So che con quanto sto per dirvi mi inimicherò mezza blogsfera, che un fantomatico comitato in difesa dello zucchino insorgerà ed esprimerà il suo forte dissenso, ma io non posso proprio più tacere e tenermi questo rospo dentro.
A me lo zucchino non piace proprio, mi fa tanto ospedale. O me lo date bello impupazzato, condito ed aggravato oppure mi sento malata.
Mi dicono di gente che impazzisce per lo zucchino lessato con un filo d'olio, per farmi mangiare una cosa del genere dovreste otturarmi il naso e buttarmelo giù a forza con un imbuto. Chiedo venia, ma è più forte di me, per me lo zucchino è quasi sempre sinonimo di frittura.
E' per questo motivo che quando mi capita di vedere in giro uno zucchino impupazzato, ma non fritto, gioisco.
Qualche giorno fa ero in visita da Gio ed ho visto questo zucchini cake, mi è piaciuto subito, ma non avevo in casa alcuni degli ingredienti, e non me ne voglia Gio se ho in parte modificato il procedimento.
ZUCCHINI CAKE
per 6/8 persone
400 g di zucchini
400 g di ricotta
4 uova
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 scalogni
qualche fogliolina di timo
basilico
Olio evo
Sale
Pulite gli scalogni e tagliateli sottili, fateli imbiondire in una padella larga con un filo d'olio (aggiungete un goccio d'acqua per evitare che scuriscano troppo). Lavate le zucchine, tagliatele a rondelle sottili, aggiungetele agli scalogni, salatele e fatele cuocere per una decina di minuti.
lasciate raffreddare il tutto.
Nel frattempo battete le uova con un pizzico di sale, unite la ricotta, il parmigiano grattugiato, il basilico, il timo ed infine le zucchine. Mescolate con cura.
Ungete bene con olio, o burro se preferite, una pirofila da forno (o uno stampo a cerniera da 22 cm), versatevi il composto.
Infornatele a 180° C (forno già a temperatura) per circa 60 minuti.
Lasciate intiepidire e servite
ENGLISH VERSION
I know I will fall out with most of the bloggers, but I really cannot stand zucchini. I am sure that a committee in favour of zucchini will come up and violently clash.
To me zucchini is a hospital food unless it is well made up, dressed otherwise I feel sick.
I had been told of people who literally are crazy for boiled zucchini with a little oil. If I had to eat such a thing, I would have to clog up my nose and gulp down.
I apologise but zucchini- to me- is nearly always fried.
That’s why whenever I come across with a richly fried zucchini I really enjoy it.
Some days ago I was ar Gio’s and saw this zucchini cake and I immediately liked it. Unfortunately I did not have all the ingredients and I partly modified her original recipe
ZUCCHINI CAKE
SERVING 6/8
400 g zucchini
400 gr ricotta cheese
4 eggs
3 spoons grated parmesan
2 shallots
Some leaves of thyme
Basil
Extravirgin olive oil
Salt
Clean the shallots and cut them thin. Let them turn golden in a large pan with a little oil (just add also a little water so that they do not darken too much).Wash the zucchini, cut them thin, add the shallots, sprinkle some salt and let them cook for ten minutes. Let them cool.
In the meantime, beat the eggs with a pinch of salt, add the ricotta, the parmesan, the basil, thyme and finally the zucchini. Mix thoroughly.
Grease either with butter or with oil a baking tray and pour the batter. Bake at 180° (preheated oven) for about 60 minutes.
Let it cool down and serve
lo zucchino impupazzato (english version included)
giovedì 5 maggio 2011
Pubblicato da Lydia 31 commentialle 06:06 31 commenti | Posta un commento
profiler all'azione (english version included)
lunedì 11 aprile 2011
Pubblicato da Lydia 45 commenti
L'unità di analisi comportamentale dell'F.B.I. è atterrata con il suo jet direttamente a Milano da Quantico, Virginia, USA, l'S.I. (essei sta per soggetto ignoto, che poi in questo caso tanto ignoto non è) ha colpito ancora.
Poco più di 1 mese è trascorso dall'ultimo polpettamento.
Gli psicologi criminali si sono prontamente messi all'opera per cercare di tracciare il profilo dell'ormai inarrestabile polpettatrice di Napoli: femmina, di razza suddica, con un'età compresa tra i 30 e i 40 anni, indossa vistose collane ed usa smalto un po' pacchiano, ha un sistema nervoso chiaramente compromesso.
Chiunque fosse a conoscenza di particolari per permettere l'identificazione dell'S.I. è pregato di contattare questo blog.
E con questo giuro che la smetto di seguire serie tivvù americane, nuociono al mio già labile sistema nervoso.
POLPETTE CARCIOFI E RICOTTA
per 2 porzioni piccole
2 carciofi
100 g di ricotta
2 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
1 tuorlo d'uovo
olio e.v.o
Pulire i carciofi, affettarli e stufarli in un tegame con un filo d'olio, un goccio d'acqua ed un po' di sale.
Tritarli, farli raffreddare ed impastarli con la ricotta, il tuorlo, il pangrattato ed il parmigiano.
Formare delle polpette delle dimensioni che preferite, ed infornatele.
Si vede che la polpettatrice è a dieta, se preferite friggetele
ENGLISH VERSION
Profiler on the action
The F.B.I. behavioural analysis department landed with its jet straight in Milan from Quantico Virginia, U.S.A. Its name is Unsub (unknown subject) stroke one more time.
A bit more than a month has gone by since the latest meat balls making.
Our crime psychologists have promptly undertaken in order to trace a profile of the relentless meatball maker from Naples. She wears a showy nail varnish and tawdry necklaces, her age ranks between 30 and 40 and her nervous being , by now, impaired.
Whoever knows particular details to enable the U.S. identification is kindly requested to contact this blog.
Moreover, I swear I will stop watching American serials, they seriously harm my frail nervous system.
ARTICHOKES AND RICOTTA CHEESE MEATBALLS
Two small servings
2 ARTICHOKES
100 g RICOTTA CHEESE
2 SPOONS GRATED BREAD
1 SPOON GRATED PARMESAN
1 EGG YOLK
EXTRAVIRGIN OLIVE OIL
Clean the artichokes, slice then and stew in a pan with a little oil, some water and a pinch of salt.
Mince them, let them cool and knead them with ricotta cheese, the yolk , the grated bread and parmesan.
Make out some meatballs and bake.
Your meatball maker is on a diet: if you want you can fry them!
alle 06:06 45 commenti | Posta un commento
pausa di riflessione
giovedì 31 marzo 2011
Pubblicato da Lydia 36 commentiIn questi ultimi mesi il rapporto tra me e i cavolfiori è stato molto, troppo intenso, a tratti asfissiante: risotto, polpette, budini, frittatine di pasta, ora anche lo strepitoso ritratto alimentare dei Calycanthi (che vi invito ad andare a vedere assolutamente, non perchè sia io ad essere ritratta, ma perchè è bello e divertente) insomma, ne abbiamo passate tante insieme, abbiamo trascorso tanti momenti piacevoli ed altrettanti maleodoranti, ora però è arrivato il momento di prenderci questa sospirata pausa di riflessione.
Per un po' non ci frequenteremo, ho bisogno di capire se mi mancheranno, se il mio è amore vero o solo un'infatuazione passeggera.
Sarà doloroso lo so, ma lo devo a me e a loro.
Nel frattempo frequenterò altri ortaggi, sento odore di Primavera e con lei sento il bisogno di vedere e mangiare anche altro.
Tra qualche mese, vedrete, tutto riprenderà come prima, lo so, me lo auguro, la passione rinascerà e allora riprenderò ad impuzzolentire cucina e blog.
Per questo saluto nessun fuoco d'artificio, una pasta veloce, buona e semplice senza grandi pretese.
VERMICELLI CON CREMA DI CAVOLFIORE, RICOTTA E NOCI
Per 2 persone
200 g di vermicelli
100 g di ricotta
200 g di cavolfiore
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
1 manciata di noci
olio extra vergine d'oliva
Lessare il cavolfiore, io uso la pentola a pressione.
In un tegame con dell'olio mettere le cimette di cavolfiore lessate e con l'aiuto di una cucchiarella di legno sminuzzarle, aggiungere la ricotta ed il parmigiano e mescolare fino ad ottenere una crema, salare e condire la pasta lessata al dente.
Completare con le noci sminuzzate
alle 06:06 36 commenti | Posta un commento
avanzi di carnevale
lunedì 14 marzo 2011
Pubblicato da Lydia 43 commenti
A Napoli a Carnevale si mangia la lasagna, quella di semola di grano duro, con il ragù (quello napoletano), le polpettine, la ricotta.
Quando vi avanza il ragù e vi avanza anche la ricotta la cosa migliore che voi possiate fare è condirci la pasta.
Nel caso malaugurato in cui non doveste avere avanzi di alcun genere vi consiglio di mettervi all'opera e preparare un ragù ad hoc, perchè i mezzi paccheri con ragù e ricotta (se di bufala è meglio) sono una droga.
Reb, tu ne sai qualcosa, vero?
La ricetta del ragù è passata più e più volte su questo blog, per comodità ve la riporto
RAGU’ NAPOLETANO
150 gr di pancetta
1 cipolla
un paio di cucchiai di olio
1 kg di concentrato di pomodoro
2 bicchieri di vino rosso
2 salsicce (io preferisco le cervellatine)
500 gr tracchie
sale a fine cottura
involtini di fettine di manzo farciti con uvetta, pinoli e scaglie di parmigiano e legati con lo spago (in napoletano le chiamiamo braciole e c'è anche chi le fa con la cotica del maiale, un po' hard per me)
Sminuzzate la pancetta e gli odori e metterli in una pentola capiente con dell’olio insieme alla carne, girate di tanto in tanto e fate cuocere a fuoco bassissimo e con il coperchio finchè gli odori non si saranno consumati ben bene (1 oretta e ½ circa).
Aggiungete il vino poco alla volta e lasciatelo evaporare.
Continuate la cottura lentissima ancora per una mezz’ora.
Aggiungete un paio di cucchiai di concentrato sciolto in una tazza di acqua calda,continuando a mescolare e fate cuocere lentamente fino a che il pomodoro non sia diventato scurissimo. Ripetete ancora l’operazione fino a che non avrete esaurito tutto il concentrato (impiegherete 2 o 3 ore!!!).
Fate cuocere a fuoco lentissimo (ricordate che il ragù deve pippiare) per lo meno per 5 o 6 ore verificando sempre che ci sia acqua a sufficienza.La salsa deve essere scurissima,lucida e densa.
Solo alla fine aggiungere il sale
La carne si mangia come secondo piatto
Traduzione per i non napoletani, le tracchie sono le costine di maiale, le cervellatine sono salsicce strette e lunghe simili alla luganega e pippiare significa sobollire molto lentamente
alle 06:09 43 commenti | Posta un commento
ricchi premi e cotillons (english version included)
giovedì 10 marzo 2011
Pubblicato da Lydia 34 commentiSignori e signore, ladies and gentlemen, mesdames et messieurs, mettetevi pure comodi e prendetevi un po' di tempo perchè oggi Tzatziki a colazione ha l'onore ed il piacere di presentarvi il nuovo concorso a premi in collaborazione con la Settimana Enigmistica: "Aguzza la vista e scova l'intruso".
Vi mostreremo 2 fotografie della medesima preparazione e voi dovrete scovarne le differenze, ma soprattutto dovrete individuare l'intruso.
Vista la difficoltà e la complessità di ciò che vi chiediamo, avrete un mese di tempo a partire da oggi per inviarci la soluzione, il vincitore avrà diritto ad una pacca sulla spalla e a fusa a profusione!!!
Per chi fosse interessato anche alla ricetta, questo è il migliaccio salato, parente stretto di quello dolce di cui vi ho già parlato lunedì, che, se è possibile, mi è piaciuto ancor di più del cugino dolce.
MIGLIACCIO SALATO
125 g di semola di grano duro
1/2 lt di latte fresco intero
170 g di ricotta
4 uova
7 cucchiai di parmigiano grattugiato
3 cucchiai di provolone semipiccante grattugiato
cicoli a piacere (se piacciono)
1 noce di burro
1 pizzico di sale
In un tegame mettere il latte con il sale e il burro, versare a pioggia la semola mescolando e portare ad ebollizione continuando a mescolare.
Lasciare intiepidire ed aggiungere le uova, la ricotta, i formaggi e i cicoli.
Mescolare accuratamente,versare in 1 teglia da 24 cm di diametro imburrata ed infarinata e cuocere a forno moderato (160° circa) fino a che non si colora la superficie
P.S.
Non me ne voglia la signora "Settimana enigmistica" se ho utilizzato il suo nome in uno dei miei soliti post deliranti.
ENGLISH VERSION
Ladies and gentlemen, mesdames et messieurs, take your seats, feel at ease and take your time. Today Tzatziki a colazione has the honour to introduce you to the new contest in cooperation with ‘La Settimana Enigmistica’ (Italian kind of puzzle solving magazine): "Keep your eyes skinned and find out the gatecrasher" .
We are going to show to you two pictures of the same preparation and you will have to search out the differences, what’s more you are requie to single out the gatecrasher!
Considering the difficulty and complexity of what we are asking you, you will have one month’s timestarting from today to solve this hassle. The winner will be entitled to enjoy a slap on his or her back and a lot, lot of smooth talking!!!
For those who were even interested in the recipe, this is the savoury ‘migliaccio’, intimate kin of the sweet one I already dealt with last Monday.
SAVOURY MIGLIACCIO
125 gr semolina
½ liter of fresh milk
170 gr ricotta cheese
4 eggs
7 spoons grated parmesan
3 spoons semi-sharp grated provolone
Pork rinds (if you like)
A knob of butter
1 pinch of salt
In a saucepan, pour the milk with the salt and butter, scatter the semolina ,mix and bring to the boil and keep on mixing.
Once cooked, let cool and add the eggs, the ricotta, the cheese and the pork rinds.
Thoroughly mix, pour into a greased 24 diameter baking tray and bake (160° Centigrades) until the surface is coloured.
alle 06:06 34 commenti | Posta un commento
come si cambia
lunedì 7 marzo 2011
Pubblicato da Lydia 39 commenti
I gusti cambiano, per fortuna.
Quando ero piccola e mia nonna in periodo di Carnevale preparava il migliaccio io storcevo il naso.
Niente cioccolato ammaliatore, nessuna crema ruffiana, neanche tanto bello a vedersi, insomma ammetto che io il migliaccio non lo avevo neanche assaggiato, eppure per ottuso principio non mi piaceva.
Quest’anno alla tenera età di 39 primavere mi sono decisa.
Fatto con quella stessa ricetta che da piccola avevo snobbato, ho capito che i bambini possono essere davvero stupidi, soprattutto se perseverano nella stupidaggine anche da grandi.
Il migliaccio, preparato in origine con farina di miglio, ha in sé un vago ricordo di pastiera e di sfogliatella, ma ha il pregio di essere veloce e semplice da preparare, ed è veramente buono.
MIGLIACCIO DOLCE
Per 2 teglie da 24 cm di diametro
250 g di semola di grano duro
1 lt di latte fresco intero
350 g di ricotta
6 uova
300 g di zucchero
2 arance
1 limone
1 noce di burro
1 pizzico di sale
(se vi piace 1 pizzico di cannella e un po' di vaniglia)
In un tegame mettere il latte con il sale e il burro, versare a pioggia la semola mescolando e portare ad ebollizione continuando a mescolare.
Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la buccia degli agrumi grattugiata e il succo di 1 arancia, poi la ricotta setacciata e il semolino (la semola cotta nel latte) fatto raffreddare.
Mescolare accuratamente ed aggiungere alla fine gli albumi montati a neve.
Versare in 2 teglie da 24 cm di diametro imburrate ed infarinate e cuocere a forno moderato (160° circa) fino a che non si colora la superficie
P.S. coming soon la versione salata
alle 06:06 39 commenti | Posta un commento
semplici variazioni sul tema, forse un po' banali
lunedì 7 febbraio 2011
Pubblicato da Lydia 37 commenti
Si sa, la torta salata è un velocissimo risolvicena.
Una pasta brisèe o una pasta matta, o quella che vi pare, si fanno in un attimo, dentro ci mettete quello che avete in frigo, una mezz'ora in forno et voilà.
Come ho avuto già modo di dire, io non amo usare la pasta sfoglia per questo tipo di preparazione, si inumidisce troppo per i miei gusti.
Certo che ho proprio un bel coraggio a parlar di volgari torte salate essendo reduce da una 4 giorni nel meglio che la cucina italiana, e non solo, possa offrire...
TORTE SALATE AI PORRI E ZUCCA E AI CARCIOFI E PATATE
PASTA BRISEE' KNAM
per un paio di torte salate scoperte piccole
280 gr farina
120 gr burro
2 tuorli
80 gr acqua
10 gr sale
Impastare gli ingredienti come se preparaste una pasta frolla.
Io metto tutti gli ingredienti nell'impastatrice (compreso burro freddo di frigo) ed uso la foglia.
RIPIENO N.1
3 porri
1 kg di zucca
1 uovo
200 g di creme fraiche (in mancanza sostituite con panna fresca)
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
sale
olio
Affettare i porri eliminando le parti fibrose e farli appassire ben bene in un tegame con un filo d'olio, aggiungere la zucca decorticata e fatta a pezzi, salare e cuocere qualche minuto.
Raffreddare il tutto, aggiungere l'uovo, il sale, la creme fraiche, il parmigiano e mescolare bene.
RIPIENO N.2
4 carciofi
2 patate di media grandezza
200 g di ricotta
2 uova
1 cucchiaio di parmigiano
olio
sale
Pulire bene i carciofi eliminando le foglie esterne e la barbetta interna, tagliarli a fettine sottili e metterli a cuocere in un tegame con un filo d'olio.
Lessare le patate al dente, sbucciarle e farle a pezzetti.
Mescolare patate e carciofi e farli raffreddare, aggiungere la ricotta, le uova, il parmigiano e salare.
Foderare 2 teglie da crostata, versare i ripieni ciascuno in un guscio ed infornare a 180° per mezz'ora circa
alle 06:05 37 commenti | Posta un commento
un duro allenamento
venerdì 21 gennaio 2011
Pubblicato da Lydia 39 commenti
E' già qualche mese che mi alleno indefessamente.
Nessuna maratona, nessuno sport estremo, semplicemente diventerò zia.
Nel giro di pochi mesi mio fratello e due care amiche mi renderanno 3 volte zia, ed io mi sto impegnando a diventare la migliore zia che queste dolci creaturine possano desiderare.
Ho già tirato fuori le favole al telefono di Gianni Rodari, sto immaginando le torte da preparare per compleanni, battesimi, onomastici e comunioni, i giochi da fare insieme, i posti dove andare (avrei già pensato ad Eurodisney per il quinto compleanno, gli Uffizi per il sesto e Pierre Hermè per il settimo).
Vorrei essere la zia figa con cui divertirsi, a cui portare a conoscere i nuovi amichetti, da cui andare a pranzo o a chiacchierare della vita, quella a cui telefonare per raccontare dei bei voti a scuola o anche di quelli brutti (pochi però), quella con cui andare in giro per il mondo.
Se qualcuno di voi avesse qualche consiglio o fosse a conoscenza di una formula infallibile per diventare la zia preferita, è pregato di farsi avanti e parlare.
In questi giorni mi sto dedicando ai menu della zia.
Siccome, si sa, i bambini non amano gli spinaci, ho pensato bene di nasconderli nelle polpette, pensate che potrebbero gradirle o invece utilizzarle per il tiro al bersaglio utilizzando la zia superfiga come bersaglio all'urlo di "viva le patatine fritte"?
A me, che sono un'amante di brodini e zuppette, devo ammettere, sono piaciute.
POLPETTINE DI CARNE, SPINACI E RICOTTA IN BRODO
per 2 persone
100 g di macinato di primissima qualità
1 bella manciata di spinaci lessati e ben strizzati
1 cucchiaio di ricotta bella asciutta
1 turlo d'uovo
1 cucchiaio abbondante di parmigiano grattugiato
1 manciata di provolone dolce grattugiato
1 pizzico di sale
pan grattato quanto ne serve per ottenere una giusta consistenza dell'impasto
brodo vegetale o di carne
Impastare la carne, gli spinaci sminuzzati, la ricotta, il parmigiano, il provolone, il tuorlo e il sale, se l'impasto è troppo molle aggiungere del pan grattato fino ad ottenere un composto sostenuto, che non si disfi.
Portare ad ebollizione il brodo, io ho usato un brodo vegetale ma va benissimo anche di carne, formare delle polpettine grandi come una noce ed immergerle delicatamente nel brodo.
Vedrete che cuoceranno in pochi minuti.
Servitele con una bella spolverata di parmigiano.
Se preferite potete friggerle, cuocerle in umido nel sugo di pomodoro o come più vi piace.
Io con un avanzo di impasto ho fatto dei polpettoncini ripieni di prosciutto crudo e provola cotti in forno
alle 06:04 39 commenti | Posta un commento
provincialismi
mercoledì 19 gennaio 2011
Pubblicato da Lydia 39 commenti
In fondo, ad essere sincera neanche tanto in fondo, io sono proprio una sempliciotta, sono provinciale, piccola e pure limitata.
Si, mi piace viaggiare, girare, conoscere, fare esperienze, e mi piace molto anche gustare la cucina dei luoghi in cui vado, insomma non sono di quegli italiani che cercano la pizza nel Tamil Nadu o che vanno al Mc Donald a Mosca.
Però, c'è un però, ad un certo punto io vado in astinenza da pasta.
Dopo qualche giorno mi si appallano gli occhi, partono i tremori, i sudori freddi e le allucinazioni, comincio a sognare e a vedere pasta in ogni dove, quindi la prima cosa che faccio quando torno a casa felice del mio viaggio, delle tajine, delle paelle, delle samosas, dei couscous assaporati, è farmi un gran bel piatto di pasta, 2 etti almeno.
Poi sono pronta per ripartire.
PESTO DI SPINACI, NOCI E RICOTTA
per 2 persone
1 bella manciata abbondante di foglie tenere di spinaci freschi
4 noci sgusciate
1 cucchiaio di ricotta fresca
1 manciata di parmigiano
1 pizzico di sale
olio
Se siete dei puristi usate il mortaio e mettetevi all'opera.
Io che non lo sono metto tutto violentemente nel frullatore e aggiungo olio fino a che non ottengo la giusta consistenza, poi assaggio e vedo se manca qualcosa.
Quando lessate la pasta ricordatevi di mettere da parte un po' di acqua della cottura da utilizzare eventualmente occorresse per stemperare un po' il pesto.
La presenza della ricotta in questo pesto vuole essere un richiamo alla prescinseua che alcuni mettono nel pesto alla genovese
alle 06:05 39 commenti | Posta un commento
la legge di lavoisier (english version included)
mercoledì 20 ottobre 2010
Pubblicato da Lydia 37 commenti
Adoro il brodo, che sia vegetale, di carne, di pollo o di qualunque bestia vogliate.
Certo, a pensarci bene, non ho mai mangiato quello di tartaruga, e pensandoci meglio ancora neanche vorrei assaggiarlo, povere tartarughe...
Beh, pensandoci ancora un altro po' non mangerei neanche un brodo di cavallette o di scarafaggi!!!!
Il brodino, che per molti è sinonimo di cibo triste, ospedaliero o del tenersi leggeri, per me è rassicurante, è il mio comfort food, si dice così ora?
Divagazioni a parte, ne faccio delle gran cofane e lo surgelo, così è pronto in caso di voglia irrefrenabile di tortellino, di semolino, di stracciatella o di quello che volete in brodo.
Quando, dopo aver fatto la mia periodica cofana di brodo di carne, la carne rimane secca e sfruttata la impupazzo per bene e la riciclo in questi veloci sformatini, per carità nulla di che, nessuna ricetta pretenziosa, solo un suggerimento per evitare di farla volare nella spazzatura.
Anche in cucina vale la legge di conservazione della massa per cui nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma e si può riciclare.
P.S. assolutamente fuori tema ed anche un po' futile, avete notato che oggi è 20.10.2010? Alle 20.10 saranno le 20.10 del 20.10.2010
SFORMATINI DI LESSO
Trito bene carne e verdure che ho usato per il brodo, le mescolo a ricotta, parmigiano ed uova.
Vado un po' ad occhio, più o meno per 300 g. di trito, 150 g.di ricotta ed 1 uovo.
Metto quest'impasto in stampini monoporzione di alluminio imburrati e spolverati di pangrattato e pigio bene.
Se ho a disposizione qualche avanzo di provola, fiordilatte o prosciutto cotto ne metto qualche pezzetto nel centro.
Inforno fino a doratura
P.S.
Per questo post dovrei dare i diritti d'autore a mio padre
ENGLISH VERSION
I am really keen on stock whatever it may be (either made of vegetables or meat (poultry etc).
Well, I do not like all kinds of stocks e.g. I would never have turtle or beetle stock!!!
For most people, stock is just a miserabile food, on the other hand – to me- it is like ‘comfort food’.
Stock has nothing to do with hospitals, being sick or whatsoever.
Apart from digressions, I usually make ‘big stocks of stock’ and I freeze it, so that whenever I long for ‘tortellini,semolina, stracciatella’, my stock is always there for me.
When my stock is ready, the meat I used is usually very dry so I dress it up and serve it up as a pie.
‘ Nothing is created, nor destroyed but everything is transformed’.
BOILED MEAT AND VEGETABLES PIES.
Mince the meat and the vegetables (used for the stock), mix them with ricotta cheese (about 150 gr each 300 gr of the minced mixture) and 1 egg (whole).
Pour the batter into single aluminium moulds (well greased and sprinkled with breadcrumbs) and press.
If you like, you can also add some mozzarella cheese or ham into the center of each pie.
Bake until brown.
PS I owe my Dad the copyrights for this post title
alle 06:02 37 commenti | Posta un commento
come allungare la vita...ad una ricotta (english version included)
venerdì 17 settembre 2010
Pubblicato da Lydia 25 commenti
Non chiedetemi come mai mi ritrovassi in frigo un discreto quantitativo di ricotta.
E’ evidente che avessi in mente qualcosa quando l’ho comprata, è altresì evidente che mi sono completamente dimenticata cosa avessi in mente.
Nel mentre cercavo di ricordare il perché e il per come di quelle scorte apocalittiche, la ricotta ovviamente cominciava a patire il trascorrere del tempo e quindi, per far fronte all’ineluttabilità e all’inesorabilità del suo orologio biologico, l’ho infornata.
Ora questa non è una ricetta vera e propria, è solo un modo per allungare la vita ad una ricotta.
Si potesse fare anche con noi umani vi direi subito di infilarvi tutti in forno a 150°, ma ho idea che non funzionerebbe…
Tornando alla ricotta, potete condirla con erbette, spezie, buccia di agrumi, sale, prima di infornarla, oppure infornarla pura e semplice, così da poterla anche grattugiare o sbriciolare sulla pasta.
RICOTTA AL FORNO
Ricotta
Erbette, spezie, bucce di agrumi, sale, pepe, a piacere
Mettere la ricotta ben sgocciolata su una teglia ricoperta da carta forno ed infornare a 150° per 1 ora circa, fino a che non si sia ben asciugata e la parte esterna non abbia assunto un colore ambrato.
Tenete presente che una ricotta da 250 grammi ci ha impiegato circa 1 ora e 10.
Una volta raffreddata conservatela in frigo per alcuni giorni
ENGLISH VERSION
I don’t know why, but I had quite a considerable amount of fresh ricotta cheese in my fridge. When I bought ricotta, I know I had something in my mind; surely I had plenty of plans and willings so that the stock I made might have been barely sufficient for my cooking intentions.
Anyway, days went by and the ricotta kept on being idle in my fridge waiting for my creative skills
In order not to throw it away I decided to bake it so that my ricotta could ‘live on’ for some more days.
Once baked or before baking, you can dress the ricotta with herbs, spices, citrus fruits skin,salt, etc.
Alternatevily when baked, you may also grate it or break into pieces.
What if we baked ourselves in order to extend our life?
BAKED RICOTTA CHEESE
Fresh ricotta cheese
Fresh chopped herbs
Finely grated citrus fruits skin
Salt and pepper
Let the ricotta strain for a while and put it on a baking tray with cooking foil and bake it at 150° C for about an hour until golden amber and well dry.
Just bear in mind that 250 gr fresh ricotta cheese takes about 1 hour and 10 minutes to bake.
Once cooled down, store it in the fridge for some days.
alle 05:58 25 commenti | Posta un commento
un rigore a porta vuota
venerdì 25 giugno 2010
Pubblicato da Lydia 22 commentiQualcuno mi ha detto che usare la ricotta di bufala è un colpo basso, è “come tirare un rigore a porta vuota”. (Perdonatemi se mi sono permessa di utilizzare una metafora calcistica proprio oggi...)
E’ vero, come dargli torto, qualunque cosa si faccia, la più semplice o banale o la più complessa, non può che essere buona.
Questo è il motivo per cui questa semplicissima, volgarissima nonchè scontata frittata di ricotta è assolutamente da ripetere e da tener presente come antipastino veloce ma d’effetto.
Molta resa e poco sforzo.
Io ne ho fatto delle torrettine, voi potete anche metterla nel panino e portarvela in spiaggia.
TORRETTE DI FRITTATA DI RICOTTA DI BUFALA
Per la frittata
100 g di ricotta di bufala
1 uovo
1 cucchiaio di parmigiano
1 pizzico di sale
Basilico
Sbattere velocemente l’uovo, aggiungere la ricotta, il parmigiano, il sale e il basilico spezzettato con le mani.
Cuocere in una padella antiaderente con un filo d’olio a fuoco lento, girando la padella di continuo per far cuocere la frittata in maniera uniforme.
Rigirarla con l’aiuto di un piatto o di un coperchio e cuocerla anche dall’altro lato.
Lasciarla raffreddare.
Tagliare con un coppa pasta dei cerchi di frittata e montare la torretta intervallando la frittata con pomodori concassè, olive nere di Gaeta a pezzetti e basilico
alle 06:01 22 commenti | Posta un commento
riciclando avanzi
lunedì 14 giugno 2010
Pubblicato da Lydia 22 commentiInvece no, questa è una ricetta nata in tutta fretta per riciclare avanzi, nello specifico un po’ di ricotta che urlava vendetta e qualche cecio lessato sull’orlo del suicidio. Ah dimenticavo qualche pomodorino avvizzito.
GNOCCHI DI RICOTTA CON CREMA DI CECI E POMODORINI
per 2 persone
Per gli gnocchi di ricotta
Ingredienti:
125g di ricotta
80gr di farina circa (il quantitativo di farina dipende molto dalla consistenza della ricotta)
3 cucchiai di parmigiano reggiano
1 uovo piccolo
sale.
Mescolare la ricotta, la farina, 2 cucchiai di parmigiano e l'uovo. Otterrete un impasto abbastanza sodo (attenzione a non aggiungere molta farina altrimenti gli gnocchi potrebbero diventare un po' duri) che farete riposare in frigorifero coperto per circa mezz'ora.
Prelevare delle piccole quantità d'impasto e, su un piano infarinato, formare dei bastoncini delle dimensioni di un dito e tagliare dei tocchetti di circa 2 centimetri, a cui, se vorrete, potrete dare un incavo facendo pressione con il dito medio.
Disporre gli gnocchetti su un vassoio infarinato e proseguire in questo modo fino ad esaurimento dell'impasto
Per il condimento
100 gr di ceci lessati
Olio extra vergine d’oliva
Sale
Qualche pomodorino a pezzetti
Frullare a crema i ceci, aggiungendo un po’ d’olio ed un po’ di liquido di cottura, fino ad ottenere una crema.
Lessare gli gnocchi in acqua bollente salata e aspettare che vengano a galla. Condirli con la crema di ceci e con i pomodorini a pezzetti
alle 06:06 22 commenti | Posta un commento
forse non tutti sanno che
mercoledì 19 maggio 2010
Pubblicato da Lydia 36 commentiVi siete mai chiesti come mai la bavarese, anzi pare sia più corretto chiamarla il bavarese, (il termine deriva dal francese bavarois) si chiami così?
Forse perchè è una specialità di Monaco di Baviera?
Forse perchè al famoso Oktoberfest oltre a fiumi di birra e tonnellate di wurstel e crauti si assapora il delicato dolce al cucchiaio?
Quindi un dolce tutto nordico come nome e come origini.
Ecco allora una bavarese terrona, con ricotta di bufala campana, agrumi sorrentini e marsala siciliano.
2 tuorli
50 g. di zucchero
6 g. di colla di pesce
30 g. di marsala
125 g. di ricotta di bufala
125 g. di panna fresca montata con 20 gr di zucchero al velo
Con queste dosi otterrete circa una decina di mini bavaresi.
Per aiutarvi a sformarle, mettete le bavaresi in freezer per una mezz’oretta prima di estrarle dagli stampini
alle 06:03 36 commenti | Posta un commento
chi nasce tondo non può morire quadro
lunedì 1 marzo 2010
Pubblicato da Lydia 54 commentiQuesto è uno dei miei modi di dire preferiti, è uno di quegli assiomi in cui credo fermamente.
Penso che nella sostanza le persone non possano cambiare nel corso della propria vita, certo possono smussare alcuni aspetti del proprio carattere, possono correggere qualche atteggiamento, ma chi è egoista, egoista rimarrà, chi è votato al sacro ruolo della crocerossina, morirà immolato per gli altri, statene pur certi.
Posso, altresì, con somma gioia affermare che quanto detto sinora non vale per i dolci, una tartelletta che è sempre stata tonda per definizione, può diventare quadrata.
Certo dovete avere un’adorabile amica che per esaudire uno dei vostri tanti capricci, gira il web in lungo e in largo alla ricerca di stampi per tartellette quadrati.
E non solo ci riesce, trovando una fantastica placca per tartellettine con fondo amovibile, ma ve le fa recapitare quasi fin sotto casa
TARTELLETTE AL MAIS CON CREMA DI RICOTTA E AGRUMI
Per la frolla
100 gr di farina di grano duro
100 gr di farina di mais fioretto
100 gr di burro
1 uovo
60 gr di zucchero fine (tipo zefiro)
Preparate la frolla come siete abituati a fare, io metto tutto nel Kenwood e con la foglia impasto tutto.
Penso sia il modo migliore, si può utilizzare burro di frigo, non lo si maneggia, e si fa velocemente, il che non guasta.
Foderare gli stampi per tartellette e metterli in freezer per qualche minuto.
Ricoprirli di legumi per tenere la frolla bene in forma ed infornare a 180 gradi per una decina di minuti
Per la crema di ricotta
200 gr di ricotta di fuscella
40 gr di zucchero
1 uovo
Buccia di 1 arancia ed 1 limone grattugiati
Montare la ricotta con lo zucchero, aggiungere l’uovo e le bucce di agrumi
Una volta sfornate le tartellette riempirle per ¾ con la crema di ricotta ed infornare a 150 gradi per 5 minuti.
Lasciarle raffreddare e decoratele con dei lamponi
alle 05:51 54 commenti | Posta un commento
tragico cheese cake
lunedì 4 gennaio 2010
Pubblicato da Lydia 24 commentiLa regina dei cheesecake per me è Elena D.G., uno dei vecchi miti di cucinait, nonché mia carissima amica, da un po’ lontana dalla scene.
Il suo “cheesecake strepitoso” era diventato leggendario.
In realtà questo cheesecake maceratese-napoletano del cheesecake ha solo la presenza del formaggio, poi via le uova, via i digestive, sostituiti con dei nostrani pan di stelle, e poi cioccolato fondente nella crema.
Nonostante le premesse, nonostante la mia maestra e nonostante tutti i miei sforzi, ho capito che il cheese cake non è nelle mie corde, mi è venuto tutto crepato (eppure ero convinta di essere stata attentissima alla cottura) e la crema mi si è “gnuccata “ in cottura.
Per “gnuccata” intendo ammassata, ammappazzata, non so come dite voi.
Insomma sarà mica il caso che ritorni alle mie crostate e alle mie capresi?
Per un original cheese cake vi consiglio, invece, di fare un salto da Konstantina.
CHEESECAKE MACERATESE-NAPOLETANO
Per la base:
280 gr di pan di stelle
150 gr di burro sciolto e fatto intiepidire
Per la crema :
250 gr di ricotta di mucca
500 gr di Philadelphia
200 ml di panna da montare
150 gr di zucchero zefiro
30 gr di fecola di patate
200 gr cioccolato fondente.
Mettere nel robot i biscotti e sminuzzarli bene. Estrarli, metterli in una terrina e aggiungervi il burro. Amalgamare bene il tutto e stendere la pasta cosi’ ottenuta sul fondo di una stampo a cerniera da 24 cm, schiacciando bene con 1 cucchiaio per far aderire bene. Mettere in freezer per 15 minuti. Nel frattempo, setacciate la ricotta e il Philadelphia,e mescolatela bene con lo zucchero e la fecola meglio usando un robot o fruste elettriche. A parte fondere il cioccolato a pezzi nella panna ed amalgamare.
Mescolare le due creme, versare il composto nella teglia foderata di biscotti e livellare bene, battendo lo stampo sul piano da lavoro in modo da compattare il tutto.
Cuocere in forno a 150 gradi per 55 minuti. Lasciare intiepidire a forno aperto, poi estrarre e far freddare.
alle 05:35 24 commenti | Posta un commento
la vita è una continua scoperta
venerdì 6 novembre 2009
Pubblicato da Lydia 33 commenti
Il comodino per me è un po' come la borsa, ci tengo tutto ciò ritengo essere indispensabile.
E le cose indispensabili per me sono davvero troppe...
Sul mio, oltre ad una pila di libri, a svariate penne, ad un blocco per gli appunti ( chissà perché di notte mi viene sempre in mente qualcosa da scrivere), ad una limetta per unghie, ad una foto con il mio fratello adorato, ad un peluche regalatomi da Elena e varie altre cianfrusaglie, ci tengo "la cucina napoletana" di J. Carola Francesconi.
Una specie di bibbia per chi ama la cucina napoletana, che può essere di una ricchezza e di una vastità davvero sorprendenti.
E’ incredibile come ancora riesca a trovare ricette mai sentite prima d’ora, nonostante abbia sfogliato quel libro centinaia di volte e nonostante io mi picchi di conoscere l’argomento abbastanza bene.
Nella sezione dedicata agli gnocchi, ai timballi e alle lasagne sono stata attratta da questa ricetta di gnocchi milanesi tratta dal Cavalcanti (n.d.r. "trattato di cucina teorico pratica" di Ippolito Cavalcanti, noto testa di cucina napoletana pubblicato nel 1837).
Gnocchi milanesi??? Sono napoletana da 37 anni, vivo a Milano e non li avevo mai sentiti nominare.
Naturalmente non ho resistito e li ho fatti subito, sono praticamente un incrocio tra gli gnocchi alla romana e gli gnocchi di ricotta
GNOCCHI MILANESI
Per 2 persone
370 gr di latte
100 gr di semolino
Sale
Noce moscata
1 tuorlo
20 gr di burro
20 gr di parmigiano
50 gr di ricotta compatta
Semola
Portate a bollore il latte, salarlo ed aggiungere il semolino a pioggia, farlo cuocere una decina di minuti, fin a quando sarà bello compatto, aggiungere la noce moscata e il burro e lasciare raffreddare per bene.
Aggiungere al semolino il tuorlo, la ricotta (che sia bella compatta mi raccomando) ed il parmigiano grattugiato. Impastare bene e con l’aiuto di abbondante semola formare dei cilindri larghi un dito e tagliare gli gnocchi poco più piccoli di una falange.
Lessare in acqua bollente salata fino a quando non vengono a galla.
Io li ho conditi con un ragù alla bolognese bianco, che io faccio uguale uguale a quello rosso, solo che non metto il pomodoro, ma lo stesso quantitativo di latte
alle 05:34 33 commenti | Posta un commento
ritorno alle origini
venerdì 9 ottobre 2009
Pubblicato da Lydia 23 commentiEra un po’ che non trattavo l’argomento su cui mi sento più ferrata: la cucina napoletana.
Per inciso, questo blog è per 2/5 napoletano, 1/5 come se lo fosse, 1/5 campano, il restante quinto si adegua... ;-) Dani, non volermene
Per un pranzo domenicale con degli amici (domenica scorsa per l'esattezza, quando ancora non ero in settimana detox...) ho preparato i rustici napoletani, caratterizzati dal contrasto dolce-salato: pasta frolla dolce e ripieno alla ricotta salato.
E’ un tipico pezzo da rosticceria napoletana, insieme alla frittatina di maccheroni e al panino napoletano.
E’ una di quelle cose che potrei mangiare fino a scoppiare, senza stancarmi.
RUSTICO NAPOLETANO
Pasta frolla
400 gr farina,
100 gr burro
80 gr sugna,
4 tuorli,
100 gr zucchero,
1 pizzico di sale.
Ripieno
300 gr ricotta,
300 gr fiordilatte,
4 cucchiai parmigiano,
1 uovo, 200 gr salame napoletano
Preparare la pasta frolla e farla riposare.
Nel frattempo amalgamare la ricotta con l'uovo, il parmigiano, un pizzico di sale, il fiordilatte a pezzetti e il salame a pezzetti.
Rivestire con metà della pasta frolla uno stampo da 26 cm di diam, versare il ripieno e ricoprire con la restante pasta frolla. Cuocere a 180 gradi per 40 min circa.
Oppure utilizzare circa 15 stampini ovali smerigliati (mi raccomando di mettere molto ripieno perchè tende ad abbassarsi)
alle 05:22 23 commenti | Posta un commento
il tempo degli asparagi
venerdì 29 maggio 2009
Pubblicato da Lydia 14 commenti
Da sempre la primavera è sinonimo di fragole e asparagi per me.
Ho trascorso la mia infanzia in un posto che era grande produttore di entrambi.
E si vede, direte voi.
Questa ricetta è di una semplicità imbarazzante, gli ho solo dato un nome che fa molta scena.
Gli asparagi potete sostituirli con altri ortaggi.
Provatela solo se avete il coraggio di accendere il forno in questi giorni, io, lo confesso, li avevo preparati un paio di settimane fa, quando il caldo torrido non si era ancora impadronito di noi
MOELLEUX AGLI ASPARAGI E RICOTTA
Per 4 stampini piramidali
1 uovo
20 gr farina
1 cucchiaio di parmigiano
60 gr di ricotta
15 gr di burro
60 ml di latte
150 gr di asparagi già lessati
Mescolare uova, farina e ricotta con un pizzico di sale, aggiungere il parmigiano, il latte ed il burro fuso. Tagliare a pezzetti gli asparagi e aggiungerli al composto.
Versare il tutto in stampini imburrati e spolverati di pangrattato ed infornare a 200 gradi per 15 minuti circa
alle 05:07 14 commenti | Posta un commento
La mancanza di Napoli e le brioche con la ricotta
mercoledì 25 marzo 2009
Pubblicato da Lydia 30 commentiIl mare, penserà qualcuno, il sole farà eco qualcun altro.
No, siete fuori strada, quelli, per ora, non mi mancano. Sarà che è inverno e giù ha fatto un tempo da cani…
Quello a cui non potrò mai abituarmi è la mancanza delle brioche.
Se a Milano entrate in un bar e chiedete una brioche vi presentano un croissant.
Ma dico io, quello è un croissant, lo dice la parola stessa, nulla a che vedere con le sane e vecchie brioche che mangiamo nel meridione a colazione.
E quindi io ne ho sempre una bella scorta nel congelatore per placare le insane voglie mattutine.
La ricetta che sto per darvi è la modifica con il lievito madre di una ricetta che anni fa mi diede Lisa in occasione di uno dei nostri accampamenti napoletani.
Mi chiederete cosa sono gli accampamenti napoletani.
Vi accontento, ma ricordate, l’avete voluto voi…
Dunque, fino a qualche mese fa vivevo beatamente a Napoli, in una bella casa spaziosa con vista sul golfo.
Ebbene, questa casa fu ribattezzata da Giovanna B&B Capasso perché chiunque passasse per Napoli era ospitato, anzi si accampava, lì.
Quelle mura ne hanno visti di pranzi, cene e colazioni…
Tornando a Lisa, proprio durante un dei suoi soggiorni napoletani mi diede questa ricetta.
L’impasto resta bello morbido, per nulla grasso e pesante.
Ve lo consiglio, utilizzatelo come meglio credete.
Bando alle logorroiche ciance, ecco la ricetta:
BRIOCHE ALLA RICOTTA CON LIEVITO MADRE
150 gr lievito madre rinfrescato il giorno prima
200 gr farina 00
200 gr farina rieper gialla
250 gr ricotta
2 tuorli
120 gr zucchero
1 pizzico di sale
La sera prima impastare il lievito madre con 200 gr di farina e circa 100 gr di acqua (quello che basta per ottenere un panetto abbastanza consistente).
La mattina impastare il panetto con la restante farina, lo zucchero e la ricotta, aggiungere i tuorli uno alla volta e fare incordare. Io ho usato il gancio del Kenwood.
Lasciare lievitare fino al raddoppio (circa 4 o 5 ore).
Sgonfiare l’impasto, infarinate il tavolo ed effettuare il cd folding, cioè delle piegature dell’impasto: stendete con le mani l’impasto dando una forma più o meno quadrata e piegate ciascun angolo verso il centro, formate una palla tenendo le piegature sotto e lasciare riposare ancora un paio di ore. (spero di essermi spiegata!!!)
A questo punto dare la forma desiderata e mettere a lievitare ancora 4 o 5 ore.
Fare una spennellata di tuorlo d’uovo, o semplicemente una spennellata di latte.
Infornare a 200 gradi per una ventina di minuti circa
Ecco la ricetta originale sul vecchio forum di amicincucina
alle 05:53 30 commenti | Posta un commento

