attrazione fatale

venerdì 31 luglio 2009

Pubblicato da Lydia 18 commenti

Non c’è bisogno che qualcuno me lo dica, so che accendere il forno con 40 gradi all’ombra è da ricovero coatto in manicomio.
Ma cosa ci potevo fare io se avevo un po’ di roba da smaltire e mi era venuta voglia di plumcake? Nulla di trascendentale e sofisticato: un semplice e morbido plumcake.
E poi è così, non posso farci nulla, devo farmene una ragione: il forno esercita su di me un’attrazione fatale.

Liberamente tratto da "quiches, cakes & compagnie" di Ilona Chovancova della Marabout



CAKE AL DOPPIO MIRTILLO E PISTACCHI

3 uova
125 gr zucchero
150 gr farina
50 gr farina integrale
2 cucchiaini di lievito in polvere
1 yogurt
80 gr di burro fuso
100 gr mirtilli freschi

50 gr di mirtilli secchi
50 gr pistacchi tritati grossolanamente

Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere delicatamente con una spatola la farina con il lievito, poi lo yogurt, il burro ed infine i mirtilli, e i pistacchi tritati.
Infornare a 180 gradi per 45 minuti circa

gli amici si vedono nel momento del bisogno

mercoledì 29 luglio 2009

Pubblicato da Lydia 16 commenti

Ci sono delle giornate in cui accade di tutto, telefonate che si susseguono senza tregua, lavatrici che decidono di perdere acqua, grattugie americane che fanno tanto bene il proprio lavoro da asportarti parte di un pollice.
Quando siete sull’orlo di una crisi di nervi e vi squilla il cellulare e dall’altra parte una voce vi dice “passo dalle tue parti, mi fermo a pranzo”, vi assicuro che la crisi di nervi l’orlo lo supera, eccome, soprattutto se in confronto al vostro frigo il deserto dei tartari non è poi così deserto.
Ovviamente in una situazione del genere non riuscite neanche a pensare a cosa poter preparare velocemente, ed io quando non ho idee tiro fuori il mio quaderno.
Sarò pure una foodblogger, ma io le ricette che faccio spesso, quelle che mi piacciono davvero, le scrivo su un quaderno, mi piace pensare che un giorno passerà nelle mani delle mie nipoti così come io ho quelli delle mie nonne.
Proprio sfogliando le pagine del mio quaderno mi è venuta in soccorso Giovanna , con una ricetta segnata anni fa e che mi piace molto.
Giovanna me l’aveva venduta come pesto di pistacchi, in realtà un pesto vero e proprio non è ed io, modificandola lievemente, l’ho ribattezzata crema di pistacchi e ci ho condito dei tagliolini


TAGLIOLINI ALLA CREMA DI PISTACCHI
Per 4 persone
4 fette di pancarrè bagnato nel latte senza crosta
40 gr di burro
2 cipolline fresche
100 gr di pistacchi tritati
2 cucchiai di parmigiano

Affettare le cipolline molto sottili e farle appassire nel burro, amalgamare la mollica bagnata nel latte. Aggiungere il pistacchio tritato finissimo e il parmigiano.
Regolare di sale e di latte fino ad ottenere una consistenza cremosa, condire la pasta

Sandra non ne potrà più

lunedì 27 luglio 2009

Pubblicato da Lydia 17 commenti

Ci sono delle cose che in casa non devono mancare mai, chessò: il latte, le uova, il burro, la farina, il sale, l’olio, la pasta.
Nel mio elenco a tutto questo aggiungete la farina di ceci.
Se la farina di ceci la mescolate con un po’ di acqua e un po’ d’olio otterrete una delle cose più buone, rapide e semplici che ci siano. Chiamatela cecina, chiamatela farinata, chiamatela come più vi piace, ma sempre buona resta.
Vi prego solo di essere magnanimi se riscontrate delle inesattezze su tale preparazione, ricordate che non sono né ligure né toscana e che a Napoli una roba del genere non esiste.

Questa è un’altra ricetta che va ad aggiungersi alle innumerevoli già presentate per il contest di Sandra in collaborazione con palatifini.
Mi auguro solo che non si configuri il reato di stalking, e che Sandra accetti pazientemente ancora quest’altra preparazione, giuro è l’ultima.


SANDWICHES DI CECINA AL PESTO

Per la cecina
100 gr di farina di ceci
3 cucchiai di olio
300 gr di acqua

Mescolate la farina e l’acqua evitando che si formino grumi, aggiungete sale ed olio e versare in una teglia da 26 cm di diam ben oleata, fare riposare un’oretta ed infornare a 200 gradi per una decina di minuti, nel caso in cui si presentasse ancora umida accendete per qualche minuto il grill.
Lasciare raffreddare e sformate.

Con un coppapasta tagliate dei cerchi di cecina ed accoppiateli tra loro farcendoli con un po’ di pesto alla genovese

Semplice, veloce ed ottimo aperitivo






gratificazioni peccaminose

venerdì 24 luglio 2009

Pubblicato da Lydia 25 commenti

ovvero, prove tecniche di gelato parte seconda

A quante di voi è mai capitato di avere una giornata NO, quelle in cui va tutto storto, quelle in cui vorreste chiudere il mondo fuori dalla porta, affondare sul divano davanti ad un film lacrimevole e cercare gratificazione e soddisfacimento nel cibo, per l’esattezza in un gelato, cremoso, peccaminoso e avvolgente?
Chissà perché poi il mio alleato nei momenti NO è quasi sempre un gelato.
Questo mi è capitato qualche giorno fa, il gelato peccaminoso me l’ero fatto la mattina con un pasta pralinata preparatami dalle manine amorevoli dell’amica socia Giovanna, e la ricetta è un’elaborazione di una ricetta di Santin presa chissà dove.






GELATO AL PRALINATO
2 tuorli
30 gr zucchero
20 gr zucchero invertito
1,5 gr neutro
200 gr latte
200 gr panna
50 gr latte scremato in polvere
90 gr pralinato alle mandorle

Montare i tuorli con gli zuccheri ed il neutro.
Nel frattempo portare ad ebollizione tutti gli altri ingredienti prestando attenzione a che il pralinato si sciolga bene.
Versare questo composto sulle uova montate mescolando con cura, mettere sul fuoco e portare a 85°.
Mettere il tutto in una bacinella con acqua e ghiaccio per abbassare velocemente la temperatura.
Lasciare riposare in frigo qualche ora.
Mettere nella gelatiera e azionarla


Note di assaggio
Rispetto al gelato di Principe, testato qualche settimana fa, questo è più cremoso e pastoso.
La prova neutro/zucchero invertito mi ha soddisfatta, il gelato non si scioglie in un nanosecondo ed anche dopo una nottata in freezer non era un mattone, fate però molta attenzione perchè se si superano le dosi di neutro consigliate potrete ottenere un gelato dall'effetto terribilmente elastico

Vi riporto quanto detto da Eugenia a proposito del neutro: "E' una polverina che contiene, oltre alla farina di semi di carrube, farina di semi di guar, destrosio, lattosio, gomma xantano e agar-agar. Detto così può sembrare una schifezza, ma usata con attenzione (devi stare molto attenta e pesare al grammo)ho notato che conferisce una consistenza tutta diversa al gelato. Ocio che se esageri nella dose, anche di poco, ti viene un gelato talmente viscoso da farti pentire di averla messa. Il prodotto si chiama Neutrogel 30, della Lazzaris, ed è in un vasetto da 180 g.Ne bastano 6-7 grammi per litro di latte. L'ho trovato a Milano presso la drogheria Soana, in corso Magenta,1."

E vi rimando al blog di Dario Bressanini per le notizie sullo zucchero invertito

P.S.
Per la prima volta carico una foto da flickr, incredibile, ma ci sono riuscita a quanto pare

con il pesto della pestata

mercoledì 22 luglio 2009

Pubblicato da Lydia 13 commenti

Vi ho già parlato della tradizionale pestata.
Della serata di follia collettiva in cui 5 o 6 persone, non del tutto normali di mente, si riuniscono al caldo di un cucinino e pestano, frullano, lavano, grattugiano e grigliano.
E litigano, litigano sui quantitativi di aglio, sul pecorino, litigano perché il basilico dell’anno scorso era più bello, litigano sulle dimensioni dei barattoli da utilizzare.
Ogni volta mi chiedo perché sottoporsi a questo supplizio.
Forse perché alla fine, nonostante tutto, ci divertiamo.
Con un po’ del pesto genovese prodotto quest’anno ho realizzato: 1) carpaccio al pesto; 2)insalata di fagioli cannellini e seppie; 3) caponata di pomodori e pesto.
Ricette veloci, semplici ed estive.
Il tutto per il contest di Sandra un tocco di zenzero in collaborazione con palatifini




CARPACCIO AL PESTO

Per 2 persone
200 gr di fettine di manzo tagliate sottilissime
20 gr di scaglie di grana
Un paio di pomodorini pachino
Qualche pinolo tostato
2 cucchiai di pesto genovese

Adagiare su un piatto le fettine di carpaccio, cospargere di pesto, di grana, di pomodorini a pezzetti piccoli e di pinoli.
Lasciar riposare un’ora e servire





INSALATA DI FAGIOLI CANNELLINI E SEPPIE AL PESTO GENOVESE

150 gr fagioli cannellini secchi
300 gr seppioline già pulite
1 piccola costola di sedano
4 o 5 pomodorini pachino
2 cucchiai di pesto genovese
Sedano e pomodori per lessare i fagioli

La sera prima mettere a bagno i fagioli.
La mattina lessarli in acqua con un po’ di sedano e qualche pomodorino.
Tenerli un po’ al dente e salarli.
Tagliare le seppioline a striscioline e lessarle velocemente.
Lasciare raffreddare fagioli e seppie.
Nel frattempo pulire e privare il sedano dei filamenti, e tagliarlo a pezzettini piccoli.
Lavare i pomodori e tagliarli a pezzetti.
Unire il tutto e condire con il pesto








CAPONATA DI POMODORI CON PESTO (a Napoli la caponata è una sorta di insalata di pomodori e quel che c'è con le freselle)

Per 2 persone
2 freselle, (se avete voglia e tempo qui c'è la mia ricetta e qui c’è la ricetta di Roberto)
100 gr pomodorini
1 manciata di capperi dissalati
1 manciata di olive di Gaeta
1 scatoletta da 150 gr di tonno
2 cucchiai di pesto genovese

Inumidire le freselle sotto l’acqua corrente e adagiarle sul piatto.
Nel frattempo tagliare i pomodori, aggiungere le olive, i capperi, il tonno sgocciolato e condire con il pesto.
Mettere l’insalata sulle freselle e servire.

P.S. Non avendo spezzettato la fresella, per motivi estetici, l'ho inumidita sotto l'acqua, quando mi capita di spezzettarla, la passo solo per un attimo sotto l'acqua, se poi ho necessità di preparare la caponata qualche ora prima, la spezzetto direttamente a secco.


Questione di feeling...(spengo il forno, ma non del tutto)

lunedì 20 luglio 2009

Pubblicato da robertopotito 23 commenti


Con il caldo che prende ogni giorno di più il sopravvento e la caratteristica svogliatezza tipica della canicola estiva, soprattutto dopo aver trascorso quasi un mese di meraviglioso riposo e sereno "spignattamento", ho deciso, cause di forza maggiore (lavoro frenetico e pigrizia) di spegnere il forno, anche se non del tutto...

Intanto, se avete voglia, potete leggere questo breve resoconto di come ho trascorso le mie vacanze alle Baleari...



Eh sì, deve essere proprio una questione di feeling che mi porta a trascorrere le mie vacanze estive da oltre dieci anni sempre nello stesso ed identico posto: Ibiza. Mi sono anche chiesto come mai Ibiza esercita su di me un fascino assoluto ed irresistibile. Sarà per le spiaggie bellissime e tutte libere, sarà per il mare stupendo, sarà per l'atmosfera di rilassatezza che ci si respira; non solo.


Dovete sapere che Ibiza è un autentico paradiso per le persone "malate" come me, per le persone che amano tutti gli strumenti più disparati per la cucina: dalle spezie agli ingredienti difficilmente reperibili da noi, all'infinità di stampini e stamponi che si possono tranquillamente acquistare a prezzi decisamente inferiori che in Italia, facilmente rintracciabili addirittura nei comuni supermercati.
Siccome quest'anno ero stato incaricato dalla mia adorata Lydia di fotografare tutto ciò che mi capitava a tiro di macchinetta, ho pensato bene di utilizzare fino al quasi totale sfinimento il forno sgangherato che avevo a disposizione nell'appartamentino che affittiamo ogni anno.


La mia giornata tipo si svolgeva nel seguente modo:
sveglia attorno alle ore 8 e "calata" in spiaggia attorno alle ore 9.00 assieme alla mia amica del cuore ibicenca Juanita e Manolo, chef di un importante albergo del posto.
Mentre fingevamo di prendere il sole e di godere tutti i salutari benefici della spiaggia, in realtà pensavamo a cosa preparare nel corso del pomeriggio a casa mia dopo una breve, ma indispensabile, siesta.Devo dire che abbiamo sperimentato un bel po' di ricette caratteristiche delle isole baleari e no: ovviamente tutte rigorosamente con utilizzo di lievito di birra oppure di vari tipi di lievito madre.



Nelle baleari è facilissimo accedere con pochissima spesa a delle farine di forza di notevole qualità a costi veramente irrisori ( in media 80 cent al kilo) senza dover raccomandare la propria anima al denomio o a conoscenze varie e raccomandazioni disparate!!!




un post nato al telefono

venerdì 17 luglio 2009

Pubblicato da Lydia 25 commenti

Questo post nasce grazie ad una telefonata con Virginia.
Neanche ci pensavo io a pubblicare la ricetta delle freselle, che mi capita di preparare quando il lievito madre straborda nel mio frigo, il che accade abbastanza spesso.
Vabbè, in questi giorni, ad esser sincera, è moribondo, ma fa nulla, con un paio di rinfreschi tornerà ad essere quello di prima, spero.
Pensavo fosse un banale metodo di smaltimento lievito madre e che non valesse tanto la pena di renderlo pubblico.
Poi ieri mi è capitato di regalare queste freselle a Virginia e lei mi ha spinto a parlarne, quindi per questo bel pippozzo ringraziate lei, e già che ci siete ringraziatela pure per la foto, perché a me non erano rimasti che rottami di fresella da immortalare.

Le freselle sono pane biscottato, io le preparo con uno pseudo impasto di pane cafone, ispirato a Daniela.
La mia ricetta è con farina 00 e lievito madre, qui trovate, invece, quella di Roberto che le prepara con farina integrale e con biga.
In periodo estivo costituiscono il mio pasto principale, una fresella leggermente inumidita, 2 pomodori, un po’ d’origano, un filo di olio buono e il pranzo è servito




FRESELLE

200 gr di lievito madre
600 gr farina 00
300 gr di acqua circa
1 cucchiaino di sale

La sera prima impastate 200 gr di lievito madre con 300 gr di farina e circa 150 gr di acqua, vaporizzate con acqua l’impasto e lasciate riposare tutta la notte.

La mattina dopo sgonfiate l’impasto, aggiungete 300 gr di farina, 150 gr circa di acqua ed 1 cucchiaino di sale ed impastare a lungo (ci pensa il Kenwood). Vaporizzate l’impasto.
Lasciate lievitare per circa 4 ore, il tempo di riposo naturalmente dipende dalla stagione, e con questo caldo diminuisce notevolmente.

A questo punto sgonfiate ancora una volta l’impasto e dividetelo in pezzi da 150 gr circa, formate dei salami, lasciateli riposare per 5 minuti e poi allungateli fino ad una lunghezza di 20-25 cm circa e formare delle ciambelline.
Vaporizzate e lasciate lievitare per circa 3 ore (anche qui naturalmente i tempi sono inversamente proporzionali alle temperature).

Infornare a 200 gradi per 10-12 minuti (fate attenzione che le freselle non si colorino troppo), fate raffreddare completamente, dividete le ciambelle in 2 e rimettetele in forno con il taglio rivolto verso l’alto a 160 gradi per una mezz’ora circa e abbassando a 140 ancora per una mezz’ora.
Le freselle devono essere perfettamente biscottate

Ringrazio ancora la spilucchina per la bellissima e preziosissima foto