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3 anni di gestazione

giovedì 10 novembre 2011

Pubblicato da Lydia 29 commenti

Ho impiegato ben 3 anni a scrivere questo post, da quando cioè questo blog è nato, 3 anni fa tra qualche giorno per l'appunto.
L'ho cominciato e messo da parte non so quante volte, l'ho scritto nella mia mente, poi l'ho buttato via, poi ci sono ritornata.
Non per la complessità della ricetta, decisamente no, ma perchè la zuppa di fagioli e castagne era uno dei piatti preferiti di mio nonno.
Non volevo scrivere un post melenso e sciancacore con lacrime, abbracci e fazzoletti alla Raffaella Carrà, ma neanche mi piaceva l'idea di sorvolare sull'argomento.
Allora lasciatemi ricordare di quando in un piovoso pomeriggio d'inverno di almeno 25 anni fa a bordo della sua 126 bianca targata NA 897019 girammo tutta la città alla ricerca disperata delle castagne secche e lasciatemi anche sorridere ricordando i suoi improperi quando volevano a tutti i costi rifilargli le castagne del prete, più umide e poco adatte alla zuppa di fagioli.
Allora castagne secche e castagne del prete mi sembravano assolutamente identiche e non riuscivo proprio a spiegarmi la sua ostinazione, mi ci sono voluti più di 25 anni per capire.


ZUPPA DI CASTAGNE E FAGIOLI
per 4 persone
300 g di fagioli secchi tipo borlotti
100 g di castagne secche
olio
sale
2 foglie di alloro
1 spicchio d'aglio
1 pezzetto di pancetta

Mettere i fagioli e le castagne ammollo in 2 recipienti separati per almeno 1 notte.
In 2 tegami separati lessare ben al dente le castagne ed i fagioli ciascuno con una foglia di alloro.
In un tegame abbastanza capiente mettere un filo d'olio un po' di pancetta a pezzetti piccoli e far rosolare insieme ad 1 spicchio d'aglio, eliminare l'aglio ed aggiungere le castagne ed i fagioli con i loro liquidi di cottura. Portare a cottura.
Se vi piace potete passare qualche fagiolo per ottenere una zuppa più cremosa.
Completare con un filo d'olio

ancora sulla sindrome dell'emigrante

lunedì 24 ottobre 2011

Pubblicato da Lydia 23 commenti


A volte penso che dovrei scattare qualche foto alle mie valigie, quelle che fanno con me il viaggio da Napoli a Milano, quelle che poi trascino per 2 piani senza ascensore e che prima o poi mi costeranno la schiena, quelle il cui interno un giorno esploderà e distruggerà tutti i miei vestiti.
Si, poi dovrei proprio mostrarvele quelle foto, anche se a dire il vero, pensandoci bene, forse farei meglio a nasconderle, perchè non farebbero altro che alimentare lo stereotipo ancora in voga del napoletano emigrante, quello con i polli nella valigia di malafemmenana memoria.
Ma è così, è bene me ne faccia una ragione, la sindrome dell'emigrante, di cui avevo già avuto modo di parlare in occasione del viaggio in treno di un baccalà, aumenta vertiginosamente con l'età.
E siccome non c'è mai limite al peggio stavolta le valigie hanno fatto una tappa intermedia tra Napoli e Milano: Londra, dove ero stata invitata a colazione per l'inaugurazione del nuovo "Centre of Excellence" di Scholtès.
Stavolta nel viaggio Napoli-Londra-Milano mi hanno accompagnato:

  • n.1 barattolo da 500 g di ottimo tonno sott'olio di Cetara
  • n.1 confezione di latta di caffè kimbo gold medal che a Milano non si trova, fa nulla che io non bevo caffè: è un regalo
  • 1 kg di taralli appena sfornati
  • 2 kg di semola di grano duro dei molini de vita
e soprattutto 4 preziosissimi barattoli di pomodorini fatti dalle sapienti mani della mia amica Palmira, quella delle arance e della Tanta Lemon.
E così non ho resistito ed ancora una volta, chiedendo umilmente venia ai toscani e cospargendomi il capo di cenere, ho fatto scempio della pappa al pomodoro, come già avevo fatto l'estate scorsa aggiungendoci i peperoni, e ne ho fatta una ancora più eretica ai pomodori e patate.



PAPPA AL POMODORO E PATATE

Ingredienti per 4 persone
1 barattolo da 1/2 kg di pomodorini di ottima qualità, se non li avete aspettate di avere dei pomodori buoni
1 scalogno
1/2 carota
1/4 costa di sedano
basilico
olio extra vergine d'oliva
sale
pepe
2 patate

Lessate le patate in acqua salata, pelatele, fatele a pezzetti e schiacciatele grossolanamente con la forchetta, tenetele da parte.
In un tegame con dell'olio fate appassire lo scalogno a fettine sottili e il sedano e le carote a pezzetti molto piccoli, bagnate con qualche mestolo d'acqua per evitare che attacchino.
Aggiungete i pomodorini e fate cuocere per una decina di minuti, la varietà dei pomodori utilizzati inciderà sui tempi di cottura.
Versare le patate e il basilico spezzettato, fate insaporire, aggiustate di sale e di pepe e servite con un filo d'olio a crudo

un post che mi sta a cuore

martedì 18 ottobre 2011

Pubblicato da Lydia 21 commenti

Ottobre è il mese della prevenzione dei tumori al seno e come l'anno scorso sento il dovere di ricordare soprattutto a me stessa, ma anche agli avventori di questo blog, che una buona prevenzione si fa anche a tavola.
Non sono un medico e mai mi permetterei di sostituirmi a chi ne sa più di me e a questi studi dedica la sua vita, ma oramai è arcinoto che le cattive abitudini alimentari, che l'abuso di alcool, che il sovrappeso, che mangiare molti grassi animali, molte carni rosse e zuccheri raffinati, aumentino la predisposizione a certi tipi di tumori.
Quindi accolgo con gioia l'appello di Stella e pubblico oggi una ricetta "sana" impegnandomi a mangiare in maniera sana tutti i mesi dell'anno, non solo quello di ottobre.
Perchè sano e gustoso non sono il contrario l'uno dell'altro.

Se volete saperne di più ed approfondire l'argomento vi consiglio di leggere le 10 regole d'oro per prevenire il cancro diffuse dal WCRF, il fondo mondiale per la ricerda sul cancro, e di consultare il sito della campagna Nastro rosa



ZUPPETTA DI CECI, TOTANI E ROSMARINO

per 4 persone
250 g di ceci secchi
1/2 kg di totani già puliti
olio extra vergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
1 pizzico di sale

Mettere i ceci in ammollo per 7/8 ore, lessarli in acqua con 1 rametto di rosmarino o utilizzare la pentola a pressione (io li cuocio per 15 minuti dopo il fischio).
In un tegame con un cucchiaio d'olio mettere uno spicchio d'aglio e quando l'olio si sarà riscaldato aggiungere i totani a rondelle, fateli cuocere lo stretto necessario evitando che induriscano.
Passare al passaverdure metà dei ceci e mettere i ceci ed il passato di ceci in un tegame sul fuoco, aggiungere un po' del liquido dei totani e fate insaporire.
All'ultimo momento aggiungere i totani tagliati a pezzetti e qualche ago di rosmarino, controllate il sale, se dovesse servire aggiungetene lo stretto necessario, e servite la zuppetta con un filo d'olio a crudo

il baccalà viaggiatore (english version included)

giovedì 7 aprile 2011

Pubblicato da Lydia 25 commenti

C'era una volta un povero merluzzetto, nato e cresciuto al freddo e al gelo dei Mari del Nord, un bel giorno (o brutto, dipende dai punti di vista) questo povero merluzzetto viene pescato, viene ripulito ben bene, salato e poi essiccato e viene spedito a Napoli attraversando mezza Europa per più di 2000 km.
Il povero merluzzetto, oramai divenuto baccalà, è finalmente felice, pensa di potersene stare un po' tranquillo in panciolle a godersi il sole e il caldo e a strafogarsi di pizza e sfogliatelle.
Invece il povero merluzzetto, oramai baccalà felice, si imbatte in una pazza scriteriata con una collana vistosa e uno smalto alle unghie un po' pacchiano che decide di rimetterlo in viaggio e di riportarlo al Nord, un po' più al Nord.
Dopo l'ennesimo lungo viaggio, dopo aver attraversato mare e monti, dall'ombra del Vesuvio il baccalà viaggiatore arriva alla fine sotto la Madunina, e qui arriva anche la sua fine.
Qui la pazza scriteriata con la collana vistosa e lo smalto pacchiano gli rende giustizia, prima con uno sformatino ai carciofi, e poi con una fantastica zuppa di fagioli e baccalà, che forse in foto non rende, ma che è davvero molto molto buona



ZUPPA DI FAGIOLI E BACCALA'

per 2 persone
100 g di baccalà tenuto in ammollo per 2 giorni cambiando l'acqua spesso
200 g di fagioli borlotti secchi
2 carote
1 gambo di sedano
1/2 cipolla
olio extra vergine d'oliva
brodo vegetale

In una pentola con un filo di olio extra vergine d'oliva fate rosolare per qualche minuto la cipolla, le carote ed il sedano tutti a pezzetti piccoli, aggiungete i fagioli, tenuti a bagno per tutta la notte, del brodo vegetale e portate a metà cottura.
Potete usare anche la pentola a pressione, 5 minuti dal fischio.
Aggiungete il baccalà privato delle spine e della pelle e fatto a pezzi.
Terminare la cottura e aggiustare di sale.
Servire con crostini ed un filo d'olio a crudo

ENGLISH VERSION

The nomad cod

Once upon a time, a poor, tiny cod, born and grown up in cold places in the Northern Sea. One day, the poor thing was caught and cleaned, salted and dried to be shipped to Naples crossing half of Europe over 2000 km.
The poor tiny cod, which has now become dried salt codfish is finally happy and thinks of lying in the sun polling about and enjoying the warmth stuffing itself of pizza and sfogliatelle.
On the other hand, our codfish bumps into a kind of daredevil woman wearing tawdry necklaces and with a showy nail varnish. Such a madcap woman decides to put it back on track somewhat northwards again.
Ahead of the long journey, after having travelled by the sea and mountains, in the shadow of the Vesuvio volcan, the travelling codfish gets to the Madonnina and close, very closet o its end.
There, the madcap does justice to it …first with an artichoke pie and then with a wonderful beans and codfish soup which is really very, very good and tasty.


BEANS AND CODFISH SOUP

Two servings
100 gr codfish soaked for two days (often changing the water)
200 gr dried beans
2 carrots
1 celery stalk
½ onion
Extra virgin olive oil
Vegetable stock

Pour a little extra virgin olive oil in a pan and let the onion brown along with the carrots and the celery all diced.
Add the overnight- soaked beans, some vegetable stock and bring to half cooking. You can even use a pressure cooker (5 minutes since the whistle).
Add the boned , chopped codfish .
Finish to cook and salt.
Serve with toasted bread croutons and a little extra virgin olive oil.

un duro allenamento

venerdì 21 gennaio 2011

Pubblicato da Lydia 39 commenti


E' già qualche mese che mi alleno indefessamente.
Nessuna maratona, nessuno sport estremo, semplicemente diventerò zia.
Nel giro di pochi mesi mio fratello e due care amiche mi renderanno 3 volte zia, ed io mi sto impegnando a diventare la migliore zia che queste dolci creaturine possano desiderare.
Ho già tirato fuori le favole al telefono di Gianni Rodari, sto immaginando le torte da preparare per compleanni, battesimi, onomastici e comunioni, i giochi da fare insieme, i posti dove andare (avrei già pensato ad Eurodisney per il quinto compleanno, gli Uffizi per il sesto e Pierre Hermè per il settimo).
Vorrei essere la zia figa con cui divertirsi, a cui portare a conoscere i nuovi amichetti, da cui andare a pranzo o a chiacchierare della vita, quella a cui telefonare per raccontare dei bei voti a scuola o anche di quelli brutti (pochi però), quella con cui andare in giro per il mondo.
Se qualcuno di voi avesse qualche consiglio o fosse a conoscenza di una formula infallibile per diventare la zia preferita, è pregato di farsi avanti e parlare.
In questi giorni mi sto dedicando ai menu della zia.
Siccome, si sa, i bambini non amano gli spinaci, ho pensato bene di nasconderli nelle polpette, pensate che potrebbero gradirle o invece utilizzarle per il tiro al bersaglio utilizzando la zia superfiga come bersaglio all'urlo di "viva le patatine fritte"?
A me, che sono un'amante di brodini e zuppette, devo ammettere, sono piaciute.

POLPETTINE DI CARNE, SPINACI E RICOTTA IN BRODO

per 2 persone
100 g di macinato di primissima qualità
1 bella manciata di spinaci lessati e ben strizzati
1 cucchiaio di ricotta bella asciutta
1 turlo d'uovo
1 cucchiaio abbondante di parmigiano grattugiato
1 manciata di provolone dolce grattugiato
1 pizzico di sale
pan grattato quanto ne serve per ottenere una giusta consistenza dell'impasto
brodo vegetale o di carne

Impastare la carne, gli spinaci sminuzzati, la ricotta, il parmigiano, il provolone, il tuorlo e il sale, se l'impasto è troppo molle aggiungere del pan grattato fino ad ottenere un composto sostenuto, che non si disfi.
Portare ad ebollizione il brodo, io ho usato un brodo vegetale ma va benissimo anche di carne, formare delle polpettine grandi come una noce ed immergerle delicatamente nel brodo.
Vedrete che cuoceranno in pochi minuti.
Servitele con una bella spolverata di parmigiano.
Se preferite potete friggerle, cuocerle in umido nel sugo di pomodoro o come più vi piace.
Io con un avanzo di impasto ho fatto dei polpettoncini ripieni di prosciutto crudo e provola cotti in forno

di matrimoni felici

giovedì 30 dicembre 2010

Pubblicato da Lydia 35 commenti


La minestra maritata (maritata nel senso che carne e verdure si sposano felicemente in questa zuppa) è un piatto tradizionale della cucina campana.
Come per tutti i piatti della tradizione potremmo aprire un dibattito e constatare che ognuno la fa in modo diverso, usa verdure e carni differenti e si considera depositario dell'unica e sola ricetta originale.
Per la minestra maritata la situazione è ancora più complessa, perchè il dibattito potrebbe allargarsi e potremmo discutere per ore su quando si prepara.
Nella mia famiglia è una tradizione tutta natalizia, ma non manca chi la prepara per Pasqua, chi la porta in tavola sia a Pasqua che a Natale e chi addirittura la prepara il 16 agosto.
Pare che a Monte di Procida si mangi tradizionalmente il giorno successivo a quello della Madonna Assunta (15 agosto), santa patrona del luogo.
In realtà la minestra maritata era il piatto ricco, quello che doveva saziare, quando ancora non eravamo un popolo di mangiapasta, quando ancora eravamo dei semplici mangiafoglie.
Questa è la ricetta preparata quest'anno da mia madre.
La nostra è una versione abbastanza light, gli ingredienti caratterizzanti sono quella sorta di bietina chiamata "menestella" che vedete far bella mostra di sè in foto, e le salsicce di interiora (siete pregati di non strocere il naso, grazie), ma c'è chi utilizza altre verdure ed aggiunge cotiche, lardo, osso di prosciutto, cappone o gallina.

Colgo l'occasione per augurare a tutti voi un felice 2011.
Sarò in Marocco fino al 9 gennaio, la settimana prossima sarete completamente nelle mani di Roberto.



MINESTRA MARITATA

Preparare un brodo di carne con:
2 salsicce di interiora (altrimenti dette pezzentelle)
3 tracchiolelle (puntine per i non napoletani)
500 g. di manzo
odori (1 carota, 1 gambo di sedano, mezza cipolla)

Mettete in una pentola gli odori e la carne e fatele cuocere per circa un paio d'ore.
Ricordatevi di schiumare il brodo al primo bollore.
Tirate sù la carne, tagliatela a pezzetti o sfilacciatela quando lo consente, tenetela da parte ed eliminate gli odori.
Aspettate che il brodo si raffreddi e sgrassatelo.

Per le verdure
circa 3 kg di verdure miste composte da: menestella (bietina) scarulelle e cicoria

Lessare molto al dente e in pochissima acqua le verdure mondate e lavate.
Scolatele e fatele sgocciolare bene.
Tagliatele (ma non sminuzzatele) e finite di cuocerle nel brodo insieme a del caciocavallo secco grattugiato, per una mezz'ora circa (o comunque il temponecessario per insaporirsi), unite la carne a pezzi e controllate di sale

lacrime di coccodrillo (english version included)

mercoledì 29 settembre 2010

Pubblicato da Lydia 20 commenti


Prima mi spazzolo metà torta paradiso tutta da sola e poi sono assalita dai sensi di colpa e mi ricordo che starei a dieta.
Così quando ho deciso di sfruttare gli ultimi pomodori e di preparare una delle cose che mi piacciono di più: la pappa al pomodoro, mi sono detta che c’erano troppe calorie (!!!!!), e così via il pane (che tanto quello toscano, essenziale per la pappa al pomodoro, mi mancava) et voilà una leggerissima crema di pomodori.
Ancora un altro scempio perpetrato nei confronti della cucina toscana, dopo la pappa ai peperoni.
A questo punto, ne sono quasi certa, mi avranno interdetto l’ingresso, e le mie foto segnalatiche saranno sparse in tutto il territorio toscano.


CREMA DI POMODORI

Per 2 persone

400 g. di pomodori (io ho usato i san marzano)
1 scalogno
1 carota
1 gambo di sedano
1 patata piccola
Brodo vegetale leggero
Basilico
Olio

Mettere un filo d’olio in un tegame e far imbiondire lo scalogno, aggiungendo un po’ d’acqua per non farlo scurire troppo.
Tagliare a pezzi i pomidori, la carota, il sedano privato dei filamenti e la patata sbucciata, e aggiungerli allo scalogno.
Far cuocere aggiungendo qualche mestolo di brodo vegetale.
A fine cottura aggiungere una bella manciata di basilico e salare.
Con un frullatore ad immersione rendete il composto una crema.
Una macinata di pepe ed un filo di olio a crudo prima di servire


ENGLISH VERSION

After I had gulped down most of my Heaven cake all by myself, I feel so guilty and I remember – too late- that I should be on a diet.
So when I made up my mind to exploit the very last tomatoes in order to prepare one of the dish I mostly like: pappa con il pomodoro ( tomato pulp).
Anyhow, I also realised it was much too caloric and so I left behind bread (one of the essential ingredient for the tomato pulp)and here’s a very light tomato pulp.
Once again another destruction involving Tuscany’s cooking (tomato pulp is peculiar of Tuscany) soon after pepper pulp.
At this stage I am sure I will be never allowed to enter Tuscany and my mug shots will be everywhere!!!

TOMATO PULP

Serves 2

400 gr red tomatoes ( San Marzano if any)
1 shallot
1 carrot
1 celery stick
1 small potato
Light vegetal stock
Basil
Oil

Pour little oil in a pan along with the shallot and cook until lightly brown, add a little water in order not to get it too dark brown.
Chop the tomatoes, the carrot, the celery stick whose filaments must be taken out,the peeled potato and add them to the shallot.
Let it cook adding some wooden spoons of vegetal stock.
When ready, add a nice handful of basil and salt.
Blend all the ingredients until creamy.
A beautiful grind of black pepper and a little oil before dishing up.

maledetta primavera

lunedì 22 marzo 2010

Pubblicato da Lydia 23 commenti

Per chi non se ne fosse accorto, ieri, o forse l’altro ieri, è cominciata la Primavera.
Visto che qui a Milano:

  • c’è un clima londinese, come diremmo noi a Napoli, “schizzichea” da un tot numero di giorni;
  • che quest’inverno sta durando troppo per i miei gusti e che gli umori ne risentono notevolmente;
  • che sono reduce da un w.e. al cardiopalma: maratona-staffetta Prison Break seconda serie con gli amici;


per evitare di lanciarmi nel Naviglio Grande, che in questo momento è anche stato prosciugato, ho deciso almeno di colorarmi una zuppa di farro e di utilizzare le ultime zucche.
Se per caso aveste la fortuna di vivere in un luogo in cui la Primavera si è ricordata di fare capolino, sappiate che vi invidio.

P.S.
Se non doveste avere mie notizie nelle prossime ore preoccupatevi ;-))


ZUPPA DI FARRO E ZUCCA

Per 4 persone
200 gr di farro
200 gr di zucca
½ cipolla
Olio
50 gr di pancetta
Rosmarino
Brodo vegetale

Mettere il farro in ammollo per 5 o 6 ore.
Tritare la cipolla e la pancetta e farle consumare in un tegame con dell’olio e aggiungere eventualmente dell’acqua per evitare che brucino.
Versare il farro ammollato, aggiungere del brodo vegetale leggero, un rametto di rosmarino e cuocere una mezz’ora/40 minuti.
Nel frattempo tagliare la zucca a cubetti, aggiungerla al farro e terminare la cottura aggiungendo, se necessario, del brodo vegetale.
Servire con un filo d’olio a crudo

so di non sapere

mercoledì 13 gennaio 2010

Pubblicato da Lydia 38 commenti


A cosa serve un blog di cucina se non anche a diffondere sapori della propria terra in via di estinzione?
Non solo non avevo mai mangiato le cicerchie, ma ignoravo anche che a 2 passi da casa mia, in luoghi in cui ho lavorato per anni, splendidi, ricchi di cultura e tradizioni ma molto poco noti: i campi flegrei, se ne producesse una qualità davvero notevole.
Io ignoravo che la cicerchia fosse un legume conosciuto già dai romani con il nome cicercula, ignoravo che si seminasse a gennaio e si raccogliesse a luglio e agosto e naturalmente ignoravo che dopo l’essiccazione si usasse battere la pianta con un attrezzo chiamato “vivillo” per separare i semi dai baccelli.
Già Ciboulette aveva parlato di questo legume oramai desueto, e ne aveva acquistato una varietà umbra, queste cicerchie, invece, sono campane d.o.c.
Ne ho fatto una semplice zuppa con spinaci, crostini ed un filo d’olio e.v.o del cilento, usando, per l’appunto, le cicerchie dei campi flegrei.





ZUPPA DI CICERCHIE E SPINACI

250 gr di cicerchie dei campi flegrei
250 gr di spinaci mondati
Olio e.v.o. del cilento
Aglio 1 spicchio
Sedano 1 costa
Sale

Mettere a bagno le cicerchie per una notte, sciacquarle e rimuovere le eventuali pietruzze presenti.
Lessarle con del sedano ed uno spicchio d’aglio (che poi rimuoverete).
Mettere gli spinaci in acqua bollente e salata, quando l’acqua riprende il suo bollore, toglieteli dal fuoco, strizzateli per bene, sminuzzateli ed uniteli alle cicerchie, lasciando cuocere ancora per una ventina di minuti.
Servite con crostini di pane cafone ed un filo d’olio e.v.o

la più grande soddisfazione della mia vita

giovedì 7 gennaio 2010

Pubblicato da Lydia 35 commenti

Questo post è una delle più grandi soddisfazioni della mia vita, oltre ad essere quello meno faticoso in assoluto (non ho fatto altro che fotografare, sedermi e mangiare).
Vi racconto perché.
Questa crema di broccoli, patate e fior di latte l’ha preparata nientepopòdimenochè mia cognata Marina, dopo averla mangiata al ristorante Napoli Soscia della nostra amica Mariella.
Vi starete chiedendo cosa c’è di così soddisfacente.
Di soddisfacente, di strabiliante, di incredibile, di commovente, di stupefacente c’è il fatto che mia cognata fino a poco fa non era in grado di fare un uovo fritto; se chiedevate a mia cognata di porgervi una mandolina, lei arrivava con una mezzaluna; solo un anno fa mia cognata mi guardava come fossi un venusiano quando ero davanti ai fornelli.
Poi un giorno all’improvviso ha cominciato a chiedermi ricette e consigli, a seguire il blog e a rifare quello che io facevo, ora è addirittura in grado di replicare qualcosa che ha mangiato senza averne la ricetta.
Penso che a Natale prossimo si dedicherà a pandori e panettoni e tra un paio d’anni quella brava in cucina sarà lei e non più io ed io potrò appendere pentole e mattarello al chiodo.



LA VELLUTATA DI PATATE, BROCCOLI E FIOR DI LATTE DI MARINA ISPIRATA A MARIELLA

Ingredienti per 6 persone
700 gr di patate
300 gr di broccoli
Sale
Pepe
burro 1 noce
latte q.b.
Parmigiano 1 cucchiaio
200 gr fior di latte

Lessare le patate e passarle ancora calde con lo schiacciapatate.
Lessare i broccoli e ridurli in crema con un frullatore ad immersione.
Unite i 2 passati in una pentola e su fuoco lento aggiungere il burro, il sale, il pepe e latte a sufficienza da rendere il composto cremoso.
Quando la vellutata sarà bella calda servirla con una dadolata di fior di latte e dei crostini di pane cafone

eccheccavolo!!!!

venerdì 27 novembre 2009

Pubblicato da Lydia 41 commenti

Vi aspettavate una recensione al libro di moda in questi giorni???
E invece no, tutt'altro...


Perché, spiegatemi perché il cavolfiore può emanare un odore così puzzolente, un odore che ti appesta la casa per una settimana, un odore che, se vivete in pochi metri quadri, potete anche traslocare.
Eppure è così buono, o per lo meno a me piace così tanto.
Questa zuppa è estremamente semplice ed è l’ideale per chi, come me, è sempre alla ricerca di sistemi per riciclare il pane secco


ZUPPA DI CAVOLFIORE E PANE GRATINATA
Per 4 persone
½ cavolfiore
4 fette di pane raffermo
Brodo vegetale
¼ di cipolla
50 gr parmigiano grattugiato + 2 cucchiai per la gratinatura
Olio e.v.o.

Appassire la cipolla in un filo d’olio, aggiungere le cimette di cavolfiore e fate stufare allungando con del brodo vegetale quando è necessario.
Nel frattempo fate spugnare le fette di pane in un po’ di brodo caldo.
Quando il cavolfiore sarà ben cotto aggiungere il pane spugnato e mescolare bene fino a che la zuppa non raggiunga una consistenza quasi cremosa, aggiungere il parmigiano e dividere la zuppa in ciotoline monoporzione che possano andare in forno.
Fate una spolverata di parmigiano e infornate per gratinare.
Lasciate riposare e servite in tavola



Con questa ricetta partecipo volentieri all'iniziativa di Alberto

e non dite che non eravate state avvisati

mercoledì 7 ottobre 2009

Pubblicato da Lydia 26 commenti

E’ cominciata la settimana detox.
Zucca e arance, poche calorie, tanta vitamina C, depurante ed antiossidante.
Cosa volete di più?
L’inverno scorso, insieme ad un gruppo di amiche foodbloggers, avevo assaggiato da Davide Oldani un risotto zucca, arancia e rosmarino davvero molto buono.
Lo aveva ripetuto anche Virginia.
Io ho tolto il riso e ne ho fatto una fantastica vellutata.
Ottima anche se non siete in settimana disintossicante




CREMA DI ZUCCA ROSMARINO E ARANCIA
1 cipollina
1 kg di zucca
Rosmarino
1 arancia
Olio

Fate appassire la cipolla in un filo d’olio che avrete tenuto in infusione con del rosmarino, aggiungere eventualmente dell’acqua perché non si colori troppo.
Aggiungere la zucca tagliata a cubetti e portare a cottura (io per intensificare l’aroma di rosmarino, ho diluito con dell’acqua calda in cui ho messo in infusione un rametto di rosmarino).
A fine cottura aggiungere il succo e la buccia grattugiata di un’arancia.
Frullare con un frullatore ad immersione (a me piace che si senta qualche pezzo quà e là, voi fate come meglio credete)

LA CREMA DI PANE E LA COSCIENZA CULINARIA

giovedì 4 dicembre 2008

Pubblicato da Lydia 17 commenti


Un po’ come molti di noi io sono nata, culinariamente parlando, sulla vecchia cucinait.
Si, per carità, ho sempre avuto la passione per la cucina, da piccola guardavo cucinare mia madre, che è stata la mia prima maestra, compravo riviste, leggevo libri.
Ma su cucinait ho cominciato a prendere coscienza, lì ho imparato cosa fosse il lievito madre e come si usasse la manitoba, lì ho capito che schifezza fosse la vanillina o cosa fosse una planetaria.
Sempre lì ho conosciuto questa banda di sfrantumati a cui mi accompagno.
Come alcuni di voi me ne sono anche allontanata, come altri di voi ogni tanto ci ritorno.
Ed è proprio lì che ho trovato questa ricetta, veloce, semplice, ma saporita.
E’ una ricetta di Maria Chiara Cadore, che ringrazio pubblicamente, e che ormai faccio spesso per non buttare le tonnellate di pane che quell’esserino che ho nel mio frigo mi costringe a produrre.

CREMA DI PANE
per 6 persone: pane secco gr 250, cipolla gr 200, speck intero, non a fette gr 90, burro gr 60, prezzemolo, brodo l 1,5, latte l 0,5
Tagliare a dadini il pane e in dadolata gr 50 di speck. Affettare a velo la cipolla e farla appassire con il burro e lo speck. Aggiungere il pane e bagnare tutto con il bordo e il latte caldi. Incoperchiare e far cuocere piano per 50 min. Aggiustare di sale e passare al frullatore. Cospergerla con foglioline di prezzemolo tritate e lo speck rimasto tagliato a julienne