la cottura