Quando sono stata in viaggio in Siria 2 anni fa non potevo tornare a casa senza queste bellissime caccavelle in legno per mamoul.
I mamoul sono un dolce tipico mediorientale con una pasta molto profumata a base di semola ed un ripieno di datteri o frutta secca e miele.
Una volta tornata in Italia mi sono trovata innanzi ad un grave dilemma, non essendomi piaciuti i mamoul, potevo utilizzare il mitico stampino in questione per un biscotto più occidentale?
Era giusto o no snaturalizzare la funzione dello stampo da mamoul?
Dopo 2 anni di pensamenti e logorii ho pensato che si potesse fare e così ho fatto una volgare pasta frolla e l’ho farcita con delle volgari pastiglie di cioccolato fondente, tutto molto occidentale, non me ne vogliano i mediorientali...
Bloccata a Madrid dalla nube di cenere vi saluto
I MAMOUL PEZZOTTI (finti, per i non napoletani)
Per la frolla
300 gr di farina
150 gr di burro a pezzetti
3 tuorli
70 gr di zucchero al velo o del tipo sottile
Estratto di vaniglia
Buccia d’arancia grattugiata
Preparare la frolla come siete abituati a fare, io metto tutti gli ingredienti nell’impastatrice e con la foglia amalgamo il tutto.
Penso sia il modo migliore, si può utilizzare burro di frigo, non lo si maneggia, e si fa velocemente, il che non guasta.
Dare una spolverata di farina all’interno degli stampini in legno per mamoul, prendere una pallina di pasta frolla, spingerla con il dito all’interno dello stampo e creare un incavo in cui metterete una pastiglia di cioccolato fondente. Sigillare bene con la pasta frolla e spingere bene la vostra pallina all’interno della formina per fare in modo che il motivo decorativo si imprima bene nella frolla.
A questo punto prendete un pezzetto di frolla, fatelo aderire lievemente al biscotto crudo che è all’interno dello stampino e tirarlo su con un movimento secco, effettuare la medesima operazione fino a che non avrete finito il vostro impasto.
Mettete i biscotti una mezz’oretta in freezer prima di infornarli a 180 gradi per una ventina di minuti
uso improprio di caccavella
lunedì 19 aprile 2010
Pubblicato da Lydia 27 commentialle 05:59 27 commenti | Posta un commento
E adesso che ci faccio?? (Il dopo pizza...)
venerdì 16 aprile 2010
Pubblicato da robertopotito 20 commentiA volte può capitare che, dopo aver preparato la pizza il sabato sera, vi avanzi un pò di impasto e che non ve la sentiate di commettere "un impasticidio" e allora stendete controvoglia un'ennesima pizza che quasi sempre viene condita malamente visto che la mozzarella e gli altri condimenti non vi sono avanzati o ve ne sono avanzati molto pochi.
Così la sventurata pizza dell'ultimo secondo non viene consumata da nessuno e viene relegata come avanzo per l'indomani o peggio surgelata.
Anche il sottoscritto ha quasi sempre agito in questo modo, ma un pò di tempo fa a Torino, vidi un negozio che vendeva la "focaccia di Giaveno": non sapendo di cosa si trattasse sono entrato nella panetteria incuriosito e dopo vari tentativi sono riuscito a far "sputare" al proprietario la ricetta.
La ricetta in questione si basa prevalentemente sull'utilizzo di un buon quantitativo di pasta di riporto (nello specifico proveniente da impasto base per pizza) e l'aggiunta di un pò di burro morbido, qualche uovo ed un pò di zucchero per la glassatura.E' assolutamente di facilissima preparazione, poiché contenendo nella propria massa una considerevole componente di pasta da riporto, quindi già sufficientemente lievitata, non risente dell'aggiunta di proteine e grassi che in impasti di natura differente richiederebbero accorgimenti specifici ed una lavorazione maggiormente attenta.
Risultato: un dolce ottimo, non eccessivamente dolce o stucchevole e di buona conservazione.
Desumo che la focaccia di Giaveno provenga da Giaveno, cittadina molto carina in provincia di Torino dove spesso andavo con mio padre la domenica pomeriggio.
FOCACCIA DI GIAVENO
INGREDIENTI
800 GR DI PASTA DI RIPORTO (PREFERIBILMENTE IMPASTO PER LA PIZZA PREPARATO COME PIU' VI PIACE)
300 GR DI FARINA O
350 GR DI BURRO AMMORBIDITO
4 TUORLI DI UOVO
400 GR DI ZUCCHERO A VELO
BUCCIA DI LIMONE E DI ARANCIA FINEMENTE GRATTUGIATE
QUALCHE CUCCHIAIATA DI LATTE INTERO
ESECUZIONE
Unire alla pasta di riporto la farina 0 ed intridere unendo qualche cucchiaiata di latte intero.
Incorporare i tuorli leggermente battuti assieme allo zucchero ed impastate energicamente per almeno una decina di minuti.
Quando l'impasto avrà cominciato ad assumere la sua struttura leggermente elastica, incorporate il burro ammorbidito assieme agli aromi.
Completate l'impasto e dategli la forma di una pagnotta circolare, vaporizzatela con acqua e sistemate la glassatura inumidendo qualche cucchiaiata di zucchero semolato assieme a poca acqua: dovrete ottenere un composto alquanto solido che andrete a spalmare delicatamente solo al centro della focaccia.
Tale accorgimento si rende necessario poiché in cottura la glassa cederà naturalmente dirigendosi anche verso i bordi.
Fate riposare per almeno un'ora ed infornate a 180° fino a completamento della cottura.
Sfornate e fate raffreddare su di una gratella; ottima se consumata il mattino successivo a colazione.
alle 05:00 20 commenti | Posta un commento
cosa ne pensate?
mercoledì 14 aprile 2010
Pubblicato da Lydia 51 commentiMi è capitato in più di un’occasione di assaggiare prodotti di qualità, di rimanerne colpita favorevolmente e di parlarne, ma cosa succede se un prodotto che dovrebbe essere nella fascia top della sua categoria, una volta assaggiato vi delude enormemente?
So che questo è un problema alquanto delicato e per giunta un terreno minato, quindi vi rigiro la patata bollente e vi chiedo un parere.
Un’amica mi ha gentilmente omaggiato di 2 confezioni di una certa pasta, una di paccheri ed una di spaghetti alla chitarra, dovendo preparare gli spaghetti alla poverella per il blog, ho pensato di utilizzare la pasta alla chitarra in questione.
Ho preparato il cosiddetto set fotografico, ho anche posizionato il piatto vuoto per decidere l’inquadratura in anticipo, dopodiché ho cotto la pasta come faccio di solito, l’ho condita, messa nel piatto, che ho velocemente posizionato nel cosiddetto set, ho cliccato e sono corsa a mangiare il mio spaghetto.
Questo è l’iter che seguo sempre quando devo fotografare e poi mangiare un piatto di pasta.
Una volta messa la forchetta nella matassa, la pasta è venuta su in un solo monoblocco, era decisamente collosa e priva di nerbo.
Sia chiaro che la mia esperienza è relativa ad un solo formato di questa marca di pasta, ma ciò non toglie che sia stata davvero deludente, anche perché trattasi di una di quelle paste care, che qui al nord passano per essere il top, devo dire che a Napoli non l’ho mai vista in circolazione e non l’ho neanche mai sentita nominare.
Voi cosa fareste?
Scrivereste il vostro post facendo finta di nulla, senza menzionare l’accaduto o ne parlereste onestamente come quando vi capita di parlare bene di prodotti che vi sono piaciuti?
Enza, penso che questo argomento sia un corollario della tua discussione.
Ah, dimenticavo la ricetta degli spaghetti alla poverella, che, poverelli, non c’entrano nulla con tutto questo pippone e che probabilmente finiranno in secondo piano.
½ gambo di sedano privato dei filamenti
3 o 4 pomodori tipo datterini o ciliegini
4 o 5 capperi dissalati
1 manciata di basilico
1 spolverata di origano
1 spicchio d’aglio
Olio
Sminuzzare il sedano, tagliare a pezzetti i pomodori, spezzare il basilico con le mani e tritare i capperi, mettere il tutto in barattolo di vetro, ricoprire di olio extra vergine, fare una spolverata di origano, aggiungere un pizzico di sale e lo spicchio d’aglio intero.
Chiudere il barattolo e tenere in frigo almeno per un giorno, ma si conserva per 4 o 5 giorni.
All’occorrenza tirarlo fuori dal frigo un'oretta prima e condire la pasta ricordandovi di eliminare lo spicchio d’aglio.
Molti aggiugono anche i peperoncini verdi crudi, io non li ho messi perchè non è stagione e poi crudi non li digerisco…
alle 05:54 51 commenti | Posta un commento
gran bel cambiamento
lunedì 12 aprile 2010
Pubblicato da Lydia 26 commentiIo faccio parte di quel genere di persone estremamente metodico e preciso che guarda sempre ai cambiamenti con una grande iniziale diffidenza.
Faccio una grande fatica ad abituarmici e a prenderne confidenza, poi naturalmente, quando sono positivi, mi piacciono.
Quando Alex ha annunciato che non sarebbe più stata cuoca dell'altro mondo, ma che l’avremmo trovata su un nuovo blog: foto e fornelli, mi è quasi preso un accidenti.
Per me gironzolare per blog è un po’ come andare a trovare degli amici a casa per un saluto, per bere un caffè e mangiare due pasticcini, e cuoche dell’altro mondo era casa di un’amica, anzi di 2, oltre ad essere, a mio modesto avviso, uno dei blog più belli si siano visti sul web.
Le foto di Alex, pur avendo uno stile personalissimo e riconoscibile tra mille, non sono mai uguali a se stesse.
Ora Alex si è trasferita su foto e fornelli e questo vuole essere il mio saluto a cuoche dell'altro mondo ed il mio benvenuto a foto e fornelli, dove andrò volentieri a bere un caffè e mangiare 2 pasticcini.
IL PURE’ MEDITERRANEO DI AL EX
Non ho dosi, ho fatto tutto a occhio. Potete aggiungere gli ingredienti nella quantità che più vi aggrada.
Ho cotto le patate in acqua salata, le ho scolate e rimesse nella pentola.
Le ho schiacciate con l'apposito schiacciapatate, ho aggiunto giusto un goccio di latte per amalgamarle bene.
Poi ho condito con olio d'oliva, pomodorini secchi sottolio tritati finemente (regalatimi da una cara amica), olive nere greche tritate (Kalamata), una bella manciata di basilico tritato, un'altra bella manciata di foglie di citronella(cedrina, erba luigia) tritate (in mancanza potete sostituire con un po' di buccia di limone grattugiata), pinoli tostati.
Credo di non aver dimenticato nulla. Ah, ovviamente salare e pepare alla fine. Era talmente buono che me lo sono mangiato come piatto unico!
Note mie, io ho usato olive taggiasche e buccia di limone al posto di citronella Etichette: amici, contorni, patate
alle 05:50 26 commenti | Posta un commento
pubblicità progresso
giovedì 8 aprile 2010
Pubblicato da Lydia 41 commentiTranquilli, non si tratta di materassi, e neanche di pentole o pillole per dimagrire.
Voglio invitarvi, sempre che non lo abbiate già fatto, a comprare un legume che troppo spesso consumiamo surgelato (io per prima, quando non è il suo periodo) o in scatola: i piselli.
Con l’arrivo della Primavera arriva anche la stagione dei piselli freschi.
Quanto è semplice e veloce acquistare una busta di piselli surgelati o una scatola di latta da aprire sollevando una linguetta, ma quanto sono più buoni i piselli freschi.
Comprate un kg di piselli freschi e sgranateli, poi cucinateli come più vi pare.
La ricetta che segue è di una banalità disarmante, perdonatemi, ma è solo un mezzo per fare una pubblicità spudorata ai piselli freschi.
PASTA E PISELLI
1 kg di piselli freschi
Sgranare i piselli.
Affettare i cipollotti a striscioline sottili e farli appassire con un po' di olio, e un pochino di acqua, unire poi il prosciutto crudo tagliato a pezzetti e farlo rosolare per qualche minuto. Unire infine i piselli, farli cuocere a fuoco vivo per qualche minuto, aggiungere dell’acqua calda e fateli cuocere ¼ d’ora circa.
Portare a cottura aggiungendo, quando necessario, dell’acqua calda e mescolando di tanto in tanto.
Aggiungere una bella grattugiata di parmigiano grattugiato e lasciare riposare prima di servire.
A Napoli la pasta e piselli è un piatto asciutto, non brodoso
alle 05:54 41 commenti | Posta un commento
ce l'abbiamo fatta
martedì 6 aprile 2010
Pubblicato da Lydia 35 commentiIncredibile a dirsi ma Alex, Artemisia, Francesca ed io ce l'abbiamo fatta ad arrivare sane e salve sino ad oggi.
Non l'avrei mai creduto.
Questa delle 99 colombe è stata per me un'esperienza molto importante.
Qualcuno mi ha chiesto se lo rifarei, senza alcuna esitazione ho risposto di si.
Per carità, non è stato sempre semplice: gestire il blog e le colombe, rispondere alle mails, organizzare gli ordini per il mercatino di Roma, ma senza dubbio mi tufferei ancora.
Lavorare con Artemisia, Alex e Francesca è stato davvero un piacere e le ringrazio pubblicamente di vero cuore.
Vi propongo dei biscotti di frolla sbriciolata con amaretti morbidi delle sorelle Nurzia

Mi sembra che questa foto possa ben rappresentare tutto quanto in questo mese è accaduto. La foto è di Francesco Arena su scatti di gusto Etichette: 99 colombe, amici, biscotti, Dolci
alle 00:12 35 commenti | Posta un commento
Finché la barca va...
venerdì 2 aprile 2010
Pubblicato da robertopotito 19 commenti"Finché la barca vaaa...lasciala andareee...finché la barca va, tu non remareee" così canticchiava e tuttora canticchia Adalgisa quando impasta il casatiello in quel di San Potito Ultra, piccolo e ridente paese dell'Irpinia in provincia di Avellino.
Adalgisa é praticamente "l'anginettara" (colei che prepara taralli) del paese: quando ci sono eventi festosi o luttuosi, le famiglie la ingaggiano per una fornitura di anginetti( tipici taralli irpini glassati con zucchero) oppure di casatielli, pizze piene, pizze con l'erba e quant'altro di tipico.
Purtroppo Adalgisa non dà le ricette a nessuno, ma proprio a nessuno, nonostante il sottoscritto abbia provato più volte a corromperla in vari modi, rassicurandola che non le avrei mai e poi mai fatto "concorrenza"...niente, ma proprio niente da fare!!!
Questa che propongo oggi su scatti di gusto é una mia interpretazione che si avvicina abbastanza al delizioso casatiello che sforna Adalgisa.
La ricetta la trovate su scatti di gusto
CASATIELLO
Ingredienti
600 g di farina 00 (300 gr di farina debole+300 gr di farina forte)
4 uova intere + le uova necessarie per decorare
15 gr di lievito di birra fresco
200 gr di salumi misti tagliati grossolanamente
200 gr di formaggio a pasta dura a pezzetti
250 gr di acqua a temperatura ambiente
2 cucchiaini di sale fino
Esecuzione
In una terrina capiente, unire la farina, il lievito disciolto in poca acqua a temperatura ambiente e cominciare ad intridere unendo molto lentamente l’acqua prevista. Quando l’impasto comincerà ad assumere la propria struttura, incorporare le 4 uova in due riprese e per ultimo il sale.
Impastare energicamente fino ad ottenere una massa elastica e soda.
Lasciate riposare l’impasto ottenuto ungendolo delicatamente con un po’ di strutto e dopo circa un’ora, stenderlo grossolanamente in una sfoglia dello spessore di circa 6/7 centimetri ed incorporare i salumi con i formaggi.
Ripiegare l’impasto su se stesso facendolo circolare sul tavolo di lavoro.
Formare un cilindro e metterlo in uno stampo infarinato a forma di ciambellone, lasciando da parte una parte di impasto della dimensione di una noce.
Lavare sotto acqua corrente le uova per la decorazione e collocarle sulla ciambella , esercitando una pressione lieve, coprire le uova con delle strisce sottili di pasta formando una croce.
Spennellare con uovo intero sbattuto il casatiello e porre a lievitare.
Cuocere in forno a 180° per almeno una quarantina di minuti
alle 07:30 19 commenti | Posta un commento
